Eventi

Fine estate, “Mercurio” a Palermo, festival nei Castelli Romani, Venezia e Monza

Nel capoluogo siciliano un cartellone internazionale dedicato alla creazione contemporanea. A Velletri e Genzano la danza di “Paesaggi del corpo”: dal Balletto Civile a Ersilia Danza ed Enzo Cosimi.
A Venezia torna “Teatro in campo”. Gli appuntamenti del Festival del Parco

18 Settembre 2026

PALERMO _ Festival e rassegne di fine estate dal Sud al Nord. Sceglie un titolo che sembra un manifesto l’ottava edizione di un festival sempre intrigante e curioso per le scelte come è quello di “Mercurio”, dal 19 settembre all’11 ottobre in programma nei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo. Un cartellone internazionale dedicato alla creazione contemporanea curato da Giuseppe Provinzano e l’associazione Altro e dello Spazio Franco,con Babel, Cccz, Crowd Foundation, Fat Sound e Latitudini. Così ha raccontato il significato del tema di questo anno il suo direttore artistico: “In un tempo che restringe gli orizzonti, immaginiamo futuri possibili. In un tempo che rende sempre più fragile il lavoro culturale, li consideriamo necessari”. «L’arte non è un’evasione dalla realtà, – ha detto Provinzano – ma uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza. In un contesto che continua a considerare la cultura un elemento accessorio, vogliamo ribadire il valore come infrastruttura democratica: la cultura non produce soltanto spettacoli ed eventi, ma costruisce comunità, genera immaginari e rende visibili possibilità che ancora non esistono. Per questo il futuro che immaginiamo non è soltanto possibile. È necessario».

Seguendo quella che è diventata una consuetudine di questo festival (glli artisti ospiti ogni anno indicano un collega da invitare l’anno successivo) è nata la sezione “Orbite” attraverso cui la rassegna sceglie di costruire alleanze stabili con altre realtà culturali “promuovendo un modello di cooperazione fondato sulla condivisione di idee, pubblici e progettualità”.

Questa edizione pertanto coinvolge le seguenti realtà: Piano City Palermo, Logos Festival, Patapum,Teatro Bastardo, Sponde Sonore, Aziz, Ellenic Festival, Conformazioni, Gibellina Off – Gibellina Capitale Arte Contemporanea 2026, e il Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci. L’idea è quella di mettere i festival in relazione tra loro abbandonando le logiche improduttive della competizione.

Il Programma.

Si parte con una speciale anteprima il 19 settembre allo spazio Open con “Crescere, la guerra” di e con Francesca Mannocchi in scena con Rodrigo D’Erasmo autore delle musiche. La regia dello spettacolo è di Giorgina Pi e intreccia “voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza”.

“Crescere, la guerra” di e con Francesca Mannocchi in scena con Rodrigo D’Erasmo con la regia di Giorgina Pi è lo spettacolo che inaugura “Mercurio festival” allo spazio Open di Palermo

Partenza della rassegna il 25 settembre allo Spazio Franco. Di seguito il programma delineato dagli inviti dei colleghi. Si parte con Tino Caspanello, drammaturgo, regista, attore e scenografo messinese, Premio speciale della giuria del Premio Riccione Teatro in “Non siamo qui” in scena “una fuga da un contemporaneo che ogni giorno diventa più banale e insostenibile”. In questa sezione sono previsti altri spettacoli. Il 26 settembre nello Spazio Tre Navate arriva il nuovo circo di Leo Bassi, icona internazionale del clown contemporaneo e del teatro satirico che in “Io, Mussolini” si concentra sugli “aspetti clowneschi della gestualità del duce”. Fabiana Iacozzilli è la regista de “La classe” (1 ottobre, Spazio Tre Navate) fa ricorso al teatro di figura con allusioni kantoriane. La sera successiva nello stesso appuntamento con compagnia di teatro e danza Abbondanza/Bertoni che con “Epiphania – Mi rendo manifesta” (2 ottobre, Spazio Tre Navate) si interroga sul femminile, a partire dal corpo. Il 3 ottobre al Giardino dei Cantieri Antonio Tagliarini, performer, autore e regista in “Pairadaeza” invita il pubblico a entrare nel suo paradiso-giardino.

