Teatro

Teatro, dal festival “Imagina” di Roma alle prime di Milano

Nella Capitale la sesta rassegna internazionale dedicata al teatro di figura. A Torino i debutti di Gabriele Vacis e Leonardo Lidi. Fabrizio Gifuni è allo Storchi di Modena e Licia Lanera all’Arena del Sole di Bologna. E a Lugano la prima del nuovo lavoro di VicoQuartoMazzini

15 Aprile 2026

ROMA _ Marionette, pupazzi, ombre, oggetti e tutto quello che fa parte del Teatro di Figura torna nella Capitale, per un pubblico di ogni età con il Festival “Imagina”, giunto alla sua sesta edizione. Dal 17 al 20 aprile saranno quattro giorni intensi fatti di spettacoli, incontri e laboratori in otto diversi spazi cittadini per un totale di undici spettacoli e ventotto repliche. Il festival si concluderà con la proclamazione del vincitore di questa edizione. I Teatri in ComuneTeatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro Villa Pamphilj, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro del Lido di Ostia – insieme al MUCIV-Museo delle Civiltà, all’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e allo Spazio Rossellini, ospiteranno dieci compagnie con oltre 25 artisti provenienti da sei diversi Paesi (Argentina, Francia, Uruguay, Estonia, Grecia e Italia). Oltre agli spettacoli e i laboratori anche appuntamenti di approfondimento all’Università Roma Tre, Dams e Biblioteca Museo Teatrale Siae.

Il via venerdì 17 mattina alle 10 al Teatro Biblioteca Quarticciolo (in replica alle 18 al teatro di Villa Pamphilj) con la compagnia Altri posti in piedi che presenta una originale versione della fiaba di “Cappuccetto rosso. Nella pancia del lupo”. Lo spettacolo si concentra sul momento in cui Cappuccetto viene divorata e intraprende un viaggio all’interno della pancia del lupo, partendo bambina per uscirne donna, cacciatrice e protettrice della foresta. Dalla Grecia arriva Hop Signor con due spettacoli: “Giraffe” e “Blue Giraffe”. l primo, è un lavoro di teatro d’oggetto, (dai 6 anni) va in scena alle ore 10.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Movimento, musica e luce si combinano in un’opera visiva e poetica in cui “esseri umani, pupazzi e oggetti interagiscono ed esplorano la loro relazione reciproca”. . Repliche: sabato 18 ore 17.30 Teatro del Lido di Ostia; lunedì 20 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.

Dalla Grecia Hop Signor Puppet Theatre, qui in una scena da “Giraffe”, è tra gli ospiti a Roma del festival di Teatro di Figura “Imagina”. Dieci compagnie provenienti da sei paesi con undici spettacoli e ventotto repliche

Alle 10,30 al Teatro del Lido di Ostia Luciano Mansur (Argentina) presenta “Proyecto Frankestein), tecnica Pupazzi e attore. Lo spettacolo è un adattamento del romanzo classico di Mary Shelley, ambientato nella regione costiera dell’Argentina, un one-man show di teatro di figura contemporaneo in cui l’artista, in qualità di attore, “incarna” un personaggio e, allo stesso tempo, ne interpreta un altro con un burattino. Repliche: sabato 18 aprile ore 17 Teatro Biblioteca Quarticciolo; domenica 19 ore 17 Teatro Tor Bella Monaca.

Dalla Francia la compagnia L’Alinéa (Francia) porta in scena burattini a guanto e contrabbasso jazz in “Sport-Petites Histoires sans paroles” , trittico senza parole per mettere in dialogo cultura teatrale e cultura sportiva, alle ore 11 al Teatro Villa Pamphilj. Un ring che prende vita, un campione da allenare, una baracca di burattini che si apre mostrando il suo rovescio. L’Alinéa (Francia), SPQRT – Petites Histoires sans paroles, porta in scena burattini a guanto e contrabbasso jazz per mettere in dialogo cultura teatrale e cultura sportiva, ed è in programma alle ore 11 alTeatro Villa Pamphilj. “Un ring che prende vita, un campione da allenare, una baracca di burattini che si apre mostrando il suo rovescio”. Repliche sabato 18 ore 17 Spazio Rossellini; domenica 19 ore 17.30 Teatro del Lido; lunedì 20 ore 11 Teatro Biblioteca Quarticciolo.

