Calcio
Il Calcio Como 1907 e la formazione di una rete economica territoriale
Il Como 1907 ricompone reti imprenditoriali locali e globali, trasformando il club e il Sinigaglia in infrastrutture economiche capaci di incidere sul territorio e sulle scelte pubbliche urbane.
Per analizzare le trasformazioni che sta subendo la città di Como, giunti a questo punto dell’analisi è utile soffermarsi su alcune questioni di carattere metodologico. Più in particolare, per una città storicamente industriale come Como, è indispensabile richiamare alcune considerazioni di carattere teorico sul concetto di impresa.
Il punto di partenza può essere costituito dal concetto di embeddedness formulato da Mark Granovetter (1985). Contro la rappresentazione neoclassica dell’attore economico atomizzato, Granovetter sostiene che l’azione economica si sviluppa su un piano plurale di relazioni sociali. Mercati e imprese non possono dunque essere compresi isolando gli attori dalle reti nelle quali operano: fiducia, reputazione, accesso alle informazioni e possibilità di cooperazione dipendono dalla struttura delle relazioni che li connettono. La rete di relazioni, nonché il loro contenuto, non costituisce, in questa prospettiva, un elemento esterno all’economia, ma una delle condizioni attraverso le quali l’attività economica concretamente si realizza.
Una prospettiva per molti aspetti convergente, sebbene proveniente da una tradizione teorica differente, è quella sviluppata da Giulio Sapelli nella raccolta L’impresa come soggetto storico (1990). Sapelli contesta anch’egli la rappresentazione riduttiva dell’impresa propria dell’economia neoclassica, ma lo fa muovendo dalla storia economica, dalla sociologia delle organizzazioni e dall’antropologia. L’impresa viene così interpretata come un “costrutto sociale”, che è contemporaneamente soggetto storico e istituzione: essa muta con il mutare della proprietà, del management, delle culture organizzative e delle relazioni che intrattiene con l’ambiente economico e politico nel quale opera. Particolarmente rilevante, ai fini del nostro discorso, è l’attenzione dedicata da Sapelli ai gruppi d’impresa e alla loro capacità di incidere sugli assetti istituzionali e sulle forme della sovranità. L’impresa non può quindi essere compresa soltanto osservandone i confini giuridici, perché la sua effettiva capacità di azione dipende dall’insieme delle relazioni proprietarie, organizzative, politiche e territoriali nelle quali è inserita. L’esame dei bilanci è indispensabile, ma senza la ricostruzione dele relazioni che sottendono e che solo parzialmente rappresentano, rimangono scientificamente muti.
A questo quadro va aggiunta la tradizione italiana di studi sui distretti industriali e sui sistemi locali di piccola impresa. Il riferimento fondamentale è Giacomo Becattini, che, riprendendo gli studi di Alfred Marshall, definisce il distretto non come una semplice concentrazione geografica di imprese, ma come un’entità socio-territoriale nella quale una comunità di persone e una popolazione di imprese tendono a compenetrarsi (Becattini, 1979; 1989). Le “economie esterne” di cui beneficia la singola impresa dipendono certamente dalla specializzazione produttiva e dalla divisione del lavoro fra aziende, ma anche dalla circolazione delle conoscenze, dalla reputazione, dalle consuetudini e da un patrimonio di relazioni che appartiene alla comunità locale. Il territorio non è dunque il contenitore passivo dell’attività economica: contribuisce a produrne alcune delle condizioni di funzionamento.
Il luogo non è soltanto il punto geografico nel quale le imprese si incontrano, ma il risultato di una sedimentazione di conoscenze, istituzioni, consuetudini e identità collettive. La tradizione distrettuale italiana impedisce che la nozione di rete venga utilizzata in senso astratto: le reti economiche hanno una storia e possono essere radicate in comunità territoriali che concorrono a riprodurle.
Economia e politica
Seguendo questa prospettiva analitica, diventa decisamente limitante tracciare una netta separazione tra la sfera economica e quella politica. Naturalmente, il legame non è di carattere meccanicistico e immediato.
Le ricerche di Arnaldo Bagnasco sulla “Terza Italia” – quella che non è né quella della “questione meridionale”, né della grande impresa del cd Triangolo industriale (Milano, Torino, Genova) –, hanno ulteriormente mostrato che l’industrializzazione diffusa dell’Italia centrale e nord-orientale non può essere spiegata guardando esclusivamente alle caratteristiche interne delle imprese. La famiglia, la precedente struttura agraria, il mercato del lavoro, l’associazionismo e le istituzioni locali concorrono alla formazione dell’ambiente sociale nel quale la piccola impresa si sviluppa (Bagnasco, 1977). In questa prospettiva la società locale non costituisce semplicemente lo sfondo culturale della produzione, ma una componente del suo funzionamento: il mercato stesso appare, per riprendere una successiva formulazione di Bagnasco, come una “costruzione sociale”.
Le ricerche di Carlo Trigilia, come quelle di Becattini sul distretto di Prato (che però si fermano di fronte alla sua “cinesizzazione”), hanno reso esplicita la dimensione politica di questa costruzione. Studiando le regioni italiane, Trigilia mostra che sistemi produttivi per molti aspetti simili si sviluppano entro “subculture politiche” (espressione certo infelice) profondamente differenti: quella comunista e socialista delle regioni dell’Italia centrale e quella cattolica e democristiana del Nord-Est (Trigilia, 1986a; 1986b).
La differenza ideologica non è irrilevante, perché incide sulle organizzazioni, sulle culture del lavoro, sui rapporti industriali e sulle politiche amministrative; ma, al di sotto di tale differenza, emerge una funzione in parte comune. Partiti, sindacati, cooperative, associazioni, parrocchie e amministrazioni locali contribuiscono a costruire reti relativamente stabili di socialità, fiducia e mediazione degli interessi. L’organizzazione politica non si limita quindi a rappresentare una società locale già formata: partecipa alla sua costruzione.
Questo punto è particolarmente importante per la prospettiva che si può utilizzare per Como. L’ideologia contribuisce a determinare la forma e il contenuto dei legami sociali, ma l’organizzazione che essa produce può avere effetti che eccedono la sfera strettamente ideologica e partitica. Nelle aree “rosse” come in quelle “bianche”, pur attraverso istituzioni e culture differenti, la politica ha fornito luoghi di incontro, identità collettive, canali di comunicazione e strumenti di regolazione capaci di mettere in relazione economia e comunità, nelle sue differenti componenti sociali.
Trigilia mostra, in particolare, come le “subculture politiche” abbiano favorito forme di regolazione “localistica” dell’economia di piccola impresa attraverso i rapporti industriali e l’azione dei governi locali, contribuendo alla formazione di compromessi sociali capaci di accompagnare la flessibilità produttiva e di redistribuire localmente una parte dei benefici della crescita. Nella stessa direzione si collocano gli studi di Sebastiano Brusco sul modello emiliano. Nel lavoro con Ezio Righi sul caso di Modena, l’efficacia delle politiche industriali locali – aree attrezzate, consorzi di garanzia, centri di servizi reali – viene collegata alla credibilità del governo locale e alla presenza di un clima di consenso sociale (Brusco e Righi, 1989).
La competitività del sistema produttivo non deriva quindi soltanto dalla cooperazione spontanea fra imprese, ma anche dalla capacità delle istituzioni di produrre beni collettivi e di costruire mediazioni relativamente stabili fra interessi differenti. Economia, socialità e politica non costituiscono tre sfere semplicemente sovrapposte: nella formazione dei sistemi locali possono concorrere reciprocamente alla propria organizzazione.
Lo spazio economico
Questa composita tradizione di studi suggerisce di adottare una cautela metodologica. Non ogni rete di imprese costituisce una comunità e non ogni addensamento territoriale di relazioni economiche possiede le caratteristiche di un “distretto industriale”. I distretti studiati da Becattini, Bagnasco, Brusco e Trigilia sono il risultato di processi storici lunghi, nei quali economia, famiglia, cultura politica, associazionismo e istituzioni locali si sono sedimentati reciprocamente. Il confronto che qui proponiamo non serve dunque a qualificare come “distretto” la rete che si forma intorno al Como 1907, ma a porre una domanda più circoscritta: se e attraverso quali meccanismi una rete nata intorno a un’impresa possa innestarsi su relazioni comunitarie preesistenti, produrne di nuove e, nel momento in cui investe il territorio, incontrare inevitabilmente le istituzioni e il problema del suo governo.
Trasferite alla geografia economica, queste impostazioni possono avere conseguenze interessanti. Ash Amin e Nigel Thrift (1992), studiando i sistemi produttivi territoriali, hanno contestato l’immagine delle economie locali come sistemi relativamente chiusi e autosufficienti. Anche le concentrazioni produttive fortemente radicate nel territorio devono essere interpretate come nodi di reti globali: la loro specificità locale non scompare, ma viene continuamente costruita attraverso relazioni che oltrepassano il territorio. Il locale e il globale non rappresentano pertanto due dimensioni contrapposte. Un luogo può essere intensamente caratterizzato dalle proprie istituzioni e dalla propria storia e, nello stesso tempo, dipendere da reti economiche che lo collegano a centri decisionali lontani.
