Mondo
Il mondo spiegato ai miei nonni
Petrolio, stranieri, Israele, Iran: provo a raccontare il mondo ai miei nonni partendo dalle notizie del telegiornale. Ma ogni certezza apre una domanda, perché capire cosa accade prima di giudicarlo è forse il modo più difficile di guardare la realtà.
Puntualmente, quando guardo il telegiornale con i miei nonni, provo una tensione dentro di me: non so se loro sappiano veramente come stia andando il mondo… Certo, nessuno potrà mai dire che io abbia la loro stessa esperienza di vita, ma mi chiedo sempre: “Saranno aggiornati veramente? E il telegiornale li informa?”. Così ho deciso di scrivere un riassunto del mondo, semplice ma pieno di domande e incertezze, da poter confrontare con il telegiornale.
Partiamo da ciò che ci riguarda:
- L’Italia e il petrolio
La crisi energetica, in particolare quella che riguarda il carburante, è realmente causata dalla SOLA guerra? Cari nonni, indubbiamente la guerra è causa di un aumento sostanzioso del costo del petrolio: c’è chi bombarda i siti petroliferi, chi dissemina mine lungo i tragitti delle navi e chi rivende la materia prima a un prezzo maggiorato per cavalcare l’onda della crisi. Vedete però, non solo la guerra è la causa di questo male. Quando al telegiornale sentite che il governo decide di tagliare le accise e parla di sacrificio, beh sappiate che sono dei furbacchioni… Lo Stato già tassa la vendita del petrolio con l’IVA e in più ci guadagna ulteriormente con una quota fissa per litro: le accise. L’incasso dovuto all’IVA, trattandosi di una percentuale, aumenta se il prezzo del carburante cresce, facendo sì che il guadagno dello Stato sia sempre più elevato, senza che questo faccia nulla. Di solito è proprio questo aumento di introiti che permette di far rimanere il costo del carburante stabile: non è un caso che la legge preveda la possibilità di ridurre le accise per compensare questo maggior gettito 1. Il funzionamento semplificato è questo: più IVA, meno accise, uguale stesso prezzo (più o meno). Se però questo meccanismo non viene applicato, il prezzo alla pompa può salire ulteriormente, perché al costo della benzina si sommano IVA e accise.
- Gli italiani e gli stranieri
Cari nonni, io non ho mai visto un burqa in vita mia… eppure con tutti i treni che prendo, le stazioni che visito e l’università, un po’ di gente l’ho vista. Figuriamoci nelle scuole, quante bambine con il burqa ci sono, forse quasi nessuna, e se anche ce ne fossero non vedo come possa essere minacciosa una bambina. Ma forse, quando si sente parlare di classi separate e di tetto massimo per stranieri, effettivamente una minaccia ce la vedo. Pensate al figlio dell’egiziano da cui prendete la frutta, pensate ai nipoti degli indiani che a Pontinia vi raccolgono la frutta e la verdura, molti dei quali lavorano sotto caporalato e percepiscono stipendi da fame, o pensate ai figli delle donne di strada, che sono le loro uniche salvezze per allontanarsi dall’inganno mafioso. Pensate ai vicini a cui volete bene. Pensate a quanto siano persone e a quanto, invece, siano stranieri. Che poi vallo a capire cosa vuol dire straniero oggi, in un mondo dove il cellulare è coreano o statunitense, la macchina tedesca o francese e i vestiti te li fanno dei bambini in qualche sobborgo povero della Cina. In più vi dico che se un generale, che non è più generale, vi dovesse mai convincere che la remigrazione sia giusta, domandatevi: “È legale? È possibile?”. E questo basta. Un filosofo diceva: “cogito, ergo sum”. Dubitare è quello che vi tiene in vita. È la vostra libertà.
- Israele
Da poco la televisione sta provando a invertire un po’ la sua rotta: con la notizia che le alte cariche dello Stato sapessero e fossero state informate del famigerato 7 ottobre, è difficile adesso dire che Israele si stia effettivamente SOLO difendendo. Anche perché dovreste sapere meglio di me che la guerra mica è nata due anni fa… Nasce da malumori decennali, se non secolari, da lotte infinite di resistenza all’invasione. Per questo, c’è da chiedersi a volte quale sia il criterio per cui noi definiamo un’organizzazione, un’azione o una persona terrorista. Perché se chiedessimo a un fascista di descrivere un partigiano ci direbbe che è un criminale, un attentatore, e che vada distrutto con tutta la rabbia e i mezzi possibili. Viceversa, il partigiano ci racconterebbe di quanto necessaria fosse quella bomba per resistere a un regime spietato e oppressore. Chiediamoci chi è stato colpito dagli attentati in Israele, qual era il contesto, la motivazione e quali prove abbiamo. Si fa in fretta a dare del terrorista a un’organizzazione armata per un muro o un palazzo caduto, ma troppo lentamente ci chiediamo se la morte di un bambino, la distruzione del cibo e città intere rase al suolo siano conseguenze accettabili di una guerra e, soprattutto, quando queste diventino crimini veri e propri.
- La guerra e l’Iran
In ogni guerra, che sia lontana o vicina, ci viene sempre raccontato che c’è un buono contro un cattivo. Che i buoni si difendono e i cattivi attaccano. Che i buoni lottano per la libertà e la pace e i cattivi per il potere e i soldi. Ma chi ha deciso che i buoni sono buoni e i cattivi sono cattivi? E quanto dobbiamo conoscere una guerra per poter pronunciare queste parole, senza finire in una favola che ci assopisca? Vedete, nonni, non lo so… per saperlo dovremmo mettere Israele e l’Iran su una bilancia e, anche in quel caso, il dubbio che la divisione tra buono e cattivo sia giusta persiste… L’Iran è sicuramente un paese autoritario, non riconosce alcuni diritti fondamentali dell’uomo, in particolare alcuni diritti delle donne (fenomeno che purtroppo sta tornando anche in Europa, in alcuni partiti di estrema destra), reprime con la forza le proteste e porta avanti un programma nucleare che desta preoccupazioni internazionali 2. Israele invece uccide bambini e civili, bandisce gli oppositori politici: ha escluso, in questi giorni, la candidatura alle prossime elezioni dei partiti arabi, è artefice di quello che la commissione d’inchiesta indipendente dell’ONU ha definito GENOCIDIO 3, a Gaza ispeziona e distrugge aiuti umanitari, radendola poi completamente al suolo. La bilancia inizia a pesare. E ancora, nella guerra tra Israele e Iran, Israele ha attaccato obiettivi iraniani, tra case, siti nucleari e militari, e l’Iran ha risposto con attacchi contro Israele. Posso sbagliarmi nella misurazione del peso. Anzi, probabilmente mi manca qualcosa. Ma forse è proprio il dubbio a impedirmi di trasformare una guerra, e di conseguenza il mondo, in una favola.
Nota 1: https://rivistagiuridica.aci.it/fileadmin/Documenti/2022/Normativa/Legislazione_Nazionale/dl_accise_nov.pdf
Nota 2: https://www.iaea.org/sites/default/files/25/06/sir-2024.pdf
Nota 3: https://www.un.org/unispal/document/report-of-coi-14aug25/
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