Sabato 18.

Per la primissima infanzia, Teatro di Terra (Italia) propone “Carta Canta”, tecnica pittura in scena, figure bidimensionali, ombre, età da 1 a 5 anni, in scena sabato alle ore 11 al MUCIV-Museo delle Civiltà. “Un uovo si rompe e nasce qualcuno, poi comincia il viaggio alla ricerca della mamma nella terra, nell’acqua, nell’aria…”. Replica: domenica 19 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.  Quando gli uomini avranno le ali” è lo spettacolo dei francesi de La Malette (tecnica teatro d’oggetti, tout public dai 4 anni) e racconta il grande sogno umano di conquistare il cielo ed è in scena alle ore 11 al Teatro del Lido di Ostia. Repliche: sabato 18 ore 17 Teatro Villa Pamphilj; domenica 19 ore 10.30 MUCIV-Museo delle Civiltà.

Christian Ostorero della compagnia francese La Malette con lo spettacolo “Quando gli uomini avranno le ali” è tra i protagonisti del festival romano “Imagina” dedicato al teatro di figura (Foto di Adrian Giovinatti)

Il Collettivo Lambe Lambe (Italia) in “Nautilus” offre una performance di teatri in miniatura, alle ore 16 al MUCIV-Museo delle Civiltà. “Un insieme di storie che sembra si siano perse nel tempo ma con pazienza sono state ricostruite e tessute: storie cadute dalla luna, storie nascoste nei tronchi degli alberi, storie che brillano come una stella, storie d’ombre e luci, storie che fanno paura da ridere”. Replica: domenica 19 ore 17 Spazio Rossellini.

Un castello medievale vivo e pulsante prende forma in “Kuthi” di Tricktrek Theatre (Estonia), teatro meccanico in legno in scena alle ore 17 al MUCIV-Museo delle Civiltà. “Pareti scorrevoli, elementi mobili e stanze segrete costruiscono un mondo gotico-medievale intenso, amplificato da una colonna sonora incalzante, dove arte, ingegneria e meccanica si intrecciano in colpi di scena improvvisi”. Repliche: domenica 19 ore 11 Teatro del Lido di Ostia; domenica 19 ore 17 Teatro Villa Pamphilj.

Domenica 19

Dall’Uruguay, Coriolis Teatro de Objectos porta in scena “Trapos – tre anziani e un cane contro la morte”, (tecnica teatro d’oggetti, senza parole, tout public dai 4 anni), in scena alle ore 11.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà. “Un delicato teatro d’oggetti senza parole che, con immagini semplici e profonde, celebra la vitalità, l’amicizia e il coraggio di vivere fino all’ultimo istante, trasformando una riflessione universale in un’esperienza poetica e condivisa”. Repliche: domenica 19 ore 17 Teatro Biblioteca Quarticciolo; lunedì 20 ore 10.30 Teatro del Lido di Ostia. La compagnia francese Les Creatures, propone “Cases” (tecnica teatro disegnato, ombre e musica, tout public dai 4 anni), in scena alle ore 16 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Qual è il posto per un bambino sognatore che passa il tempo a disegnare? “Attraverso due semplici processi, il disegno con il gesso e il teatro delle ombre, in un’ambientazione in bianco e nero, seguiamo la storia di un bambino che fugge dal mondo reale disegnando, con piccole lavagne rettangolari e lo sfregamento del gesso sulla superficie, lasciando una traccia fragile ed effimera”. Replica: lunedì 20 ore 10.30 Teatro Tor Bella Monaca.

Chiude la rassegna la compagnia greca Hop Signor mettendo in scena alle ore 17 allo Spazio Rossellini, lo spettacolo “Blue”: una serie di sketch brevi e dal ritmo serrato in cui “i personaggi principali sono poliziotti: gli episodi sono interconnessi, ma anche autonomi, e formano un mosaico di osservazioni, domande, pensieri, sussurri e desideri sulle forze dell’ordine”.