Martin Hess (2004) ha ulteriormente precisato il concetto, mettendo in guardia contro una concezione eccessivamente territorializzata dell’embeddedness. Essere localizzati in un luogo non significa necessariamente essere economicamente e socialmente radicati in esso. Hess distingue infatti differenti dimensioni dell’incorporazione dell’impresa – sociale, territoriale e reticolare – mostrando come esse possano non coincidere. Un’impresa può possedere un forte radicamento territoriale per gli effetti che produce e, contemporaneamente, essere inserita in reti organizzative e proprietarie largamente esterne al territorio.
È questa distinzione a risultare particolarmente utile nell’analisi degli investimenti transnazionali. Le successive elaborazioni sulle global production networks hanno infatti insistito sulla necessità di considerare simultaneamente imprese, istituzioni e territori, evitando di identificare la localizzazione dell’attività economica con quella del potere economico. Ciò che interessa non è più soltanto dove un investimento “si trova”, ma attraverso quali reti esso viene governato e quale posizione il territorio occupa all’interno di quelle reti.
Ne deriva una distinzione analitica decisiva fra localizzazione degli effetti e localizzazione delle decisioni. Un investimento può produrre conseguenze intensamente locali – occupazione, trasformazione dello spazio, variazione dei valori immobiliari, flussi turistici, infrastrutture – mentre il capitale che lo alimenta e le decisioni che ne determinano la continuità appartengono a una geografia completamente diversa. La rete connette quindi territori lontani, ma non per questo elimina le asimmetrie fra essi.
Il Lario Business Club
Applicata a un club calcistico controllato da una proprietà internazionale, le prospettive prima ricordate suggeriscono di non fermarsi alla società sportiva considerata isolatamente. Il club costituisce piuttosto il punto terminale, territorialmente visibile, di una rete di proprietà e finanziamento che può estendersi attraverso imprese, holding e giurisdizioni differenti. Lo stadio, i tifosi e gli effetti urbani appartengono al luogo; il capitale e una parte del potere decisionale possono appartenere alla rete.
Il problema dell’embeddedness diventa allora anche un problema di governo del territorio. Quanto più un investimento è capace di produrre trasformazioni locali durevoli, tanto più diventa rilevante comprendere la struttura reticolare dalla quale dipende. La prossimità fisica dell’investimento non implica infatti la prossimità del potere che lo governa. Il capitale può essere globalmente organizzato proprio mentre i suoi effetti diventano profondamente locali.
La dimensione economica del progetto Como 1907 non può essere ridotta alla tradizionale relazione fra una società sportiva e i propri sponsor. La progressiva formazione del Lario Business Club, le collaborazioni commerciali con imprese del territorio, l’utilizzo dell’“hospitality” e l’organizzazione sistematica di occasioni di incontro fra imprenditori suggeriscono, piuttosto, la costruzione di una vera e propria infrastruttura relazionale. Il club non si limita cioè a vendere spazi pubblicitari, ma tende ad assumere una funzione di intermediazione fra soggetti economici diversi, mettendo a disposizione reputazione, visibilità, accesso a una comunità di consumatori e occasioni di contatto personale.
La definizione adottata dallo stesso Como è, da questo punto di vista, significativa. Naturalmente, studiando questa iniziativa aziendale, possiamo solo avere una prima approssimazione dalla realtà dei fatti. Il Lario Business Club viene presentato come la “Community B2B del Como 1907”, destinata alle imprese legate al territorio e alla storia del club. L’adesione comprende corporate hospitality, diritti di utilizzo delle immagini, visibilità nelle comunicazioni societarie, inserimento nel sito e nella newsletter, possibilità di utilizzare gli spazi dello stadio e soprattutto partecipazione a eventi periodici di networking. La partita viene esplicitamente trasformata in occasione nella quale consolidare collaborazioni esistenti e crearne di nuove. L’oggetto economico acquistato dall’impresa non è dunque soltanto l’esposizione del marchio, ma l’accesso a una rete (Como 1907, Lario Business Club).
Il carattere deliberatamente relazionale del programma emerge ancora più chiaramente dagli eventi organizzati dal club. Nel marzo 2025, durante uno dei primi incontri B2B strutturati presso la Clubhouse del Sinigaglia, 26 aziende e 50 professionisti presero parte a oltre 140 incontri individuali, con una media dichiarata di dieci “meeting” per impresa. Il Como presentava esplicitamente l’iniziativa come strumento per sviluppare “connessioni strategiche”, esplorare opportunità commerciali ed espandere le reti professionali. Non è possibile sapere, sulla base di questi dati, quanti incontri abbiano generato rapporti economici effettivi; il dato significativo riguarda tuttavia la funzione assunta dalla società calcistica. Il Como diventa organizzatore dell’incontro fra imprese, cioè un broker capace di ridurre i costi relazionali necessari alla formazione di nuovi contatti economici (Como 1907, LinkedIn, 5 marzo 2025).
Tale funzione non è episodica. Il calendario del Lario Business Club comprende trasferte organizzate, visite al centro sportivo di Mozzate, eventi sulla leadership, cene, tornei di padel e competizioni calcistiche riservate alle aziende. La prima Partners Cup del 2025 coinvolse oltre sessanta partecipanti; l’edizione successiva più di ottanta giocatori appartenenti alle imprese partner, ai quali si aggiunsero oltre centocinquanta colleghi, familiari e accompagnatori. La Padel Cup coinvolse più di sessantacinque giocatori. Altri eventi, come Beyond the Game a Villa Gallia, trasferiscono esplicitamente nel mondo aziendale esperienze, linguaggi e modelli di decisione provenienti dal calcio professionistico. Il club produce dunque una socialità imprenditoriale continuativa e non circoscritta al giorno della partita.
La rete comasca
L’analisi della composizione della rete mostra un elemento particolarmente rilevante per il caso comasco. Al suo interno non compaiono soltanto marchi nazionali e internazionali, ma anche imprese radicate nella provincia e appartenenti a settori diversi. Italian Pack, produttrice di macchinari per il confezionamento con sede in via al Bassone a Como, dichiara pubblicamente la propria appartenenza al Lario Business Club. Caffè Milani ha sede a Lipomo; Gabel Industria Tessile ha sede legale a Rovellasca; Labor Project ha il proprio quartier generale a Cantù; Gruppo SIS Design opera da Erba. La rete attraversa quindi il territorio provinciale e comprende manifattura, servizi professionali, arredamento, industria alimentare, tessile e beni destinati allo sport. (Italian Pack, s.d.; Caffè Milani, s.d.; Gabel1957, s.d.; Labor Project, s.d.; Gruppo SIS Design, s.d.)
Questa varietà indica che il network non coincide con una specifica filiera produttiva. Il principio aggregatore non è l’appartenenza allo stesso settore, ma la relazione con il Como e, attraverso il Como, con una determinata rappresentazione economica e simbolica del territorio. Un produttore di macchinari per il packaging, una torrefazione, un’impresa tessile, una società di consulenza in materia di compliance e un’impresa di interior design possono trovarsi all’interno dello stesso circuito perché il club fornisce il luogo organizzativo e simbolico nel quale le relazioni vengono costruite.
Il caso di Italian Pack è particolarmente istruttivo. L’impresa, con sede in via al Bassone 30 a Como, produce macchinari e linee per il confezionamento destinati prevalentemente all’industria alimentare e commercializzati anche sui mercati internazionali. Italian Pack si presenta come Official Member del Lario Business Club e collega esplicitamente la partnership al rafforzamento del proprio rapporto con il territorio e con la comunità locale. (Italian Pack, 2025a, 2026a, s.d.)
La partecipazione di Italian Pack non si limita alla visibilità pubblicitaria. L’impresa, da quel che si evince dalle fonti disponibili, ha sostenuto l’Inclusivity Bus, servizio gratuito inaugurato nel maggio 2025 per accompagnare allo stadio Sinigaglia persone con disabilità motorie residenti nel Comune di Como. La collaborazione con Auser Basso Lario e il sostegno di Italian Pack sono confermati sia dal sito ufficiale del club sia dalle cronache locali. L’impresa ha inoltre comunicato la presenza del proprio marchio nella rivista ufficiale Blu e a bordo campo durante le partite. Il rapporto combina pertanto sponsorizzazione, radicamento territoriale, responsabilità sociale e partecipazione alla comunità economica organizzata dal club. (Como 1907, 2025d; Italian Pack, 2026b; Romualdi, 2025)
Caffè Milani rappresenta un’altra modalità di integrazione. La torrefazione di Lipomo ha creato una miscela appositamente dedicata al Como 1907, del quale si presenta come Official Supplier. Il rapporto con la società calcistica entra quindi direttamente nel prodotto: il marchio e il riferimento allo stadio Sinigaglia sono incorporati nella confezione e nella narrazione commerciale della miscela. Si realizza così una prima forma di circolarità reputazionale: il territorio fornisce al club autenticità e contenuti, mentre il Como offre all’impresa locale una piattaforma di comunicazione potenzialmente più ampia di quella ordinariamente disponibile a una PMI territoriale. (Caffè Milani, s.d.)
