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Mps, due Ops per 34 miliardi su Bpm e Banca Generali. Ecco come sarà il terzo polo bancario proposto da Lovaglio

Le due operazioni sul Banco e su BG sono indipendenti ma «rappresentano un progetto industriale coerente», ha detto l’a.d Lovaglio. Per gli azionisti di Siena previsto un dividendo straordinario di 4 miliardi, di cui due terzi pagati con titoli Generali.

21 Agosto 2026

Un nuovo polo bancario sotto le insegne del Monte dei Paschi di Siena, terzo in Italia dietro Intesa Sanpaolo e Unicredit.  Un gruppo che, mettendo insieme Monte, Banco Bpm e Banca Generali, avrebbe un totale attivo di 810 miliardi, con impieghi alla clientela per 245 miliardi e una raccolta diretta per 315 miliardi (dati a fine 2025), una capitalizzazione borsistica di circa 80 miliardi e 2.900 filiali. Questa è la proposta uscita ieri, e annunciata questa mattina, dal cda della banca senese, la risposta dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio all’Opas lanciata a inizio giugno da Intesa Sanpaolo, elaborata con il supporto degli advisor finanziari Ubs, Bank of America, Vitale e Kbw.

A ciò si aggiunge un dividendo straordinario a favore degli azionisti Mps di 4 miliardi di euro, da corrispondere in parte in cassa (1 miliardi) e in parte in azioni Generali (3 miliardi, pari a circa il 4,5% delle compagnia assicurativa). Post distribuzione, la quota di Mps-Mediobanca in Generali scenderebbe all’8,8 per cento.

La sussistenza dell’offerta di Intesa obbliga Mps a sottoporre ai suoi azionisti tutte le contromosse, che saranno sul tavolo dell’assemblea convocata per il 29 ottobre. Le autorizzazioni sono attesi tra novembre e dicembre, mentre le offerte dovrebbero concludersi entro febbraio 2027.

«L’operazione è attesa generare una significativa creazione di valore attraverso circa 2,6 miliardi di sinergie (di cui 0,8 miliardi relativi all’integrazione di Mediobanca in corso), derivanti sia da efficienze di costo sia da opportunità di ricavo», si legge nel comunicato della banca. «Il management di Mps stima attualmente oneri di integrazione una tantum complessivi nell’ordine di 2,5 miliardi ante imposte (di cui 0,6 miliardi relativi all’integrazione di Mediobanca in corso) e prevede che tali costi siano sostenuti tra il 2027 e il 2029».

Il modello  proposto «crea valore attraverso l’integrazione, non attraverso lo spezzatino», ha chiosato Lovaglio questa mattina, nel corso della conferenza con la comunità finanziaria, parlando di «una aggregazione amichevole e non ostile». Il manager ha sottolineato che le due offerte sono contestuali e parallele ma indipendenti l’una dall’altra: «Sono profondamente convinto che le caratteristiche di questo progetto consentiranno di portare avanti questa operazione in modo amichevole perché crea moltissimo valore».

I dettagli delle due offerte

Per l’offerta Banco Bpm, che ha un controvalore di 25,3 miliardi,  il rapporto di cambio è stato fissato in 1,567 azioni Mps di nuova emissione per ciascuna azione Banco Bpm, implicando un prezzo d’offerta pari a 16,729 euro per azione e nessun premio sulla base dei prezzi ufficiali al 19 agosto 2026, tenuto conto del dividendo straordinario.

Per l’Offerta Banca Generali, del valore complessivo di 8,7 miliardi, il rapporto di cambio è stato fissato in 6,958 azioni Mps di nuova emissione per ciascuna azione Banca Generali, implicando un prezzo d’offerta pari a 74,284 euro per azione e un premio del 10,0% sulla base dei prezzi ufficiali al 19 agosto 2026, sempre post dividendo straordinario.

In caso di adesione integrale a entrambe le offerte, e tenuto conto degli effetti della fusione di Mediobanca  in Mps, gli attuali azionisti Mps deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco Bpm circa il 37,2% e gli azionisti Banca Generali circa il 12,7%.

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