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Lifestyle

Strass ovunque: il bedazzling e la rivincita dell’eccesso

di Francesca Mandelli

Strass, cristalli e glitter conquistano Instagram e TikTok. Dopo anni di minimalismo, torna l’estetica dell’eccesso, tra nostalgia degli anni Duemila e voglia di personalizzare il quotidiano

9 Settembre 2026

Strass ovunque. Sulle cover degli smartphone, sulle borracce, sui cosmetici, sulle borse, sulle unghie e perfino sul viso e sul cibo, non solo le torte. Sui social network la nuova parola d’ordine sembra essere una sola: brillare. Si chiama bedazzling e consiste nel ricoprire oggetti e accessori con cristalli, gemme e applicazioni scintillanti. Una pratica tutt’altro che nuova ma che nel 2026 è tornata a imporsi su Instagram e TikTok, trasformandosi in uno dei trend più riconoscibili del momento.

Il termine arriva dall’inglese to bedazzle, «abbagliare», e descrive l’arte o l’abitudine (meglio) di prendere un oggetto qualsiasi e renderlo scintillante e colorato attraverso strass e decorazioni. La novità non sta quindi nella tecnica, ma nella sua estensione. Oggi non si decorano soltanto vestiti e accessori e ogni superficie può diventare un piccolo oggetto prezioso. Il fenomeno si inserisce nel ritorno dell’estetica Y2K, quella degli anni Novanta e dei primi Duemila fatta di glitter, colori accesi, jeans a vita bassa, decorazioni e una certa idea di lusso giocoso. Ma c’è qualcosa di diverso rispetto a vent’anni fa: oggi anche il gesto di decorare diventa contenuto ovviamente da mostrare e condividere. La trasformazione viene filmata, fotografata e condivisa, alimentando a sua volta il trend.

Da «less is more» a «more is more»

Il bedazzling arriva, non casualmente, dopo una lunga stagione di minimalismo. Per anni il gusto dominante ha premiato il beige, le linee pulite, la clean girl aesthetic, il quiet luxury. Oggetti e abiti dovevano essere discreti, coordinati, possibilmente privi di elementi superflui. Il bedazzling fa l’esatto contrario. Non nasconde, aggiunge. Non semplifica, accumula. E soprattutto non teme l’eccesso. È una delle espressioni di quella tendenza che sui social viene definita anche whimsymaxxing, cioè la ricerca di un’estetica più giocosa, personale e volutamente eccentrica.

Kylie Jenner e il ritorno degli strass

A spingere ulteriormente il fenomeno e influenzare i giovani è stata Kylie Jenner. In occasione del suo 29esimo compleanno, l’imprenditrice e influencer ha mostrato sui social una torta ricoperta di finte gemme colorate, diventata rapidamente uno dei simboli del nuovo trend. Poco dopo ha pubblicato la sua ultima manicure, ovviamente sempre decorata con piccoli cristalli multicolori e poi una cover tempestata di gemme. Il suo non è però un caso isolato. La stessa estetica è comparsa nelle manicure di Dua Lipa e Sabrina Carpenter, mentre il mondo beauty sta progressivamente trasformando le unghie in vere e proprie superfici decorative.

La manicure, realizzata da Zola Ganzorigt per Kylie Jenner, utilizza piccoli cristalli colorati su base rosa nude

È il meccanismo ormai consueto della moda sui social: una celebrity rende riconoscibile un’estetica, gli utenti la replicano, la reinterpretano e la portano fuori dal guardaroba. Così gli strass passano dalle mani agli oggetti quotidiani, fino ad arrivare a maschere per il viso, tazze, confezioni di cosmetici e accessori.

Perché proprio adesso?

Il successo del bedazzling racconta qualcosa di più del semplice ritorno di una moda degli anni Duemila. Dopo una fase nella quale l’estetica dominante chiedeva di ridurre, semplificare e coordinare, torna il piacere di personalizzare e accumulare. Un oggetto prodotto in serie può essere trasformato in qualcosa di apparentemente unico. Una cover diventa diversa da tutte le altre, una borraccia si trasforma in un accessorio, un cosmetico entra a far parte dell’immagine di chi lo possiede.

È anche una forma di reazione alla standardizzazione. In un universo digitale nel quale milioni di persone possono avere gli stessi prodotti e seguire gli stessi trend, decorarli significa almeno provare a renderli propri. E c’è poi il divertimento. Il bedazzling non pretende necessariamente di essere elegante. Può essere kitsch, esagerato, infantile. Ed è proprio questa la sua forza.

La voglia di decorare il quotidiano

Il successo del fenomeno si lega infatti anche a una nuova attenzione per tutto ciò che rende la quotidianità più giocosa. È la stessa logica che porta a personalizzare una stanza, scegliere accessori colorati o trasformare un oggetto funzionale in un elemento decorativo. Gli strass diventano così una piccola forma di evasione visiva. Un modo per dire che non tutto deve essere necessariamente sobrio, utile o razionale.

C’è però un rovescio della medaglia. Molti degli elementi utilizzati per il bedazzling sono realizzati in plastica e vengono applicati anche su oggetti usa e getta. Una tendenza basata sulla decorazione continua rischia quindi di aggiungere materiali a prodotti destinati a essere rapidamente sostituiti. È una delle critiche che accompagnano il fenomeno, insieme alla componente effimera di contenuti pensati per durare il tempo di uno scroll.

Il bedazzling però racconta bene una trasformazione del gusto: dopo anni di minimalismo, torna la voglia di colore, di nostalgia e di eccesso. Non necessariamente per ostentare., piuttosto per rendere un po’ più personale e, forse, più divertente ciò che ci circonda. Dopo il «less is more», insomma, sui social sembra essere arrivato il momento del «more is more». E possibilmente tutto tempestato di strass.

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