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Partiti e politici

Uno spin-doctor in giro per il mondo

di Paolo Natale
18 Luglio 2020

Non è un manuale di comunicazione politica o di strategia elettorale, questo libro di Giovanni Diamanti (“I segreti dell’urna”, Utet 2020). E per fortuna, direi. Ne abbiamo visti tanti, di quei saggi, scritti magari da ottimi studiosi che non si sono mai cimentati realmente nella competizione sul campo, dotte dissertazioni che raramente hanno trovato una vera applicazione in qualche specifica campagna elettorale.
No, quello di Diamanti jr (così lo chiamerò per non farlo confondere dai software di ricerca con il mio amico Ilvo) è qualcosa di diverso, una sorta di diario di bordo che racconta dieci anni di professione vera, un decennio di esperienze reali nel cuore del problema, con un solo obiettivo: vincere la competizione elettorale o, quanto meno, perdere bene.
E questo percorso di cui si dà conto nel saggio è la prova evidente che i manuali servono a volte poco o niente. Perché ogni campagna è una sorta di fenomeno idiografico, che muta costantemente, non è mai lo stesso, e ogni volta bisogna reinventarne l’approccio, rimodularne le formule, ridefinirne la strategia.
I testi laureati, per dirla alla Montale, sono solo un archivio, un compendio di possibili scelte da cui estrarre quella più opportuna per lo specifico caso che si para dinanzi. Formule asettiche, prive di vita. Quella vita che ha vissuto Diamanti jr, costantemente alle prese con condizioni diverse, con personaggi differenti, con sfide inedite e mai replicabili. Ciò che occorre avere, in queste situazioni proteiformi, sono le doti di un buon spin-doctor: esperienza, duttilità e fantasia.
Questo è il senso più profondo del diario, raccontare storie di tanti successi e di qualche utile insuccesso permettendo di comprendere come dietro ai risultati, positivi o anche negativi, ci debba essere il giusto stato d’animo, la capacità di uscire da schemi prefabbricati per affrontare la realtà di ogni nuovo evento rimuovendo il passato, e vivendo il presente. Conoscere il proprio candidato, le sue caratteristiche e i suoi possibili “difetti”, ma ancora di più conoscere gli avversari e il campo di gioco sono le armi che permettono il successo finale.
Come diceva Mourinho, citato nel libro, la comprensione delle forze e delle debolezze del “nemico” è l’arma principale per poterlo sconfiggere: “è l’ignoto che mette in difficoltà; ogni imprevisto va rimosso grazie ad una preparazione attenta e dettagliata”. Caso per caso, avversario per avversario. Così, una evidente mancanza del romanzo elettorale di Diamanti jr diviene paradossalmente un pregio: non è possibile una vera sistemizzazione del tipo di campagna da realizzare, al di là della ovvia conoscenza degli strumenti che si possono utilizzare, perché tutto è sempre diverso, panta rei, ogni competizione fa storia a sé, e occorre prepararsi come se fosse ogni volta la prima volta.
Difficile, certo, ma non meno entusiasmante.

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