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Teatro

Festival, “Fabbrica Europa” a Firenze e le “Immersioni” del Piccolo a Milano

di Walter Porcedda

Nel capoluogo fiorentino settanta eventi programmati per un mese con la partecipazione di una quarantina di compagnie provenienti da venti Paesi. Nella capitale del Nord la rassegna dedica una importante attenzione a un quartiere della città come San Siro

11 Settembre 2026

FIRENZE _Metti il Mediterraneo al centro di “Fabbrica Europa”. Non come mare chiuso ma come luogo aperto al confronto per un festival che dall’11 settembre all’11 ottobre a Firenze presenterà la sua trentatreesima edizione di eventi tra teatro, danza, musica e multimedia. Ma non è una semplice successione di eventi, dicono gli organizzatori, bensì un “gesto condiviso poetico e corale, che prende forma nell’ascolto attivo e vivo del mondo”. E cioè “un luogo del contemporaneo in cui corpi, voci e idee interrogano il presente e lo attraversano con nuove indagini e slanci creativi”. Da qui la decisione di andare oltre l’Occidente per tornare a vivere il Mediterraneo, non come spazio chiuso ma “orizzonte mobile di scambio, di costruzione di significati e di conoscenza, attraversato da culture, lingue, miti e conflitti che ancora oggi continua a generare domande e possibilità”. Questa la premessa culturale e politica di questa edizione del festival che intende affrontare e riflettere sul concetto stesso di Europa partendo da una prospettiva multidisciplinare artistica e culturale che vuole “tenere assieme linguaggi differenti e strati non lineari di temporalità”.

“Fabbrica Europa” si muoverà in quattordici spazi della città ospitando 18 anteprime, diverse prime nazionali e prime assolute. Una quarantina le compagnie nazionali e internazionali per un totale di settanta appuntamenti. Venti i paesi rappresentati oltre l’Italia:Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Germania, UK, Spagna, Albania, Polonia, Portogallo, Grecia, Libano, Ucraina, Turchia, Armenia, Marocco, Senegal, Cina, Giappone, Usa. Questi invece gli spazi: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Goldoni, Teatro Puccini, Teatro Cantiere Florida, PARC Performing Arts Research Centre, Museo Marino Marini, Museo Novecento, ex Centrale termica Fiat di Novoli, Manifattura Tabacchi, Tenax, Frittelli Arte Contemporanea, Mad Murate Art District (ma si estenderà anche al Teatro Era di Pontedera e al Polo Prato dell’Università di Firenze). Gli spettacoli ospitati dovranno comporre “un paesaggio plurale, animato da una tensione comune: cercare nuove forme di relazione in un mondo in cui i legami sono continuamente messi in discussione e ridefiniti”.

Qui e in apertura due momenti di “Dance People” del coreografo libanese Omar Rajeh aperto alla partecipazione degli spettatori inaugura il festival “Fabbrica Europa”di Firenze (Fotografie di Tommy Ga-Ken-Wan)

Questo concetto è espresso proprio dalla filosofia dello spettacolo che inaugura la rassegna fiorentina. Quel “Dance People” visto recentemente alla Biennale Danza di Venezia, opera del coreografo libanese Omar Rajeh che mette al centro della scena la comunità. Un palcoscenico en plein air aperto e condiviso dai danzatori della compagnia Maqamat e cittadini che così prendono parte attiva nella performance che si terrà nella Terrazza del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Uno spettacolo che riflette sull’attuale fase contemporanea tra intelligenza artificiale e algoritmi per recuperare una coscienza di partecipazione democratica del potere.

I giorni successivi, 12 e 13, occorre spostarsi nell’ex Centrale termica Fiat di Novoli (in diversi orari) per assistere, in prima nazionale a un’esperienza immersiva tra teatro e realtà virtuale, come “Tremens Ride” a cura del collettivo belga Crew. Ispirata al “Timone d’Atene” di Shakespeare, esplora la tensione tra desiderio di vivere i rapporti umani e rischio di ridurre gli individui a dei meri dati. I partecipanti attraversano architetture interattive, avatar e illusioni digitali che sfumano tra reale e virtuale.

