Criminalità
Scandalo Malta: chi ha voluto la morte di Daphne Caruana Galizia? Tutti i dubbi dopo l’assoluzione Yorgen Fenech
Un’inchiesta sul legame tra la centrale ElectroGas, la società 17 Black e i vertici del governo maltese. Tra tangenti offshore, il tragico omicidio di Daphne Caruana Galizia e recenti svolte giudiziarie, resta aperta la caccia ai veri mandanti
L’ombra delle ciminiere di Delimara si allunga sul mare calmo di Malta, custode silenziosa di un intreccio di potere, petrolio e denaro rimasto a lungo sepolto sotto la contabilità opaca dei paradisi fiscali. È qui, tra i contorni sfumati del consorzio ElectroGas e la macchia d’olio dei Panama Papers, che una verità scomoda ha iniziato a prendere forma, mossa unicamente dalla voce ostinata e senza filtri di Daphne Caruana Galizia. Dai lussuosi uffici di Dubai a nome della misteriosa 17 Black fino alle stanze dorate del governo di La Valletta, si è dipanata una fitta ragnatela di società offshore, fondi offshore e silenzi complici che legava a doppio filo l’imprenditore Yorgen Fenech ai vertici della politica maltese. Ma la fine violenta della giornalista, dilaniata da un’autobomba nell’ottobre del 2017, non ha chiuso il cerchio: tra veleni incrociati, clamorose assoluzioni e verbali incompiuti, il fantasma dell’impunità continua ad aleggiare sull’isola, lasciando sospesa la domanda più bruciante di tutte su chi abbia davvero ordinato di spegnere quella voce. Quella di Daphne Caruana Galizia, una giornalista libera che ha combattuto da sola contro corruzione e potere.
L’inchiesta
Il nucleo dell’inchiesta riguarda la centrale a gas “ElectroGas” di Delimara (appalto 2013, valore ~€450M) e i sospetti di corruzione legati ad essa, emersi grazie alle indagini di Daphne Caruana Galizia. Caruana rivelò nel 2017 l’esistenza di una società off-shore di Dubai, 17 Black, che si collegava a versamenti sospetti verso due società panamensi controllate dall’allora ministro Konrad Mizzi e dal capo di gabinetto del Primo Ministro Joseph Muscat, Keith Schembri. Dietro 17 Black c’era Yorgen Fenech, imprenditore maltese e CEO del Tumas Group, socio di progetto in ElectroGas. Le indagini successive (FIAU, Reuters, Commissione di Inchiesta) hanno confermato che 17 Black è riconducibile a Fenech e che nel 2015 ricevette almeno due pagamenti sospetti (200.000$ da Orion Engineering e 1,5M$ da Mayor Trans). Fenech aveva rapporti personali con Schembri (amici da scuola) e quest’ultimo aveva il mandato di Muscat sin dal 2013. ElectroGas era un consorzio (Tumas/Fenech, SOCAR, Siemens) appaltato dal governo Muscat per convertire la centrale elettrica di Malta al gas. Schembri e Mizzi, tramite le loro società offshore (Panama), attendevano versamenti da 17 Black, come rivelato da email aziendali. Le prove raccolte (documenti contabili, email, testimonianze) suggeriscono un sistema in cui interessi privati e pubblici si intrecciavano, ma molte domande restano aperte: non è chiaro fino a che punto Muscat fosse informato, né se Schembri o altri funzionari abbiano agito da mandanti nell’omicidio di Caruana. Il processo per l’omicidio ha infine assolto Fenech (settembre 2026), lasciando irrisolto il ruolo di eventuali mandanti politici. L’inchiesta ufficiale del 2021 ha concluso che lo Stato maltese creò un clima di “impunità” dall’alto, evidenziando però come molte prove – soprattutto il rapporto FIAU – restino incompiute.
