Teatro
Festival, Roma accoglie “Short Theatre”, a Torino e dintorni c’è la danza di “Nid”
Nella Capitale torna il festival internazionale di teatro e performing arts tra Mattatoio, Orto Botanico, India e Teatro Vittoria. Sessanta eventi fino al 12 settembre. In Piemonte, sotto la Mola e da Collegno a Moncalieri si confronta il meglio della coreografia nazionale
ROMA _ Torna nella Capitale “Short Theatre”, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alla performing arts. Dal 3 al 12 settembre per la ventunesima edizione sono attese una quarantina di presenze tra compagnie e progetti artistici provenienti, oltre che dall’Italia, anche da Spagna, Francia, Polonia, Ungheria, Algeria, Libia, Eritrea, Camerun, Rwanda, Messico e Cina. Numerosi gli spazi che ospiteranno la rassegna a partire dal restaurato Mattatoio all’Orto Botanico, il Teatro India e il Teatro Vittoria luoghi storici della manifestazione. E poi ancora: il Macro, Museo d’arte contemporanea, il Cinema Troisi e il Museo delle Civiltà. Curatela collettiva del festival è affidata dallo scorso anno a Silvia Bottiroli, Silvia Calderoni, Ilenia Caleo e Michele di Stefano che hanno messo a punto un cartellone di ben sessantacinque eventi ponendosi una domanda: “che funzione svolgono, oggi, i festival?”. Da qui nasce il tentativo di “andare oltre la programmazione, rendendo visibili i processi che danno corpo ai “fenomeni” artistici, facendo proprio il rischio di condividere con il pubblico la presenza di oggetti ibridi, indefiniti”.Ecco quindi la presenza di “pere che sfuggono alle categorie, che mescolano canto lirico e beatbox, testo poetico e presenza scenica, passeggiata collettiva e gesto simbolico”. Non mancheranno format pedagogici come “Classe”, momenti di trasmissione di saperi e drammaturgia nelle sezioni “Camera” e “Salon” e un programma quotidiano di inviti musicali.
Apertura il 3 settembre all’Orto Botanico, a partire dalle ore 18 nella Serra Tropicale (con gli interventi performativi di Fedra Morini, Lemmo, Rhuena Bracci) e in quella Monumentale (con i climi sonori del sound artist Oscar Ngu Atanga) e dalle 20 in Serra Corsini con lo spettacolo “Je te chante une chanson toute nue en échange d’un verre (Ti canto una canzone tutta nuda in cambio di un bicchiere)”della drammaturga, performer e traduttrice queer Vanasay Khamphommala / Lapsus chevelü. Nell’Arena Alberi (18,50), Industria Indipendente in “Quixote-a rose is not a rose” dove il simbolo di Don Chisciotte viene “smontato e rimontato attraverso la parola lesbica dei testi di Kathy Acker e la scrittura del corpo vivo di Annamaria Ajmone”.
La poetessa fondatrice del Teatro della Valdoca, Mariangela Gualtieri, nella Scala Monumentale esplorerà “il mistero del creato, la natura e il senso di meraviglia e spavento che deriva dal vivente” nel rito sonoro “Naturale sconosciuto” . Chiude la serata alle 21,30 (Bar), la performer svizzera Melissa Guex con “Down” , una “combinazione esplosiva di corpo danzante e batteria dal vivo, un dono per andare oltre quello che sembra un mondo senza speranza”.

