Crash Atlantia, è “Stato” aggiotaggio?

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29 Agosto 2018

Il bene giuridico oggetto della tutela offerta dall’art.501 c.p. è l’interesse pubblico affinché i prezzi si formino seguendo le regole fisiologiche di mercato e l’intervento legittimo del regolatore preposto (pubblica autorità indipendente), non gli interessi economici dei singoli operatori. Tuttavia, i fatti recenti lasciano emergere non poche perplessità circa i limiti dell’azione dell’esecutivo in relazione alla tutela penale vigente.

IL FATTO: il 14 agosto, intorno alle ore 11.37, il cedimento strutturale di una sezione del viadotto Morandi a Genova causa la morte di 43 persone, il ferimento di altre 15 e il danneggiamento di alcuni edifici circostanti.

Intorno alle 12.30, il titolo di Atlantia S.p.a., controllante per l’88,06% Autostrade S.p.a. (concessionaria del tratto coinvolto dal disastro), da quota 25€ inizia a registrare una perdita superiore al 5%, a seguito delle voci che riportano di danni ingenti e decine di morti. Sospeso e poi riaperto, il titolo arriva a perdere oltre il 9% alle 14.30, per poi recuperare leggermente in chiusura.

Il Vicepresidente del Consiglio Di Maio (Sviluppo Economico, Lavoro e Politiche Sociali) e il ministro Toninelli (Infrastrutture e Trasporti), accorsi dopo qualche ora sul luogo del crollo, iniziano a disseminare una serie di dichiarazioni di sfondo politico fino all’indomani del disastro.

Alcune di queste dichiarazioni sono certamente consone, nonché rituali: “Chi ha colpe per questa tragedia ingiustificabile dovrà essere punito” (D. Toninelli). Altre, invece, hanno un tono più accusatorio e minaccioso: “I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto (…) E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato“. (D. Toninelli in un post su Facebook).

Luigi di Maio, oltre a sostenere le dichiarazioni di Toninelli, si sbilancia in diversi attacchi personali, alcuni dal carattere diffamatorio, rivolti alle società coinvolte, ai partiti e, in modo particolare, alla famiglia Benetton, la quale controlla il 30,25% di Atlantia attraverso la finanziaria lussemburghese Sintonia, controllata dalla holding Edizione.

Si poteva evitare. Basta guardare le condizioni visibili a tutti di quel ponte per capire che la manutenzione non è stata fatta. Non è stata una fatalità (…) Il problema del crollo del ponte dipende dal fatto che quando paghiamo un pedaggio immaginiamo che quei soldi siano reinvestiti in manutenzione ma invece si dividono gli utili e i ponti qui crollano. Per la prima volta c’è un governo che non ha preso soldi dai Benetton, e siamo qui a dirvi che revochiamo i contratti e ci saranno multe per 150 milioni di euro. Autostrade ha poi la sede finanziaria in Lussemburgo, quindi manco pagano le tasse. Se il ponte era pericolante dovevano dire che andava chiuso. Ora vedremo tutte le inadempienze compiute. Deve essere chiaro: Autostrade è stata politicamente coperta dai precedenti governi e noi non vogliamo fare da palo a chi doveva fare manutenzione e non l’ha fatto“. Intanto, la Procura della Repubblica ha già dato il via alle indagini per l’accertamento di tutte le responsabilità sul disastro.

La sera del 15 agosto, il Presidente del Consiglio comunica l’avviamento delle procedure di revoca della concessione alla società Autostrade, aggiungendo la seguente affermazione: “Non possiamo attendere i tempi della giustizia penale”. Questa frase innescherà un’accesa polemica sul rispetto dello Stato di diritto e il potere giudiziario da parte dell’esecutivo. Le parole utilizzate dal Presidente del Consiglio risultano certamente fraintendibili per l’ordine in cui sono espresse: in verità, secondo la convenzione stipulata, è possibile revocare la concessione, salvo indennizzo, senza la necessità di adire le vie legali. Così, le brusche modalità con cui il governo si esprime sovraccaricano di tensione decisioni complesse, intraprese troppo rapidamente, in un clima molto tormentato.

