Cibo

Appetibili previsioni nel piatto

Food trends: scenari e tendenze future della transizione alimentare.

27 Settembre 2026

L’Intelligenza Artificiale è in velocissima evoluzione, gli ambiti di applicazione sono tanti e sempre più concreti. Fingendo che le abilità dell’IA non raggiungono le capacità intellettive reali dell’uomo, bisogna ammettere che gli algoritmi sono sempre più in grado di risolvere specifici problemi e le macchine capaci di gestirsi in autonomia. Anche in ambito domestico, l’adozione dell’intelligenza artificiale, nel settore del food è in rapida accelerazione. Se si pensa che entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9,7 miliardi di persone, si comprende come la produzione alimentare per ovvie esigenze dovrà aumentare. La sfida non riguarda soltanto il “produrre di più”, ma farlo in modo sostenibile, per garantire una migliore nutrizione, riducendo al minimo l’impatto ambientale. I produttori di cibo si trovano davanti a una missione urgente: offrire alimenti sani, appetibili e accessibili a una popolazione in crescita, senza esaurire le risorse del pianeta. È qui che l’intelligenza artificiale sta contribuendo a rivoluzionare il settore agroalimentare: quest’ultimo comparto risente dei danni dovuti agli eventi climatici estremi, che causano perdite agricole spesso ingenti, insanabili e su scala mondiale.

L’intelligenza artificiale è lo strumento sempre più utilizzato per affrontare questa tra le sfide più urgenti del mondo: aumentare la produttività, tenendo conto della sostenibilità e delle mutevoli esigenze dei consumatori. Si sviluppano sempre di più cibi e alternative vegetali per ricreare gusto e consistenza dei prodotti animali partendo da ingredienti vegetali ed è già stato sperimentato il primo aroma di carne bovina pensato per il cibo incentrato su alimenti vegetali. L’IA sta rendendo possibile l’impossibile: app di nutrizione personalizzate suggeriscono diete su misura e cucine intelligenti semplificano la preparazione dei pasti. Tuttavia non tralasciamo che, tra lodi e utilizzo smodato, negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è passata dall’essere una tecnologia sperimentale ad una tecnica che sta sempre più influenzando la mente del mondo, con l’obiettivo non tanto di risolvere i problemi dell’uomo quanto di sostituirsi ad esso. In questo scenario di trasformazione futurista, scongiurando tragiche nefandezze, l’AI rappresenta una necessità strategica essendo in grado di processare grandi quantità di informazioni, non soltanto per innovare ma anche per rispondere a problematiche pratiche: nel mondo agricolo, ad esempio, l’intelligenza artificiale viene già utilizzata per ottimizzare l’utilizzo delle risorse, per suggerire l’utilizzo di fertilizzanti ed energia, intervenire tempestivamente in caso di malattie delle colture. Dove si sta sempre più interrogando la tecnologia è nel trovare risposte, riguardo a temi sfidanti e urgenti, tra cui ottimizzare l’utilizzo dell’acqua e ridurre gli sprechi. Il nostro Pianeta è in piena crisi idrica, la risorsa acqua è ormai in riserva. Il mondo è entrato nell’era della bancarotta idrica globale, i bacini d’acqua e le zone umide si stanno rapidamente riducendo, le principali falde acquifere mondiali mostrano un declino a lungo termine con una seria ripercussione sulla popolazione umana, a causa del sovraconsumo e dell’assenza climatica nella capacità di rigenerazione del ciclo idrologico.

Come utilizziamo tutta questa acqua? Ogni giorno l’utilizzo pro capite è di circa 215 litri per azioni comuni ma allo stesso tempo dispendiose. Una doccia necessita di ottanta litri d’acqua, lo sciacquone del WC scarica circa dieci litri d’acqua, lavare i denti, senza chiudere il rubinetto, può far sprecare quasi venti litri d’acqua, detergere rapidamente piatti, bicchieri e forchette, prima di riporre in lavastoviglie, comporta un dispendio di quaranta litri per ogni lavaggio. Lo spreco però, non è provocato soltanto dal nostro agire quotidiano. Le nuove pressioni tecnologiche, come i data center per l’intelligenza artificiale, richiedono enormi volumi d’acqua per il raffreddamento dei server ma, il maggior utilizzo è da attribuire all’agricoltura che utilizza circa il 70% dei prelievi globali di acqua dolce. Per la produzione di cibo – interconnessa con il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, l’uso del suolo e l’inquinamento da sostanze chimiche – il World Food Prize, il più alto riconoscimento internazionale nel campo dell’alimentazione e dell’agricoltura, ha lanciato un progetto visionario globale: nel rispetto del Pianeta, l’impegno è di riuscire a produrre cibo sufficiente, con l’ausilio di tecnologie innovative, per evitare che nei prossimi 25 anni il mondo possa andare incontro ad una catastrofe umanitaria. Situazione aggravata dallo stallo dei conflitti armati che da anni tormentano non solo gli stati coinvolti, guerre ataviche e paci idealizzate che non fanno presagire tregua e accordo. L’uso di tecnologie e l’intelligenza artificiale, puntano a replicare il gusto, l’aspetto e la consistenza dei prodotti di origine animale.