4 Settembre. L’appuntamento è al Cinema Troisi per lo spettacolo dell’eritrea Muna Mussie, “Cinema Impero” (tre repliche dalle 14 sino alle 15) che riattraversa gli archivi coloniali a partire dall’intimità e dall’affettività, mettendo in dialogo materiali video provenienti dall’Istituto Luce e dall’archivio privato dell’artista, raccontati e interpretati da due voci e due intelligenze, una artificiale e una emotiva”. Lo spettacolo replicato anche l’indomani sarà poi visibile nei giorni seguenti anche al Muciv e al Macro.
Alla Pelanda del Mattatoio (Teatro 1, ore 18,30) Chiara Bersani mette in scena la coreografia“Michel: The Animals I Am” dove l’artista si confronta “con il repertorio della danza classica partendo dal Lago di Cigni e affidando a tre corpi con disabilità la possibilità di reimmaginare e trasmettere il movimento, evocando la figura di Michel Petrucciani” jazzista di fama internazionale.
Dorothée Munyaneza/Compagnie Kadidi nel suo ultimo lavoro “Moi, toi, Tituba” è incentrato sulla figura di Tituba, schiava accusata di stregoneria durante i processi di Salem (Teatro 2, ore 21,30). Munyaneza nel dispositivo “Myriade” chiama a raccolta “una “miriade” di voci che risuonano con la sua ricerca e che inventano incessantemente altri modi di abitare il mondo, tra cui, ad esempio, Gildaa, cantante franco brasiliana che mescola teatro e chanson di scena alle 23 nel Salon. Come anche Asmaa Jama & Gouled Ahmed che nello Studio (ore 19 e 22,45) sono alle prese con lo screening di “Except this time nothing comes back from the ashes”, progetto di moving image di che “esplora l’autoritratto, l’archiviazione e la memoria”.
5 Settembre. Ancora al Troisi, repliche di Muna Mussie, alla Pelanda replica Bersani. Al Teatro 2 (ore 21) Eszter Salamon è presente con “Dance for Nothing”: uno spettacolo ma anche una lecture, in cui “le parole affermano qualcosa mentre il corpo ne fa altre”. Un’ora dopo Betty Tchomanga/Gang performer e coreografa franco-camerunense associata a Quartz, scène nationale de Brest e al Théâtre de la Bastille di Parigi, mostra lo spettacolo “Decolonial/(Hi)stoires Mulunesh” concepito come “una raccolta di ritratti dove ogni episodio affronta la storia coloniale e la sua eredità a partire da singoli percorsi individuali, in un lavoro che mescola performance e insegnamento”.

Si chiude la giornata al Teatro Vittoria (alle ore 21) con la prima nazionale di “El corazòn de Ester” a cura di Alberto Cortès. Ispirato da un manoscritto dell’800 in questo lavoro Cortés traccia “un parallelo tra l’abbandonarsi a un amante e l’abbandonarsi al pubblico, e sceglie di limitare la durata di questa performance prima che venga definitivamente consumata dallo sguardo del pubblico” (si replica anche l’indomani).
6 Settembre. Pelanda. Per la sezione “Camera” in cui si invita il pubblico a far ingresso nella “camera” di creazione drammaturgica si parte alle 18 (Studio) con la presenza dei componenti di El Conde de Torrefiel, popolare compagnia catalana conosciuta soprattutto per la capacità di mettere assieme teatro e coreografia, arti visive e letteratura.
Alle 20,30 (Teatro 1) la coreografa Cristina Kristal Rizzo presenta in prima nazionale “Sentimental1” un solo liberamente ispirato al lavoro di Derek Jarman e di William Blake, dove “la figura nello spazio compone una coreografia di gesti, pose e danze istantanee, in una presenza tutta disposta al sentimentale inteso come qualità del condividere, alla ricerca delle molteplici tensioni”.
Alle 22 e in replica alle 23 (Salon) di scena la musica di Daniel Blanga Gubbay. Replica dello spettacolo di Alberto Cortès (ore 20,30).
7 Settembre. Al Mattatoio (ore 18), prima nazionale di “Pairadaëza” di Antonio Tagliarini che “dà vita a una piccola comunità temporanea dando appuntamento in un giardino nascosto nel cuore di Testaccio”.
Altra prima nazionale quella di Giorgina Pi/Nicole di Leo/Bluemotion, in programma alla Serra (tre repliche: ore 18, 19 e 20): “Il chiaro di luna in cucina è un segno di Dio. Omaggio ad Anne Carson”, progetto speciale tra installazione e ascolto radiofonico immaginato appositamente per “Short Theatre”.