La collaborazione con Gabel estende questa logica al tessile per la casa. L’impresa di Rovellasca ha realizzato una collezione Como 1907 comprendente plaid, cuscini, federe, grembiuli, lenzuola e copripiumini. Nel 2024 Gabel ha presentato il rinnovo della collaborazione come incontro fra tessile e sport «made in Como». Un’impresa storicamente radicata nella provincia può così associare i propri prodotti al marchio calcistico e alla crescente proiezione esterna del club. (Gabel1957, 2024, s.d.)
Ancora più evidente è il caso di Bric’s. La collaborazione fra il marchio di valigeria e ComoComoComo ha prodotto una collezione da viaggio composta da sei articoli. La linea è stata utilizzata come bagaglio ufficiale della squadra ed esposta nelle vetrine di Harrods a Londra. In questo caso, il valore economico deriva dalla sovrapposizione fra calcio, manifattura italiana, viaggio, immagine del Lago di Como e consumo di fascia alta. La stessa comunicazione del club presenta la partnership come strumento per portare lo stile e l’artigianalità comasca su una scena globale. (Bric’s Milano, s.d.; Como 1907, 2023)
Con Tessabit il rapporto raggiunge direttamente lo spazio commerciale cittadino. In occasione della prima Como Cup, il pop-up store allestito da Tessabit in Piazza Duomo 1 ha ospitato il lancio di una sneaker in edizione limitata realizzata dal Como 1907 con Adidas. La collaborazione viene presentata dal club come incontro fra sport, arte, lusso e artigianato territoriale. Non è invece opportuno affermare, in assenza di una fonte immobiliare o societaria, che il negozio Como 1907 di Bellagio sia collocato in una proprietà di Tessabit. È documentata l’esistenza del punto vendita del club a Bellagio, ma non il titolo in base al quale Tessabit disporrebbe dell’immobile. (Como 1907, 2025e; Como 1907 Store, s.d.)
Diversa, ma altrettanto significativa, è la posizione di Labor Project. La società di Cantù offre consulenza e formazione in materia di privacy, data protection, modelli organizzativi, compliance, ESG, intelligenza artificiale e sicurezza informatica. Nel maggio 2025 ha partecipato alla Partners Cup del Como e ha dichiarato di supportare la società calcistica in ambiti quali compliance e modelli organizzativi. In questo caso il rapporto non appare soltanto reputazionale: le competenze del partner possono essere utilizzate dalla stessa organizzazione sportiva. Il confine fra sponsor, partner e fornitore tende così a diventare più permeabile. (Labor Project, 2025, s.d.)
Le Partners Cup rendono visibile anche l’estensione geografica e settoriale del network. Nella prima edizione, oltre sessanta partecipanti hanno indossato divise personalizzate, utilizzato gli spogliatoi del Sinigaglia, attraversato il tunnel d’ingresso e preso parte a un torneo guidato da esponenti del club; un partecipante di Gruppo SIS Design ha ricevuto il riconoscimento come miglior portiere. Nella seconda edizione sono scesi in campo oltre ottanta giocatori, mentre più di centocinquanta colleghi, amici e familiari hanno partecipato alle attività collaterali; un partecipante indicato come appartenente a Salice è stato premiato come miglior giocatore. Un luogo normalmente riservato al calcio professionistico viene così temporaneamente aperto ai rappresentanti delle imprese, trasformando l’esperienza sportiva in uno strumento di prossimità sociale. (Como 1907, 2025b, 2026a)
In termini teorici, questa dinamica può essere letta attraverso la nozione di embeddedness proposta da Mark Granovetter. Le transazioni economiche non derivano esclusivamente dal calcolo individuale di convenienza, ma sono incorporate in reti sociali dalle quali dipendono fiducia, reputazione e circolazione delle informazioni (Granovetter, 1985). Il Lario Business Club tende precisamente a costruire questo ambiente: l’incontro commerciale viene preceduto e accompagnato dalla condivisione di partite, cene, eventi, attività sportive e accesso a luoghi del club. Il Como produce quindi non soltanto visibilità, ma condizioni relazionali potenzialmente favorevoli all’attività economica.
La comunicazione ufficiale mostra che il club è consapevole di questa funzione. Nel marzo 2025 il Como ha organizzato alla Clubhouse del Sinigaglia un evento B2B con 26 imprese, 50 professionisti e oltre 140 incontri individuali. Secondo la società, l’iniziativa era finalizzata a sviluppare connessioni strategiche, esplorare opportunità commerciali ed espandere le reti professionali. Questi numeri costituiscono dati diffusi dal club e non misure indipendenti dei rapporti economici effettivamente prodotti. Documentano però il modo in cui il management definisce la funzione del Business Club. (Como 1907, 2025a, s.d.-a)
Un ulteriore indizio dell’istituzionalizzazione del network è fornito dal rapporto con Compagnia delle Opere Como. Cdo presenta il Lario Business Club nel proprio sistema di partner e convenzioni, descrivendolo come un network nel quale calcio e attività economica vengono combinati. Il club entra così in relazione non soltanto con singole imprese, ma con un’organizzazione che possiede una propria rete di imprenditori e che individua nel networking una delle sue funzioni principali. Dal punto di vista reticolare, una rete formatasi intorno al calcio si sovrappone quindi a un circuito associativo preesistente. (Compagnia delle Opere, s.d.-a, s.d.-b)
Il network non opera esclusivamente su scala locale. Il caso Satispay mostra con particolare chiarezza il movimento inverso, attraverso il quale un’impresa esterna utilizza il Como per accedere alla fanbase e alle opportunità relazionali del territorio. L’accordo del marzo 2025 comprende l’integrazione dei buoni pasto Satispay nel programma di welfare dello staff di Sent Italy e Como 1907, la partecipazione alle esperienze di matchday, la comunicazione diretta con la fanbase biancoblù e gli altri benefici riservati ai membri del Lario Business Club. Queste condizioni sono confermate sia dal Como sia da Satispay e da una testata specializzata nel settore bancario. (AziendaBanca, 2025; Como 1907, 2025c; Satispay, 2025)
La presenza di Revolut alle iniziative del club è attestata dalla Partners Cup 2026, nella quale un suo rappresentante ha ricevuto il riconoscimento come miglior portiere. La sola partecipazione all’evento non è però sufficiente per stabilire la natura e la durata del rapporto commerciale o l’eventuale appartenenza formale al Business Club. Analogamente, il riferimento a FitActive dovrebbe essere mantenuto soltanto qualora venga reperita una fonte ufficiale che documenti la partnership o l’adesione. (Como 1907, 2026a)
Si delinea così una struttura a doppio movimento. Da una parte, il Como consente alle imprese locali di accedere a pubblici, linguaggi e circuiti internazionali; dall’altra, permette a imprese esterne di entrare in contatto con la società economica lariana. Il club occupa una posizione intermedia e precisamente per questo acquista valore. In termini di analisi delle reti, non è soltanto un nodo dotato di numerosi rapporti, ma un potenziale broker fra ambienti organizzati su scale geografiche differenti.
Questa funzione consente anche di comprendere il rapporto fra calcio, comunicazione digitale e produzione economica. La capacità comunicativa internazionale del Como accresce il valore dell’appartenenza alla sua rete; contemporaneamente, imprese, prodotti e collaborazioni forniscono nuovi contenuti alla comunicazione societaria. La partnership commerciale diventa contenuto digitale; il contenuto aumenta la visibilità del partner; la visibilità accresce l’attrattività della partnership; l’allargamento della rete produce nuove occasioni di comunicazione.
Non è casuale che il Como descriva oggi il club come parte di un ecosistema che comprende sport, vendita al dettaglio, ospitalità, media e turismo. Questa rappresentazione deve essere considerata un’autorappresentazione aziendale e non una descrizione indipendentemente certificata della posizione del club in tutti questi settori. Essa coglie però un elemento effettivo della strategia: il tentativo di trasferire l’attenzione, la reputazione e le relazioni generate dal calcio verso ulteriori attività economiche. (Como 1907, s.d.-b)
Il nodo Confindustria
Una ricostruzione sistematica dei membri del Lario Business Club, dei partner, dei fornitori e delle collaborazioni commerciali permetterebbe di stabilire se il Como 1907 stia prevalentemente incorporando reti economiche preesistenti oppure se contribuisca alla formazione di una nuova coalizione imprenditoriale territoriale. Soltanto nel secondo caso sarebbe possibile parlare, con le necessarie cautele, dell’emersione di un soggetto reticolare nuovo. In tale eventualità, anche il significato del progetto Sinigaglia risulterebbe più ampio: la trasformazione dello stadio non rappresenterebbe soltanto l’investimento immobiliare e commerciale di una società calcistica, ma la possibile infrastruttura materiale di una rete economica formatasi intorno al club e progressivamente proiettata verso il territorio e la sfera del suo governo.
