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Energia

Gas in crescita per compensare il calo dell’idroelettrico: il futuro è l’integrazione tra le fonti

La domanda di Gas in crescita, un dato da analizzare con attenzione

22 Giugno 2026

La domanda di gas in Italia è tornata a crescere nel mese di maggio, registrando un incremento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che potrebbe apparire in controtendenza rispetto alla narrazione tradizionale della transizione energetica, ma che racconta in realtà una trasformazione più complessa del sistema energetico europeo.

A spingere i consumi è stata soprattutto la produzione elettrica. Le temperature elevate e, soprattutto, il forte calo della generazione idroelettrica hanno richiesto un maggiore ricorso agli impianti termoelettrici alimentati a gas. A maggio la produzione da fonte idrica è risultata inferiore del 27% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre da inizio anno il calo si attesta al 17%. Per compensare questa riduzione, la generazione elettrica da gas è aumentata del 25% nel solo mese di maggio.

La dinamica evidenzia una delle principali caratteristiche del sistema energetico contemporaneo: l’aumento della quota di fonti rinnovabili non elimina automaticamente la necessità di altre fonti, ma rende sempre più importante la capacità di coordinare tecnologie differenti. È in questo contesto che si inserisce il concetto di “integrazione energetica”, un paradigma che l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, sta portando da tempo all’attenzione del dibattito pubblico e istituzionale.

L’idea di fondo è che il percorso di decarbonizzazione non possa essere interpretato come una semplice sostituzione di una fonte con un’altra. La crescita della domanda di energia, l’elettrificazione dei consumi e la maggiore esposizione del sistema agli eventi climatici estremi richiedono piuttosto un modello nel quale fonti e vettori energetici cooperano tra loro. In questa prospettiva, rinnovabili, gas, infrastrutture di rete, sistemi di accumulo e, in prospettiva, nuove tecnologie a basse emissioni sono chiamati a svolgere funzioni complementari.

Il tema della complementarietà è sempre più centrale anche a livello internazionale. La crescente produzione da fonti non programmabili, come eolico e fotovoltaico, rende infatti indispensabile la disponibilità di capacità flessibile in grado di intervenire quando le condizioni meteorologiche riducono la generazione rinnovabile. In questo quadro il gas continua a svolgere una funzione di bilanciamento, contribuendo alla stabilità della rete e alla continuità delle forniture.

La questione assume particolare rilevanza alla luce dei nuovi fattori di rischio che interessano il sistema energetico. Il report internazionale Energy System Resilience 2026 sottolinea come le infrastrutture debbano oggi essere progettate non soltanto per funzionare in condizioni ordinarie, ma anche per resistere a eventi straordinari, mantenendo il servizio e garantendo un rapido ripristino delle attività. Flessibilità, interconnessione e capacità di adattamento diventano quindi elementi essenziali della sicurezza energetica.

In questo scenario l’Italia continua a rafforzare alcuni indicatori chiave della propria resilienza energetica. Sul fronte degli approvvigionamenti è cresciuto in modo significativo il contributo del gas naturale liquefatto, passato dal 13% delle immissioni in rete del 2021 al 33% registrato nei primi cinque mesi del 2026, contribuendo alla diversificazione delle fonti e delle rotte di importazione. Parallelamente, i livelli di riempimento degli stoccaggi nazionali si avvicinano al 65%, quasi venti punti percentuali sopra la media europea, che si attesta intorno al 45%.

I dati delle ultime settimane mostrano dunque come la crescente penetrazione delle rinnovabili non riduca il bisogno di flessibilità del sistema, ma ne aumenti semmai il valore. Da qui la crescente attenzione verso un approccio basato sull’integrazione energetica: un modello che non contrappone le fonti, ma punta a combinarne le caratteristiche per garantire sicurezza, sostenibilità e continuità delle forniture in un contesto sempre più esposto alle variabili climatiche e geopolitiche.

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