Nella stessa serata del 13 settembre alla Manifattura Tabacchi (ore 21) è di scena la cantautrice e polistrumentista portoghese Ana Lua Caiano, considerata figura emergente della nuova scena internazionale. La sua musica fonde avant-folk lusitano e deconstructed club, intrecciando voce, sintetizzatori, drum machine e fiati con la melodia tradizionale portoghese.

Per tre sere al Parc (ore 19) dal 17 al 19 la coreografa e performer francese residente in Lituania, Marine Fernandez, presenterà in prima assoluta “CentiMemory” dove la rosa, “simbolo della bellezza che muta, è evocata in scena da scarpe rosse che richiamano le diverse fasi della vita, diventando metafora di un’identità fragile e in trasformazione”. Il progetto è supportato da Effea, European Festivals Fund for Emerging Artists ed è sostenuto da una rete di Festival internazionali.

La coreografa e danzatrice francese residente in Lituania, Marine Fernandez, presenta in prima assoluta al festival fiorentino la nuova coreografia “CentiMemory” (Fotografia di Maciej Moskwa)

Un altro artista emergente, negli stessi tre giorni (alle ore 20) Wissal Houbabi, poetessa e scrittrice marocchina in “Sawt (Studio)” esplora la “memoria diasporica attraverso l’Aita, espressione vocale delle donne marocchine. La leggendaria poetessa orale Nairiya diventa simbolo di opposizione alle eredità coloniali e patriarcali. La voce di Houbabi si intreccia al suono dal vivo di Afif Ben Fekih, dando vita a un rito collettivo tra corpo, memoria e identità”.

Arriva da un’antica dinastia musicale dell’isola di Creta il musicista e cantante George Xylouris, suonatore di liuto, protagonista del concerto al Museo Novecento (ore 21) del 18 settembre. Un concerto che “scardina la forma classica esaltando la componente emotiva e improvvisativa, portando in scena quel “perdersi per rinascere” che rende ogni sua performance un microcosmo autonomo in perpetuo divenire”.

Nello stesso spazio (ore 21) l’indomani si esibirà la cantautrice e percussionista salentina Rachele Andrioli, intrecciando il repertorio popolare pugliese con influenze mediterranee e contemporanee. Andrioli è ideatrice di Coro a Coro, progetto corale di comunità per donne di età e provenienze diverse, dedicato all’inclusione e alla multiculturalità.

Domenica 20 settembre si torna al Parc (ore 19) per assistere a “Circle of Resonance”, incontro inedito tra il celebre percussionista dell’Anatolia Arto Tuncboayaciyan, leader della Armenian Navy Band, il virtuoso turco del kemençe Derya Turkan, maestro delle tradizioni classiche ottomane, e il tubista e compositore francese Michel Godard. Ideato dall’etichetta BlurNotes, il progetto “destruttura l’idea stessa di concerto: senza spartiti né leader, i musicisti si dispongono in cerchio per tradurre l’impulso in suono, trasformando l’ascolto in pura evocazione spaziale e spirituale”.

Un’immagine del musicista e cantante George Xylouris, erede di una prestigiosa dinastia di musicisti di Creta, grande suonatore del liuto. Sarà protagonista del concerto al Museo Novecento di Firenze il 18 settembre

Appuntamento al Tenax (ore 21) il 22 settembre per un altro importante incontro,“Calligraton”, tra il duo di musica elettronica di Schnitt e l’arte dello shodō dell’artista giapponese Aoi Yamaguchi. La scena si trasforma “in una tela dove frequenze e calligrafia dialogano in tempo reale. I movimenti del pennello, catturati da sensori, influenzano i parametri sonori e visivi, esplorando l’equilibrio tra suoni e silenzi, vuoti e pieni”.

Le giovani coreografe e danzatrici Flavia Dule e Beatrice Guastalla il 23 e 24 al Parc (ore 19) in “Hito人” raccontano “l’incontro tra due corpi alla ricerca di equilibrio, sostegno e appartenenza. Ispirata alla cultura giapponese, la creazione riflette sulla tensione tra connessione e individualità, in un gioco di fiducia, spazio e reciprocità”.

