A.I.
AI: Il paradosso del talento. Perché la Germania scivola e cosa può imparare l’Italia e l’Europa
Di recente sono uscite alcune ricerche molto interessanti relative al mercato del lavoro legato al AI e alla sua adozione.
La prima ricerca è stata pubblicata di recente sul Handelsblatt ed è relativa a quanto il think tank berlinese Interface (ex Stiftung Neue Verantwortung) ha pubblicato a febraio di quest’anno. Il titolo dell’articolo è chiaro: “Deutschland verliert im Ranking um Künstliche Intelligenz Platz an Kanada“, ossia la Germania ha perso un posto nel ranking sui talenti dell’intelligenza artificiale rispetto al Canada.
La seguente tabella (fonte: Interface 2026) riporta la classifica dei talenti e rispetto all’anno precedente il Canada ha sorpassato la Germania.
| Posizione 2025 | Paese | Talenti IA | Variazione vs 2024 |
| 1° | Stati Uniti | 1.001.839 | + |
| 2° | India | 991.788 | + |
| 3° | Regno Unito | 145.461 | = |
| 4° | Canada | 133.280 | +2 |
| 5° | Germania | 117.336 | -1 |
L’Italia? Non compare nella top 10 mondiale. Il nostro Paese non è nemmeno citato come competitor in questa corsa globale al talento.
Il dato più sorprendente: il 67% dei ricercatori di alto livello nell’AI in Germania è nato all’estero. La Germania pesca talenti globalmente, anche in Italia. “Siamo” molti stranieri che lavorano nell’AI in un Paese che quotidianamente discute di Remigration.
Rimanendo sui fatti e sulla differenza con l’Italia nell’ambito dell’intelligenza artificiale, propongo un’altra classifica pubblicata dal The Observer a dicembre 2025 e collegabile con la ricerca del Handelsblatt in chiave comparativa nel suo articolo che ha fatto molto discutere nei giorni scorsi. The Observer valuta 93 paesi su 108 indicatori divisi in tre macro-aree con rispettivi pesi:
- Implementation (talento, infrastrutture, operating environment) – 35%
- Innovation (ricerca, sviluppo) – 35%
- Investment (strategia governativa, ecosistema commerciale) – 30%
E qui la classifica:
| Posizione | Paese |
| 1° | Stati Uniti |
| 2° | Cina |
| 3° | Singapore |
| 4° | Regno Unito |
| 5° | Corea del Sud |
| 6° | Francia |
| 7° | Israele |
| 8° | Canada |
| 9° | Germania |
| 10° | Emirati Arabi Uniti |
Germania al 9° posto. Francia (6°) e Israele (7°) la precedono. L’Italia non compare nella top 10, attestandosi oltre la 28ª posizione.
Infine mi permetto di riportare uno studio della Stanford University, la quale ha pubblicato il suo AI Vibrancy Tool a dicembre 2025 (dati aggiornati al 2024). Questa classifica usa criteri diversi: non solo ricerca e sviluppo, ma responsible AI, economia, governance, opinione pubblica e infrastruttura tecnica. I dati consolidati riflettono il legame tra il capitale umano in AI collegato alla formazione, sviluppo competenze e capacità di lavoro, dando una chiara visione dei talenti AI per i diversi Paesi.
Ecco i primi 10 paesi secondo Stanford:
| Posizione | Paese | Score |
| 1° | Stati Uniti | 78.60 |
| 2° | Cina | 36.95 |
| 3° | India | 21.59 |
| 4° | Corea del Sud | 17.24 |
| 5° | Regno Unito | 16.64 |
| 6° | Singapore | 16.43 |
| 7° | Spagna | 16.37 |
| 8° | Emirati Arabi Uniti | 16.06 |
| 9° | Giappone | 16.04 |
| 10° | Canada | 15.56 |
| … | … | … |
| 15° | Germania | 13.15 |
| … | … | … |
| 27° | Italia | 10.68 |
Qui il dato è ancora più drammatico per la Germania (15°) e per l’Italia (27°).
Cosa ci dicono queste tre classifiche anche se si riferiscono ad anni leggermente diversi?
| Criterio | Germania | Italia |
| Talenti IA (Interface 2026) | 5° mondiale (117.336) | Fuori top 10 |
| Capacità complessiva (Observer 2025) | 9° mondiale | Oltre 16° |
| Vibrancy ecosistema (Stanford 2025) | 15° mondiale (13.15) | 27° (10.68) |
Tre classifiche, tre metodologie diverse, una verità comune: la Germania scivola (dal 4° al 5° nei talenti, dal podio al 9° nelle capacità complessive) e l’Italia non è competitiva su nessun fronte. Il mondo sta andando in una direzione e in modo impressionantemente veloce e l’Europa, soprattutto l’Italia non tiene il ritmo, non è in grado attirare talenti (più delle volte sono stranieri) e non c’è un ecosistema per l’innovazione tecnologica competitivo a livello mondiale.
Le classifiche servono a capire dove siamo. E dove siamo è chiaro: la Germania scivola, l’Italia non c’è.
Ma la finestra è ancora aperta. Per l’Italia, significa smettere di essere un esportatore di intelligenze e diventare un hub logistico dell’AI per il Mediterraneo e costruendo un ecosistema di venture capital che oggi non esiste.
Per la Germania, significa imparare dal Canada: non basta pescare talenti, bisogna trattenerli e trasformarli in valore.
A questo punto ci si dovrebbe interrogare se il problema deve essere ricercato nei singoli Paesi o direttamente a Bruxelles? Visto le dimensioni dei Paesi in classifica e visti anche le dimensioni degli investimenti, dobbiamo continuare a muoverci in modo singolo oppure uniti come Europa?
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