Finanza

Messina: La nostra offerta a Mps è un’operazione di mercato, non di potere”

“Se c’è qualcuno disposto a pagare un premio più alto allora amen. L’operazione deve creare valore per i nostri azionisti”. Carlo Messina, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo commenta l’offerta pubblica di scambio totalitaria su Mps

8 Giugno 2026

“Tutti gli azionisti privati riconosceranno la bontà di questa operazione. Abbiamo buoni rapporti con Delfin e Caltagirone e sono certo che l’accoglieranno con favore”. Commenta così Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, nel corso della conference call con gli analisti, l’offerta pubblica di acquisto e scambio (Ops) volontaria sulla totalità delle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena. E ai giornalisti in sala stampa precisa che si tratta di “un’operazione di mercato e non di potere. Se c’è qualcuno disposto a pagare un premio più alto allora amen. L’operazione deve creare valore per i nostri azionisti”.

Secondo Messina, anche gli investitori istituzionali di Mps avrebbero motivi per sostenere il progetto di integrazione (l’operazione riguarda fino a 3,036 miliardi di azioni Mps, ndr). “Il premio e il pagamento in cash – continua – non hanno alcun rischio nell’esecuzione. In Intesa Sanpaolo troveranno un management molto forte e questo credo che ci porterà il favore degli azionisti”.

“Questa operazione  – spiega – si propone anche di realizzare una stabilizzazione nel contesto del sistema italiano attraverso l’acquisizione di Monte Paschi di Siena, di Mediobanca e del 13,5 per cento in Generali che è detenuto da Mediobanca. Con la cessione ad Unipol della Banca Monte Paschi di Siena con 635 sportelli —  poi verrà proposta la fusione con BPER cambiando la denominazione del gruppo in Banca Monte dei Paschi — si mantiene una forte identità. L’elemento qualificante è che si crea la seconda banca italiana. L’operazione consente a Unipol così di acquisire la componente significativa di Monte Paschi di Siena fondendola con BPER: la dimensione della banca risultante diventa la seconda del paese”.

L’amministratore delegato Carlo Messina ha anche chiarito la posizione della banca riguardo alla partecipazione detenuta in Assicurazioni Generali spiegando che “la quota in Generali è meramente come una partecipazione azionaria e niente di più” e il gruppo non ha alcun interesse a gestirla, ma “più riescono a fare utile netto più siamo contenti”.

Commentando invece la possibile fusione alternativa tra Mps e Banco Bpm, Messina ha sottolineato le complessità dell’operazione definendola “una lettera d’amore. È una proposta, la nostra è una offerta con una procedura ben precisa. La governance di Mps è molto complessa. Mps e Banco Bpm devono fare delle assemblee se vogliono fare una fusione. E su questo c’è anche una questione di golden power. Se Unicredit ai tempi è stata oggetto di attenzione credo che accadrebbe anche nel caso di Banco Bpm”.

Messina ha precisato l’operazione di Intesa Sanpaolo non è una risposta alle mosse di Bpm. “La nostra è una offerta reale sulla quale si stava lavorando da tempo. Scrivendo quella lettera Banco Bpm ha cercato di anticipare la nostra operazione. Giuseppe Castagna è un caro amico, ma non condivido questo approccio che ha avuto. Se l’operazione andasse in porto le fondazioni azioniste scenderebbero al 16 per cento mentre i soci privati – come Delfin e Caltagirone – andrebbero a circa il 6-7 per cento”.

“Il fatto che possa lanciare un’operazione con un premio, questo è possibile, ma avendo noi messo un premio per cassa, in cui la cassa sono 3 miliardi di euro in partenza, significa che i coefficienti patrimoniali non ce li hanno più dopo che hanno fatto un’operazione per cassa. Si tratta di un aspetto che va valutato con attenzione”, sottolinea Messina. “Poi devo dire che è tutto possibile, per carità, non escludo che ci possano essere operazioni da parte di altri soggetti e chi offrirà di più vincerà”.

 

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