La ricostruzione delle imprese legate al Como 1907 acquista un significato differente quando alle aziende vengono sovrapposte le persone che le dirigono e gli organismi nei quali queste ultime esercitano funzioni di rappresentanza. L’analisi consente infatti di verificare se il Lario Business Club stia dando origine a una comunità economica sostanzialmente nuova oppure se si innesti sulle reti che strutturavano la società imprenditoriale comasca prima dell’ascesa sportiva e commerciale del club.
Le evidenze disponibili sembrano sostenere soprattutto la seconda ipotesi, sia pure con una precisazione importante. Il Como non appare destinato a sostituire le tradizionali reti economiche locali. Tende piuttosto a selezionarne alcuni segmenti, a intensificare le relazioni fra i soggetti che ne fanno parte e, soprattutto, a collegarli con imprese, mercati e pubblici esterni al territorio. Il fenomeno può pertanto essere interpretato non tanto come formazione di una nuova élite economica, quanto come processo di ricomposizione e ampliamento di scala delle reti imprenditoriali esistenti.
La famiglia Briccola costituisce uno dei casi più significativi. Il rapporto fra Bric’s e Como 1907 non coinvolge semplicemente un’azienda interessata alla visibilità offerta dal calcio professionistico. La collaborazione fra il marchio di valigeria e ComoComoComo ha prodotto una collezione da viaggio utilizzata come bagaglio ufficiale della squadra ed esposta anche da Harrods, collegando il club a un’impresa comasca attiva nei circuiti internazionali del lusso. (Bric’s Milano, s.d.; Como 1907, 2023).
A questa relazione commerciale si sovrappone il ruolo della famiglia nella rappresentanza industriale locale. Giovanni Briccola è presidente del Collegio dei revisori contabili di Confindustria Como e partecipa, in qualità di invitato, al Consiglio di presidenza. In base alla struttura associativa, i revisori contabili sono inoltre invitati permanenti di diritto al Consiglio generale, senza diritto di voto. La sua presenza negli organi dell’associazione è documentata almeno dal quadriennio 2015-2019 e prosegue nelle consiliature successive; nel giugno 2026 Giovanni Briccola è stato nuovamente eletto presidente del Collegio dei revisori. (Amici di Como, 2026b; Confindustria Como, 2026a, s.d.).
La generazione successiva ha ampliato ulteriormente la densità di questa rete. Carlo Maria Briccola è vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Como per il biennio 2026-2028. Sul piano regionale è stato nominato vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia per il quadriennio 2025-2029, con delega alla finanza a supporto della crescita. Opera, inoltre, nella rappresentanza nazionale del comparto, come presidente del Gruppo Giovani di Assopellettieri e del Gruppo Giovani di Confindustria Accessori Moda. Il rapporto commerciale fra Bric’s e Como 1907 collega quindi il club a una famiglia collocata non soltanto nell’economia produttiva locale, ma anche nella rappresentanza associativa provinciale, regionale e settoriale. (Confindustria Accessori Moda, 2026; Giovani Imprenditori Confindustria Como, 2026; La Provincia di Como, 2023)
Italian Pack presenta una configurazione per alcuni aspetti analoga. L’impresa è partner del Como 1907 e ha dichiarato pubblicamente la propria appartenenza al Lario Business Club; ha inoltre sostenuto l’Inclusivity Bus realizzato in collaborazione con il club, Auser Basso Lario e PMG. Il rapporto combina quindi partnership commerciale, accesso alla rete economica del Como e partecipazione a un’iniziativa di responsabilità sociale territoriale. (Como 1907, 2025d; Italian Pack, 2026a, 2026b; Romualdi, 2025)
Anche in questo caso la relazione con il club si sovrappone alla presenza negli organismi di rappresentanza industriale. Stefania Petrini, espressione di Italian Pack, faceva già parte del Consiglio del Gruppo Metalmeccanici e Installazioni Impianti di Confindustria Como nel biennio 2024-2025. Con il rinnovo degli organi per il biennio 2026-2027 è stata confermata nel Consiglio del gruppo ed eletta fra i suoi rappresentanti nel Consiglio generale dell’associazione. Il collegamento con il Como non interessa pertanto un’impresa isolata, ma un soggetto inserito nella struttura istituzionale dell’industria locale. (Amici di Como, 2026a; Confindustria Como, 2026b; Espansione TV, 2026)
La sovrapposizione fra la rete del club e quella di Confindustria Como è stata trasformata in una collaborazione esplicita il 15 aprile 2025, quando le due organizzazioni promossero congiuntamente il workshop “Tech & Mobilità: un’opportunità per imprese e territorio”. L’iniziativa, ospitata nella sede di Confindustria Como, coinvolse circa 150 partecipanti fra aziende associate, membri del Lario Business Club e main partner del club. Il programma comprendeva interventi di Gianluca Brenna, presidente di Confindustria Como; Filadelfo Aparo e Ryan Shelton, rispettivamente responsabile delle partnership e responsabile dei ricavi del Como 1907; Lorenzo Pireddu, general manager di Uber Italia; Danilo Belloni, country general manager di Apple Italia; e Stefano Poliani, presidente del Digital Innovation Hub Lombardia. (Confindustria Como, 2025; Lombardia Economy, 2025).
L’evento non fu presentato come iniziativa isolata. Confindustria Como lo definì il primo di una serie di appuntamenti da organizzare in sinergia con la società calcistica. Gianluca Brenna ricordò che la collaborazione era stata immaginata durante un precedente incontro con il club e auspicò ulteriori occasioni di confronto, indicando la leadership come uno dei possibili temi futuri. Ryan Shelton descrisse invece il progetto del Como come un tentativo di collegare idee globali e impatto locale. Queste dichiarazioni mostrano che la relazione fra le due organizzazioni veniva concepita come un dispositivo continuativo di interazione fra società sportiva, innovazione internazionale e tessuto imprenditoriale comasco. (Amici di Como, 2025; Lombardia Economy, 2025).
La circostanza consente di andare oltre la semplice individuazione di persone presenti contemporaneamente nelle due reti. Nel workshop dell’aprile 2025, le reti furono deliberatamente messe in comunicazione. Il Como mobilitò propri manager e relazioni con imprese globali, in quell’occasione Uber e Apple; Confindustria mise a disposizione la propria sede, la capacità organizzativa e la base associativa. Il club portò quindi all’interno di una tradizionale organizzazione territoriale soggetti internazionali ai quali poteva accedere attraverso la propria crescente rete commerciale, mentre l’associazione industriale consentì al Como di incontrare in forma concentrata una parte rilevante dell’imprenditoria provinciale. (CalcioComo, 2025; Confindustria Como, 2025; Lombardia Economy, 2025)
In termini “reticolari”, il fenomeno è più significativo di una sponsorizzazione. Le due organizzazioni dispongono di reti differenti e parzialmente complementari. Confindustria Como possiede una forte densità locale, poiché raccoglie imprese che condividono territorio, interessi produttivi e problemi di rappresentanza; il Como dispone invece di una capacità crescente di collegamento esterno, alimentata dalla proprietà internazionale, dalla partecipazione al calcio di vertice e dalle collaborazioni con partner globali. L’incontro fra le due reti permette potenzialmente di combinare densità territoriale e capacità di bridging verso l’esterno.
Per capacità di bridging si intende l’attitudine degli attori a costruire connessioni trasversali fra gruppi sociali, ambienti professionali e sfere istituzionali differenti. Questi legami consentono la circolazione di informazioni, risorse e forme di legittimazione oltre i confini delle singole reti di appartenenza. A differenza del capitale sociale di tipo bonding, che consolida la coesione interna di gruppi relativamente omogenei, il capitale sociale bridging stabilisce ponti fra soggetti eterogenei e facilita l’accesso a risorse esterne (Putnam, 2000, pp. 22-24).
Nel caso esaminato, la capacità di bridging non deve tuttavia essere interpretata automaticamente come indicatore di inclusività sociale. Essa può descrivere la connessione fra reti istituzionali, economiche e professionali senza comportare l’effettivo coinvolgimento della società nel processo decisionale. È inoltre utile distinguere il bridging dal brokeraggio: il primo descrive l’esistenza di connessioni fra gruppi differenti, mentre il secondo richiama la posizione dell’attore che occupa il punto di collegamento e può facilitare o selezionare la circolazione delle risorse fra reti altrimenti separate (Burt, 1992, 2005). In questa prospettiva, il Como 1907 non si limita a produrre ponti, ma tende ad assumere una funzione di broker fra la società economica lariana e circuiti imprenditoriali internazionali.
