La parolaccia della settimana

Violenza

di Massimo Crispi 25 Ottobre 2026

Questa settimana la parolaccia la vince la lettera V, prima Vespa, oggi Violenza. La prossima settimana, chissà, Vannacci?

Sembra sulla bocca di tutti, soprattutto di chi ci governa. Violenza è una parola che evoca cose brutte, si ha gioco facile condannando la violenza e si sfrucuglia la pancia dell’elettorato, soprattutto quello che ha votato questo governo attuale (mio cugino, quel cretino che manda i messaggi d’amore a Giorgia sul suo profilo facebook, e non mi meraviglierei se da Salvini, passando per Giorgia, arrivasse a Vannacci, è un percorso quasi obbligato), che, ricordiamolo, nella realtà rappresenta una percentuale molto bassa della popolazione italiana.

Ma condannare la violenza è il paradigma principale della demagogia del governo Meloni, speriamo primo e ultimo della storia della Repubblica. È triste immaginare comunque anche un governo diverso vista la pochezza che ci circonda anche all’opposizione, ma questo c’è…

È facile, dicevamo. Chi mai può approvare lo sfascio delle vetrine del centro di Milano, del suo salotto buono, dello struscio tra la Scala e il Duomo, dove si fa la giravolta sui poveri coglioni del toro che rappresenta Torino, una delle quattro capitali (ma in realtà tre, perché Milano capitale non lo è mai stata) d’Italia nel XIX secolo, rappresentate dai quattro stemmi.

Crash! Una notevole banda di guastatori, inseritasi a un certo punto nella manifestazione, guarda caso, ha fatto andare in frantumi le vetrine dei negozi di moda, dei ristoranti, dei luoghi turistici esprimendo una rabbia cieca.

E certo che tutti la condanniamo questa condotta teppistica.

Chissà come mai i teppisti compaiono sempre nelle manifestazioni dove il popolo protesta per le condizioni sempre peggiori in cui questo governo Meloni ci sta trascinando, sin dai primi vagiti. Incapaci di governare perché incapaci di conoscere le leggi e la società, fanno finta di varare nuove leggi anti violenti che esistono già, sempre per far vedere agli elettori di prima che sanno come arginare questa violenza.

Seh, vabbè. Giorgia, tutta diopatriaeffamiglia, e la sua corte dei miracoli forse non considera violenza istituzionale tutto ciò che non ha fatto per migliorare la vita dei cittadini che dovrebbe amministrare, cittadini che quell’altro scappato di casa del suo vice della Lega considera sessanta milioni di figli (lo ha detto, lo ha detto, per chi se lo fosse dimenticato). Bel trattamento ai figlioli. Un padre simile e una famiglia come quella della Presidente del Consiglio non è proprio il modello per gli italiani che hanno altri modelli e, soprattutto, altri problemi da gestire che non sono i troppi soldi che la Santanché è accusata di aver rubato allo stesso Stato che lei rappresentava come ministro e che rappresenta ancora pur essendosi dimessa tardivamente da ministra ma non da deputata (quindi sempre stipendiata da noi fior di quattrini), che non sono le mancate abolizioni delle accise da Giorgia sbandierate in campagna elettorale e poi finite nel dimenticatoio, che non sono i troppi decreti che limitano sempre più l’informazione e impediscono ai magistrati di indagare sui deputati corrotti. E, nonostante il referendum sulla giustizia andato a puttane, insistono.

Queste sono violenze tanto quanto, non si infrangono le vetrine, pur cosa disdicevole e punibile già secondo le norme vigenti da un bel po’, sono violenze istituzionali, come quelle nei confronti dei disabili che non riescono ad avere visite e servizi sanitari prioritari in tempi umani ma solo dopo mesi di attesa, e questo dalla Vetta d’Italia a Lampedusa, trattamento che vale anche per i non disabili, sono violenze istituzionali i soldi del PNNR scialacquati stornandoli verso privati anziché pianificare una seria distribuzione delle borse di studio agli studenti, i quali, giustamente, protestano, anche perché, non dimentichiamolo, il Ministero è dell’Istruzione e del Merito. Il merito di chi? Cos’hanno meritato gli studenti che pur avrebbero diritto a borse di studio e che non ce le avranno perché questo governo ha deciso di investire in armamenti? Ci si stupisce se i ragazzi non ci stanno, se si lagnano di un futuro che non riescono a intravedere? Un futuro che non esiste perché non è programmato, perché programmare un futuro vuol dire investire nei giovani, nelle strutture che poi i giovani dovranno gestire una volta abilitati, un futuro fantasma che i giovani vanno a cercare all’estero. Non sono quegli studenti ad aver rotto le vetrine, eppure sono stati quelli caricati dalla Polizia. I maranza, i veri colpevoli, almeno apparentemente, restano nella clandestinità. Avete mai visto le facce di qualche maranza arrestato, il suo nome, la sua famiglia? Che fine fanno questi delinquenti, Telemeloni li mostra, oppure è più facile parlare di Garlasco, che sicuramente risolverà Jessica Fletcher tra non molto? Siamo così sicuri che siano proprio indipendenti e non piuttosto pilotati dal potere? Chi ci sta dietro? Il sospetto viene.