Alle 20,30 (Studio) Maya Olivia va in scena con “In perpetual blooming, despite the gods”, uno studio che “si ispira a testi perduti come le prime sei pagine del Vangelo secondo Maria Maddalena, per concentrarsi sulla dimensione sospesa del preludio nell’opera lirica, quel punto che convoglia la carica energetica e poetica che precede la parola”. Si chiude alle 22,30 (Salon) con i climi sonori della performer e scrittrice e traduttrice queer Vanasay Khamphommala che interroga “le mitologie europee in una prospettiva postcoloniale e post-genere” per sviluppare una “ricerca-performance sulla figura mitologica di Ganimede, esplorando le risonanze che la sua antica narrazione ha ancora nelle comunità queer di oggi”. Replica di Kristal Rizzo (ore 21,30).
8 Settembre. La Pelanda. Alle ore 20 (Teatro 1) per “Camera” incontro con Daria Deflorian, autrice teatrale e regista. Alle 22 (Teatro 2) Aymeric Hainaux e Francois Chaignaud presentano “Mirlitons”, performance in cui canto lirico battaglia con il beatbox. Si chiude alle 23 (Salon) con Lola Kanto/Acetato. Repliche di Muna Mussie, Tagliarini (ore 18), Maya Oliva (ore 19).
9 Settembre. La Pelanda. Alle 18,30 (Atelier) Sara Leghissa in “Frocy Express”coinvolgerà il pubblico nella costruzione di una playlist collettiva per ribaltare gli immaginari della musica pop. Alle 21,30 (Studio) la coreografa Fabritia D’Intino e la musicista Agnese Banti condivisono la creazione di “Comeback” (vedi in apertura la fotografia di Andrea Macchia). Alle 22,30 (Salon) la poliedrica artista cinese Otay.Onii farà ascoltare al pubblico il suo mix unico di musica tradizionale cinese, elettronica, nevrosi post-industriale e art-pop. Repliche di Muna Mussie (Muciv), Tagliarini, Aymeric Hainaux (Pelanda).
10 Settembre. La Pelanda. Alle ore 18 (Studio) in programma lo screening dell’opera audiovisiva dell’artista italo-libica Adelita Husny Bey “Like a flood” dove, a partire da un archivio fotografico recentemente riscoperto e reinterpretato, si” riflette sull’interruzione dell’approvvigionamento idrico in Libia causata dallo sfruttamento delle risorse idriche e dalle politiche di insediamento forzato durante la colonizzazione italiana (1911–1943)”.

Alle ore 20 (Galleria) il duo milanese Sorelle di damiano in “Variazione n.1” lavora sulla relazione tra linguaggi. In quello successivo (Studio ore 22) “Variazione No.2” presentato in prima nazionale, si tratta di un “percorso sensoriale frammentato e disorientante che vuole dar forma a un incubo collettivo, esprimendo la condizione di smarrimento del nostro presente”.
Alle 21 (Teatro1) la possibilità del corpo di “inquietare” è raccolta da Mathilde Invernon/Compagnie Carmen Chan, performer franco-svizzera che presenta il suo “Bell End”,un lavoro che “decostruisce la mascolinità tossica nella progressiva metamorfosi dei corpi in scena che agiscono attraverso la voce, tramutandosi in presenze strane, grottesche, comiche, sfiorando l’illusorietà del ventriloquio”. Biagio Caravan con la sua sonorizzazione di scena alle 22,30 (Salon).
Al Teatro India, ore 10 (Sala B) la coreografa franco-algerina Nacera Belaza, accanto all’attrice francese Valérie Dréville in “L’Echo”, prima nazionale, esplora la zona grigia tra parola e linguaggio, dove si trova il potenziale espressivo della danza, “una parola pronunciata nel corpo”.Repliche di Muna Mussie (Macro).
11 Settembre. La Pelanda (Teatro 2) alle ore 17 “This resting, patience” della polacca Ewa Dziarnowska: performance di tre ore in cui il pubblico può muoversi liberamente, e può essere mosso dalla performer: una coreografia dove “la danza, in continua trasformazione, intreccia in un respiro condiviso attrazione, ripetizione e sentimento. Il tempo si dilata, la musica si fa loop, la tenerezza diventa resistenza, forza, durata”. Alle 22 8salon) climi sonori di Corps Citoyen, Repliche di Muna Mussie (Macro); Sorelle di damiano, Invernon(Pelanda); Nacera Belaza (Teatro India).