Il progetto Electrogas e il Tumas Group
Nel 2013 il governo laburista di Joseph Muscat affidò al consorzio ElectroGas Malta la costruzione a Delimara di una nuova centrale a gas (contratto da €450 milioni). Il consorzio comprendeva la Tumas Group Company Ltd (guidata da Yorgen Fenech), la società energetica azera SOCAR e la tedesca Siemens. Fenech, figlio del fondatore della Tumas, era membro del consiglio di Electrogas e co-azionista della Tumas. Fenech risulta imprenditore «in vista» anche nel settore dei casinò e degli hotel sull’isola. Il contratto fu firmato nell’ottobre 2013 e la centrale completata nel 2017. Inizialmente nel progetto erano coinvolti anche investitori cechi (Gasol Energy, poi sostituita da SOCAR). In seguito all’appalto, nel maggio 2017 a carico di Electrogas si verificarono evidenti problemi finanziari: Caruana Galizia denunciò ritardi nei pagamenti e produzione ridotta al minimo. Queste difficoltà avrebbero portato il governo a concedere garanzie bancarie supplementari nel novembre 2017, proprio pochi giorni dopo l’omicidio della giornalista.
Le indagini di Daphne Caruana Galizia
Daphne Caruana Galizia iniziò a mettere sotto accusa il legame tra politica e grandi affari già dopo le rivelazioni dei Panama Papers (aprile 2016). Scoprì che il ministro del Turismo ed Energia, Konrad Mizzi, e il capo di gabinetto Keith Schembri avevano due società off-shore (Hearnville Inc. e Tillgate Ltd.) intestate a trust in Nuova Zelanda. In un post del 22 febbraio 2017 citò per la prima volta “17 Black” come misteriosa società di Dubai. Nello stesso blog Caruana divulgò estratti di un rapporto della Financial Intelligence Analysis Unit (FIAU) che segnalava 17 Black come potenziale veicolo di tangenti. Secondo la blogger, 17 Black sarebbe stato creato per pagare “tangenti agli uomini più vicini a Muscat”. Nei mesi seguenti Caruana ricevette da fonti anonime alcune email interne di Electrogas, dalle quali dedusse che l’appalto era truccato. Il 25 maggio 2017 pubblicò un post dettagliato sui problemi di ElectroGas: la centrale era a rischio bancarotta, non pagava i fornitori e non funzionava a piena capacità. La Commissione d’Inchiesta del 2021 confermò che Caruana ricevette molte email interne di Electrogas e fu convinta della presenza di «corruzione nel processo di assegnazione del contratto». Il 16 ottobre 2017 Caruana fu assassinata con un’autobomba vicino alla sua casa.
Il nodo 17 Black e i flussi finanziari
17 Black Limited è una società registrata negli Emirati Arabi Uniti (Ajman). Le indagini documentali confermarono che il 22 febbraio 2017, poco dopo il post di Caruana, Fenech risulta ufficialmente azionista e direttore di 17 Black (rilevato da una board resolution del 29/2/2016). Reuters verificò documenti bancari emirati e stabilì che Fenech (amministratore del gruppo Tumas) possedeva al 100% 17 Black. Fenech è stato di fatto l’unico proprietario di questa società off-shore. Nel 2015 la banca Noor di Dubai aprì un conto a nome di 17 Black: entro fine anno vi transitarono circa 9-10 milioni di euro, a riprova di consistenti movimentazioni. Su questo conto arrivarono almeno due grossi pagamenti anomali identificati nella relazione FIAU 2017: 200.000$ da Orion Engineering Group (azionista Mario Pullicino, nel 2015 impegnato nella fornitura di un gassiere a servizio della centrale) e 1,5 milioni di dollari da Mayor Trans Ltd (società delle Seychelles riconducibile a un imprenditore azero, destinati a “servizi di consulenza finanziaria”). Tali pagamenti, giustificati con motivazioni generiche, non furono inviati direttamente a Mizzi o Schembri, ma 17 Black era indicata come fonte di fondi per le loro società panamensi. In un’email interna di dicembre 2015, il commercialista Nexia indicò 17 Black e un’altra off-shore “Macbridge” (anch’essa dubaiota) come i “clienti principali” da cui le società di Schembri (Tillgate) e Mizzi (Hearnville) sarebbero state pagate. Ciò avvalorava l’ipotesi che 17 Black fosse il veicolo utilizzato per trasferire risorse a vantaggio dei due politici. Il dossier FIAU parlava di “kickbacks” nascosti nel progetto Gas, con 17 Black come beneficiario finale dei pagamenti sospetti.