Altre danzatrici, quelle del Collettivo Scena (Francesca Mazzoni, Sara Sicuro e Linda Vinattieri) sempre il 23 settembre al Parc (ore 20) nel loro “Lunar” in prima assoluta presentano danza, visual e luci dialoganti a partire dal mito dell’allunaggio. “Tra realtà fisica e proiettata, i corpi creano un sistema gravitazionale aperto all’alterità, invitando a guardare oltre la prospettiva antropocentrica”.

Ancora il 23 settembre ma allo spazio Fritelli Arte Contemporanea (ore 21) il violoncellista Francesco Dillon in “Eight” dà forma alla partitura del compositore americano Michael Gordon per un organico di otto violoncelli della Scuola di Musica di Fiesole. Il progetto si “distacca dalle tradizionali dinamiche concertistiche per farsi rito contemporaneo e installazione sonora”.

Si torna al Parc il 24 settembre (ore 20) per assistere alla prima assoluta di “Figliasanta”. “Attraverso il corpo di Ludovica M.Poerio si indaga la generatività come trasformazione ed emancipazione. Sergio Beercock con voce, elettronica live e loop-station, costruisce “un rituale sonoro in continua metamorfosi, ispirato al mito di Kore/Persefone”.

La percussionista e cantautrice salentina Rachele Andrioli intreccia tradizioni pugliesi e musica contemporanea. L’artista è in concerto al Museo Novecento di Firenze il 19 settembre (Fotografia di Giuseppe Rutigiano)

Sempre al Parc il 25 e 26 (ore 18) Pierandrea Rosato nell’assolo “Caruse/sine Sole sileo”un corpo giovane “attraversa ciò che del tarantismo è perduto, ciò che ancora insiste nel presente e ciò che, nella sua forma più estrema, si rivolge verso la propria scomparsa”.

Solo per il 25 settembre sempre al Parc (ore 18) il sound artist Riccardo La Foresta in “Zero, 9999….” fonde strumenti acustici e digitali in un live immersivo, con le sculture di Roxy Ceron e il light design di Akasha. Ispirata a “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino, la performance “decostruisce il suono attraverso droni stratificati e logiche combinatorie, esplorando nuove dimensioni temporali e percettive”.

Assolutamente da non perdere le due repliche, il 25 e 26 settembre al Teatro Goldoni (ore 21) di “Tragùdia – il canto di Edipo” scritto e diretto dal regista sardo Alessandro Serra, il più interessante spettacolo del 2025. “Tragùdia” portato in scena dalla compagnia TeatroPersona è una “riscrittura del mito che riporta il testo antico verso una dimensione universale. Eroe cieco ed esule, il re di Tebe incarna la condizione dell’uomo contemporaneo, sospeso tra la ricerca della verità e la perdita di ogni certezza. Per ritrovare nel presente il senso del rito, il regista e autore ricorre al grecanico, antichissimo idioma ancora parlato in alcune aree della Magna Grecia. A questa lingua istintiva e sensuale, alla sua musicalità e alla forza evocativa del canto, Serra affida il compito di restituire il mito allo spettatore di oggi in tutta la sua potenza sensoriale. Il canto di Edipo nasce sulle macerie della tragedia classica per esplorare le rovine della società contemporanea e riscoprire la voce della polis, alla ricerca di una dimensione collettiva perduta”. In scena Alessandro Burzotta, Salvatore Drago, Francesca Gabucci, Sara Giannelli, Jared McNeill, Chiara Michelini, Felice Montervino. Lo spettacolo è presentato in collaborazione con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Una scena ripresa durante lo spettacolo “Tragùdia-il canto di Edipo” scritto e diretto dal regista Alessandro Serra. L’attore ritratto è Felice Montervino (Fotografia di Alessandro Serra)

Il danzatore e coreografo Philippe Kratz, nella Sala Orchestra del Teatro del Maggio Fiorentino il 26 alle 17 presenta in anteprima, la sua nuova creazione “Strike two”, nata dal confronto con il “Trio per pianoforte n. 2” di Dmitrij Šostakovič, composto nel 1944 dopo la morte dell’amico Ivan Sollertinskij. La musica intreccia lutto e memoria, guerra e ricordo, tensioni che Kratz esplora attraverso due corpi, “la cui relazione resta indefinita: fratelli, avversari, amanti, estranei o la stessa persona”.