12 Settembre. La Pelanda. Alle ore 19 (Galleria) per “Camera” incontro con Giulia Crispiani, editor, traduttrice e autrice. Alle 21, 30 (Studio) va in scena “L’Infinito Carnale”, lo spettacolo di danza di Claudia Castellucci basata su un dialogo da lei scritto “tra due eremiti cristiani, Antonio d’Egitto e il suo giovane discepolo Ilarione di Gaza, e su una drammaturgia concepita in forma ritmica, dove le performer in scena si muovono nella sonorità di un dialogo incorporato nell’habitat sonoro di Stefano Bartolini”. Alle 22,45 (Salon) “Serenata lesbica” di Sara Leghissa e Taquitojocoque è un “esperimento politico e romantico collettivo che riunisce le pratiche e i segni artistici delle due artiste, che attraverso canzoni della tradizione popolare e contemporanea messicana compongono e ricompongono un immaginario politico lesbico. Alle 23,30 per Salon, si chiude con la scelte musicali di Habibitch. Repliche di Ewa Dziarnowska (Pelanda). Ogni giorno appuntamento con “Classe”, progetto di trasmissione di saperi. Si parte il 3 con l’architetta Annalisa Metta e si prosegue poi con Eszter Salamon (4), Paul Preciado (il 5), Daniel Blanga Gubbay (6), Teodora Grano (9) Adelita Husny Bey e Sara Alberani (10) e Francoise Vergès (il 12).
DANZA
Ultime due giornate il 3 e 4 per “Nid Platform”, la cui decima edizione è in corso da due giorni in Piemonte tra Torino, Collegno, Moncalieri e Venaria Reale.La vetrina nazionale della danza italiana è dedicata stavolta alle “Coreografie del possibile”, un tema che intende richiamare i principi “essenziali della danza – corpo, gesto, composizione, relazione tra spazio e tempo – e la capacità di immaginare nuove connessioni tra artisti, luoghi, pubblici, operatori italiani e stranieri, istituzioni e territori, favorendo opportunità di crescita, collaborazione e circuitazione oltre confine”. La rassegna si tiene negli spazi della Lavanderia a Vapore di Collegno, le Fonderie Limone di Moncalieri, il Teatro Astra. La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino e la Reggia di Venaria Reale. Diciotto le proposte selezionate.

Al teatro Astra saranno di scena il 3 “Abracadabra” di Francesca Pennini fondatrice del Collettivo Cinetico (ore 21, in replica l’indomani alle 12,30). Alle 21 e l’indomani alle 12 va in scena “Le Palestriti” di Simona Bertozzi.
Alle Fonderie Limone il 4 va in scena “Panoramic banana. Album degli abitanti del nuovo mondo” a cura del coreografo Michele Di Stefano.
Lavanderia a Vapore. Il 3 alle 14,30 e 18,30 lo spettacolo ospite “Breathing Room. Atlante dei respiri ricevuti” di Salvo Lombardo. In scena anche “Cani Lunari” del coreografo Francesco Marilungo.
La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani. Alle 12,30 e alle 14,30 “Piano-Forte” ispirato ai “Notturni“ di Chopin di Roberto Tedesco, compagnia Opus Ballet e il 4 alle 15 “Good Vibes only” di Francesca Santamaria.
Reggia di Venaria, il 4 alle ore 19 “Il secondo paradosso di Zenone” di Elisabetta Consonni interpretato da Sara Catellani. Alle 19,30 “Cosmorama” del coreografo e danzatore Nicola Galli. Nei giorni precedenti sono stati presentate le seguenti opere:“Humanos” di Vito Leone Cassano per la compagnia Eleina Di; “Caduta la neve da Sarah Moon” di Alessandra Cristiani; “Pas de cheval” di Alessandro Costanzo Martiniinterpretato da Francesca Foscarini e lo stesso Martini; “Le Fenicie” ispirato dall’omonima tragedia di Euripide e ideato per la sua compagnia Balletto Civile da Michela Lucenti;“Weirdo”, ideato da Enrico Morelli per la MM Contemporary Dance Company;“Epiphania. Mi rendo manifesta” della compagnia Abbondanza Bertoni; “Manifestus”di Jacopo Jenna. Accanto agli spettacoli incontri e riflessioni sul mondo della danza contemporanea italiana.
Alla Lavanderia a Vapore ha trovato casa anche la programmazione degli Open Studios (il 2), spazio dedicato ai processi creativi, offrendo la possibilità di incontrare progetti ancora in divenire. Per il 2026 sono stati selezionati “Nu” di Virginia Spallarossa / Déjà Donné;” Sognare-Fase RAM” di Damiano Scavo / Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà danza; “Special K” di Davide Tagliavini / Compagnia Artemis Danza; “Thanks, Ilaria” di Filippo Buonamassa / ResExtensa Dance Company. I quattro progetti selezionati, prima della presentazione di settembre, hanno attraversato periodi di residenza, con confronti e aperture intermedie, tra Castiglioncello, Soverato, Verbania e Torino, in collaborazione con Oscenica – Residenza per Artisti nei Territori/IRA Festival; CROSS Project / CROSS Residence e Mosaico Danza; Fondazione Armunia- Centro di Residenza della Toscana e CapoTrave/Kilowatt.

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