Il nodo Amici di Como
Un secondo ambiente nel quale la sovrapposizione fra la rete del Como 1907 e le strutture già organizzate della società economica locale appare con particolare evidenza è costituito da Amici di Como. Nell’elenco degli associati figurano contemporaneamente Como 1907, Confindustria Como, Caffè Milani, Tessabit Boutiques e Acqua S. Bernardo. Accanto a questi soggetti sono presenti imprese industriali, operatori immobiliari, banche, società di costruzioni, strutture alberghiere e aziende della filiera tessile. La compresenza non dimostra di per sé una convergenza sul progetto Sinigaglia, ma documenta l’esistenza di un ambiente associativo nel quale attori appartenenti a settori differenti possono incontrarsi, riconoscersi e sviluppare iniziative comuni.
Amici di Como presenta caratteristiche diverse da Confindustria. Non rappresenta formalmente un settore produttivo e non esercita la funzione istituzionale propria di un’associazione datoriale. Costituisce piuttosto un luogo di convergenza territoriale fra impresa, cultura, sport, turismo, comunicazione e iniziativa civica. Proprio per questo la presenza simultanea del Como 1907 e di alcune imprese legate al club assume un interesse specifico: la società calcistica entra in una rete di sociabilità economico-civica che esiste indipendentemente da essa e nella quale sono già presenti soggetti interessati alla valorizzazione economica, simbolica e materiale del territorio.
La relazione fra Amici di Como e il Como 1907 precede sia la costituzione del Lario Business Club nella sua forma attuale sia il pieno sviluppo del dibattito pubblico sulla trasformazione del Sinigaglia. Nel settembre 2022 il primo evento del progetto Como4Como fu organizzato proprio con Amici di Como, che riuniva allora circa centotrenta imprenditori del territorio. In quell’occasione Mirwan Suwarso indicò esplicitamente l’obiettivo di costruire relazioni con le imprese comasche e di presentare le eccellenze locali nei mercati dell’Indonesia, della Malesia, di Singapore e di altri paesi, utilizzando a questo scopo le risorse internazionali della proprietà. La relazione con il territorio veniva dunque concepita fin dall’inizio non soltanto come sponsorizzazione della squadra o attività filantropica, ma come funzione di intermediazione fra il sistema economico locale e reti esterne.
Questo dato modifica la cronologia attraverso la quale deve essere interpretato il progetto Sinigaglia. L’incontro fra il Como e una parte organizzata della società imprenditoriale cittadina non nasce in funzione dello stadio. Quando la trasformazione dell’impianto comincia a essere presentata come un obiettivo concreto, la costruzione di relazioni con gli attori economici locali è già stata avviata. Il successivo sviluppo del Lario Business Club può pertanto essere letto come l’istituzionalizzazione di una strategia relazionale le cui premesse erano già visibili nell’esperienza di Como4Como.
Amici di Como costituisce un interlocutore particolarmente adatto a tale strategia perché la sua attività non si esaurisce nella rappresentanza degli interessi economici. L’associazione combina valorizzazione di Como e del lago, iniziative culturali e filantropiche, turismo, sport e interventi materiali nello spazio urbano. Si tratta quindi di una forma di associazionismo nella quale l’impresa oltrepassa programmaticamente la propria sfera produttiva e si attribuisce una funzione di iniziativa civica e promozione territoriale. A questa funzione si aggiunge una esplicita attività di networking, attraverso la quale le imprese associate vengono poste in contatto e coinvolte in iniziative comuni.
Dal punto di vista dell’analisi reticolare, il Como 1907 non costruisce dunque dal nulla la società relazionale nella quale si inserisce. Incontra un ambiente già formato da imprese, associazioni, istituzioni economiche e soggetti impegnati nella valorizzazione della città. La sua capacità specifica consiste nel ricombinare alcuni di questi circuiti intorno a una risorsa nuova: un club calcistico dotato di proprietà internazionale, accesso a marchi globali e una audience molto più ampia di quella ordinariamente disponibile alle imprese locali. In questo senso Amici di Como svolge una funzione diversa, ma complementare, rispetto a Confindustria: mentre quest’ultima offre una struttura di rappresentanza degli interessi produttivi, Amici di Como mette in relazione settori economici, attività civiche e forme di promozione territoriale.
La sovrapposizione fra queste reti non consente tuttavia di attribuire automaticamente agli associati una posizione comune sul nuovo stadio. L’appartenenza al medesimo ambiente organizzativo documenta prossimità relazionale, circolazione delle informazioni e possibilità di collaborazione; non dimostra coordinamento politico né adesione a uno specifico progetto urbano. La distinzione è essenziale per evitare che la ricostruzione della rete si trasformi in una semplice somma di coincidenze o, al contrario, nell’ipotesi non documentata di una coalizione già pienamente costituita.
Il significato di Amici di Como emerge piuttosto dalla varietà degli interessi che l’associazione pone nello stesso spazio relazionale. Imprese manifatturiere, strutture alberghiere, banche, operatori immobiliari, società di servizi e organizzazioni economiche condividono iniziative orientate alla valorizzazione del territorio. Il club calcistico può così entrare in contatto non soltanto con possibili sponsor o fornitori, ma con una rete nella quale sono rappresentate diverse componenti dell’economia urbana. La maggiore attrattività del Como e del lago può infatti produrre opportunità commerciali per il turismo, l’ospitalità, il commercio e i servizi; nello stesso tempo, la trasformazione fisica necessaria a sostenere tali attività coinvolge capitale immobiliare, finanza e costruzioni.
Il settore delle costruzioni
È precisamente su questo punto che il nodo Amici di Como introduce la sezione successiva. Il sito dell’associazione colloca nello stesso ambiente del Como 1907 non soltanto le imprese già esaminate, ma anche ANCE Como, operatori immobiliari, società edilizie, istituti finanziari e strutture alberghiere. Non è possibile trasferire automaticamente questi soggetti in una coalizione favorevole al progetto Sinigaglia. La loro compresenza rende però visibile il luogo nel quale la rete calcistica può intersecare simultaneamente capitale industriale, turistico, immobiliare, finanziario e costruttivo.
Il passaggio al settore delle costruzioni non deriva quindi dall’ipotesi di una regia comune, ma dalla diversa natura economica degli attori coinvolti. Le imprese manifatturiere, commerciali e professionali possono utilizzare il Como come piattaforma di visibilità e relazione; costruttori e operatori immobiliari possiedono invece la capacità materiale di intervenire sulla configurazione dello spazio urbano. Per questa ragione la loro presenza nella rete deve essere studiata con una cautela ulteriore, distinguendo rigorosamente la semplice prossimità associativa, la partnership commerciale, la collaborazione operativa e l’eventuale partecipazione futura alla trasformazione complessiva del Sinigaglia.
Il settore delle costruzioni occupa una posizione particolare nella rete economica che gravita intorno al Como 1907. A differenza delle imprese del tessile, del commercio, dell’alimentare o dei servizi professionali, le aziende edili e immobiliari operano direttamente sulla trasformazione fisica dello spazio urbano. La loro eventuale presenza nella rete del club deve pertanto essere studiata con una cautela maggiore, soprattutto nel momento in cui il progetto Sinigaglia viene presentato non semplicemente come riqualificazione di un impianto sportivo, ma come parte di un più vasto processo di trasformazione della città.
Una prima distinzione è necessaria. L’appartenenza di un’impresa ad ANCE Como, ad Amici di Como o eventualmente al Lario Business Club non dimostra alcun interesse diretto nel futuro affidamento dei lavori del nuovo Sinigaglia. Analogamente, l’esecuzione di opere relative all’attuale stadio non implica automaticamente un coinvolgimento nella futura riqualificazione complessiva progettata da Populous. Le diverse relazioni devono essere tenute rigorosamente separate. Proprio questa distinzione consente tuttavia di osservare come il mondo delle costruzioni entri progressivamente nel sistema relazionale che circonda il club.
Il caso più concreto è quello della Molteni Enrico & C. S.r.l., impresa fondata nel 1934 e con sede a Giussano. Nel 2026 la società risulta appaltatrice delle opere di fondazione per la nuova Curva Ovest del Sinigaglia, intervento distinto dal più ampio progetto di riqualificazione dell’intero stadio. Il Como 1907 ha precisato che l’opera comprende la demolizione della tribuna tubolare temporanea e la costruzione di una nuova struttura in cemento armato, funzionale anche all’adeguamento dell’impianto ai requisiti UEFA. Nell’esecuzione del cantiere Molteni Enrico & C. collabora, fra gli altri, con Feralpi Group e Holcim.