“Shifting Latitudes”, in prima assoluta, si ispira alla metafora dei paralleli che unisce i luoghi d’origine del coreografo catalano Roberto Olivan e del percussionista pugliese Pino Basile. In questa nuova versione, la danzatrice francese Clémentine Telesfort “aggiunge un terzo asse al lavoro, trasformando la dualità iniziale in un trio magnetico e aprendo una riflessione sull’Europa come spazio di identità nomadi” (27 settembre al Parc, ore 17 e 19).

Nello stesso giorno, ma al Teatro Florida (ore 21) in “Vanitas”, i danzatori Giovanfrancesco Giannini, Fabio Novembrini e Roberta Racis rileggono l’iconografia della vanitas cinquecentesca. In un Eden immaginario, “nature morte di frutti, fiori, candele e clessidre evocano la caducità della vita e scandiscono l’inesorabilità del tempo. Nello stesso palcoscenico del Florida, il 30 settembre alle ore 21, spazio ai Motus con la loro ultima produzione “Frankstein (History of Hate”) dove la compagnia indaga “la mostruosità come esito del rigetto sociale, esplorando l’odio che scaturisce quando l’amore viene negato, umiliato, e l’incontro fallisce”.

In “Ikar, voliamo altissimo”, prima assoluta al Parc il 1 e 2 ottobre (ore 19) di Aura Calarco e Stefania Menestrina lo spettacolo “nasce come un volo di tentativi: tre minuti per ogni atto di avvicinamento che non cerca risposte, ma intreccia presenze. Ogni frammento è un incontro possibile, in un continuo cercarsi senza definirsi”. Il 1 ottobre invece al Museo Marino Marini (ore 21) si potrà assistere a “Human Echoes” frutto dell’incontro tra Maria Cortesi e Simone Graziano, un dialogo tra voce e pianoforte, arricchito da archi e percussioni.

Appuntamento fuori porta il 2 e 3 ottobre al Teatro Era di Pontedera (ore 21) per assistere alla prima nazionale di “The Maids-Materials” a cuera del regista Jaroslaw Fret (Studio Wachowicz/Fret & The Grotowski Institute) ispirato da “Les Bonnes” di Jean Genet. In un centro di accoglienza per rifugiati, “donne provenienti da diverse parti del mondo danno vita a giochi e micro azioni performative per rivelare le loro identità nascoste. Si esprimono in una lingua che prende forma davanti agli spettatori e che non riusciranno mai a padroneggiare del tutto. Il tono cambia gradualmente”.

Un momento dell’ultimo spettacolo della compagnia dei Motus “-Frankenstein-History-of-Hate” al Teatro Florida di Firenze il 30 settembre (Fotografia di Andrea Macchia)

“Karakoz”, un lavoro nato nel 2004 in Palestina, tra Ramallah e Betlemme. Mai Mai Mai, musicista e performer è l’autore di questo spettacolo in cui “archivi sonori, collaborazioni locali e risonanze del paesaggio confluiscono in una materia scura e visionaria, dove il suono agisce insieme come immersione percettiva e gesto militante” 2 ottobre al Museo Marino Marini (alle ore 21). La popolare attrice e performer dei Motus, Silvia Calderoni assieme a Ilenia Caleo in“Temporale (a lesbian tragedy”) costruiscono una drammaturgia di meteorologie, stati affettivi e perturbazioni che tocca l’inquietudine del presente. “Corpi che si accasciano, glitch, umori condensati e backrooms compongono un paesaggio in cui il dentro e il fuori si confondono e la realtà appare incrinata”. Il 3 e 4 ottobre al Parc (ore 19).