Di certo i maranza, black block e i distruttori non fanno mai capolino nelle manifestazioni della destra, che pure hanno partecipanti limitati rispetto a queste masse oceaniche che si stanno dispiegando sempre più negli ultimi giorni, Torino era stracolma di studenti, di genitori, di anziani, di pensionati, di gente che non ne può più delle mistificazioni del governo Meloni; ne hanno già abbastanza loro, quelli della destra, di violenti, di gente che va in giro colle armi cariche alle feste di Capodanno, per esempio, e che siede in Parlamento. Appaiono, in maniera sospetta, gli ultraviolenti solo nelle manifestazioni pacifiche degli studenti o degli operai.

Addirittura la demonizzazione delle manifestazioni che stanno infiammando l’Italia, sempre in ritardo rispetto al resto d’Europa, arriva al punto di far dire alla Lollo dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare che dietro i camionisti in sciopero, c’è la camorra e la ’ndrangheta. Come no? Demonizzare bisogna, anziché capire i disagi provocati dal costo sempre più elevato dei carburanti, con chi ci vive, perché macina centinaia di chilometri per trasportare ciò che mangiamo, per chi lavora e deve necessariamente usare un mezzo, si dice che c’è dietro la camorra, sì, come no.

Chissà chi c’era, invece dietro i contatti di Del Mastro col prestanome della mafia, le cui conversazioni sulle messaggerie telefoniche sono state interdette perfino ai magistrati che indagano, chissà chi c’era dietro quel deputato ex Noi con Salvini in Sicilia, Tony Rizzotto, condannato a tre mesi dal Tribunale di Palermo per peculato insieme ad Alessandro Giammona (5 anni di condanna), responsabile tecnico dei progetti comuni della Regione Sicilia e Unione Europea destinati ai disabili. Doppia infamia. A Rizzotto la Guardia di Finanza aveva sequuestrato 500.000 euro. Se lo si guarda nelle foto Rizzotto sembra una caricatura di Albanese, ma, mentre le parodie di quest’ultimo sono innocue, colui, coloro, hanno rubato ai disabili, categoria di cui io stesso faccio parte. Non è violenza questa?

E l’arresto dell’avvocato Fabio Pistarelli (Fratelli d’Italia), ex capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Marche, che risale proprio a ieri, accusato di corruzione nell’affidamento degli appalti per la ricostruzione post terremoto? Non è violenza sui cittadini, che, peraltro, ricordiamolo, pagano il suo stipendio di funzionario, oltre a essere (ma potrebbe anche essere innocente, fino a sentenza conclusa, diamogli questa chance) turlupinati su un argomento così delicato come la ricostruzione dopo una catastrofe? Non è violenza anche quella? No, sono i magistrati comunisti, i veri delinquenti!

Eppure i Fratelli d’Italia ignorano o fanno finta d’ignorare tutte queste malefatte, queste violenze, vere o presunte. Al governo Meloni serve invece il capro espiatorio dei maranza, deviando l’attenzione dal perché gli studenti e gli autotrasportatori, e ora gradatamente tutta la cittadinanza, protestano. Ma tutti, tutti, soprattutto i deboli, ci sentiamo violentati da questo governo infame, forse peggiore anche di quelli di Berlusconi, il quale, almeno, raccontava le barzellette e le sapeva raccontare, almeno faceva la sceneggiata del puttaniere di lusso, con tutte le sue olgettine e le cene eleganti, i bungabunga, vantandosene perfino coi suoi omologhi d’Europa. Certo, d’elegante c’era sempre assai poco, ma in questi attuali governanti l’eleganza è proprio inesistente. Anche perché, a meno che non ci sia un intervento del Presidente della Repubblica, nessuno ha intenzione di scollarsi da quella poltrona fino a fine mandato, in modo da ottenere il vitalizio, sempre pagato da noi. Non è violenza?

La parolaccia è proprio brutta ma siamo sempre più assuefatti alle brutture di questo governo. Un fulmine ci vorrebbe, scagliato da Zeus Olimpio. Altro che diopatriaeffamiglia, famiglia, sì, la loro. Può darsi che la tempesta si scateni da queste manifestazioni di massa, finalmente, e che l’Italia si svegli da questo torpore che dura da troppo tempo.

Uno dei problemi fondamentali resta sempre l’ignoranza di buona parte degli elettori che ignora o non ricorda le malefatte di molti politici, soprattutto di destra, e non capisce, perché non ha gli strumenti critici per distinguere la demagogia di Meloni e dei suoi amiciucci di lega e Forza Italia, o di ciò che ne rimane, per non parlare di quell’altro furibondo di Vannacci, anche quello da noi stipendiato lautamente. Forse solamente le tasche vuote a fine mese potranno far rendere conto a questi fans meloniani, cugino cretino incluso ma non ci spero per lui che è proprio irrecuperabile, che tutto ciò che questo governo (non) ha fatto è un’illusione? Come Open to Meraviglia?

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