La fantastica costruzione scenica della compagnia estone Tricktrek Theatre per il loro spettacolo di teatro meccanico “Kuthi” al festival “Imagina” nei prossimi giorni in programma a Roma (Foto di Serafima Andrea)

Sempre a Roma.

Tecniche di Lavoro di Gruppo/ Appunti per uno Schiuma Party” è il titolo dello spettacolo scritto e interpretato da Pietro Cerchiello, regia di Ariele Celeste Soresina, secondo appuntamento della terza edizione di “Green Days-nel tempo che resiste”, rassegna under 35 curata e organizzata da Dominio Pubblico. Lo spettacolo, di scena il 18 aprile alle 19,30 e domenica alle 17,30 all’Argot Studio liberamente ispirato ad una storia vera, è il racconto di generazioni che si incontrano, l’affresco del loro modo di vedere il mondo,di trovare il proprio posto e la felicità.

Una parabola grottesca e ironica sull’educazione, sul senso del teatro e sul rapporto tra generazioni. Attraverso il confronto tra un giovane attore e i suoi studenti, il progetto esplora la difficoltà di trovare un proprio spazio, la necessità di relazione autentica e la ricerca della felicità in un contesto di regole assenti o distorte”.

Al Teatro Belli dal 17 al 19 aprile nell’ambito della rassegna “Expo debutta venerdì alle 21 in prima assoluta “Due Pesci” (sabato alle 19 e domenica alle 17) scritto e diretto da Paolo Roberto Santo con Francesco Bonaccorso e Domenico Panarello, nei panni di Salvatore e Domenico, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare, mentre l’altro, fortemente legato alle sue radici, decide di rimanere. Entrambi sono convinti che “nelle loro ferme posizioni risieda la felicità, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa”.

MILANO

Piccolo di Milano al gran completo con una serie di novità. Il primo appuntamento intreccia la storia di due donne e due epoche per indagare il tema dello sguardo sul corpo femminile che cambia: “Lucia camminava da sola – Materiali per un documentario”, di Tolja Djokovic, testo vincitore della cinquantasettesima edizione del Premio “Riccione teatro” di scena dal 15 al 18 aprile (giovedì e sabato alle ore 19,30, mercoledì e sabato alle ore 20,30) al Teatro Studio Melato. Bologna 1709. Lucia C. ha 25 anni, orfana di padre e senza marito viene arrestata nella casa in cui vive. L’accusa è quella di avere ucciso il bambino appena nato, Il tribunale l’ha giudicata colpevole senza indagini. “È solo attraverso le parole di testimoni, giudici e notai che la sua storia si costruisce, fino alla condanna e all’esecuzione. A Bologna, nel 1700, il corpo dei condannati non scompare: si espone. Per Lucia, nel secolo della luce, il finale è uno spettacolo di pubblica anatomia in piazza San Petronio”. Una regista di documentari dei giorni nostri si imbatte nella vicenda di Lucia e rimane impigliata nelle maglie di questa storia. Per raccontarla, si “imbarca in una indagine ossessiva su una donna lontana nel tempo, su un’Italia che sembra sorpassata, su una società che pensiamo di esserci lasciati alle spalle”. “Lucia camminava sola” vede in scena Aura Ghezzi, Jacopo Giacomoni, Martina Tinnirello. Sound design e musiche di Federica Furlani. Lo spettacolo è prodotto da E Production, Ert/Emilia Romagna Teatro, Teatro Stabile di Bolzano e Riccione Teatro.

Una scena da “Lucia camminava sola” di Tolja Djokovic, al Teatro Studio Melato di Milano. In scena: Aura Ghezzi, Jacopo Giacomoni e Martina Tinnirello. Il testo ha vinto l’edizione 57 di “Riccione Teatro”