Resextensa Dance Company porta le radici rituali della cultura pugliese e mediterranea in “Dittico delle radici” un’esperienza contemporanea. “Mors”, coreografia di Elisa Barucchieri e Moreno Guadalupi, “attraversa la dimensione archetipica del tarantismo, dove il ragno, il serpente, lo scorpione e il femminile richiamano immagini simboliche di trasformazione”. In “Wolf Spider”, coreografia di Mattia Russo e Antonio De Rosa “la pulsazione della pizzica si espande in una potente energia collettiva, facendo del gesto individuale un rito condiviso”Al Teatro Florida il 3 ottobre alle ore 21.

Sempre il 3 ottobre alla Manifattura Tabacchi (Aula Magna Polimoda) alle ore 22 è di scena Evita Polidoro, batterista, cantante e compositrice. Il suo linguaggio intreccia jazz, rock, elettronica e sperimentazione. Ha collaborato con Enrico Rava, Dee Dee Bridgewater e Francesca Michielin ed è ideatrice del progetto Nerovivo, dove esplora sonorità tra improvvisazione, ambient e post-rock.

Il 6 ottobre al Parc (ore 19) va in scena “G_trilogia in solo violoncello_RIZOMA #6_a Cate” di Fosca che affida al violoncello di Matteo Bennici “l’architettura di uno spazio acustico ed emotivo rarefatto: le frequenze dello strumento generano l’azione evocando assenze e rievocando presenze, in un omaggio vibrante”. Apre la serata l’installazione video del terzo atto della trilogia di “Rattingan Glumphoboo”, realizzato da Maria Pecchioli e interpretato da Laura Dondoli con la regia di Caterina Poggesi.

“The Maids-Materials” a cura del regista Jaroslaw Fret, ispirato dal testo “Led Bonnes” di Jean Genet va in scena al teatro Era di Pontedera il 2 e 3 ottobre (Fotografia di Magdalena Cydzik)

Stessa serata al Cantiere Florida (alle ore 21) prima assoluta di “HyperWater” a cura di Daniele Bianco per la Compagnia Opus Ballet in cui “esplora il corpo come organismo permeabile e il flusso come rito di passaggio”. “Konpira Fune Fune”, dal nome di un tradizionale gioco giapponese, è il lavoro in prima assoluta di Anna Pesetti che indaga il rapporto tra due corpi maschili, tra regola e libertà, controllo e abbandono. Il gioco diventa spazio di incontro e complicità, rivelando dinamiche di potere e fiducia. Al Parc il 7 e 8 ottobre alle ore 19.

Sempre al Parc il 7 ottobre (alle ore 20) la compagnia di danza Ivona, del coreografo Pablo Girolami presenta “Angel’s Orders-Rilke Project”. Lo spettacolo nasce dal confronto tra la Prima Elegia di Rilke e un paesaggio vivo, attraversato da vento, respiro, suono. “L’incontro tra poesia e musica elettronica diventa impulso fisico, vibrazione, ritmo”.

Con “Voci/Murate” il compositore e produttore discografico Saverio Lanza prosegue nel processo di indagine iniziato con “Le voci dei padri” e ne porta avanti l’essenza in una nuova tappa site specific. Frammenti vocali, narrazioni intime e testimonianze confluiscono in una partitura che dalle ninnananne di culture diverse vira verso una riproducibilità ibrida tra voci acustiche e interventi acusmatici.

Di scena al Mad, il 7 ottobre alle ore 21. Hanno adattato il loro spettacolo dal racconto di Heinrich Boll “Opinioni di un clown”: “Clown-Schnapsidee” del regista Jonathan Bertolai e il performer Ian Gualdani che portano in scena “clown disarmato, patetico e feroce che si scontra con una società ossessionata da una morale usa e getta”. 8 ottobre al Parc alle ore 20.

Il grande musicista Rabih Abou Kalil, geniale musicista e virtuoso dell’out sarà in concerto il 9 ottobre al teatro Puccini di Firenze per “Fabbrica Europa”

Ultimi appuntamenti. Il 9 ottobre al Teatro Puccini, alle ore 21 concerto del libanese Rabih Abou Khalil, virtuoso dell’oud e soprattutto musicista innovatore che occupa un posto di tutto rispetto nella scena contemporanea. Khalil infatti è un musicista di ampie vedute che si confronta con il jazz del nostro tempo e i suoi concerti sono sempre all’insegna dell’improvvisazione e della scoperta.