Legami personali e movente politico
Yorgen Fenech e Keith Schembri erano amici di lunga data: Schembri, imprenditore e chief of staff di Muscat, conobbe il primo ministro negli anni ’90 già compagni di scuola. Entrambi Mizzi e Schembri hanno sempre negato ogni illecito, ma fonti ufficiali rivelano che Schembri sapeva chi fosse il beneficiario di 17 Black ben prima della divulgazione di Caruana. Nella Commissione d’Inchiesta Schembri ammise che dal 2016 era al corrente dell’effettivo proprietario di 17 Black, ma dichiarò di non averlo riferito al premier poiché “quanto presente nei Panama Papers non era legato a Malta”. Lo stesso rapporto di inchiesta ricorda che il Capo di Gabinetto del Primo Ministro «sapeva benissimo chi era l’UBO di 17 Black molto prima che [Daphne] Caruana Galizia lo rivelasse». Il primo ministro Muscat ha sempre sostenuto di aver agito con le informazioni disponibili, definendo Schembri e Mizzi “i più abili e operativi” nel suo governo. La difesa di Fenech ha invece accusato Schembri di essere il vero mandante dell’omicidio, portando in aula i rapporti inconfessati tra i due.
Contratti, indagini e procedimenti giudiziari
Oltre all’inchiesta giornalistica, diverse istituzioni hanno investigato il caso. Nel 2017 la polizia maltese intercettò Melvin Theuma, presunto intermediario dei killer, che implicò Fenech nel tentativo di dare un assassino alla Caruana. Nell’aprile 2018 Reuters pubblicò l’esclusiva che identificava Fenech come proprietario di 17 Black. Seguì un’indagine interna della FIAU su possibili tangenti nel progetto Gas, i cui risultati rimangono in gran parte riservati. Nel luglio 2021 fu infine pubblicato il rapporto ufficiale della Commissione d’Inchiesta guidata dal giudice Mallia: il documento di 437 pagine denunció la cultura di “impunità” creata dalle autorità maltese e la mancata protezione dello Stato nei confronti di Caruana.
Sul fronte giudiziario, il 2 settembre 2026 la giuria maltese ha assolto Yorgen Fenech (voto 8-1) dalle accuse di concorso nell’omicidio di Caruana Galizia. Il Tribunale ha ritenuto insufficienti le prove per collegarlo direttamente al piano omicidiario, mentre l’opposizione e la famiglia della vittima hanno protestato energicamente contro il verdetto. Altri tre esecutori materiali del delitto sono già stati condannati, ma il mandante rimane sconosciuto. Nel corso del processo Fenech ha incolpato proprio Schembri come ordinatore del delitto, mentre la polizia maltese ha sempre sostenuto che Schembri non è mai stato indagato per l’omicidio. Schembri si è dimesso nel 2019 da capo di gabinetto e nel 2022 è stato arrestato (per reati diversi), ma finora non è accusato formalmente dell’omicidio Caruana. L’ex Primo Ministro Muscat si è dimesso nel 2020 sotto la pressione politica dell’inchiesta ma non risulta indagato nel caso dell’omicidio.
Conclusioni e questioni aperte
L’indagine conferma che esisteva un collegamento strutturale tra Fenech (Tumas Group/ElectroGas), la società 17 Black e due alti funzionari del governo (Mizzi e Schembri). Caruana Galizia aveva intuito questa rete di interessi incrociati già nel 2017, ma la sua morte ha lasciato molte falle evidenti nelle indagini. Le prove cartacee, ossia email, pagamenti tracciati e relazioni FIAU, dimostrano il quadro di illegalità potenziale, ma spesso non permettono di identificare gli effettivi mandanti o di sostenere con certezza che Muscat fosse personalmente coinvolto. Resta incerto se il Primo Ministro fosse a conoscenza dei dettagli prima del 2017: Schembri infatti non lo informò del vero proprietario di 17 Black. Allo stesso modo, il vero utilizzo finale dei fondi rimane in parte oscuro (gli audit delle società di Mizzi/Schembri affermarono di non aver trovato attività illecite, ma quegli audit furono contestati). L’assenza di un processo conclusivo per i corruttori politici, a fronte di un’unica condanna per l’omicidio, lascia aperta la questione principale: chi effettivamente ordinò il delitto e a quali motivi. L’assoluzione di Fenech non ha fugato i sospetti su eventuali livelli più alti.

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