telecomunicazioni

Guerra delle Torri, rigettati i ricorsi cautelari di Inwit

Il tribunale di Milano ha rigettato il ricorso di urgenza del leader delle antenne ma per Inwit i contratti con Tim e Fastweb+Vodafone restano validi fino al 2038

14 Luglio 2026
Dopo Tim anche Fastweb+Vodafone ottiene dal giudice il rigetto della richiesta di sospensiva presentata da Inwit riguardo alla disdetta del contratto master service agreement, (l’accordo quadro che regola l’utilizzo delle torri da parte) da parte della telco guidata da Walter Renna. Inwit chiedeva al giudice di bloccare il recesso di Tim e Fastweb+Vodafone ma il giudice non è entrato nel merito, perché non ravvisa “l’urgenza”di una decisione a breve.
Ieri il tribunale di Milano aveva infatti già respinto la richiesta di sospensiva presentata da Inwit riguardo al recesso del contratto da parte di Tim, altro cliente principale della società delle torri. Il gruppo guidato da Pietro Labriola, in una nota, sottolinea che il tribunale ha escluso sia i motivi d’urgenza sia i presupposti per sostenere un abuso di dipendenza economica nei confronti di Inwit. La società esprime «soddisfazione» e confida in una rapida chiusura della vicenda, rivendicando di avere agito «con correttezza e nel pieno rispetto degli accordi contrattuali».
Inwit però ribadisce la propria tesi, cioè che l’opzione esercitata nel 2022 avrebbe esteso il contratto fino al 2038, senza possibilità di uscita anticipata. Il tribunale, precisa il gruppo, «non si è pronunciato sulla corretta interpretazione delle clausole contrattuali oggetto di controversia né sulla durata dell’accordo».
La “guerra della torri” pertanto non finisce qui. Come avevamo raccontato pochi mesi fa l’oggetto del contendere è l’entità dei canoni che Tim e Fastweb+Vodafone pagano a Inwit per usare la sua rete di torri di telecomunicazioni. Tim e Fastweb+Vodafone pagano un canone di 20mila euro a testa per singola torre/sito. Un prezzo che risulta un po’ oneroso nel contesto del mercato tlc italiano. Per Inwit (che aveva peraltro comprato le antenne da Telecom e Vodafone) i canoni sono invece con gli standard di mercato europei. Gli operatori avevano annunciato di volersi costruire una nuova rete di seimila torri, ma l’operazione è ferma al vaglio dell’Antitrust. Poi Fastweb ha esercitato il recesso dal 2028 e Tim l’ha seguita (2030), ma per Inwit entrambi i contratti restano validi fino al 2038. La battaglia prosegue in tribunale.
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