Calcio
Palloni d’oro in direzione ostinata e contraria
Fenomeni come Messi, Ronaldo e Modrić stanno riscrivendo i confini della longevità calcistica.
Nel calcio attuale l’età conta ancora come prima?
Kansas City, Mondiale di calcio 2026.
Serata del 16 giugno.
Alla vigilia dei trentanove anni, Lionel Messi ha segnato una tripletta nella vittoria dell’Argentina contro l’Algeria.
Cristiano Ronaldo, a quarantuno, si presenta al suo sesto Mondiale.
Luka Modrić, a quarant’anni, continua a guidare la Croazia.
Eppure un tempo il calcio aveva automatismi piuttosto semplici.
Arrivati a una certa età, la prassi prevedeva il saluto al pubblico, la targa ricordo e una frase sul futuro dei giovani.
Negli ultimi tempi, però, i diretti interessati sembrano aver preso una direzione ostinata e contraria.
Come si fa a lasciare quando puoi ancora segnare una tripletta?
Magari al Mondiale.
Per la tua nazionale.
In mondovisione.
Messi, Ronaldo e Modrić sono tre simboli diversissimi tra loro.
Messi è il genio imprevedibile che continua a stupire.
Maestro di dribbling e coordinazione.
Ronaldo è la presenza atletica: il corpo come progetto, la carriera come costruzione maniacale, il cinismo sotto porta.
Modrić è l’intelligenza tattica, il metronomo che detta i ritmi della squadra.
L’esterno trivela.
Tre stili diversi. Una stessa ostinazione.
Hanno già vinto tutto, eppure continuano a essere decisivi nonostante l’anagrafe che vorrebbe trasformarli in leggende del passato.
La spiegazione più immediata chiama in causa i progressi della medicina sportiva, la preparazione atletica e la cura del corpo.
Ma non basta.
Per restare decisivi a quarant’anni non è sufficiente durare.
Bisogna imparare a cambiare.
Messi, Ronaldo e Modrić non sono più i giocatori che erano a venticinque anni.
Hanno conservato il talento e imparato ad amministrarlo, capitalizzando l’esperienza accumulata.
Forse qualcosa sul piano fisico si è inevitabilmente perso, in compenso sono cresciute la lettura del gioco, la scelta dei tempi e la capacità di incidere nei momenti decisivi
In altre parole, non hanno sconfitto il tempo.
Hanno imparato a giocare con lui.
Prima o poi arriverà anche per loro il momento di fermarsi.
Ma il triplice fischio sarà sempre e solo a discrezione del campo
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