La posizione dell’impresa assume un interesse reticolare particolare per il profilo di Francesco Molteni. Amministratore e direttore tecnico della società, Molteni ha svolto per quasi vent’anni attività nel Gruppo Giovani di ANCE Como, è entrato nel consiglio dell’associazione nel 2014, ne è diventato vicepresidente nel 2016 e presidente dal 2017 al 2025. Dal 2021 ha inoltre ricoperto l’incarico di tesoriere di ANCE Lombardia. Prima ancora aveva svolto attività amministrativa nel Comune di Giussano come assessore tecnico ai lavori pubblici e alle infrastrutture. La sua traiettoria professionale intreccia quindi impresa di costruzioni, rappresentanza associativa e competenze politico-amministrative nel settore delle opere pubbliche.
Il dato più significativo riguarda la relazione tra il cantiere del Sinigaglia e la stessa ANCE Como. Nel luglio 2026 il cantiere della Curva Ovest ha ricevuto il riconoscimento “Cantiere Impatto Sostenibile”, promosso dall’associazione dei costruttori per certificare l’adozione di pratiche elevate in materia di qualità, sicurezza e sostenibilità. La consegna è avvenuta nella sede di ANCE Como alla presenza dell’attuale presidente Eugenio Rizzuti, di Eligio Capagni per Como 1907, di Francesco Molteni e di rappresentanti di Holcim e Feralpi. Molteni non era più presidente dell’associazione, essendo stato sostituito nell’ottobre 2025 da Rizzuti, ma aveva guidato ANCE Como per gli otto anni precedenti.
La sequenza non autorizza evidentemente alcuna deduzione circa le modalità di selezione dell’impresa. Mostra però un livello di integrazione fra club e sistema delle costruzioni assai più concreto rispetto alla semplice sponsorizzazione. Un’impresa proveniente dal cuore della rappresentanza associativa del settore realizza materialmente una parte dell’impianto; ANCE Como certifica il cantiere secondo un proprio programma; il club utilizza tale riconoscimento all’interno della propria comunicazione sulla sostenibilità. La relazione produce quindi contemporaneamente un’opera, una certificazione professionale e un contenuto reputazionale.
Il passaggio è rilevante anche sul piano discorsivo. La sostenibilità del nuovo stadio non viene più rappresentata soltanto attraverso il linguaggio progettuale di Populous o attraverso dichiarazioni del Como. Entra nel processo un’organizzazione rappresentativa della filiera edilizia, che attribuisce a un intervento dello stadio un proprio riconoscimento tecnico. In questo modo il paradigma della trasformazione sostenibile acquista un ulteriore livello di legittimazione professionale.
ANCE Como costituisce, più in generale, un nodo importante della società economica cittadina. Dal 2025 è presieduta da Eugenio Rizzuti, titolare dell’Impresa Edile Rizzuti di Brenna, già vicepresidente per due mandati durante la presidenza Molteni e precedentemente attivo nel Gruppo Giovani dell’associazione. ANCE è inoltre associata ad Amici di Como, dove si trova nello stesso ambiente organizzativo del Como 1907 e di numerose imprese industriali, commerciali, alberghiere e immobiliari. La filiera delle costruzioni entra così nella rete territoriale del club non soltanto attraverso un appaltatore, ma attraverso la propria organizzazione di categoria.
Un secondo caso particolarmente importante è Nessi & Majocchi. L’impresa, fondata a Como nel 1926, rappresenta uno dei soggetti storicamente più radicati nel settore delle costruzioni della città. È iscritta ad ANCE Como e compare anche fra gli associati di Amici di Como. Una fonte economico-sportiva la include inoltre fra i business partner del Como 1907; questo specifico rapporto richiede però ancora una conferma diretta attraverso una fonte primaria del club prima di attribuirgli lo stesso grado di certezza delle partnership ufficialmente pubblicate.
Indipendentemente da quest’ultimo elemento, la collocazione di Nessi & Majocchi nella storia delle élite economiche cittadine è difficilmente contestabile. L’azienda ha realizzato opere strettamente legate alla costruzione materiale della Como contemporanea, dal Monumento ai Caduti a Villa Erba e a numerosi interventi residenziali, alberghieri e terziari. La famiglia Majocchi ha inoltre avuto un ruolo particolarmente significativo negli organismi economici cittadini. Angelo Majocchi è stato presidente di ANCE Como dal 2000 al 2005; prima di lui Mario Majocchi aveva presieduto la stessa associazione dal 1976 al 1988.
Ancora più significativa è la figura di Giampiero Maiocchi, ricordato nel 2026 da Amici di Como come uno degli imprenditori maggiormente impegnati nella vita economica e istituzionale della città. Oltre alla guida dell’impresa, fu per quasi dieci anni presidente dell’Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Como e presidente della Camera di commercio. Durante quest’ultimo mandato partecipò a operazioni di rilevanza territoriale, fra le quali l’acquisto di Villa Erba con il coinvolgimento della Camera di commercio, dell’Unione Industriali e delle amministrazioni locali. Nel 2021 Amici di Como gli attribuì la qualifica di socio onorario.
Nessi & Majocchi consente quindi di osservare una forma di capitale relazionale più antica di quella prodotta dal Como contemporaneo. La società non nasce all’interno della nuova economia dell’hospitality calcistica: appartiene a una rete cittadina formatasi attraverso costruzioni, associazionismo imprenditoriale, Camera di commercio, turismo e interventi urbani. Un eventuale rapporto con il Como rappresenterebbe pertanto l’intersezione fra una rete economica storica e quella nuova costruita dal club.
Anche l’attività più recente dell’impresa è direttamente collegata ai processi di trasformazione urbana. Nel 2026 ANCE Como ha organizzato una visita tecnica al cantiere condotto da Nessi & Majocchi nell’area dell’ex scalo merci di Como San Giovanni. L’intervento comprende un albergo di circa 150 camere, un ristorante con rooftop, circa quattrocento posti auto, spazi destinati ai bus turistici, biciclette e motocicli e un collegamento ciclopedonale fra la stazione e via Regina. Il cantiere ha ottenuto il livello Oro del programma Cantiere Impatto Sostenibile.
L’esempio è significativo perché mostra che il settore delle costruzioni non entra nella trasformazione di Como soltanto attraverso il Sinigaglia. Gli stessi ambienti imprenditoriali sono impegnati in operazioni che modificano contemporaneamente infrastrutture, turismo, mobilità e ricettività. Il progetto dello stadio deve quindi essere collocato dentro una fase più generale di trasformazione della città nella quale diversi interventi tendono a rafforzare la sua funzione turistica e internazionale.
Nessi & Majocchi possiede inoltre una storia di proposta diretta di interventi urbani. Nel 2018 l’impresa aveva presentato un progetto di riqualificazione di viale Varese comprendente parcheggi, sistemazione del verde e gestione dell’area attraverso concessione. L’intervento non venne approvato dall’amministrazione dell’epoca, ma il caso è interessante perché mostra come una grande impresa locale di costruzioni possa assumere anche il ruolo di promotore di trasformazioni urbane e non soltanto quello di esecutore.
Il punto non consiste nel mettere automaticamente in relazione operazioni differenti. Sinigaglia, San Giovanni e viale Varese hanno origini, promotori, procedure e caratteristiche diverse. La comparazione serve piuttosto a individuare un medesimo ambiente professionale nel quale si discutono e si realizzano progetti basati sulla trasformazione dello spazio urbano e sull’interazione fra iniziativa privata e decisione pubblica
Da questo punto di vista ANCE assume una funzione simile a quella che Confindustria svolge nella rete economica generale. Non è semplicemente la somma delle imprese associate, ma un luogo nel quale vengono elaborate interpretazioni comuni sui problemi della città, sulla rigenerazione urbana, sulla sostenibilità, sugli investimenti e sulla collaborazione fra pubblico e privato. La presenza di ANCE in Amici di Como amplia ulteriormente questa capacità di intermediazione.
È dunque utile distinguere almeno tre livelli della rete delle costruzioni. Il primo comprende le imprese che hanno un rapporto operativo già dimostrato con il Como: Molteni Enrico & C. rientra certamente in questa categoria per i lavori della Curva Ovest. Il secondo comprende aziende che risultano legate economicamente al club attraverso partnership o Business Club; per Nessi & Majocchi esistono indicazioni in questo senso, che devono però essere rafforzate da documentazione primaria. Il terzo comprende imprese e organizzazioni del settore che condividono con il Como altri ambienti associativi, come Amici di Como o la più vasta rete imprenditoriale territoriale, senza che ciò dimostri un rapporto con il progetto Sinigaglia.
Questa graduazione è metodologicamente indispensabile. Senza di essa il reticolo rischierebbe di trasformarsi in una semplice collezione di coincidenze. Con essa diventa invece possibile misurare la diversa intensità dei collegamenti e osservare come alcune relazioni passino progressivamente dalla prossimità associativa alla collaborazione commerciale e, infine, alla produzione materiale dell’infrastruttura.