Giovedì 16 riaprono i mercati dopo la pausa di Ferragosto e Atlantia, già verso le 10, arriva a perdere oltre il 25%. A fine giornata, il titolo perderà 5,39 miliardi di capitalizzazione. La Consob riferisce che il monitoraggio sul titolo sarebbe già attivo dal 14 agosto, giorno del disastro.

ARTICOLO 501, COMMA 1, CODICE PENALE: Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio

Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 516 euro a 25.822 euro. 

Notizie false e altri artifici: la giurisprudenza. Sono considerabili notizie false solo quelle che, in relazione alle circostanze e al modo in cui vengono poste in essere, creano una falsa rappresentazione dei fatti. Non sono considerabili notizie le voci, nonché le dicerie prive di ogni controllo ed autorevolezza. Con l’espressione altri artifici si indentificano le ulteriori condotte oggettivamente artificiose, realizzate con modalità di azione, tempo e luogo di per sé tali da poter decidere sul normale andamento del corso dei titoli (Cassazione penale, 4324/2013). Persino le critiche o i giudizi assumono rilevanza penale se recano elementi tesi ad ingannare, sfruttando situazioni anormali atte a turbare il mercato. Si è condannati anche senza che ci sia stato l’effettivo turbamento del mercato. Tuttavia, il pericolo deve risultare concreto e non presunto.

CONCLUSIONI: Sul piano degli effetti, pur risultando pacificamente riscontrabile il turbamento provocato dalle parole dei ministri, questi non avrebbero avuto certamente lo scopo di cagionare una diminuzione del prezzo del titolo, specialmente in un momento in cui gli stessi politici avrebbero richiesto ad Autostrade una lunga serie di importanti adempimenti. L’unico vantaggio che si sarebbe ricercato è sul piano politico, sfruttando il clamore mediatico al fine di garantire alle scelte di governo l’appoggio dell’elettorato e della pubblica opinione. Il disastro e le conseguenti azioni legittime del governo, costituiscono il vero motivo della rapida discesa del prezzo delle azioni di Atlantia. Inoltre, il governo, accusando di grave inadempimento la concessionaria, potrebbe non essere disposto a corrisponderle un adeguato indennizzo. Proprio questa opzione rappresenta un altro mordente per la speculazione. Non si è esclusa poi la possibilità che si revochi solamente la concessione del tratto interessato dal crollo (A10). Ma, anche in quest’ultimo caso, altro non sarebbe se non un legittimo cambio di rotta dell’esecutivo. Un capitolo a parte meriterebbe, invece, l’intento diffamatorio di alcune affermazioni, come quelle rivolte all’azienda in riferimento al pagamento delle tasse, per le quali si potrebbe finanche escludere l’attività parlamentare c.d. “extra moenia”, quest’ultima, secondo la Corte costituzionale, rientrerebbe comunque nella tutela offerta dall’art.68 Cost..

 

Pierluigi Dimitri

TAG: Aggiotaggio, Atlantia, autostrade, Borsa, Conte, di maio, diritto, finanza, genova, governo, italia, Morandi, Piazza Affari, Pierluigi Dimitri, ponte, Toninelli
CAT: Borsa, Giustizia

3 Commenti

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  1. evoque 2 anni fa

    Bello eh fare dichiarazioni irresponsabili al massimo grado, politicamente di quart’ordine, sapendo di essere protetti dalll’immunità parlamentare? Un governo di così infimo livello io non lo ricordo, credo che neanche quelli del sire di Arcore fossero così rasoterra.

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  2. lina-arena 2 anni fa

    come giudicare quelle leggi che , approvate per facilitare la vendita all’asta dei beni pignorati, prevedono ribassi consistenti sul prezzo stimato dal consulente d’ufficio? Non tendono per avventura a modificare le variazioni di mercato dei beni staggitiu, con danni gravissimi per i debitori pignorati? La legge deve proteggere anche il debitore che deve pagare con il suo patrimonio ? Il valore di mercato può essere alterato con le ggi truffaldine ? Come intervenire? Se il parlamento non intende il grave difettoi delle norme a suo tempo approvate , non sarebbe il caso di denunciarne la incostituzionalità ?

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  3. alec84 2 anni fa

    E su Fincantieri? Ricordiamoci che il 28% è in mano a privati, che bisogno c’è di ripetere ossessivamente che saranno loro a rifare il ponte Morandi, cosa che – almeno con la legislazione attuale – difficilmente avverrà?

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