Diritti
scene da un patrimonio
Non c’è nulla per @prossimicongiunti nell’affare Lollobrigida-Piazzolla. La dimensione della commedia mal si addice a questa seduzione tra villain che sembra affiorare dalla ricostruzione che il docufilm HBO fa della vicenda — non troppo umana, ma molto giudiziaria — degli ultimi anni di vita della Bersagliera.
Cosa succede quando sono i due cattivi a sedursi? A ben guardare, l’abisso degli anni che li separa è solo una pagina bianca su cui scrivere un pizzino da mandarsi reciprocamente. La maternità di Lollobrigida non parrebbe assurgere a nessuna epifania, quanto piuttosto a un intralcio per una vita sulla ribalta; il docufilm HBO sembrerebbe disseminare indizi su un rapporto mal sopportato con un finale tragico.
In questa accelerazione, lo stesso Piazzolla incontra la sua musa capitale nei mesi in cui diventa padre di un figlio che non vorrà mai vedere e riconoscerà solo davanti alle toghe. Un patto e una promessa nel dedicarsi l’uno all’altra sembrano scaturire dalla rinuncia, così come dalla guerra alla progenie che i due perseguiranno tra sfratti e ricatti, fino a restare soli e dondolanti sulla scena a ballocchiare tra elicotteri e fuochi d’artificio.
Quasi dilapidando un patrimonio che zavorrava l’anima di chi non voleva lasciare nulla, i due sono stati complici prima che badante e badata, nel volersi barricare in un recinto morale inscalfibile anche dal codice. Perché prima della quota legittima del figlio o dei dubbi sulla lucidità della diva davanti al giovanissimo fante, è la giustizia a sussultare davanti a una vicenda dove andrebbe sancito anche il diritto di perdersi.
Non sapremo mai se nella deriva cognitiva dell’attrice ci sia stato del metodo, né potremo mai smarcare i diritti dai capricci; quello che resta è il decennio impenetrabile in cui i due si sono chiusi e di cui per sempre custodiranno una verità su misura.
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