Sul fronte del teatro, spina dorsale da sempre di “Mercurio”, numerosi gli appuntamenti con la nuova scena in aggiunta a quelli segnalati dagli artisti stessi. Kronoteatro e Francesca Sarteanesi con “Un po’ meno fantasma” un monologo sulla marginalità interpretato da Tommaso Bianco (il 25 settembre, Spazio Zero in collaborazione con Aziz).

Amalia Franco in “Coro” unisce danza, marionette e parola poetica in un’esperienza visiva e rituale (27 settembre, Spazio Franco).

Kepler 452 presenta “La Zona Blu” , testo di Nicola Borghesi scritto sulla esperienza vissuta a bordo della “Sea Watch 5” e interpretato dallo stesso autore con le immagini documentarie originali di Enrico Baraldi (02 ottobre, Spazio Franco). Ludovica Messina Poerio esplora il tema della relazione materna e della generatività in “Figliasanta” un’opera di teatro-danza con la musica dal vivo di Sergio Beercock (09 ottobre, Spazio Franco). Il duo Giacopini/Vacis ragiona su privilegio e pregiudizi in “Tortellini Ucraini”, monologo con degustazione nato“dall’incontro tra Gloria Giacopini e la donna ucraina caregiver di sua nonna” (11 ottobre, Tavola Tonda).

Il nuovo circo del grande Leo Bassi in “Io, Mussolini” si concentra “sugli aspetti clowneschi del duce”, In scena nello spazio delle Tre Navate a Palermo

Per quanto riguarda la danza, sono molti gli ospiti internazionali, a cominciare dal collettivo DOSS PIREZ delle artiste spagnole Celia e Julia Pírez (vedi la fotografia in apertura di articoloche presentano “Maldita Niña” fatto di voce e azioni performative (26 settembre, Tavola Tonda). Dil 3 ottobre allo Spazio Navate c’è Nassim Baddag, danzatore, coreografo, videomaker e direttore artistico francese che vanta collaborazioni con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker con l’anteprima assoluta del suo lavoro “Too Tired to Sleep”. Vincent Giampino, coreografo e performer è di scena invece con “Shau-Stellen” (04 ottobre, Haus der Kunst). Da Berlino arriva László Sándig, danzatore e coreografo interprete in diverse produzioni di Sasha Waltz & Guests, con “White fragility” (09 ottobre, Spazio Franco).

Musica. Come sempre tutto di rispetto il carnet dedicato ai live.

il 26 settembre allo Spazio Open ospita Rares in tour con il repertorio del nuovo album “Sincero!”, affiancato dal cantautore Krano, vincitore del David di Donatello per la miglior canzone originale con “Ti’il”, per il film “Le città di pianura” di Francesco Sossai, e da Laila Al Habash.

Il 3 ottobre sul palco il punk rock psichedelico degli Asino,il trio napoletano Psyché, tra funk e sonorità mediterranee e Fine Before You Came, band di culto dell’alternative italiano.

L‘8 ottobre allo Spazio Franco appuntamento con il teatro sonoro di Nicolò Terrasi in “Rosa, la voix d’un peuple”. Cesare Basile, cantautore tra i più interessanti dell’attuale panorama nazionale è in concerto con i Terakaft (10 ottobre, Tavola Tonda). Nella stessa sera allo Spazio Franco c’è l’ormai tradizionale Electro Night di Mercurio (10 ottobre, Spazio Franco), con Manifesto Disappunto. L’11 ottobre nello Spazio Franco Secret Concert ossia il concerto al buio: un’esperienza costruita sulla fiducia, in cui il pubblico acquista il biglietto senza conoscere l’identità dell’artista fino all’inizio dell’evento. Su questa falsariga nasce questo anno il Secret Show, un nuovo esperimento che estende lo stesso principio al teatro (10 ottobre).

Nel festival anche l’arte performativa e progetti ibridi come “Round“ (25 e 26 settembre, Bottega Lumpen) walking performance dell’artista Fabio Giorgi Alberti e “Dmt-death muerte tod” e la performance immersiva di Marika Pugliatti in collaborazione con Gibellina Off “(20, 21, 22, 23 e 24 settembre, Officine Bellotti). Per gli spettatori più piccoli il “Patapum festival” con la presenza della compagnia Unterwasser e il suo spettacolo “Boxes” (4 ottobre al Piccolo Teatro Patafisico).

