Cronaca

Alberto Trentini liberato dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela. Martedì 13 l’arrivo in Italia

Dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela, il cooperante italiano Alberto Trentini è stato liberato e si trova ora presso l’ambasciata d’Italia a Caracas. Arrestato nel novembre 2024 durante una missione umanitaria, Trentini era detenuto senza accuse formali

12 Gennaio 2026

Dopo quasi 14 mesi di detenzione, l’italiano Alberto Trentini, cooperante umanitario di 46 anni, è stato rilasciato in Venezuela e si trova ora presso la sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas, insieme a un altro connazionale, Mario Burlò, anch’egli liberato dopo oltre un anno di prigionia.

La notizia della scarcerazione, giunta nella notte, è stata accolta con sollievo dalle istituzioni italiane e dalle famiglie. Trentini ha espresso la sua emozione con parole semplici e intense: «È stato tutto così improvviso. Inaspettato. Non sapevamo nulla della cattura di Maduro. Sono felice, ringrazio l’Italia. Ora posso fumare una sigaretta?», ha detto poco dopo essere arrivato alla rappresentanza diplomatica italiana.

Chi è Trentini e come è iniziata la vicenda

Alberto Trentini, originario del Lido di Venezia e cooperante per lunga data con organizzazioni come Save the Children e Medici Senza Frontiere, si trovava in Venezuela dal 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria con la Ong Humanity & Inclusion.

Il 15 novembre 2024, durante un controllo stradale sulla strada verso Guasdualito, nel sud del Paese, Trentini venne fermato insieme all’autista locale. Da allora fu trasferito al carcere di massima sicurezza El Rodeo I, struttura nota per sovraffollamento e condizioni difficili, e rimase detenuto senza accuse ufficiali né processo formale, secondo quanto riferito da fonti internazionali.

La sua detenzione è stata spesso descritta da familiari e organizzazioni per i diritti umani come esempio di quella che Amnesty e altre ong definiscono “diplomazia degli ostaggi”, ovvero l’uso di cittadini stranieri come leva in contesti geopolitici tesi.

Reazioni istituzionali e impegno diplomatico

La liberazione è stata confermata dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, e dalla premier Giorgia Meloni, che ha dichiarato: “Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa. Desidero esprimere, a nome del Governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”.

Secondo Reuters, il Venezuela ha deciso di rilasciare numerosi prigionieri stranieri come gesto di buona volontà dopo l’arresto da parte degli USA del presidente venezuelano Nicolas Maduro e l’intensificarsi delle tensioni diplomatiche nella regione.

Trentini

Un volo di Stato è quindi già partito da Roma per riportare Trentini e Burlò in Italia entro le prossime ore, con l’accoglienza delle famiglie. A Venezia le campane delle chiese hanno suonato in segno di festa alla notizia del rientro imminente. Martedì 13 gennaio l’arrivo a Roma.

La famiglia: “Notizia attesa da 423 giorni”

Anche la famiglia di Trentini ha diffuso un comunicato congiunto, affidato all’avvocata Alessandra Ballerini: «Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione». I familiari hanno aggiunto che gli effetti emotivi e psicologici della detenzione saranno difficili da superare, e hanno chiesto rispetto per la privacy nel periodo di ricongiungimento.

Il contesto geopolitico

La vicenda si inscrive in un quadro diplomatico complesso tra Italia e Venezuela, segnato da tensioni politiche interne al governo venezuelano in seguito alla recente cattura di Nicolas Maduro da parte delle forze statunitensi e alla nomina di Delcy Rodríguez come presidente ad interim. Secondo fonti internazionali, la liberazione di Trentini e Burlò è avvenuta a seguito di negoziati multilaterali in cui hanno giocato un ruolo – oltre alla diplomazia italiana – anche pressioni da parte di organismi internazionali per i diritti umani e cambiamenti nell’orientamento politico del Venezuela sul fronte delle relazioni estere.

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