Andrea Baracco dirige Silvio Orlando in “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, di scena al Teatro Strehler, dal 14 a al 26 aprile (ogni martedì e giovedì alle 19,30, sabato 18 alle 15 e alle 19,30; mercoledì e venerdì alle 20,30, domenica alle ore 16. Lunedì 20 e sabato 25 riposo). Dice il regista Andrea Baracco: “L’umiltà dell’uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga; è come se una lama inesorabile gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo cuore e allora si difende con parole vive e umanamente strazianti. Comincia il suo percorso con una semplicità che gli consente di avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende ferocemente gioco dell’ottusità degli altri, per poi precipitare – conclude il regista –, nella sua umiliazione da vinto, in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all’angoscia». Con Silvio Orlando anche Stefania Medri, Marta Nuti, Michele Eburnea, Davide Lorino, Francesca Farcomeni, Francesca Botti, Annabella Marotta. Scena, Roberto Crea,costumi, Marta Crisolini Malatesta, luci, Simone De Angelis, sound designer Giacomo Vezza, Produzione Cardellino srl in coproduzione con lo Stabile dell’Umbria e lo Stabile di Bolzano.

Al Teatro Grassi il 18 e 19 aprile alle ore 20,30 con “Elogio alla vita al rovescio” chiude la personale di Daria Deflorian. Il titolo di qiuesto spettacolo è preso in prestito da un saggio di Karl Kraus, una prima produzione attorno all’opera della scrittrice coreana Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura 2024. Il progetto biennale ha portato in scena in quello stesso anno il capolavoro “La vegetariana”. “Elogio della vita a rovescio” si concentra su uno dei rapporti più raccontati da Han Kang nei suoi libri: quello tra sorelle. Non solo nel più conosciuto “La vegetariana”, ma anche in “Convalescenza” e nel “Libro bianco”, dove si rivela, ogni volta attraverso trame diverse, la potenza di questo legame.
In scena vediamo solo la sorella che crede di essersela cavata, quella che «fin da bambina aveva posseduto quell’innata forza di carattere necessaria a farsi strada nella vita. Come figlia, come sorella maggiore, come proprietaria di una attività, perfino come passeggera in metropolitana nel più breve dei tragitti, aveva sempre fatto del suo meglio».

Elogio della vita al rovescio”, progetto di Daria Deflorian condiviso con Giulia Scotti e liberamente ispirato all’opera di Han Kang, collaborazione alla drammaturgia Andrea Pizzalis, con Giulia Scotti. Produzione Index con Teatro Basilica, Lottounico, Carrozzerie.

Una scena dallo spettacolo teatrale “Berretto a sonagli” da Luigi Pirandello con la regia di Andrea Baracco e l’interpretazione da protagonista dell’attore Silvio Orlando di scena al Teatro Strehler di Milano (Foto di Laila Pozzo)

Torino

Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti” è lo spettacolo scritto da Diego Pleuteri, con la regia di Leonardo Lidi che debutta in prima assoluta al Teatro Gobetti dal 14 al 26 aprile ( martedì, giovedì e sabato alle 19,30; mercoledì e venerdì alle 20,45, domenica alle ore 16).

Briciola, Luna e Wanda, rispettivamente una cagnolina, una gatta e un pesce rosso di sesso femminile, si ritrovano improvvisamente sole, abbandonate in casa dal loro padrone che, uscito come ogni sera per andare in un posto che loro non conoscono, questa volta sembra non tornare. E allora lo aspettano e mentre lo fanno giocano, miagolano, abbaiano, girano in tondo, dormono e sognano: fanno quello che fanno gli animali, finché non si scoprono costrette a relazionarsi con la sempre più esasperata e violenta mancanza non solo di qualcuno che amano, ma di qualcuno che permette loro di vivere in un ambiente al quale, in fondo, non appartengono”. Scrive Pleuteri nelle sue note di drammaturgia che Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti” potrebbe dirsi “un testo d’amore. Un amore tanto domestico quanto crudele, pieno di affetto ma pieno anche di dipendenza. Quanta violenza si nasconde in questa dipendenza? E ancora, senza giudizio, quanto amore?”.

In scena Maria Teresa Castello, Hana Daneri, Marta Malvestiti, Beatrice Verzotti. Le scene sono di Fabio Carpene, la cura dei movimenti scenici di Riccardo MichelettiLo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Torino -Teatro Nazionale.

