Costume
Quando il sogno immobiliare incontra il condominio
La tenuta del mercato immobiliare e il successo di programmi come Casa a prima vista confermano una passione tutta italiana per la casa di proprietà.
Un sogno che, talvolta, si rivela più complesso del previsto.
Dopo cena, la famiglia Rossi si sistema sul divano.
La lavastoviglie è partita, il bambino ha finalmente sonno, il cane ha occupato il posto migliore.
E sulla TV il programma preferito, quello sulle case.
Case che non compreranno, in città dove non vivranno, con cucine che non useranno.
Eppure, per un’ora, la famiglia Rossi si trasferisce lì.
Gli agenti immobiliari sono simpatici, propongono contesti tranquilli, quartieri serviti, finiture di pregio.
Ogni casa è una promessa di pace.
E di pace la famiglia Rossi ha bisogno.
Guarda l’ampio soggiorno e già si vede meno stanca.
Guarda quel terrazzino esposto a sud-est e pensa che, forse, lì anche il lunedì mattina avrebbe un altro carattere.
Poi l’agente rivela il prezzo.
Rapido calcolo. Trent’anni di mutuo.
Il bambino, che finalmente si è addormentato, ne avrà quasi quaranta quando l’ultima rata sarà pagata.
Però quel piccolo terrazzo esposto a sud-est è così carino.
Sembra un sogno, addirittura accessibile.
Poi compare la parola “condominio”.
Che, per quanto sia di pregio, in contesto tranquillo e ben servito, resta una comunità di proprietari.
E a quel punto il sogno si affolla.
La puntata finisce.
Altrove, la famiglia Bianchi sta firmando il rogito.
Ha trovato la casa che cercava.
Contesto tranquillo, quartiere servito, finiture di pregio.
Grazioso terrazzino esposto a sud-est.
E alcune curiosità tipicamente condominiali.
Tra queste, la signora del piano superiore, che alle due di notte scarica l’insonnia spostando mobili.
Il che sarebbe anche sopportabile, se il vicino non coltivasse una sincera passione per il karaoke
Poi c’è l’appartamento del primo piano, trasformato in Airbnb dal proprietario.
Dal grazioso terrazzino esposto a sud-est salgono rumori di vacanza, trolley ed entusiasmi notturni.
Ma per affrontare serenamente queste e altre piccole questioni della vita comune, esiste la riunione condominiale.
Qui persone che pochi minuti prima si sono salutate cordialmente scoprono di avere alcune divergenze.
Uno vuole la magnolia, l’altra difende il ginepro.
Uno lamenta troppe pipì dei cani davanti al cancello, l’altra vuole rifare il portone d’ingresso, perché le finiture stanno perdendo pregio.
Infine, la tuttofare del palazzo ha raccolto deleghe per il bene comune, che curiosamente coincide sempre con le sue personalissime opinioni.
La casa di proprietà promette sicurezza e serenità.
Poi arriva il condominio e scopriamo che la nostra quiete dipende anche da una ventina di sconosciuti che non abbiamo selezionato.
Per questo i programmi sulle case continuano a piacerci.
Perché si fermano sempre un minuto prima della realtà.
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