La compagnia Kronoteatro è presente a Palermo con lo spettacolo “Un po’ meno fantasma” di Francesca Sarteanesi. Un monologo sulla marginalità interpretato da Tommaso Bianco (La fotografia è di Luca Del Pia)

Castelli Romani

Salendo dal Sud lo Stivale, tappa ai Castelli Romani per la settima edizione di “Paesaggi del corpo” festival di danza curata da Patrizia Cavola: trenta appuntamenti

dal 18 settembre al 17 novembre tra Velletri e Genzano di Roma, una programmazione diffusa nelle piazze, nei palazzi storici e nei teatri. Questo anno il focus è su tematiche riguardanti “il rapporto tra individuo e comunità, la crisi climatica, la memoria, la tecnologia, l’identità e l’alterità”. Protagonisti coreografi e compagnie italiane e internazionali come: Compagnia Atacama, Cie Irene K, Balletto Civile, Motus, EnClavedanza, Naturalis Labor, Ersilia Danza, Compagnia Francesca Selva, Balletto Teatro di Torino, Mandala Dance Company, Compagnia degli Istanti, Cie Vialuni, Kinesis Cdc, AiEP Ariella Vidach, Arabesque, Enzo Cosimi, Asmed-Balletto di Sardegna, Larumbe Danza, Borderline Danza, Megakles Ballet, Silvia Gribaudi ed EgriBiancoDanza.

Il festival s’inaugura il 18 settembre a Velletri nella piazza Cairoli (ore 17,30) dove verrà presentato un estratto da “Anghingò” di Compagnia Atacama, coreografia di Patrizia Cavola e Ivan Truol. Lo spettacolo, ispirato dal libro di Piero Dorfles “Amblimblè – Rime e riti dei giochi di strada” recupera “l’immaginario dei giochi collettivi di un tempo, quando la strada era luogo di incontro, invenzione e costruzione condivisa delle regole”. Nella stessa piazza a seguire la compagnia belga Irene K presenta “La nature n’aime pas le vide” della coreografa Irene Kalbusch. In questo lavoro “attrazione e separazione, fascinazione per ciò che è sconosciuto e accettazione dell’altro diventano gli elementi di una performance costruita sulla prossimità e sulla distanza”.

Si chiude con il Balletto Civile con “Tebe”, ideazione e regia di Michela Lucenti. Ispirato a “Le Fenicie” di Euripide, il lavoro guarda alla tragedia classica per interrogare le tensioni del presente: “la lotta tra Eteocle e Polinice diventa una riflessione su potere, guerra, tirannia e democrazia”.

Al festival dei Castelli Romani “Fenicie”, spettacolo  di Balletto Civile, Ideazione, regia e coreografie Michela Lucenti, con. Ambra Chiarello, Alessandro Pallecchi Arena e Francesco Collavino (Fotografia Luca. A. D’Agostino)

19 settembre. Genzano di Roma, alle 11.30 in Piazza Frasconi di scena un estratto de “La nature n’aime pas le vide” di Irene K. Alle 17.30, presso l’anfiteatro Michael Ende di Genzano, la stessa creazione torna a confrontarsi con un nuovo contesto architettonico. La giornata prosegue (sino alla chiusura nello stesso spazio) con Motus e “Invidia (Genesi dell’invidia)”, concept e drammaturgia di e coreografia di Rosanna Cieri. In questo lavoro l’invidia diventa “una lente per leggere una società nella quale il desiderio può trasformarsi in frustrazione, odio e autodistruzione”. La chiusura è affidata ai madrileni di EnClaveDanza con “Terra Ferida”, una riflessione sul cambiamento climatico nata dall’esperienza delle devastanti piogge che nel 2024 hanno colpito la Spagna.