Ha intanto debuttato lo scorso 8 aprile alle Fonderie Limone Moncalieri in prima nazionale “Vangeli” la seconda tappa della “Trilogia dei libri”, regia di Gabriele Vacis, nuova produzione del Teatro Stabile di Torino in replica sino a domenica 19 aprile. Lo spettacolo con la drammaturgia di Vacis e della compagnia PoEm, dopo “Antico Testamento” fa parte del progetto dedicato ai testi sacri delle religioni monoteiste. L’allestimento teatrale non si limita a raccontare testi millenari, ma “esplora le domande e le tensioni che essi generano, mettendo in dialogo parole, emozioni e memoria collettiva. Il progetto si inserisce così in un percorso più ampio, che unisce ricerca storica, riflessione civile e sperimentazione scenica. Il cammino proseguirà nel 2027 con “Corano”, completando questo intenso viaggio attraverso le grandi tradizioni spirituali del mondo”.

Abbiamo costruito questo spettacolo – dice Gabriele Vacis – provando a dare corpo alle parole. A generare azioni e immagini dai testi: dal discorso della montagna o dalla parabola dei talenti del Vangelo di Matteo, fino alla struttura “spirituale” del Vangelo di Giovanni, che Enzo Bianchi raccomanda di chiamare “il Quarto Vangelo”, o “l’altro Vangelo”.

In scena: Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Eleonora Limongi, Pietro Maccabei,Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti,Kyara Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera. Scene di Roberto Tarasco, suono di Riccardo Di Gianni, cori di Enrica Rebaudo.

Debutta al Teatro Gobetti di Torino lo spettacolo “Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti” di Diego Pleuteri con la regia di Leonardo Lidi. Si replica sino al 26 aprile (Fotografia di Luigi De Palma)

Bologna

La regista Licia Lanera torna a Bologna con la sua compagnia per presentare il nuovo spettacolo corale “James”, in scena al Teatro Arena del Sole il 17 e 18 aprileLanera, anche interprete, mette in mostra la vita di quattro attrici di generazioni diverse e un attore nel loro tentativo disperato di raggiungere l’immortalità attraverso l’unica cosa che sanno fare: il teatro.

James” è nato durante lo stop del Covid nel 2020, una sosta forzata che ha spinto molti teatranti a chiedersi:chi sono io senza il teatro? Che cosa ho fatto fino a ora? A che punto è il processo di costruzione della mia immortalità? Come si diventa immortali? Cos’è il palcoscenico, se non un luogo in cui “si gioca a far sul serio” per raggiungere la verità?”.

Il titolo viene dal nome di un bambino ugandese che la regista ha adottato a distanza attraverso Save the Children durante il periodo della pandemia. «Il mondo del teatro – così scrivela regista e attrice – è diventato per due anni il mondo dei casalinghi. Per me fu un periodo atroce, in cui mi sono fermata a guardare la mia vita senza il teatro. E non ci ho trovato nulla. Alle soglie dei 40, senza un figlio, una famiglia, un hobby, un qualunque obiettivo fuori dalla mia compagnia, mi sono sentita un fallimento di essere umano. Ho iniziato a guardare con durezza alla mia vita degli ultimi venti anni, mi sono vista sfilare davanti tutte le occasioni mancate, tutti i fallimenti. E mi sono interrogata sul concetto di eredità, di immortalità. Chi prenderà i miei libri e le mie fossette che mi vengono quando rido? Un domani, io che non ho figli, non ho nipoti, non ho fratelli e sorelle, chi manterrà in vita il ricordo di me? Sarò abbastanza brava a teatro da farmi ricordare?”  In scena Monica Contini, Chiara Davolio, Mino Decataldo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Ermelinda Nasuto, Andrea Sicuro, Lucia Zotti.

Venerdì 17 dopo la replica dello spettacolo, in occasione dei vent’anni della compagnia, si terrà un incontro con Licia Laneral’attore Danilo Giuva, la direttrice artistica di ERT Elena Di Gioia, il docente e critico teatrale Lorenzo Donati e il giornalista e conduttore di Radio3 Graziano Graziani.

“James”  di Lucia Lanera in scena all’Arena del Sole di Bologna. Con Lanera, Monica Contini, Chiara Davolio, Mino Decataldo, Danilo Giua, Ermenelinda Nasuto, Andrea Sicuro, Lucia Zotti (Foto di Emanuela Giusto)

Modena

Due spettacoli di Fabrizio Gifuni al Teatro Storchi: “Il male dei ricci”.Ragazzi di vita” e altre visioni” e Con il vostro irridente silenzio. Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro”.