Il 10 e 11 ottobre negli spazi del Parc, dalle 17 “Dentro il contemporaneo”, un progetto per under 25 curato dal critico di danza Marinella Guatterini e realizzato con la Scuola teatrale”Paolo Grassi” di Milano. Sono otto performance di sei giovani coreografi. Si tratta di Giovanna Seccia con “Pelle”, Arianna delle Gemme con “Senza coda”, Marcello Malchiodi con “Icarus”, “Prometheus”e “Orione”, Alvise Gioli con “In fondo alla litoranea”, Lorenzo Dino Marchioni con “Quando l’acqua diventa ghiaccio”, Maria Priscilla Cornacchia con “PodiAfos”.

Al Teatro Cantiere Florida, il 10 ottobre alle ore 21 la compagnia toscana Capotrave presenta la sua ultima produzione “Bandiera”. Lo spettacolo esplora “le contraddizioni della contemporaneità attraverso il rapporto tra politica, economia e potere. Tre interpreti mettono in scena compromessi e conflitti etici, in un’atmosfera sospesa tra realismo e pensiero magico”.

L’11 ottobre infine, al Teatro Puccini (ore 21) è di scena “People used to die” re-work di “Avant les gens mouraient” del collettivo francese (La)Horde, affidato a Equilibrio Dinamico Dance Company. Quindici danzatori reinterpretano i linguaggi dell’Hardjump, dell’Hakken e del Jumpstyle, danza underground fatta di salti rapidi, movimenti ritmici e figure acrobatiche. La compagnia pugliese riallestisce inoltre “Mahalaga Landscapes”, coreografia di Jill Crovisier, che “esplora il rapporto tra corpo, ambiente e memoria attraverso una gestualità istintiva e rituale, trasformando la scena in un paesaggio vivo”.

Equilibrio Dinamico Dance Company è di scena al Teatro Puccini di Firenze per il cartellone di “Fabbrica Europa” con “People used yto die” di “Avant yes gens mouraient” del collettivo francese (La)Horde

A Milano è invece partito nei giorni scorsi il festival “Immersioni”, laboratorio di linguaggi performativi nei quartieri a cura del Teatro Grassi-Piccolo Teatro di Milano e quartiere di San Siro. Claudio Longhi, attuale direttore artistico del Piccolo ha detto che il festival, alla quinta edizione intende “addentrarsi nello spazio in continuo movimento della città, tra le maglie dei suoi cambiamenti, esplorare gli intrecci del tessuto metropolitano rinnovando, ad ogni occasione, le strade da percorrere e i luoghi in cui sostare”.

“Immersioni” è un festival che “immagina un teatro permeabile, disposto a lasciarsi attraversare dal presente e dalla complessità delle persone che incontra, e investe nelle artiste e negli artisti emergenti in una fase particolarmente fertile del loro percorso. Offre loro tempo, strumenti e contesti nei quali una ricerca possa svilupparsi, trasformarsi attraverso l’incontro e trovare progressivamente la propria forma”.E’ quindi una sorta di “laboratorio aperto in cui artisti, persone e città “possano osservarsi da vicino influenzarsi reciprocamente e costruire insieme nuovi modi di vivere il presente e immaginare il futuro”. Dopo aver dedicato grande attenzione negli anni ai quartieri della città, il progetto ha scelto ora di fermarsi più a lungo e abitare un territorio alla volta, Stavolta è il quartiere di San Siro. Qui gli artisti, prima dell’inizio del festival hanno iniziato a confrontarsi con i cittadini . Una presenza condivisa che nel generare “occasioni di confronto e scambio e contaminazione” dà anche avvio a “una comunità artistica temporanea in dialogo con la comunità di San Siro” stesso. La call “Indagine Milano 2026” è articolato in due percorsi, con progetti negli spazi del Teatro Grassi e interventi site specific pensati per il quartiere. Dall’8 al 15 settembre al Teatro Grassi e dal 16 al 20 settembre a San Siro.

