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Flavio Cattaneo, amministratore delegato di ENEL

Energia

Enel cresce nei primi nove mesi grazie alle attività internazionali: utile ordinario in crescita del 4,5%

di redazione

Il gruppo elettrico guidato dalle performance di Spagna e America Latina chiude i primi nove mesi dell’anno con ricavi in aumento del 3,6% a 59,7 miliardi di euro e un utile netto ordinario in crescita del 4,5% a 5,7 miliardi.

13 Novembre 2025

Enel archivia i primi nove mesi del 2025 con risultati solidi, sostenuti dal buon andamento delle attività internazionali, in particolare in Spagna e America Latina, che hanno compensato la flessione dei margini in Italia dovuta alla minore disponibilità idrica e a prezzi medi più bassi nel mercato retail.

I ricavi del gruppo si attestano a 59,7 miliardi di euro, in crescita del 3,6% rispetto ai 57,6 miliardi dello stesso periodo del 2024, grazie soprattutto all’aumento delle vendite di commodity sui mercati all’ingrosso in un contesto di prezzi medi in rialzo.

L’EBITDA ordinario è pari a 17,26 miliardi di euro, sostanzialmente stabile (+0,9% su base omogenea), mentre l’utile netto ordinario del gruppo raggiunge 5,7 miliardi di euro, in aumento del 4,5% a parità di perimetro, grazie al miglioramento della gestione operativa e ai minori oneri finanziari dovuti alla riduzione del debito lordo e del suo costo medio. Il risultato netto finale è invece di 5,236 miliardi, in calo di 634 milioni rispetto allo stesso periodo 2024 (-10,8%), variazione che si spiega con l’impatto contabile negativo della dismissione della quota in Slovenské Elektrárne conclusa a maggio scorso e del venir meno di plusvalenze che erano state realizzate nel 2024.

L’indebitamento finanziario netto sale a 57,5 miliardi di euro, in lieve aumento (+3,2%) rispetto ai 55,8 miliardi di fine 2024, per effetto degli investimenti e del pagamento dei dividendi, solo parzialmente compensati dai flussi positivi di cassa e dalle nuove emissioni obbligazionarie ibride.

Enel ha deliberato un acconto sul dividendo 2025 pari a 0,23 euro per azione, in pagamento dal 21 gennaio 2026, con un incremento del 7% rispetto all’acconto distribuito l’anno precedente. La società conferma inoltre un dividendo minimo di 0,46 euro per azione sull’intero esercizio, in linea con il Piano Strategico 2025-2027, che prevede un potenziale payout fino al 70% dell’utile netto ordinario.

Gli investimenti ammontano a 6,8 miliardi di euro (-10,1%), concentrati principalmente sulle reti di distribuzione (circa il 70% del totale) e sulle rinnovabili, dove la strategia del gruppo punta oggi su impianti esistenti (“brownfield”) per ottimizzare i rendimenti. Da segnalare anche l’acquisizione in Spagna di 34 impianti idroelettrici per quasi un miliardo di euro.

Sul fronte operativo, Enel ha ridotto le vendite di energia elettrica a 188 TWh (-9,9%) e quelle di gas a 4,3 miliardi di metri cubi (-14%), anche per effetto della cessione di attività in Perù e della fine del mercato tutelato in Italia. La produzione rinnovabile resta prevalente (oltre l’83% della generazione totale), con una capacità installata netta salita a 86,3 GW.

Guardando avanti, Enel conferma la guidance 2025: un EBITDA ordinario compreso tra 22,9 e 23,1 miliardi di euro e un utile netto ordinario leggermente superiore alla parte alta del range previsto (6,7–6,9 miliardi). L’azienda prosegue inoltre con il programma di riacquisto di azioni proprie fino a 1 miliardo di euro, a ulteriore beneficio della remunerazione degli azionisti.

Il gruppo, conclude la nota, «mantiene una struttura finanziaria solida e prosegue nella transizione verso un modello energetico sostenibile, con un piano d’investimenti mirato a reti resilienti e produzione a zero emissioni entro il 2040».

Quanto all’energia netta prodotta dal Gruppo Enel nei nove mesi del 2025 è pari a 141,15 TWh7, con una riduzione di 6,09 TWh rispetto all’analogo periodo del 2024 (-4,1%; -2,8% a parità di perimetro). In particolare, si rileva una diminuzione nella produzione da fonti rinnovabili di 3,51 TWh, ma la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è stata ampiamente superiore rispetto a quella da fonte termoelettrica, raggiungendo 98,51 TWh, a fronte di una produzione da fonte termoelettrica pari a 23,58 TWh. La produzione a zero emissioni ha raggiunto l’83,3% della generazione totale del Gruppo Enel considerando unicamente la produzione da capacità consolidata (70% rinnovabili, 17% nucleare), mentre il restante 17% circa deriva da combustibile. L’obiettivo a lungo termine del Gruppo Enel è di azzerare le emissioni nette dirette e indirette entro il 2040.

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