A Milano c’è la prima mostra realizzata sul Romanticismo italiano

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25 ottobre 2018

La sensibilità romantica si afferma nel campo delle arti visive tra il 1780 e il 1850 circa, con esiti e cronologie diverse in ogni area culturale, ma con un comune retroterra fondato dal rifiuto dei precetti classicisti, che quindi travolge anche l’arte.

Le Gallerie d’Italia di piazza Scala, prestigiosa sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, e il Museo Poldi Pezzoli ospitano dal 26 ottobre 2018 al 17 marzo 2019 la mostra Romanticismo. L’esposizione è la prima dedicata al contributo italiano al movimento che ha cambiato nel corso della prima metà dell’Ottocento l’immaginario dell’Occidente.

Questa mattina alle Gallerie d’Italia Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Annalisa Zanni, direttrice del Museo Poldi Pezzoli, Gianfranco Brunelli, coordinatore generale del progetto espositivo e Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, così, hanno presentato la mostra che celebra l’identità e il valore del Romanticismo italiano. Un valore, quest’ultimo, presentato in rapporto a quanto si andava manifestando nel resto d’Europa – in particolare in Germania, nell’Impero austriaco, in Inghilterra e in Francia – tra il Congresso di Vienna e le rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente.

«Il romanticismo – afferma il presidente emerito di Intesa Sanpaolo Bazoli – è una stagione appassionante che si inserisce in un secolo, l’Ottocento, su cui forse non abbiamo detto tutto per quanto riguarda l’importanza che ha avuto per il nostro paese e per l’Europa». Le Gallerie d’Italia, ormai museo affermato, ci guidano nella conoscenza di questo periodo storico artistico e culturale. «È nato a Milano un nuovo è importante museo – commenta Bazoli-. Per due ragioni straordinarie: queste Gallerie d’Italia si collocano nel cuore del centro storico di Milano, e questo è un elemento essenziale. E poi qui accanto si trova il Poldi Pezzoli. Sono palazzi che sono stati sedi bancarie ma sembrano fatti apposta per essere musei. È bellissima la continuità che si realizza al comune di Milano, tra sindaci di diversi colori, sui valori fondamentali».

L’arte del Romanticismo ha rappresentato un nuovo modo di concepire l’esperienza estetica, che assume un ruolo centrale nell’esperienza interiore, su un’adesione istintiva e individuale, non più mediata dalla ragione o dalla tradizione. In questo senso, l’arte romantica, nella in tutte le sue declinazioni, nel nuovo ruolo sociale e culturale della personalità dell’artista, è stata un momento fondativo della sensibilità moderna.

Le duecento opere in mostra alle Gallerie d’Italia e al Museo Poldi Pezzoli documentano una cultura che, almeno nel nostro Paese, avrà termine con la realizzazione dell’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo, che del Romanticismo rappresenta l’antitesi. Peraltro, proprio Milano, è stata la città italiana che più di tutte ha avuto in quegli anni una maggiore vocazione europea, diventando uno dei centri della civiltà romantica, sia per quanto riguarda le arti figurative che sul versante letterario e musicale. Basti pensare alle annuali esposizioni d’arte che si sono tenute in quegli anni all’Accademia di Brera, alle sue imprese editoriali, ai suoi teatri, tra cui La Scala e il Carcano, ai protagonisti che l’hanno abitata, come Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni, Gioacchino Rossini, Francesco Hayez e Giuseppe Verdi.

«A Milano, negli anni del Romanticismo, fu data la possibilità a molti giovani artisti di riscattarsi dalle proprie umili origini. Perché Milano era già la capitale delle arti e dell’industria culturale di un’Italia che non c’era ancora», racconta Annalisa Zanni, direttrice del Museo Poldi Pezzoli, dove in diversi spazi scorre la mostra, «creando davvero un’occasione immersiva, non virtuale ma materiale, negli ambienti».

«In questa mostra ci sono 30 inediti. 12 sezioni alle Gallerie d’Italia, e 5 al Poldi Pezzoli», spiega Gianfranco Brunelli. «Troviamo anche quel crocevia tra culture politiche e passioni civili, tra parole capaci di diventare quadri romantici, come quelle usate da Manzoni, ma piene di realismo».

Le sezioni in cui è diviso il percorso espositivo – 12 alle Gallerie d’Italia e 5 al Museo Poldi Pezzoli – intendono restituire la decisiva rottura avvenuta nella gerarchia dei generi per cui alcuni degli ambiti prima considerati minori, come il paesaggio, il ritratto, la rappresentazione della vita del popolo, assumono lo stesso interesse e importanza della pittura sacra e della pittura di storia, per tradizione collocate al primo posto e adesso completamente rinnovate.

L’esposizione nel complesso raccoglie i dipinti dei maggiori interpreti della pittura romantica: Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Massimo d’Azeglio, Giovanni Migliara, Angelo Inganni, Giuseppe e Carlo Canella, Ippolito Caffi, Salvatore Fergola, Giacinto Gigante, Pitloo, Domenico Girolamo Induno. Tra le sculture spiccano i lavori di tre straordinari maestri: Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani e Vincenzo Vela.

Il percorso della mostra è caratterizzato dal dialogo tra pittura e scultura. Quest’ultima, rappresentata in mostra da diverse opere tra le quali quelle di tre straordinari maestri – i toscani Lorenzo Bartolini e Pietro Tenerani, il ticinese Vincenzo Vela -, abbandonata la bellezza ideale della mitologia e i modelli antichi, si confronta ora non solo con il reale, ma anche con i percorsi inediti della letteratura e della storia.

Non mancano però grandi artisti di diversa nazionalità attivi in Italia, come Caspar David Friedrich, Franz Ludwig Catel, Jean-Baptiste Camille Corot, William Turner, Friedrich von Amerling, Ferdinand Georg Waldmüller, Karl Pavlovič Brjullov, che permettono di approfondire le relazioni intercorse tra il Romanticismo italiano e quello europeo.

Alcuni costumi provenienti dalla Scala, delle più famose opere ottocentesche (Nabucco, Anna Bolena – indossato da Maria Callas –, Lucia di Lammermoor) e un ricco apparato video, con spezzoni delle opere liriche e di film ispirati ad esse e/o al clima romantico in genere, racconteranno il successo culturale che è proseguito fino al Novecento.

Le sezioni della mostra Romanticismo sono visitabili dal 26 ottobre 2018 al 17 marzo 2019 nei seguenti orari: alle Gallerie d’Italia 9.30-19.30 (giovedì chiusura alle ore 22.30; lunedì chiuso); al Museo Poldi Pezzoli 10.00-18.00 (giovedì chiusura alle ore 22.30; martedì chiuso). I biglietti d’ingresso hanno un prezzo di 10 euro per l’accesso in una sola sede della mostra e 7 euro per l’accesso alla seconda sede (previa presentazione del primo biglietto d’ingresso).

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Immagine di copertina: Francesco Hayez, La Meditazione, 1851 (Verona, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti)

 

 

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CAT: Milano, Musei-Mostre

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