20 settembre. Genzano; alle 11.30, in Piazza Frasconi replica di un estratto di “Anghingò” di Compagnia Atacama. Alle 17.30 si cambia location e si va a Palazzo Sforza Cesarini. Il tema della perdita, dell’amore e della possibilità di trovare nuovi equilibri sono al centro di “Naufraghi (Jules)” di Naturalis Labor, coreografia di Luciano Padovani che guarda al naufragio come “immagine di un limite improvviso, capace di spezzare equilibri e aprire nuove possibilità”.
Segue Ersilia Danza con “La Passeggiata”, coreografia di Laura Corradi ispirata all’omonimo dipinto di Marc Chagall. L’amore tra Chagall e la moglie Bella diventa immagine di una leggerezza capace di elevarsi sopra il peso della storia e della tragedia.  Chiude la giornata “Mater Sola” della Compagnia Francesca Selva, terzo quadro della “Trilogia del Tempo Sospeso”che guarda alle vittime delle guerre contemporanee attraverso la figura archetipica della madre, presenza che resta di fronte alla perdita e alle macerie. “La creazione assume così una dimensione di testimonianza e responsabilità civile”.

25 settembre. Si torna a Velletri alle 17.30, alla Casa delle Culture e della Musica per una giornata dedicata al dialogo tra materia, corpo e natura. Il Balletto Teatro di Torinopresenta “Aliseo variation”, coreografia di Manfredi Perego interpretata da Bailey Kager. Il vento diventa “metafora di un’energia invisibile capace di modificare il paesaggio e ciò che incontra”. Mandala Dance Company presenta la nuova produzione “Stone” coreografia di Paola Sorressa. Sette pietre accompagnano un “rito coreografico nel quale materia, memoria e spiritualità si incontrano, fino alla composizione di un totem finale”.

Una scena da “Anghingò” della Compagnia Atacama, coreografia di Patrizia Cavola e Ivan Truol.Lo spettacolo, inserito nel programma di “Paesaggi del corpo” è ispirato da un libro di Piero Dorfles sui giochi di strada

Si prosegue con la Compagnia degli Istanti che porta in scena “Suddenly Here. Dire, fare, baciare”, ideazione di Simona Bucci. A chiudere il programma è la compagnia francese Vialuni con “La Performance Agricole”, creazione di Michèle Ettori, qui il “paesaggio agricolo diventa uno spazio di osservazione e connessione tra ambiente e gesto”.

26 settembre. Genzano alle 17, 30 in Piazza Frasconi una giornata dedicata a tecnologia, natura, società e identità. Kinesis Cdc presenta “Hu|Or|ME – Animal Farm”, ispirato all’universo di “Animal Farm” di George Orwell. Lo spettacolo parte da una domanda: “se un animale fosse posto nella condizione dell’essere umano, si comporterebbe diversamente o riprodurrebbe gli stessi meccanismi?”. Ariella Vidach mostra “Koppelia-giardino13”.Tecnologia, natura e presenza artificiale entrano in un sistema di connessioni nel quale la figura tecnologica non è più soltanto oggetto di controllo, ma presenza autonoma e sensibile. In “duetX” l’Associazione Arabesque mette in scena due individui intrappolati in un universo regolato da aspettative, routine e controllo.
Chiude la giornata la 
Compagnia Enzo Cosimi con la nuova produzione “Amore Capitale”. La città di Roma viene osservata “come materia viva, stratificata e contraddittoria attraverso le suggestioni di Pasolini, Belli, Fellini, Caravaggio, Artaud e Petrolini. La città diventa così il centro della scena, attraversata dalle memorie e dalle immagini che ne hanno costruito il racconto nel corso del tempo”.

27 settembre- Genzano. Alle 17.30a Palazzo Sforza Cesarini, torna “Stone” di Mandala Dance Company. Il mito diventa invece materia coreografica con Amed-Balletto di Sardegna in “Ikaro”, coreografia di Rocco Suma. “Icaro è assunto come metafora della libertà, del desiderio di superare i propri limiti e del rischio implicito in ogni slancio verso l’ignoto”. La relazione tra danza e tecnologia torna protagonista con Larumbe Danza eStage on the road”, installazione immersiva che integra danza dal vivo, video, ambienti virtuali e realtà aumentata ed estesa. Chiude la giornata Borderline Danza con “Sustraiak”, lavoro di Alessandro Esposito e Maite Rodgers Gastaka. Nel “deserto” della società contemporanea la natura “torna a manifestarsi e a riappropriarsi delle proprie radici, penetrando fino allo spirito umano”.