Una scena dallo spettacolo “Può capitare di sentirsi borghesi ovvero Dogville e Selinunte”, regia di Roberto Maccagno uno degli spettacoli che ha inaugurato il festival “Immersioni” di Milano

“Immersioni” si è aperto l’8 settembre con “Uno spettacolo gigantesco”, drammaturgia di Alice Sinigaglia ed Elena C, Patacchini con Emma Bolcato, Lorenza Nacchia, Giorgio Pesenti, Caterina Rosaia e Davide Sinigaglia. La sera successiva è stata la volta di “Può capitare di sentirsi borghesi ovvero Dogville e Selinunte”, regia di Roberto Maccagno, autore anche della drammaturgia con Greta Capelletti. Il 10 settembre (in replica anche il 13 alle 16) di scena la compagnia Fargo con “Break” testo e regia di Rosy Bonfiglio e Nicola Ragone con Rosy Bonfiglio e Stella Tea Valente. L’11 settembre (e il 13 alle 17,30 in replica) è di scena “Stiamo da Dio”, drammaturgia di Elisa Buonocore, regia di Macky Montella con Alessandra Cocorullo e Stefania Remino. Una storia al femminile sospesa tra “allenamenti di boxe, trattamenti termali e pie illusioni”.

Sabato 12 (ore 19,30 e in replica l’indomani alle 20,30) la compagnia Beat Teatro porta in scena “Coinquilini” di Fabio Casano, regia di Arianna Sorci con Fabo Casano, Ilaria Felter e Aichatou Cherif. “Una riflessione sulla precarietà dell’abitare a Milano, dove la casa smette di essere un rifugio per farsi domanda”. Nella stessa sera (ma alle ore 21 e l’indomani alle 22) spazio al “Progetto San Siro Street Feast Ritual”, di e con Chiara Arrigoni e Vincenzo Politano autore anche della regia.

Al Chiostro Nina Vinchi (ore 18,45 e 20,30) installazione performativa “Rubinetti-RadioSorgente”, performance di Sante di Lana, direzione e testi di Luisa Casasanta in scena con Barbara Monetti, Daniele Tagliaferri e la partecipazione di Arianna Battilana. Una radio libera e itinerante che “raccoglie voci, desideri, silenzi e contraddizioni di San Siro…” (in replica l’indomani nello stesso spazio in diversi orari). Nello stesso luogo alle ore 22 “Immersioni party” con Mary and the Quants. Il 13 settembre alle 10,30, Premio Annoni, dal 2017, premia testi teatrali inediti o già rappresentati provenienti da 44 paesi, che affrontano tematiche Lgbtqia+ e la diversità nell’amore. ore 19 progetto del Collettivo Fontana “La città dalle finestre rotte” da uno studio di Laura Raccanelli con lo sguardo drammaturgico di Jacopo Riccardi in scena con Claudia Grassi.

“Stiamo da Dio” è lo spettacolo con la drammaturgia di Elisa Buonocore, regia di Macky Montella con Alessandra Coccoruillo e Stefania Remino in scena l’11 settembre al festival organizzato dal Piccolo Teatro di Milano

“Gente di Balletto Civile” è invece una performance itinerante e immersiva tra via Rovello e via Dante (ore 16,30 e 18,30) che trasforma lo spazio urbano in una mappa di apparizioni e danze quotidiane. Il pubblico “attraversa stazioni poetiche e situazioni inattese e diventa parte attiva di un’esperienza comunitaria tra realtà e visione”.

14 settembre. Alle ore 21, sempre al teatro Paolo Grassi è di scena “Guernica Bombing” di Mirko Di Martino, realizzato in collaborazione con Milano Off Fringe Festival, un esempio di teatro civile che racconta il bombardamento di Guernica e la nascita del capolavoro di Picasso in “un intreccio serrato di storie, memoria e attualità, tra propaganda, fake news e il filo di violenza che attraversa il Novecento e il presente”.

