Massimo Sarmi

telecomunicazioni

FiberCop completa i lavori del PNRR e guarda alla rete del futuro

“FiberCop sta evolvendo la rete da semplice infrastruttura di accesso a piattaforma tecnologica abilitante per il nostro Paese” ha spiegato il presidente e a.d. Massimo Sarmi

30 Maggio 2026

Oggi la fibra assume un significato più ampio rispetto al passato. Non è più soltanto un’infrastruttura di connettività, ma il fondamento su cui si sviluppano servizi digitali, gestione dei dati e tecnologie avanzate.

È in questa prospettiva che si colloca il percorso di FiberCop, che dopo aver completato quattro piani del PNRR punta a superare entro il 2027 i 20 milioni di unità immobiliari connesse, rafforzando il valore strategico della rete per il Paese. La sfida, infatti, non è più solo collegare case e imprese, ma attribuire alla rete una funzione nuova nell’economia digitale. Su questa infrastruttura viaggiano intelligenza artificiale, cloud e, sempre più, le applicazioni della nuova frontiera del quantum computing.

A fine giugno, termine ultimo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’azienda — che ha quasi due anni di vita — avrà completato tutti gli interventi previsti, inclusi quelli del Piano Italia 1 Giga, per il quale sono stati destinati circa 2,3 miliardi di euro in 10 regioni e 2 province autonome, con oltre 1,2 milioni di civici da collegare.

“In questi primi quasi due anni FiberCop ha raggiunto risultati concreti, completando i lavori del PNRR nei tempi previsti e in tutti i lotti assegnati – ha recentemente dichiarato Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato di FiberCop – e nel contempo stiamo portando avanti il nostro piano autonomo di investimenti per arrivare a collegare con la banda ultralarga oltre 20 milioni di case al 2027”.

Oggi le unità immobiliari già connesse con la fibra ottica sono circa 15 milioni. E c’è di più. Nel 2025 FiberCop ha completato anche la nuova dorsale backbone, un’autostrada digitale che collega le principali città italiane, i distretti industriali e le aree periferiche, garantendo connettività ultraveloce, resiliente e sicura su tutto il territorio nazionale.

A sostenere questo percorso c’è anche un piano di investimenti di lungo periodo: da luglio 2024 al 2027 FiberCop investe circa 10 miliardi di euro per costruire un’infrastruttura delle comunicazioni unica, sicura, duratura e orientata al futuro. Un impegno che contribuisce in modo concreto ad accelerare la diffusione della fibra.

FiberCop sta evolvendo la rete da semplice infrastruttura di accesso a piattaforma tecnologica abilitante per il nostro Paese – ha spiegato Sarmi nel corso di alcuni eventi pubblici – investendo in innovazione, sicurezza delle comunicazioni e nuove soluzioni per il monitoraggio attraverso la fibra ottica delle infrastrutture critiche, degli eventi sismici e atmosferici, e del territorio“.

Con il progressivo spostamento di attività, servizi e processi nell’ambiente digitale, anche il significato di infrastruttura infatti si amplia.  La capacità competitiva di un Paese continua a basarsi su questi elementi, ma dipende in misura crescente anche dalla robustezza dell’infrastruttura digitale: reti, potenza di calcolo, gestione dei dati, sicurezza e interconnessione. Per FiberCop tutto questo comincia dalla connettività, intesa come fondamento fisico e tecnologico su cui prende forma l’intero ecosistema digitale.

Ma la connettività, da sola, non esaurisce più il tema dell’infrastruttura digitale: oggi contano soprattutto la governance del dato e la sua sicurezza. In gioco ci sono la solidità tecnologica, la continuità operativa e la capacità di innovazione.

Per questo servono interconnessioni più evolute e una maggiore capacità di ospitare localmente dati e sistemi di intelligenza artificiale.  Gestire l’informazione in modo efficace non dipende solo dal software o dalla potenza di calcolo. Servono anche strutture fisiche e tecnologiche in grado di far funzionare questi sistemi in modo efficiente, sicuro e continuo. Questo richiede interconnessione, spazi adeguati, energia e raffreddamento: i presupposti operativi dei data center.

Su questo terreno FiberCop amplia il proprio perimetro di intervento. Disporre della sola connettività non basta. Per generare davvero valore, la rete deve essere accompagnata da un insieme più ampio di infrastrutture abilitatrici. Un primo riferimento riguarda le centrali e i siti nei quali oggi è possibile ospitare gli apparati tradizionali di comunicazione e nei quali, sempre di più, si concentreranno anche le funzioni decisive per la gestione dei dati. In prospettiva, questo significa sviluppare la capacità di disporre di data center, di giga factory e, più in generale, di luoghi prossimi, sicuri e inseriti in un perimetro di sovranità nazionale, all’interno dei quali possa essere custodito, elaborato e protetto tutto ciò che serve per governare l’informazione.

Oggi i dati hanno una rilevanza strategica comparabile a quello dell’energia e delle materie prime: sono una risorsa essenziale per la competitività di ogni Nazione. Per questa ragione, costruire infrastrutture digitali solide non significa soltanto migliorare la connettività, ma creare le condizioni affinché l’informazione possa essere gestita in sicurezza, con continuità operativa e con una visione industriale di lungo periodo. Una parte decisiva della capacità del Paese di essere protagonista nell’economia digitale passa da qui.
Si tratta di iniziative che hanno un valore strategico non solo perché accelerano la diffusione di reti ad altissima capacità, ma anche perché contribuiscono in modo concreto a ridurre il digital divide e a creare condizioni di sviluppo più equilibrate tra grandi città, piccoli comuni e aree interne.

È la stessa capacità industriale che oggi si traduce anche nella sperimentazione di nuove soluzioni, dalle fibre a bassissima latenza alla Quantum Key Distribution per la protezione delle chiavi crittografiche, fino al Fiber Sensing, che trasforma la rete anche in uno strumento di monitoraggio del territorio e delle infrastrutture critiche. Non si tratta però soltanto di attività di ricerca.

A conferma di questa evoluzione, FiberCop ha avviato con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia una sperimentazione che utilizza la propria rete in fibra ottica per il monitoraggio sismico e geofisico. L’obiettivo è contribuire alla realizzazione di un sistema capillare e ad alta precisione, capace di affiancare e potenziare i sensori tradizionali soprattutto nelle aree a maggiore rischio sismico e vulcanico.

Nei Campi Flegrei è in corso l’acquisizione e l’analisi delle informazioni raccolte dal sistema DAS, Distributed Acoustic Sensing, installato lungo un cavo in fibra ottica che attraversa per circa 20 chilometri un’area sismica attiva, da Bagnoli a Bacoli.  Grazie a un punto di rilevazione ogni cinque metri, questa tecnologia aumenta, in modo significativo, i punti di osservazione e rende più agevole l’individuazione anche di eventi di minore entità, in particolare durante gli sciami sismici. L’INGV ha inoltre sviluppato un’applicazione che consente l’analisi dei dati in tempo reale e l’individuazione degli eventi mediante tecniche di intelligenza artificiale.

La fibra, dunque, non è più soltanto uno strumento di connettività, ma una piattaforma tecnologica su cui costruire servizi per l’AI, i data center, la sicurezza delle comunicazioni e il controllo del territorio: è in questa direzione che FiberCop sta investendo.

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