Tecnologia, natura e presenza artificiale nel nuovo spettacolo della danzatrice e coreografa Ariella Vidach “Koppelia” tra gli ospiti del festival dei Castelli Romani nel comune di  Genzano

3 ottobre. Velletri, alle 18.30, il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté ospita il debutto assoluto di “Anghingò” di Compagnia Atacama, creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol. In programma anche Compagnia Petranuradanza / Megakles Ballet con “Panta Rhei”, coreografia di Salvatore Romania e Laura Odierna. Ispirato al celebre principio eracliteo del divenire, il lavoro mette in scena “due corpi immersi nel flusso continuo dell’esistenza”.
11 ottobre. Alle 18.30, ancora al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè, va in onda una diversa idea di virtuosismo con “R.OSA – 10 esercizi per nuovi virtuosismi” di Silvia Gribaudi, interpretato da Claudia A. Marsicano. Lo spettacolo ribalta i codici tradizionali del virtuosismo e mette al centro un corpo libero dalle norme imposte.

Paesaggi Kids è una sezione dedicata a bambine e bambini, scuole e famiglie, che propone matinée e percorsi di avvicinamento alla danza e alle arti performative. Il 13 novembre. Alle ore 10, al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè la Compagnia Atacama presenta “Il Brutto Anatroccolo”, creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol ispirata alla fiaba di Hans Christian Andersen. A chiudere il percorso di Paesaggi Kids sarà EgriBiancoDanza con “Storie di un burattino”, in programma il 17 novembre alle 10 al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè di Velletri.

14 e 15 novembrePaesaggi del Corpo” ospita il progetto speciale “L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio”, dedicato alla figura di Pinocchio e realizzato da La Scatola dell’Arte. Il progetto si sviluppa attraverso tre differenti performance dedicate a Pinocchio, affidate a tre distinti percorsi coreografici, mettendo a confronto sensibilità e linguaggi della danza contemporanea.14 novembre alle 18, al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè di Velletri, il progetto entra avrà la prima delle tre performance, “Sulle tracce di Pinocchio”, con coreografia di Raphael Bianco. Nella stessa giornata e nello stesso spazio è in programma una seconda creazione con coreografie di Patrizia Cavola e Ivan Truol. Il progetto prosegue il 15 novembre alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri. Alle 16 il pubblico incontra Daniela Marcheschi, critica letteraria e italianista, per un approfondimento dedicato all’opera e all’universo creativo di Carlo Collodi. Alle 18 il percorso torna alla scena con la terza performance di “Sulle tracce di Pinocchio”, affidata alle coreografie di Giorgio Rossi, con musica dal vivo di Livio Minafra.

E’ ispirato al celebre principio eracliteo del divenire lo spettacolo “Panta Rhei” della compagnia Petranuradanza/Megakles Ballet, coreografia di Salvatore Romania e Laura Odierna (Fotografia di A.Grimaldi)

Al Nord due appuntamenti: a Venezia e a Monza.

Nella città lagunare dal 19 al 24 settembre, il Campiello Pisani diventa palcoscenico a cielo aperto per ospitare la ventesima edizione del festival “Teatro in Campo” a cura di Pantakin. In programma dodici spettacoli, un laboratorio open, due incontri pubblici e la novità del “biglietto sospeso” (grazie a Copicartotecnica e Antica Barberia Amato, per ogni giornata del festival sono disponibili 4 biglietti “sospesi”, pensati per offrire l’ingresso a chi si trova in difficoltà economica). Nel pomeriggio, alle 17, il palco è tutto per Commedia dell’Arte all’aperto con le produzioni storiche di Pantakin. Nei primi due giorni del festival va in scena “Casanova Grand Tour”, regia di Emanuele Pasqualini, con Elisa Pastore, Rossana Mantese, Genny Santin Nalin e Duccio Zanone che racconta le rocambolesche avventure di Giacomo Casanova e del fido Arlecchino. Dal 22 al 24 settembre sarà invece la volta di “Marco Polo e la Principessa” racconto della storia d’amore del celebre commerciante veneziano con la principessa Hao Dong. diretto da Michele Modesto Casarin con Matteo Campagnol, Rossana Mantese, Manuela Massimi, Alberto Olinteo ed Elisa Pastore.

