Contro il Coronavirus la Thailandia si affida anche agli spiriti

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25 marzo 2020

Mentre gran parte del Paese è bloccato e i casi di Coronavirus sono in aumento, la Thailandia decide di affidarsi anche al sovrannaturale. Per oggi, infatti, è prevista una pubblica preghiera, la recita del «Rattanasoot», che verrà fatta in tutti i templi della Nazione e sarà trasmessa anche in diretta televisiva alle ore 16 (10 ora italiana).

Questo canto di massa, che si narra sia stato scritto da Ananda, uno dei primi discepoli del Budda, sin dall’antichità è stato usato per chiedere agli spiriti della terra e dell’aria, di avere pietà degli umani e proteggerli dalle epidemie, dagli attacchi dei demoni e dalla carestia. «Sin dai tempi antichi, abbiamo dovuto affrontare piaghe come il colera», ha spiegato Tewan Liptapanlop, portavoce del premier Prayut Chan-o-cha. «Anche allora abbiamo cantato per far si che le malattie e le cose negative potessero sparire».

«Dobbiamo usare ogni metodo che abbiamo a disposizione nel nostro arsenale, sia scientifico che sovrannaturale», ha dichiarato il deputato dell’opposizione Thepthai Senpong. «Anche se le persone potrebbero criticare questa iniziativa, indicandola come superstiziosa e non scientifica, bisogna ricordarci che, secondo i principi buddisti, i canti di preghiera e la meditazione posso sempre aiutarci», ha aggiunto il politico.

La preghiera del «Rattanasoot»

 

La Thailandia e i fantasmi

 

Il buddismo, come altre religioni, si collega spesso all’animismo. Nel Paese asiatico, infatti, la popolazione è solita fare rituali quotidiani per invocare, ringraziare o allontanare i «Phi», che tradotto significa «fantasmi» o «spiriti». Alcuni di questi sono considerati malvagi, altri buoni. Secondo la credenza thai, chi ha avuto una morte «sfortunata», inaspettata e molto rapida, infatti, potrebbero diventare uno spirito cattivo.

Uno dei fantasmi considerati più maligni è il Phi Tai Hong, ovvero lo spirito di una persona morta in maniera molto cruenta. Si crede che questo spirito continui a vagare per portare violenza e che si trovi soprattutto nelle vicinanze dei cimiteri, nelle foreste, nei laghi o pozzi (dove probabilmente sono morti affogati) e in altri luoghi oscuri.

Un altro spirito molto temuto è il Phi Braed, i «fantasmi giganti». Secondo la cultura thai, questi sarebbero in grado di uccidere i genitori. Altri considerati cattivi sono i Phi Am, ovvero gli spiriti che siedono sul fegato delle persone e che causano fastidi e dolori soprattutto durante il sonno. Poi i Phi Duat Leut che, come i vampiri, sarebbero in grado di succhiare il sangue delle loro vittime.

Secondo la tradizione locale, chi viene attaccato da uno spirito cattivo soffrirà di una malattia incurabile con la medicina. I sintomi potrebbero essere molto semplici, come il mal di testa, la diarrea o la perdita di peso. Ma è possibile anche che il Phi si impossessi completamente di un individuo, assumendone il pieno controllo, mangiando e consumando gli organi interni fino alla sua morte.

Chi ha il potere di connettersi con gli spiriti

 

Tra chi ha il potere di connettersi con gli spiriti, di cacciarli e di «curare» le persone che sono state attaccate, oltre agli sciamani, chiamati «Mo Phi» che sono in grado di fare esorcismi e si occupano di questo in modo specifico, troviamo Monaci e Ajarn (Maestri). Alcuni di questi si fanno impossessare temporaneamente per portarli lontani, altri assistono le persone attaccate attraverso determinati riti e con l’uso di alcune tecniche.

Solitamente vengono utilizzati gli incensi, candele e offerte per portare il Phi a comunicare con loro. Poi l’acqua benedetta che serve per purificare, il soffio per riuscire a scacciarlo dal corpo della persona impossessata e attraverso vari strumenti, come coltelli e spade considerati magici o determinati tipi di cibo e bevande, oltre che la recita di specifici Khata (una formula antica, una preghiera anch’essa considerata magica), in base al tipo di fantasma con cui ci si deve rapportare.

In Thailandia persino le più importanti decisioni familiari, o di affari, o addirittura di Stato, richiedono la consultazione di un Maestro. Difficilmente una coppia convolerà a nozze se gli astri non saranno favorevoli, così come è molto probabile che anche una data di inaugurazione di nuovo edificio venga scelta dopo il responso di un Monaco o un Ajarn. Proprio per questo, anche in momento oscuro e particolare per le sorti del Mondo come quello che stiamo vivendo, non stupisce la decisione di chiedere aiuto anche agli spiriti.

@fabio_polese

Nell’immagine in copertina, un Maestro prega lo spirito dell’Isola di Koh Phayam, nel sud del Paese. Photo credit: www.fabiopolesereporter.com

TAG: coronavirus, costumi, fantasmi, preghiera, spiriti, Thailandia, tradizioni
CAT: Asia, costumi sociali

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