Internet

Dallo swipe allo spionaggio: come le app di incontri sono diventate strumenti di intelligence

Le piattaforme di dating online sono diventate un prezioso strumento per i servizi di intelligence, poiché offrono accesso a dati personali, vulnerabilità emotive e potenziali bersagli inconsapevoli.

17 Giugno 2026

Gli utenti delle piattaforme di incontri condividono volontariamente fotografie, interessi, posizione geografica e dettagli della propria vita privata nella speranza di trovare un partner. Per chi conduce operazioni di intelligence, queste informazioni rappresentano una risorsa preziosa: consentono di ricostruire il profilo di una persona, individuarne abitudini e vulnerabilità e, soprattutto, stabilire un contatto diretto in un contesto si è più propensi a fidarsi di uno sconosciuto. È qui che entra in scena l’“ingegneria sociale”: l’arte di manipolare relazioni e percezioni per ottenere accesso o influenza, spesso senza che il bersaglio si renda conto di essere oggetto di un’operazione.

Secondo le linee guida diffuse dal Ministero della Difesa ucraino all’inizio del 2026, il modus operandi collaudato dei servizi russi consiste nel creare falsi profili, spesso femminili, o nello spacciarsi per rappresentanti delle forze dell’ordine per instaurare un rapporto con il bersaglio in modo da raccogliere informazioni, individuare vulnerabilità e perfino arrivare al reclutamento per attività di sabotaggio.

Secondo la polizia ucraina, nel 2026 questa strategia si è evoluta ulteriormente. I servizi russi avrebbero utilizzato siti e app di incontri anche per attirare militari ucraini a incontri organizzati con finalità di intelligence o addirittura di eliminazione fisica. Le autorità hanno documentato diversi casi in cui ragazze minorenni individuate online sono state incaricate di instaurare relazioni con soldati e raccogliere informazioni sensibili.

Lo scorso anno, il Servizio di Sicurezza ucraino (SBU) ha arrestato una donna di 49 anni che, dopo essere stata avvicinata attraverso un sito di incontri, avrebbe ricevuto l’incarico di far esplodere un hotel. In un altro caso, un disoccupato di Nikopol sarebbe stato reclutato dagli 007 russi del FSB per raccogliere informazioni sulle posizioni difensive ucraine e  guidare i bombardamenti russi.

Già nell’aprile 2023, il controspionaggio militare tedesco (MAD) aveva confermato che agenti russi usavano Tinder per avvicinare politici e soldati delle forze armate tedesche nel tentativo di adescarli come fonti di informazione sulla guerra in Ucraina.

L’anno precedente, il direttore generale del servizio di sicurezza australiano aveva lanciato un allarme nel rapporto annuale sulle minacce: negli due anni precedenti, migliaia di australiani con accesso a informazioni sensibili erano stati presi di mira da spie straniere attraverso i social media, con un crescente ricorso a piattaforme come Tinder, Bumble e Hinge. L’allora presidente della Commissione parlamentare congiunta sull’intelligence aveva sintetizzato il rischio con una battuta: “Se sei un sei e l’altra persona è un dieci, potrebbe non essere attratta dal tuo aspetto, ma dal tuo accesso a informazioni classificate”.

In risposta, operatori e civili ucraini hanno a loro volta trasformato le app di dating in strumenti di raccolta di informazioni contro i soldati russi, sfruttando le stesse vulnerabilità. All’inizio dell’invasione russa, una donna ucraina aveva creato più profili Tinder posizionati in punti differenti vicino alla linea del fronte. Sfruttando la funzione di distanza dell’app per triangolare le posizioni, era riuscita a localizzare oltre 70 soldati russi e a trasmettere le informazioni alle autorità.

Un articolo di EuvsDisinfo ricorda l’episodio di una diciottenne sfollata dalla regione di Kherson che aveva individuato posizioni russe tramite Leo – un bot Telegram per incontri. In un altro caso, un gruppo di hacker ucraini chiamato Hackyourmom usò profili femminili falsi su Telegram e altri social per convincere soldati russi a condividere fotografie personali, riuscendo così a geolocalizzare una base militare russa nei pressi di Melitopol.

Le stesse dinamiche valgono per qualsiasi applicazione che trasmetta dati di localizzazione. Anni fa, il comandante russo Stanislav Rzhitsky fu ucciso a colpi di pistola mentre faceva jogging a Krasnodar. Secondo i media russi, l’assassino avrebbe utilizzato il suo profilo pubblico su Strava per individuarlo e tendergli un agguato.

Non sorprende quindi che durante l’incursione ucraina nella regione di Kursk nel 2024, il Ministero dell’Interno russo abbia emesso un avviso pubblico rivolto ai residenti delle zone di confine e al personale militare, ordinando di smettere di usare le app di dating.

La Russia non è l’unico attore a sfruttare i legami costruiti online. Nel 2026 i servizi di intelligence di Australia, Regno Unito e Stati Uniti hanno avvertito che operatori legati alla Cina usano le piattaforme professionali e falsi recruiter per individuare funzionari pubblici, militari e ricercatori da avvicinare e coltivare nel tempo.

In conclusione, le operazioni di intelligence moderne molto spesso nascono da una conversazione, da un rapporto di fiducia e dalla capacità di trasformare vulnerabilità personali in opportunità operative. In un ecosistema digitale che incoraggia a condividere informazioni personali e a creare rapidamente nuove connessioni, il confine tra socializzazione e raccolta di dati si fa sempre più sfumato. La prima linea di difesa, quindi, resta la consapevolezza; comprendere come la fiducia possa essere sfruttata è il modo più efficace per evitare che venga manipolata.

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.