Per gli spettacoli serali si parte il 19 settembre alle ore 20 con Gaia Nanni in “La notte dei bambini”, spettacolo diretto da Giuliana Musso che ripercorre “il trasferimento reale in una sola notte dell’intero Ospedale Meyer di Firenze, riscoprendo la forza della solidarietà di un’intera comunità che si riscopre unita di fronte alla propria fragilità”.

A Venezia “Malacarne, la ballata dell’amore e del potere”, una produzione Brat e Pantakin diretta da Michele Modesto Casarin con Mina Carfora, Claudio Colombo, Filippo Fossa, Agata Garbuio e Federico Scridel.

20 settembre. Nora Fuser interpreta “Cuor” con la regia di Sandra Mangini che restituisce la storia vera di Clementina Rina Cavalieri “operaia veneziana dell’Arsenale che ha attraversato il Novecento con un invincibile senso di giustizia e di voglia di vivere in comune”.

Il 21 settembre appuntamento con Andrea Pennacchi in “Alieni in Laguna”, ballata eco narrativa e ironica con la musica suonata da Giorgio Gobbo, chitarra e Annamaria Moro al violoncello che “esplora il nostro complesso, squilibrato e talvolta schizofrenico legame con le altre specie del pianeta”.

22 settembre. Questa sera tocca a “Malacarne, la ballata dell’amore e del potere”, una produzione Brat in collaborazione con Pantakin diretta da Michele Modesto Casarin e interpretata da Mina Carfora, Claudio Colombo, Filippo Fossa, Agata Garbuio e Federico Scridel, che fa rivivere “l’antica maschera friulana del servo pasticcione in una vicenda che affronta le ingiustizie e le vessazioni contemporanee”.

23 settembre. “Live Poetry” è lo spettacolo con il quale Lorenzo Marangoni declina la poesia orale, partecipata e contemporanea attraverso il ritmo serrato, ironico e profondo del poetry slam”.

Il festival si chiude il 24 settembre con “Per un pelo”, comicità acrobazie, musica e poesia dove tutto può accadere. In scena due giocolieri e due eccentrici clown-musicisti della compagnia Chalibares.

Al festival “Teatro in Campo” di Venezia nello spettacolo “Per un pelo” di Chalibares che chiude la programmazione della rassegna clown e giocolieri tra acrobazie, comicità e musica

Teatro, musica, arte, scienza e cultura per la nona edizione del Festival del Parco di Monza in programma un centinaio di eventi tra incontri, spettacoli, mostre e laboratori dal 18 al 20 e dal 25 al 27 settembre negli spazi tra il Parco e i Giardini, la Villa Reale e la città.Tra gli ospiti, Lella Costa, l’arpista Caterina Sangineto, l’Orchestra da Camera Canova, lo scrittore Fabio Genovesi. Quello delle “Connessioni” è il tema prescelto questo anno, tra cambiamenti climatici e biodiversità, linguaggi e diverse forme d’arte, ma anche dialogo e confronto per costruire ponti in un momento storico come questo segnato da crisi ambientali e conflitti.

18 settembre. Alle 18 al Capitol Anteo spazio Cinema per “Visioni letterarie” incontro con Andri Snaer Magnason autrice del libro “Il tempo e l’acqua” (edizioni Iperborea) e proiezione del documentario “La canzone della terra” diretto da Margreth Orin, prodotto da Liv Ulmann e Wim Wenders.

19 settembre. Alle ore 21 al Teatro Binario incontro con lo scrittore Fabio Genovesi che porta in scena “La bicicletta”, un monologo dedicato proprio alla storia della bicicletta. Sempe il 19 settembre a Cascina Pariana (ore 15 e 17), sono in programma due concerti degli studenti del Liceo musicale Bartolomeo Zucchi; nella stessa giornata, alle ore 15, a Villa Mirabello, i partecipanti al Laboratorio teatrale Koralion si esibiscono in un adattamento dell’”Edipo Re” di Sofocle.

Lella Costa è tra le protagonista del festival del Parco di Monza con lo spettacolo “La fata” spettacolo ironico sulla figura più misteriosa e mutevole del libro “Pinocchio” di Carlo Collodi (Fotografia di Serena Serrani)

Sempre il 19 settembre Al Teatro Binario 7, ore 20,30, viene presentata “Anime del fiume, storie controcorrente lungo l’Adda”, mostra fotografica di Bruno Zanzottera, in collaborazione con il Festival delle Geografie.

