Startup
L’intelligenza artificiale convince solo se la puoi correggere
Chi prova un’app che fa tutto da sola non chiede più automazione: chiede di poter sistemare l’ultimo dieci per cento. Una lezione da una settimana di lavoro su un prodotto nato in Brianza.
Sono Mattia Maggioni e con Proiset Solutions, a Carate Brianza, costruisco HypeFox, un’app che con l’intelligenza artificiale crea, monta e pubblica video brevi. La settimana scorsa ho scritto qui che costruire un prodotto oggi costa poco e farlo conoscere no. In questi giorni ho imparato un’altra cosa: l’automazione convince solo se la puoi correggere.
La promessa sbagliata
Gli strumenti di intelligenza artificiale si raccontano quasi sempre con la stessa frase: fa tutto da sola. L’abbiamo detta anche noi. Ma chi ha provato la nostra app non ci ha chiesto più automazione. Ci ha chiesto di usare solo i colori del suo marchio, di non tagliare l’ultima parola di una frase, di correggere un sottotitolo sbagliato. Piccole cose, che però decidono se un video lo pubblichi o lo butti.
Dare le forbici
Così, in cinque giorni, abbiamo messo dentro l’app un editor come quelli che la gente usa già sul telefono: il video, la timeline, gli strumenti. E l’intelligenza artificiale l’abbiamo messa dentro l’editor, non al posto della persona: le si chiede una modifica a parole, lei tocca gli stessi comandi che userebbe chiunque, e chi usa l’app vede cosa è cambiato e decide se tenerlo.
Correggere deve costare poco
C’è un numero che spiega la scelta. Per noi rifare un video da capo costa circa venti centesimi di dollaro. Correggerne una frase ne costa circa tre, perché la voce rilegge solo quella e il resto non si tocca. Quando correggere costa così poco, la correzione si può regalare. È una scelta di progetto prima che di prezzo.
Perché riguarda tutti
Un negozio, uno studio, un artigiano che pubblicano sui social non hanno paura che l’intelligenza artificiale lavori troppo. Hanno paura di non poterla fermare quando sbaglia, davanti ai loro clienti. Credo che gli strumenti che si diffonderanno davvero nelle piccole imprese, in Italia come altrove, saranno quelli che si correggono in un minuto, non quelli che promettono di non sbagliare mai.
Cosa resta da capire
È presto per dirlo coi numeri: abbiamo pochi utenti e nessuno paga ancora. Ma in una settimana ogni richiesta arrivata è diventata un pezzo dell’editor, e questo mi sembra il modo giusto di costruire.
Il prodotto di cui parlo è HypeFox: hypefox.app
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