telecomunicazioni
TIM, Labriola e il top management consegnano le azioni all’OPAS di Poste
L’adesione dell’amministratore delegato e dei dirigenti con responsabilità strategiche rafforza il fronte favorevole all’operazione. Ma a pochi giorni dalla scadenza Poste resta lontana dalla soglia del 66,67%. E il mercato continua a scommettere su un possibile rilancio.
Pietro Labriola e il top management di TIM portano le proprie azioni all’OPAS di Poste Italiane. La notizia arriva nel momento più delicato dell’operazione: l’offerta si avvia infatti verso la scadenza dell’11 settembre e, a una manciata di giorni dalla chiusura, il numero delle adesioni è ancora molto lontano dalla soglia del 66,67% che Poste si è posta come condizione per arrivare al controllo di TIM.
La comunicazione della società è arrivata questa mattina. L’amministratore delegato e i dirigenti con responsabilità strategiche hanno conferito all’offerta le azioni TIM detenute. Le singole operazioni saranno rese note attraverso le comunicazioni di internal dealing previste dalla normativa.
Il significato dell’adesione è soprattutto industriale e di governance. Il management di TIM non si limita infatti a prendere atto dell’offerta: decide di partecipare all’operazione sulla quale lo stesso consiglio di amministrazione della società aveva espresso un giudizio favorevole. Il 18 luglio il CdA aveva stabilito all’unanimità che il corrispettivo proposto da Poste fosse congruo dal punto di vista finanziario, valutando positivamente anche il razionale strategico, le prospettive industriali e la coerenza dell’operazione con il percorso intrapreso da TIM.
È un elemento non secondario, soprattutto perché il parere del consiglio era arrivato dopo un’analisi condotta dal management con il supporto di Kearney e sulla base delle fairness opinion predisposte da Evercore e Goldman Sachs. Il corrispettivo è composto da 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste per ciascuna azione TIM consegnata.
Il segnale lanciato da Labriola assume però un significato particolare perché arriva mentre il mercato continua a considerare il prezzo dell’operazione come il principale punto interrogativo. Alle quotazioni di questa mattina, con Poste intorno a 26,90 euro e TIM a 7,72 euro, il valore teorico del corrispettivo dell’OPAS si colloca infatti intorno a 7,53 euro per azione TIM: 1,67 euro cash più il valore di 0,218 azioni Poste. Il titolo TIM tratta quindi ancora a premio rispetto al valore implicito dell’offerta, nell’ordine del 2,4%.
La posta in gioco va comunque oltre il prezzo dell’offerta. Poste ha costruito l’operazione sull’idea di integrare TIM all’interno di una più ampia piattaforma finanziaria, tecnologica e distributiva, facendo leva sulla base clienti e sulla rete del gruppo telefonico.
Il progetto prevede la presentazione del piano industriale della nuova realtà integrata nel primo trimestre del 2027. Poste ha definito TIM il complemento ideale per rafforzare la propria piattaforma e ha collegato l’operazione all’evoluzione del gruppo verso un modello sempre più integrato e orientato alla clientela.
Per TIM, invece, l’operazione rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso iniziato con la separazione della rete e con la progressiva trasformazione del gruppo. Lo stesso CdA ha sottolineato la coerenza dell’OPAS con il percorso già intrapreso dalla società.
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