15 settembre. Ultimo appuntamento al Teatro Paolo Grassi. Alle ore 21 Filippo Capobianco presenta “Santa Terra – Miracolo a San Siro”, uno spin-off concepito appositamente per il palcoscenico: un’opera autonoma che “custodisce il nucleo poetico del progetto e ne attraversa le viscere immaginative e drammaturgiche, offrendo al pubblico l’accesso al cuore pulsante della ricerca.” Con Filippo Capobianco, Bianca Tortato, Virginia Vanocchi, Stefano Tirantello e i partecipanti al laboratorio Miracolo a San Siro. Regia di Michele Magliaro e Filippo Capobianco.

16 settembre. Inizia la parte di San Siro. Si parte con un’opera site specific: “La natura curva delle pareti” ( Relax City House, piazzale Segesta 3, ore 17,45 e 18,45, in replica anche l’indomani e venerdì 18 agli stessi orari)) di Grassi, Saccotelli, Tè, un’opera performativa nel paesaggio urbano che “invita il pubblico, da una posizione rialzata, a mettere in discussione i propri limiti visivi per sperimentare la forza di uno sguardo collettivo”. Con le partecipanti al laboratorio Serena Albertini, Catia Anastasi, Isabel Bumba, Margherita Iallonardo, Carmen Gabriela Gulap, Priyanka Mendis, Francesca Pannuti, Roberta Pestalozza, Mariana Stoean, Nadine Yassin Vadalà.

Un momento dell’allestimento “Guernica Bombing” di Mirko di Martino, in scena al Piccolo di Milano, un esempio di teatro civile che racconta il bombardamento su Guernica e il capolavoro di Picasso

19 settembre. Al Mercato di via Osoppo dalle 10 alle 13 “Non avere le parole” di e con Ludovica De Angelis: un lavoro sul confine del linguaggio: “le parole che arrivano troppo tardi, quelle che scegliamo di non dire e quelle che ancora non esistono per raccontare ciò che proviamo”.

20 settembre. “Miracolo a San Siro” di Filippo Capobianco è nata da una relazione che “Immersioni” ha voluto coltivare nel tempo. L’artista è entrato in relazione con le comunità di abitanti. Da qui l’opera collettiva “Miracolo a San Siro” ispirata da “Miracolo a Milano”. Dopo lo spettacolo “Santa Terra” in scena al Teatro Grassi il 15 settembre in chiusura di festival (alle ore 16) ecco una grande restituzione site specific a “mare culturale urbano,” realizzata in collaborazione con FringeMI Festival e inserita in “mare forza dieci,” il palinsesto speciale con cui mare culturale urbano celebra i suoi primi dieci anni di vita. Di e con Filippo Capobianco e i partecipanti al laboratorio costruito con la complicità di Parole e Punti, Vivere a San Siro, Voci di Periferia e Teatroi nume, prodotto da “mare culturale urbano”.

Alle 18,30 concerto di chiusura a cura di Iperfaltrak di Quinto Romano. Alle 18 in piazza Selinunte “Corpi in bilico” da un’idea di Martina Ponzinibio e Isabella Nardelli. Con la partecipazione di Isabella Nardelli, Martina Ponzinibio e della Palestra Popolare Hurricane. Una performance partecipata che trasforma un allenamento di boxe in “una pratica di comunità per imparare a sostenere le proprie lotte”.

CasciNet di via Cavriana alle 20,35 “Il bosco dei sogni”, traduzione e adattamento di Pier Vittorio Mannucci dal “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare. Regia di Gledis Cinque. Con Davide Benaglia, Rachele Bonini, Gledis Cinque, Eleonora Cicconi, Flavia Comi, Michele Correra, Erica Del Bianco, Diego Delfino, Viola Falqui Massidda, Diego Finazzi, Andrea Pellizzoni, Federico Rubino, Nick Russo, Gabriele Spataro. Regia di Pier Vittorio Mannucci. La performance lascia il pubblico libero di “esplorare lo spazio scenico e scegliere quali storie seguire, creando un percorso di visione unico e personale”.

Una scena dallo spettacolo teatrale “Corpi in bilico” da un’idea di Martina Ponzinibio e Isabella Nardelli. in programma il prossimo 20 settembre per il festival “Immersioni” di Milano
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