La sostituzione di prodotti animali con alternative vegetali potrebbe essere usata per la tutela e il ripristino della biodiversità. Burger simili alla carne e prodotti ittici tra i quali il “polpo” vegano, il Kraken, hanno un perfetto mimetismo, con tanto di tentacoli, hanno un leggero aroma di mare e rappresentano una buona alternativa al pescato fresco che andrà forse sparendo. La carne prodotta attraverso la “coltivazione” di cellule in vitro e la fermentazione di microorganismi sarà utilizzata per produrre la caseina, la proteina del latte, senza usare animali. Le alternative alla carne, create in un laboratorio dovrebbero, richiedere un minor uso di antibiotici rispetto a quello degli allevamenti intensivi, e al tempo stesso ridurre il rischio di malattie alimentari. I futuri progressi tecnologici mirano ad aumentarne il valore nutrizionale, minimizzando o persino eliminando sostanze indesiderate come colesterolo, sale, zucchero, antibiotici e ormoni. In questo, le nuove tecnologie possono dimostrarsi un potente alleato, che non possiamo trascurare, per sperimentare un più ampio ventaglio di soluzioni necessarie alla costruzione di sistemi alimentari più sostenibili in vista del futuro del Pianeta. Ed è stata proprio l’IA a fornire la previsione di circa 44 nuove fonti alimentari che, si prevede, rappresenteranno il panorama alimentare nei prossimi anni, per prepararci in modo adeguato, ai benefici o ai rischi ad esse associati. Dall’estrazione di nutrienti dai rifiuti alla coltivazione di composti bioattivi, dal recupero di nutrienti dalle acque reflue all’utilizzo di insetti commestibili all’utilizzo della miracolina. Ma questi “sapori di intelligenza artificiale”, che agiscono alla ricerca di rimedi, per la sicurezza alimentare del futuro, spesso falliscono nell’approccio grafico. Siamo sempre più circondati da immagini realizzate dall’IA, realizzazione di cibi nella pratica culinaria quotidiana, il cui risultato si è rivelato spesso sgradevole.

Alcune foto risultano realistiche, altre imperfette, spesso irrealistiche e alcune raffiguranti cibo avariato, al punto da indurre un disgusto alimentare ed effetti negativi sulle campagne pubblicitarie, perché più che rappresentare un’immagine attraente, il cibo risultava inquietante.  Delle previsioni in cui l’IA continuerà ad intervenire per la ricerca dei nuovi cibi del “domani”, la fantascienza si è già raccontata nella letteratura. La fantascienza, ha sempre avuto una straordinaria capacità di anticipare il futuro, dando forma a mondi tecnologici e sociali che, con il passare degli anni, sembrano sempre più vicini alla realtà. Numerosi scrittori hanno predetto sviluppi tecnologici e sociali che oggi vediamo sempre più prendere piede, anticipando il cibo ridotto in pillole disidratate, gelatine asettiche o sintetiche. Isaac Asimov ha immaginato cibi immateriali, pasti di scarto e alimenti consumati in tubetti simili a dentifrici, tra cui purè di carne. E anticipando il futuro del nostro pianeta a contatto con figure aliene o governato dall’IA, non si può dimenticare tra i libri di fantascienza italiani, tra i più originali, “Memorie di un cuoco d’astronave”: Rudy Basilico Turturro, cuoco terrestre, imbarcatosi su un’astronave, si trova a fare il capocuoco a tempo pieno e a preparare menù completi per tutti i membri dell’equipaggio. Viene a contatto con le più varie specie dell’universo, tra cui passeggeri umani e qualche passeggero non umano, conoscendo le abitudini gastronomiche di questi ultimi. Tuttavia Rudy, per sostenere l’umanità intera nella sua eterna ricerca di cibo e per salvare la galassia dalla distruzione, ha fatto leva sulla gola, la forza che muove ogni cosa cucinando ai passeggeri ricette dagli ingredienti alieni. Non poteva però mancare la carbonara, del cui celebre piatto della cucina romana, tra guanciale, uovo e pecorino, gli alieni erano ingordi. Nel tempo, saremo sempre più circondati da robot, in grado di agire e decidere autonomamente e perfino di preparare il cibo e chissà se rimarrà spazio alla convivialità nella società del domani! Affronteremo i cambiamenti nelle abitudini e le modalità di realizzare alimenti sostenibili per il pianeta, esploreremo nuove frontiere del gusto ma, auspichiamo di non doverci preparare ad un banchetto di idee che cambierà per sempre il modo in cui guardiamo un piatto e, soprattutto, supponendo che l’IA non sostituirà l’esperienza umana, di poter continuare a raccontare la tradizione gastronomica e preparare l’autenticità del cibo italiano che sarà sicuramente apprezzato anche dagli alieni.

 

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