Il caso Molteni è precisamente interessante perché raggiunge quest’ultimo livello. Tra Como 1907 e l’impresa non vi è soltanto una vicinanza all’interno della società economica locale: vi è un contratto per realizzare opere nello stadio. La presenza, contemporaneamente, di una lunga storia personale ai vertici di ANCE consente inoltre di collegare l’attività dell’impresa alla principale organizzazione di rappresentanza dei costruttori comaschi.
Non ne consegue che ANCE sostenga in quanto tale il progetto complessivo Populous, né che la precedente presidenza Molteni abbia avuto un ruolo nell’affidamento. Le fonti disponibili non lo dimostrano e un’affermazione del genere sarebbe impropria. È però documentabile che il settore organizzato delle costruzioni è entrato nel processo di trasformazione del Sinigaglia attraverso il programma CIS e attraverso una delle imprese più strettamente collegate alla sua storia associativa recente.
Questa osservazione acquista un rilievo maggiore se posta accanto alla rete delle altre imprese precedentemente ricostruita. Confindustria collega il Como alla manifattura; Cdo ad altre reti di PMI; Amici di Como mette in comunicazione imprese, turismo, cultura e servizi; ANCE introduce nel sistema il comparto che possiede la capacità materiale di modificare lo spazio urbano. La coalizione economica diventa quindi potenzialmente più completa: non comprende soltanto chi può beneficiare della maggiore attrattività della città, ma anche soggetti appartenenti alla filiera che materialmente realizza trasformazioni edilizie.
È precisamente qui che l’analisi deve tornare alla teoria della “growth machine” di Molotch e Logan. Nella formulazione originaria, una coalizione urbana orientata alla crescita riunisce proprietari fondiari, costruttori, investitori, media, interessi commerciali e istituzioni che possono beneficiare dall’aumento dell’intensità d’uso e del valore economico dello spazio urbano. Il modello non può essere trasferito meccanicamente a Como, dove proprietà pubblica, vincoli paesaggistici e regolazione amministrativa modificano radicalmente il quadro. La presenza, all’interno della stessa rete territoriale, di sport professionistico, hospitality, turismo, commercio, finanza e costruzioni rende tuttavia la categoria analiticamente più pertinente.
Il punto centrale non è dimostrare l’esistenza di una coalizione occulta, ma osservare la progressiva complementarità degli interessi. La crescita della capacità attrattiva del Como può aumentare i flussi turistici e commerciali; una maggiore attrattività può accrescere la domanda di hospitality, retail e spazi urbani; la trasformazione degli spazi produce occasioni per progettisti, costruttori e operatori immobiliari; questi ultimi contribuiscono a loro volta alla modernizzazione fisica della città sulla quale si fonda la narrazione della crescita.
Il Sinigaglia occupa una posizione simbolicamente e materialmente centrale in questo processo. Lo stadio è proprietà pubblica, si trova in una delle aree più pregiate della città e appartiene a un complesso monumentale e paesaggistico eccezionale. La sua trasformazione produce quindi effetti che eccedono l’impianto stesso. Cambiare funzioni, volumetrie, accessi, flussi e forme di utilizzo quotidiano significa incidere sulla struttura economica del lungolago.
La rete delle costruzioni mostra dunque in forma particolarmente concreta il significato della formula secondo cui “rifare lo stadio significa ridisegnare la città”. Nel momento in cui la trasformazione sportiva mobilita imprese edili, fornitori di materiali, certificazioni di settore, associazioni imprenditoriali e competenze tecniche, il progetto diventa parte della filiera urbana della trasformazione.
Rimane però aperta la questione più importante: chi realizzerà il progetto definitivo e quali imprese entreranno nella relativa filiera economica. Le opere della Curva Ovest non devono essere confuse con l’affidamento dell’eventuale nuovo Sinigaglia. Allo stato delle fonti non è possibile attribuire a Molteni Enrico & C., Nessi & Majocchi o ad altre imprese locali un ruolo nella futura realizzazione del progetto Populous.
Proprio per questo sarà importante seguire la fase successiva. Se nella futura progettazione, costruzione o gestione dello stadio dovessero comparire imprese già presenti nel Lario Business Club, in ANCE, in Amici di Como o nelle altre reti precedentemente ricostruite, il dato acquisterebbe un rilievo assai maggiore. Consentirebbe infatti di osservare il passaggio dalla rete di sostegno e di relazioni alla concreta distribuzione delle opportunità economiche generate dalla trasformazione urbana.
La questione distributiva può quindi essere resa molto precisa: non soltanto quale valore produrrà il nuovo Sinigaglia, ma quali imprese lo costruiranno, quali forniture verranno attivate, quale quota della spesa resterà nel territorio e se i soggetti economicamente beneficiari appartengano alle stesse reti che hanno contribuito alla costruzione pubblica del progetto.
È in questo punto che l’analisi delle reti può diventare anche uno strumento di valutazione dell’interesse pubblico. Non perché la presenza di relazioni associative costituisca di per sé un problema, ma perché permette di verificare empiricamente come i benefici economici di una grande trasformazione pubblica-privata si distribuiscano fra gli attori della città.
9. Una rete in cerca di sovranità
La rete delle imprese sin qui delineato, per quanto è possibile delineare dalle fonti oggi consultabili, permette di rileggere anche il progetto Sinigaglia. Se il club fosse soltanto organizzatore di partite, il valore economico dello stadio dipenderebbe principalmente dalla vendita dei biglietti e dai ricavi del matchday. In un sistema fondato anche su hospitality, networking, retail, eventi, produzione di contenuti e relazioni business to business, lo stadio può assumere invece la funzione di infrastruttura fisica permanente della rete.
Il Sinigaglia non è più soltanto il luogo nel quale il Como gioca, ma può diventare quello nel quale il club ospita imprese, clienti e fornitori, organizza incontri, produce esperienze, vende prodotti e materializza relazioni costruite anche attraverso il digitale. È precisamente questo passaggio che consente di comprendere il significato economico dell’idea di uno stadio attivo 365 giorni all’anno: la continuità temporale dell’impianto corrisponde alla continuità della rete economica e, quanto più aumentano le attività non strettamente calcistiche del club, tanto maggiore diventa l’interesse per un’infrastruttura capace di ospitarle stabilmente.
La trasformazione del Sinigaglia non può quindi essere separata dalla parallela trasformazione del Como da società prevalentemente calcistica a piattaforma relazionale, commerciale e immobiliare).
La rete delle imprese può svolgere, nello stesso tempo, una funzione di radicamento e di legittimazione territoriale. Quanto più aziende della provincia entrano nel sistema costruito intorno al club, tanto più il progetto del Como può essere rappresentato non come interesse esclusivo della società calcistica, ma come possibile fattore di sviluppo dell’economia locale.
Non occorre, d’altra parte, attribuire a questa rete una vocazione politica esplicita, che non appartiene alle finalità dichiarate del Lario Business Club e che sarebbe arbitrario presumere. Il processo interessante è di natura diversa: attraverso l’estensione delle proprie relazioni economiche, il club può diventare uno dei luoghi nei quali interessi imprenditoriali differenti entrano in contatto, si riconoscono reciprocamente e, almeno potenzialmente, trovano un terreno comune. L’espansione dell’impresa Como 1907 tende così a intrecciarsi con una parte dell’economia territoriale e può essere presentata, con maggiore plausibilità quanto più la rete si estende, come espansione delle opportunità offerte al territorio.
È a questo punto che la riflessione di Giulio Sapelli sull’impresa come soggetto storico e sui gruppi d’impresa diventa particolarmente utile. La sua prospettiva invita a non identificare l’impresa con il suo semplice involucro giuridico, ma a considerare l’insieme delle relazioni proprietarie, finanziarie, organizzative e sociali attraverso le quali essa esercita concretamente la propria capacità di azione. Sapelli giunge così a interrogarsi sul rapporto fra l’estensione delle organizzazioni economiche e le forme della sovranità, mostrando come il potere dell’impresa possa oltrepassare il campo immediato della produzione senza che ciò presupponga necessariamente una volontà di sostituirsi alle istituzioni politiche. È precisamente questa distinzione che interessa nel nostro caso. Non vi sono ragioni per attribuire alla rete economica raccolta intorno al Como una finalità politica immediata; ma una rete che, attraverso il progetto dello stadio, comincia a investire materialmente il territorio incontra inevitabilmente questioni che appartengono alla sfera del suo governo.
Il passaggio è decisivo, perché lo stadio costituisce il punto nel quale la rete economica cessa di essere soltanto relazione fra soggetti privati e si proietta nello spazio fisico della città. Finché il Como mette in relazione sponsor, fornitori, clienti e imprese all’interno di rapporti volontariamente costituiti, la rete rimane essenzialmente nella sfera economica. Nel momento in cui il suo sviluppo richiede la trasformazione di un bene pubblico, investe la disciplina urbanistica, modifica l’organizzazione degli spazi circostanti, interagisce con la mobilità e può incidere sulle funzioni attribuite a una parte della città, essa intercetta invece competenze che appartengono propriamente al governo del territorio. Non perché la rete pretenda di esercitarle, ma perché la propria espansione materiale dipende ormai da decisioni che soltanto il potere pubblico può assumere.
