Il sito di stoccaggio del Gas di Bordolano. In Italia già raggiunto il 60%

Energia

Stoccaggi gas, Italia oltre il 60% di riempimento. Obiettivo Ue del 90% già coperto dalle aste primaverili

9 Giugno 2026

Gli stoccaggi del gas in Italia hanno superato il 60% della capacità disponibile, collocandosi nettamente al di sopra della media europea e rafforzando il percorso verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il prossimo inverno.

Secondo i dati Agsi/Gie aggiornati all’8 giugno e riportati dall’ANSA, il livello complessivo delle scorte italiane ha raggiunto il 60,95%, contro una media europea del 42,48%. La Germania si attesta al 34%, mentre percentuali superiori a quelle italiane si registrano soltanto in Portogallo (86,12%) e Spagna (72,31%), Paesi che tuttavia dispongono di una capacità di stoccaggio significativamente inferiore. In termini assoluti, l’Italia risulta oggi il Paese dell’Unione Europea con il maggior volume di gas immagazzinato.

L’avanzamento della campagna di riempimento arriva in un contesto internazionale ancora caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati energetici. Per questo motivo assume particolare rilievo l’esito delle aste di conferimento della capacità di stoccaggio svolte nella prima metà di aprile.

Le procedure gestite da Snam, che controlla 12 dei 13 siti italiani e gestisce circa un sesto dell’intera capacità di stoccaggio dell’Unione Europea, hanno infatti consentito di allocare circa 17,5 miliardi di metri cubi sui 19 miliardi complessivamente disponibili. Un risultato che permette già oggi di garantire il raggiungimento del target europeo del 90% di riempimento entro la finestra temporale prevista da Bruxelles, compresa tra il 1° ottobre e il 1° dicembre 2026. In Italia la capacità complessiva disponibile, inclusa la quota di stoccaggio strategico, è pari a circa 18 miliardi di metri cubi, seconda in Europa soltanto a quella tedesca.

Al buon esito delle aste ha contribuito l’intervento delle istituzioni. Governo e ARERA hanno introdotto misure volte a compensare gli effetti dell’elevato costo della materia prima, influenzato dalle tensioni internazionali e dal conflitto in Medio Oriente. In particolare, il cosiddetto “premio giacenza” è stato progettato per neutralizzare il rischio economico derivante da un eventuale differenziale sfavorevole tra il prezzo del gas acquistato in estate e quello previsto per l’inverno successivo.

L’obiettivo è incentivare gli operatori sia a iniettare gas nei depositi durante la stagione estiva sia a mantenerlo disponibile fino ai mesi di maggiore consumo. Una misura che contribuisce ad anticipare il riempimento degli stoccaggi e a ridurre il rischio di pressioni sui prezzi nei mesi estivi, quando anche gli altri Paesi europei accelerano gli acquisti per rispettare i target comunitari.

Disporre di scorte elevate prima dell’inverno rappresenta infatti uno strumento essenziale per contenere l’esposizione alla volatilità dei mercati, gestire i picchi di domanda e affrontare eventuali criticità legate a interruzioni o riduzioni temporanee dei flussi di importazione.

Come funziona lo stoccaggio del gas

Gli stoccaggi del gas sono costituiti principalmente da giacimenti naturali esauriti utilizzati come grandi riserve sotterranee di gas.

Il loro funzionamento segue il ciclo stagionale dei consumi:

  • durante la primavera e l’estate, quando la domanda è più contenuta, il gas viene prelevato dalla rete nazionale e iniettato nei giacimenti;
  • durante l’autunno e l’inverno, quando i consumi aumentano per riscaldamento, industria e produzione elettrica, il gas viene estratto e reimmesso nella rete.

Questo sistema consente di compensare le forti differenze stagionali della domanda, che nei mesi più freddi può arrivare a essere tre o quattro volte superiore rispetto all’estate.

Gli stoccaggi svolgono inoltre una funzione strategica di sicurezza energetica: garantiscono una riserva disponibile in caso di emergenze, interruzioni delle forniture estere o improvvisi aumenti della domanda. Con una capacità pari a circa 18 miliardi di metri cubi, il sistema italiano è potenzialmente in grado di coprire oltre un terzo dei consumi nazionali durante la stagione invernale.

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