Finanza
Banca Ifis, autorizzata l’incorporazione di Illimity. Cambio al vertice: Zingone è il nuovo a.d.
A un anno dal rinnovo degli organi societari e dopo aver archiviato le maxi-svalutazioni sui portafogli della banca acquisita, Banca Ifis punta ora a quantificare i danni e a verificare in quale misura siano riconducibili alle decisioni assunte dai precedenti vertici di Illimity
Banca d’Italia ha autorizzato in modo «pieno e incondizionato» la fusione per incorporazione di Illimity Bank in Banca Ifis, che sarà completata entro la fine di quest’anno.
L’operazione comporterà l’iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite e la conferma di sinergie annue per 75 milioni di euro dal 2027. Tali sinergie, spiega Banca Ifis, sono confermate anche grazie al lavoro svolto dalle funzioni aziendali per il completamento delle dismissioni di Hype, Arecneprix e Abilio e per la rimodulazione dei principali contratti IT di Illimity, che consentono altresì di semplificare il modello operativo del gruppo.
Contestualmente, la banca ha comunicato un cambio al vertice. Il consiglio d’amministrazione, presieduto da Ernesto Fürstenberg Fassio, ha preso atto e accettato le dimissioni, con efficacia immediata di Frederik Geertman dalla carica di consigliere e amministratore delegato e ha deliberato all’unanimità la cooptazione di Raffaele Zingone, condirettore generale e a.d. della controllata illimity, quale consigliere non indipendente e la sua nomina ad amministratore delegato della banca, con efficacia immediata. Fabio Lanza è stato invece designato direttore generale, con efficacia sospensivamente condizionata all’esito positivo della procedura Fit & Proper (ovvero l’adeguatezza del profilo manageriale) da parte di Banca d’Italia.
In data 23 settembre 2026, Banca Ifis ha poi ricevuto il rapporto ispettivo relativo agli accertamenti a spettro esteso condotti da Banca d’Italia tra gennaio e giugno 2026, conclusi «con giudizio parzialmente sfavorevole e rilievi sia di conformità che gestionali principalmente riferibili a profili AML (antiriciclaggio, ndr), rischio ICT e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e NPL acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business».
L’Autorità ha richiesto l’adozione di un piano di intervento AML e compliance, nonché di un piano di rimedio prudenziale, la cui implementazione non inficia la prosecuzione delle avviate attività di cessione dell’intero business NPL e di trasformazione in banca universale a servizio di imprese, imprenditori e famiglie.
Le attività richieste nel piano di rimedio prudenziale includono la riqualificazione degli assetti di governo
societario, anche mediante l’innesto di nuove competenze e professionalità, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la stesura di un nuovo piano industriale di Gruppo, la revisione dei processi nei comparti di credito, NPL e cartolarizzazioni, la predisposizione di un piano di rafforzamento del sistema di gestione e controllo del rischio ICT, e di sicurezza operativa.
È stato inoltre comunicato l’avvio del procedimento relativo alla determinazione di requisiti patrimoniali
aggiuntivi, che si concluderà nel termine massimo di 90 giorni e con facoltà per la banca di presentare
memorie e documenti entro 45 giorni. Infine, è stato notificato l’avvio di due procedimenti sanzionatori nei soli confronti della banca, che tutelerà la propria posizione nei termini e con le modalità previste dalla normativa vigente.
Parallelamente, la banca sta conducendo una verifica interna sulla precedente gestione della controllata Illimity Bank, anche se ancora non sono state prese decisioni definitive circa la promozione di un’eventuale azione di responsabilità contro gli ex amministratori. Tra questi spicca il nome del fondatore di Illimity, Corrado Passera, in precedenza ai vertici di Poste, di Intesa Sanpaolo e poi ministro dello Sviluppo economico nel governo Monti.
A un anno dal rinnovo degli organi societari di Illimity e dopo aver archiviato le maxi-svalutazioni sui portafogli della banca acquisita, il gruppo punta ora a quantificare i danni e a verificare in quale misura siano riconducibili alle decisioni assunte dai precedenti vertici di IIlimity. Il tema, secondo quanto riportato nei giorni da Il Sole 24 Ore, è stato già al centro di un consiglio di amministrazione tenutosi nei giorni scorsi in Banca Ifis, seguito da analogo confronto in Illimity, dove il dossier è in mano a un apposito comitato responsabilità.
Dopo una prima fase di accertamenti interni avviata ad aprile, l’obiettivo è ora, a quanto risulta, ricostruire le decisioni assunte dalla precedente gestione di Illimity Bank e valutarne gli effetti economici e patrimoniali.
Nel 2025 le svalutazioni complessive sono ammontate a circa 400 milioni di euro: circa 290 milioni sono riconducibili alle rettifiche effettuate da Illimity nello stesso anno, mentre ulteriori 75 milioni sono emersi a seguito della due diligence conclusa nel 2025 su richiesta della Vigilanza. A questi si aggiungono circa 40 milioni di euro di ulteriori svalutazioni previste per il 2026.
L’analisi punta dunque a fare chiarezza sulle operazioni realizzate prima del cambio di controllo e a definire con maggiore precisione gli effetti della precedente gestione, anche in vista dell’integrazione di Illimity in Banca Ifis.
Il consiglio di amministrazione di Illimity in carica si è insediato il 25 settembre 2025, dopo il passaggio del controllo integrale a Banca Ifis, a seguito dell’Opas lanciata all’inizio dell’anno e conclusasi con successo, cui è seguito il delisting della banca nel corso dell’estate. Da allora, Banca Ifis ha inserito propri rappresentanti negli organi societari e avviato analisi sui principali dossier riconducibili alla precedente gestione.
Gli accertamenti avrebbero fatto emergere alcune criticità relative a specifiche scelte operative e strategiche, in particolare nell’ambito di alcune cartolarizzazioni di portafogli. Tra i dossier esaminati figura anche quello relativo a AltermAInd, l’operazione conclusa nel dicembre 2024 con la cessione del sistema informativo di Illimity a una società partecipata per il 52% dal fondo Apax e per il restante 48% dalla stessa IOllimity. L’operazione aveva generato una plusvalenza di circa 52 milioni di euro, a fronte tuttavia di costi per i servizi IT stimati in circa 50 milioni di euro l’anno per dieci anni. Il contratto è stato successivamente oggetto di rinegoziazione da parte di Banca Ifis con l’obiettivo di adeguare la struttura dei costi agli obiettivi del piano.
Infine, prosegue il processo per la cessione dell’intero business Npl, che comprende le attività di investimento e servicing sui crediti deteriorati. Il portafoglio, del valore di circa 1,5 miliardi di euro in termini netti, è al centro di una procedura competitiva curata da CC&Soci, che ha raccolto l’interesse di una decina di potenziali acquirenti tra fondi, banche e operatori specializzati. La raccolta delle offerte non vincolanti si chiuderà alla fine del mese, e molte proposte sono già sul tavolo. A seguire, la banca procederà alla selezione dei soggetti interessati per arrivare alla fase delle offerte vincolanti, con l’obiettivo di firmare la cessione entro la fine del 2026,
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