20 settembre. Alle ore 17 i Giardini della Villa Reale si trasformano in palcoscenico per l’esecuzione della “Sinfonia n.6 Pastorale” di Beethoven, eseguita dall’Orchestra da Camera Canova.

Sempre il 20 settembre alle 17.30, Villa Mirabello ospiterà il live dell’arpista Caterina Sangineto con la band Ar an Talamh in un viaggio nella musica folk irlandese.

Torna anche la “Junior Festa” con attività e laboratori per bimbi e famiglie. Tra le proposte, Io gioco pulito con il Tarlo, ludoteca itinerante; il laboratorio di giocoleria a cura di Daniel Romila, Irina Muresan e Isabella Ninotta e una lettura animata per bimbe e bimbi dai 4 ai 9 anni; Nautilus | Coro di teatri in miniatura, a cura del collettivo Lambe Lambe Italia.

Tra le iniziative trova spazio anche l’”Orienteering inclusivo”, ai Giardini della Villa Reale, per tutte le età e le possibilità, e il laboratorio “Gio-cantiamo le Filarpstrocche,” laboratorio musicale interattivo per bambini dai 3 ai 6 anni condotto da Caterina Sangineto.

26 settembre. Giardini di Villa Reale. Alle 17 (in replica anche il 27) l’Orchestra Canova eseguirà la suite di Händel, “Water Music”, per celebrare i rinnovati Giochi d’acqua del Parco di Monza recentemente restaurati. I concerti che vedono protagonisti l’Orchestra Canova sono parte del progetto Royal Summer Stage 2026, a cura di Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Musicamorfosi e Orchestra Canova. Il programma musicale si estende anche ad altri luoghi del Festival.

L’Orchestra Canova, per il Festival del Parco nei Giardini di Villa Reale di Monza il 26 settembre eseguirà la suite “Water Music” di Handel. Il 20 settembre eseguirà invece la Sinfonia n6 “Pastorale” di Beethoven

Lella Costa è tra i protagonisti del Festival del Parco di Monza il 26 settembre al Teatro Manzoni  con lo spettacolo “La fata” spettacolo ironico sulla figura più misteriosa e mutevole del racconto “Pinocchio” di  Carlo Collodi (Fotografia di Serena Serrani)

Riflessione sul cambiamento climatico attraversa numerosi appuntamenti del Festival. Il 26 settembre a Villa Mirabello (ore 15), il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercallisarà protagonista dell’incontro “Che clima farà?”. Mercalli parlerà del rapporto tra cambiamento climatico e benessere del nostro pianeta e del nostro equilibrio psico-fisico, con particolare riferimento ai recenti disastri ambientali avvenuti anche nel Parco di Monza, a causa del surriscaldamento globale.

27 settembre doppia replica (ore 14.30 e 17.00) per “Alberi Maestri,” performance di teatro in natura, itinerante ed esperienziale alla scoperta del mondo degli alberi e delle piante, guidata dal performer:un progetto di Campsirago Residenza.

Sempre il 27 settembre a Cascina Frutteto (ore 14) “Dopo la tempesta. Resilienza al cambiamento climatico nell’arte e nel restauro dei giardini storici”, presentazione del libro di Marco Ferrari, apre un ulteriore sguardo sul rapporto tra mutamenti climatici e patrimonio storico e paesaggistico. A seguire, alle 15.30, si terrà il seminario “Alberi e città: valore, gestione e sostenibilità economica del verde urbano”; entrambi gli incontri sono a cura della Rete dei Giardini Storici. Il pomeriggio della stessa giornata, questa volta a Cascina Mulini Asciutti, alle 16 lo spettacolo anti-conferenza, “Tre uomini e una plastica”con Stefano Bertacchi, Simone Angioni e Ruggero Rollini.

Teatro in miniatura del collettivo teatrale Lambe Lambe alla festa Junior del Festival del Parco di Monza che prevede una serie di proposte e iniziative nel campo dell’animazione e dello spettacolo per i più piccoli

 

 

 

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