I due spettacoli, prodotti da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, saranno in scena rispettivamente dal 15 al 17 aprile (ore 20.30) e il 18 e 19 aprile (sabato ore 19.00, domenica 16.00), per poi fare tappa all’Arena del Sole di Bologna dal 6 al 10 maggio.

Il dittico si inserisce all’interno del progetto speciale “Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia”, ideato e curato dallo stesso Fabrizio Gifuni e realizzato da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Fondazione Cineteca diBologna – Cinema Modernissimo, in collaborazione con Sala Truffaut di Modena. Iniziato il 30 marzo, il programma si sviluppa tra Bologna e Modena fino al 10 maggio, intrecciando teatro, cinema e riflessione pubblica attraverso spettacoli, incontri e una rassegna cinematografica dedicata agli anni Settanta e Ottanta.

Con Il male dei ricci”.Ragazzi di vita” e altre visioni” l’attore torna alle pagine di Pasolini con una drammaturgia originale portando dentro le giornate raccontate nel romanzo d’esordio di Pasolini.

In “Con il vostro irridente silenzio. Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro” Gifuni porta in scena “il politico e giurista che parla, ricorda, scrive, risponde, interroga, confessa, accusa, si congeda. Moltiplica le parole su carta: scrive lettere, si rivolge ai familiari, agli amici, ai colleghi di partito, ai rappresentanti delle istituzioni; annota brevi disposizioni testamentarie”. Dal 15 al 17 aprile alle ore 20,30. Il 18 aprile alle 19 e il 19 alle ore 16.

Fabrizio Gifuni è di scena al Teatro Storchi di Modena con il dittico “Con il vostro irridente silenzio” e”Il male dei ricci. “Ragazzi di vita” e altre visioni” dedicato a Pasolini. (Fotografia di Musacchio, Ianniello Pasqualini)

Lugano

Prima assoluta al Lac (14 e 15) del nuovo lavoro della compagnia VicoQuarto Mazzini, “I miei stupidi intenti” protagonista Giuseppe Cederna. Tratto dal romanzo omonimo di Bernardo Zannoni, giovane autore che con la sua opera prima (Sellerio Editore) si è aggiudicato il Premio Campiello nel 2022, il nuovo allestimento prosegue il percorso d’indagine della compagnia nella letteratura contemporanea italiana, iniziato con “La Ferocia”, tratto dal racconto di Nicola Lagioia con il quale fecero per il 2024 una incredibile messe di premi Ubu (ben quattro).

Lo spettacolo è ideato e diretto da Michele Altamura e Gabriele Paolocà , che firmano la drammaturgia insieme a Linda Dalisi; Altamura e Paolocà ne sono anche interpreti insieme a Leonardo Capuano, Giuseppe Cederna, Jonathan Lazzini, Arianna Scommegna.Daniele Spanò firma le scene, Giulia Pastore le luci, Aurora Damanti i costumi, Demetrio Castellucci le musiche originali.

Linda Dalisi, Michele Altamura e Gabriele Paolocà hanno dichiarato che “La forza allegorica de “I miei stupidi intenti, racchiusa nella dicotomia animale/umano, permette di riconoscersi liberamente nel suo significato simbolico più profondo. Il viaggio verso la conoscenza di una faina, narrato lungo l’intero arco della sua vita, ci fa riflettere sul nostro, e le sue domande irrisolte sono quelle del nostro quotidiano. Quali sono i nostri intenti? […] Fare un adattamento da un romanzo è sempre un azzardo, prendi una cosa nata in un certo modo e per forza di cose la trasformi, la metti in un altro ambiente, la fai “adattare”appunto. Questa creatura si deve ambientare ad una nuova naturq […] quando l’umanità ha fallito ritorna l’animale a mostrarci la strada”.

Montaggio della foto di Giuseppe Cederna (di Manuele Giusto) e l’illustrazione di Linda Kevink per lo spettacolo “I miei stupidi intenti” di VicoQuarto Mazzini dal romanzo di Bernardo Zannoni al debutto al Lac di Lugano
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