È in questo senso, circoscritto ma non irrilevante, che si può parlare, almeno questa è la mia proposta analitica che nasce da una rilettura di Sapelli, di una “vocazione sovrana della rete”. Con questa espressione non intendo designare una sovranità già acquisita, né attribuire alla rete economica una finalità politica deliberatamente consapevole. Intendo piuttosto indicare una potenzialità che emerge dalla sua stessa espansione territoriale: quanto più una rete organizzata intorno a un’impresa acquista la capacità di promuovere progetti destinati a incidere sulla forma della città, tanto più essa incontra materie – la destinazione degli spazi, la trasformazione dei beni pubblici, la mobilità, la distribuzione dei diritti e delle funzioni urbane – che appartengono alla sfera del governo del territorio.
La sua vocazione può dirsi “sovrana” precisamente in questo senso limitato: non perché la rete disponga del potere di assumere autonomamente tali decisioni, ma perché la realizzazione delle proprie finalità economiche la conduce sulla soglia di una sfera decisionale che appartiene alla sovranità pubblica. La vocazione rimane tuttavia incompiuta, perché l’impresa non dispone autonomamente degli strumenti necessari a realizzarla. Per trasformare il progetto economico in trasformazione urbana deve necessariamente incontrare l’amministrazione, le procedure, le norme e, più in generale, il sistema politico-istituzionale della città.
Naturalmente l’Italia ha mostrato che l’impresa può decidere di costruirsi in modo autonomo il ponte con la politica, tanto a livello locale che a livello nazione: il caso più importante, celebre anche a livello internazionale, è quello del magnate delle televisioni commerciali italiane, per altro fortemente legato al calcio. È più consueto, invece, che si apra uno spazio di mediazione con il campo della politica in senso stretto.
La rete dispone di capitale, competenze, relazioni e capacità progettuale; il potere pubblico conserva la titolarità delle decisioni attraverso le quali quelle risorse possono tradursi in una nuova configurazione dello spazio urbano. Il progetto Sinigaglia diventa allora il luogo nel quale due differenti principi di organizzazione degli interessi entrano in relazione: da un lato quello economico-reticolare, nel quale la capacità di iniziativa dipende dalle risorse mobilitate e dalle relazioni costruite; dall’altro quello politico-territoriale, fondato sulla rappresentanza e sulla responsabilità delle istituzioni nei confronti dell’insieme della comunità. Non si tratta necessariamente di principi antagonisti. Fra essi possono svilupparsi cooperazione, negoziazione e convergenza, ed è precisamente la concreta configurazione di questa mediazione – come mostrato nei saggi precedenti – a determinare in quale misura l’iniziativa privata possa essere incorporata in un progetto di trasformazione riconosciuto dal potere pubblico.
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Como 1907. (2026a). Seconda edizione della Partners Cup [Post LinkedIn]. LinkedIn. https://www.linkedin.com/posts/como-1907_the-second-edition-of-the-partners-activity-7467955254198747139-L8XZ
Como 1907. (s.d.-a). Como Lario Business Club. Consultato il 30 agosto 2026, da https://comofootball.com/como-lario-business-club/
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Como 1907 Store. (s.d.). Como 1907 Bellagio Store. Consultato il 30 agosto 2026, da https://shop.comofootball.com/en/pages/como-fan-shop
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Compagnia delle Opere. (s.d.-b). Cdo Como. Consultato il 30 agosto 2026, da https://www.cdo.org/cdo-como/
Confindustria Accessori Moda. (2026). Carlo Maria Briccola nominato vicepresidente del Comitato regionale dei Giovani Imprenditori Confindustria Lombardia [Post LinkedIn]. LinkedIn. https://it.linkedin.com/posts/confindustriaaccessorimoda_congratulazioni-al-nostro-presidente-del-activity-7394724448207101952-vdIw
Confindustria Como. (2025, 15 aprile). Tech & Mobilità: Un’opportunità per imprese e territorio. https://www.confindustriacomo.it/servizio/comunicazione-ufficio-stampa/notizia/45138/tech-mobilita-unopportunita-per-imprese-e/
Confindustria Como. (2026a). Consiglio generale 2026-2027. Consultato il 30 agosto 2026, da https://www.confindustriacomo.it/menu/Consiglio-generale/
Confindustria Como. (2026b). Consiglio del Gruppo Metalmeccanici e Installazioni Impianti. Consultato il 30 agosto 2026, da https://www.confindustriacomo.it/menu/gruppo-metalmeccanici/
Confindustria Como. (s.d.). Storico del Consiglio di presidenza. Consultato il 30 agosto 2026, da https://www.confindustriacomo.it/menu/consiglio-di-presidenza/Storico-Consiglio-Presidenza
Gabel1957. (2024, 15 ottobre). Gabel1957 e Como1907: Una collaborazione di eccellenza tra tessile e sport made in Como. https://www.gabel1957.com/it_it/news/tessileitaliano
Gabel1957. (s.d.). Collezione Como 1907. Consultato il 30 agosto 2026, da https://www.gabel1957.com/it_it/collezioni/como-1907_1
Giovani Imprenditori Confindustria Como. (2026). Consiglio direttivo, biennio 2026-2028. Consultato il 30 agosto 2026, da https://www.giovanimprenditoricomo.it/
Gruppo SIS Design. (s.d.). Profilo aziendale [Pagina LinkedIn]. LinkedIn. Consultato il 30 agosto 2026, da https://it.linkedin.com/company/gruppo-sis-design
Italian Pack. (2025a). Italian Pack rafforza il legame con la comunità locale attraverso il sostegno al Como 1907 [Post LinkedIn]. LinkedIn. https://it.linkedin.com/posts/italianpack_italianpack-madeinitaly-foodsolution-activity-7402656394606166018-fVvU
Italian Pack. (2026a). Italian Pack continua a essere Official Member del Lario Business Club [Post LinkedIn]. LinkedIn. https://www.linkedin.com/posts/italianpack_como1907-italianpack-lariobusinessclub-activity-7468191547835060224-UhpY
Italian Pack. (2026b). Italian Pack conferma il sostegno all’Inclusivity Bus e la presenza del marchio nella rivista Blu e a bordo campo [Post LinkedIn]. LinkedIn. https://www.linkedin.com/posts/italianpack_como-sponsorship-footballclub-activity-7480235344915959808-TEiD
Italian Pack. (s.d.). Contatti. Consultato il 30 agosto 2026, da https://www.italianpack.com/contatti/
Labor Project. (2025, 28 maggio). Partecipazione alla Partners Cup 2025 del Como 1907 [Post LinkedIn]. LinkedIn. https://it.linkedin.com/posts/labor-project-privacy-dpo-esg-ai_compliance-dpo-partner-activity-7334851205724000256-g3ft
Labor Project. (s.d.). Profilo aziendale [Pagina LinkedIn]. LinkedIn. Consultato il 30 agosto 2026, da https://be.linkedin.com/company/labor-project-privacy-dpo-esg-ai
Satispay. (2025, 27 marzo). Satispay e Como 1907 insieme per il benessere aziendale, l’innovazione e il territorio. https://www.satispay.com/it-it/newsroom/satispay-como-benessere-aziendale-territorio/
Fonti giornalistiche
AziendaBanca. (2025, 3 aprile). Satispay: Buoni pasto per lo staff del Como 1907. https://www.aziendabanca.it/notizie/flash/buoni-pasto-satispay-staff-como-1907
CalcioComo. (2025, 15 aprile). “Tech e mobilità”: l’evento organizzato da Como 1907 e Confindustria. https://www.calciocomo.it/tech-e-mobilita-oggi-levento-organizzato-da-como-1907-e-confindustria/
Espansione TV. (2026, 1 febbraio). Gruppi di Confindustria Como, assemblee e nomine. https://www.espansionetv.it/2026/02/01/gruppi-di-confindustria-como-assemblee-e-nomine/
La Provincia di Como. (2023, 21 giugno). Carlo Briccola, presidente dei Giovani di Confindustria Moda. https://www.laprovinciadicomo.it/stories/economia/carlo-briccola-presidente-dei-giovani-confindustria-moda-i-giovani-necessari-o_1510332_11/
Lombardia Economy. (2025, 23 aprile). Tech & Mobilità a Como. https://lombardia.italiaeconomy.it/tech-mobilita-a-como/
Romualdi, M. (2025, 15 maggio). Da casa al Sinigaglia, ecco l’Inclusivity Bus per il trasporto delle persone con disabilità: Auser e Como 1907 assieme. CiaoComo. https://www.ciaocomo.it/2025/05/15/da-casa-al-sinigaglia-ecco-linclusivity-bus-per-il-trasporto-delle-persone-con-disabilita-auser-e-como-1907-assieme/304942/
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