Finanza
BFF, l’a.d. Sica tira un bello scherzetto al ministro Giorgetti
L’operazione di cessione dei crediti verso i Comuni in dissesto congegnata dal nuovo a.d. di BFF, pare con l’ok dei commissari di Bankitalia, rischia di causare dei seri contraccolpi sulla banca e anche al Tesoro.
1 Ottobre 2026
Giuseppe Sica, amministratore delegato di BFF Bank, ha annunciato una transazione sui crediti dei comuni in dissesto. Quelli, cioè, oggetto di sentenze favorevoli presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che hanno comportato un accantonamento straordinario pari al 0,1% del PIL e che tanti problemi ha creato al ministro Giancarlo Giorgetti. E per contraccolpo anche all’ex a.d. di BFF, Stefano Belingheri, che su questa storia ci ha perso il posto.
I soci belligeranti (Basilico & Co. ) saggiamente avevano proposto di effettuare una transazione con il MEF, come ramoscello di ulivo: “Su questa base, si potrebbe avviare una nuova fase di sviluppo della Banca, creando una forte discontinuità con il passato, con una modalità più costruttiva di gestione dell’attività e del rapporto con la Pubblica Amministrazione che consideri la strutturazione di un accordo transattivo complessivo con il settore pubblico sugli accessori.”
Sica non deve aver letto bene il testo della lettera o non deve aver imparato la lezione del suoo predecessore. E quindi ha ben pensato di cederli ad un fondo internazionale, scommettiamo Pollen Capital, che aveva fatto un’offerta molto buona sul portafoglio della maxi cartolarizzazione.
Invece di seguire un percorso costruttivo con il MEF, cedendoli ad un fondo specializzato, metterà il MEF nella scomoda condizione di doverli pagar tutti. E non ha neanche fatto un buon affare, perché da due calcoli approssimativi fatti, per crediti certi e dovuti nel confronto dello Stato, il fondo si porta a casa una plusvalenza del 40% sul prezzo non pagato (quanto fa di IRR?). Non male per dei crediti con sentenza definitiva che lo Stato deve pagare (ed ha messo anche i fondi a bilancio per farlo).
Peggio va sulla Spagna agli azionisti di BFF, perché la banca aveva dichiarato di incassare il 100% su questi crediti, quindi con questo accordo si perdono utili significativi che Sica ha dimenticato di comunicare al mercato, come avrebbe dovuto invece fare (da una prima stima 20 milioni). Un po’ come vendere i macchinari di un’azienda per pagare le rate del mutuo.
Ma quello che se la cava peggio è sempre il ministro Giorgetti: dopo avergli venduto i crediti dei comuni in dissesto al forse Pollen Capital, Milano Finanza scrive che Sica guarda a Cerberus per un’esclusiva. E Cerberus metterebbe i crediti in pancia a Brocc Capital, banca svedese. Di nuovo, Sica non vuole proprio bene al ministro Giorgetti, che dopo Belingheri sarà costretto a vedersela con Cerberus. E con i crediti messi in pancia a una banca svedese, non soggetta a calendar provisioning. Quindi fuori dal raggio d’azione di Banca d’Italia e delle sue riclassificazioni di credito. Difficile pensare ad uno scenario peggiore di questo per Giorgetti.
La cosa più strana è che le voci di corridoio dicono che i commissari fossero d’accordo. Quindi sarebbe stata d’accordo anche Banca d’Italia. Ma hanno capito le implicazioni?
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