Criminalità
Fentanyl, allarme a Palermo
Forte rischio di adulterazione improvvisa delle droghe da strada tradizionali, come l’ l’eroina, con il Fentanyl o i suoi analoghi chimici. Utilizzata dalle organizzazioni criminali per potenziare l’effetto delle sostanze a costi irrisori genera un pericolo mortale
Negli ultimi tempi, l’attenzione delle autorità sanitarie siciliane si è elevata ai massimi livelli per far fronte ai rischi derivanti dalla potenziale infiltrazione degli oppioidi sintetici, come il Fentanyl, nel mercato locale delle sostanze illecite. L’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Palermo, agendo in stretta coordinazione con i Servizi per le Dipendenze (SerD), la rete ospedaliera regionale e le indicazioni del Ministero della Salute, ha diramato allerte specifiche destinate agli operatori sanitari e alle unità di strada.
«Abbiamo i primi riscontri: il Fentanyl inizia a essere usato come sostanza da taglio a Palermo». Lo sostiene il direttore dell’Unità operativa Dipendenze patologiche dell’Asp, Giampaolo Spinnato in una intervista rilasciata a Eugenia Nicolosi e pubblicata su Repubblica Palermo. La sua struttura ha raccolto una decina di segnalazioni da parte degli stessi consumatori. La maggior parte delle volte si tratta di «uso inconsapevole», dice Giampaolo Spinnato che aggiunge: «Alcuni tossicodipendenti ci hanno riferito del modo diverso in cui reagivano alle dosi che abitualmente assumono». Stati di sedazione profonda durati «fino a quindici ore», quando l’eroina normalmente ne concede appena due. «In alcuni casi abbiamo trovato tracce della sostanza in alcuni esami», dice Spinnato. Tutti sono stati presi in carico. Il dirigente sottolinea che siamo di fronte a «policonsumatori», ossia persone che fanno uso abituale di varie sostanze.
Il fattore di principale preoccupazione risiede nel rischio di adulterazione improvvisa delle droghe da strada tradizionali, prima fra tutte l’eroina, con il Fentanyl o i suoi analoghi chimici. Questa pratica di taglio, utilizzata dalle organizzazioni criminali per potenziare l’effetto delle sostanze a costi irrisori, genera un pericolo mortale: l’assunzione inconsapevole di dosi anche infinitesimali di Fentanyl da parte di consumatori non preparati causa un’altissima incidenza di intossicazioni acute e decessi.
Per contrastare questo scenario sul territorio palermitano, l’ASP ha predisposto un rafforzamento dei sistemi di sorveglianza tossicologica per identificare rapidamente la presenza della sostanza nei campioni sequestrati o negli accessi in pronto soccorso. Parallelamente, è stata disposta una maggiore distribuzione di naloxone ad alto dosaggio (l’antagonista fondamentale per invertire gli effetti delle intossicazioni da oppioidi) ed è stata avviata un’intensa campagna informativa rivolta agli operatori sociosanitari e ai soggetti a rischio.
Che cos’è il Fentanyl e quali sono i suoi effetti farmacologici
Sintetizzato per la prima volta nel 1960 dal chimico belga Paul Janssen, il Fentanyl è un analgesico oppioide sintetico appartenente alla classe chimica delle fenilpiperidine. La caratteristica principale che lo rende estremamente pericoloso nel contesto dell’abuso illecito è la sua straordinaria potenza: è stimato essere circa 50-100 volte più potente della morfina e tra le 30 e le 50 volte più potente dell’eroina pura. In un individuo non tollerante agli oppioidi, una quantità di soli 2 milligrammi, paragonabile a pochissimi granelli di sale, è sufficiente a provocare un arresto respiratorio mortale.
Meccanismo d’azione ed effetti sul corpo umano
Dal punto di vista farmacodinamico, il Fentanyl agisce legandosi con elevatissima affinità ai recettori μ (mu) degli oppioidi situati nel sistema nervoso centrale e periferico. Questo legame inibisce la cascata del segnale del dolore, bloccando la trasmissione nocicettiva.
Gli effetti collaterali e i rischi acuti associati all’assunzione includono la depressione respiratoria, che appresenta la causa primaria di decesso. La sostanza sopprime la sensibilità del centro respiratorio situato nel tronco encefalico nei confronti dell’anidride carbonica, determinando un rapido rallentamento della respirazione fino all’apnea completa e all’arresto cardiaco. A ciò si aggiunge la rigidità della parete toracica, effetto noto anche come Wooden Chest Syndrome che rende i muscoli intercostali e il diaframma rigidi e immobili, rendendo quasi impossibile la ventilazione manuale o meccanica senza un’immediata somministrazione di naloxone o miorilassanti. I principali sintomi sistemici sono una miosi marcata (le cosiddette pupille “a capocchia di spillo”), bradicardia, ipotensione, nausea, vomito profondo, confusione mentale e grave stipsi.
L’associazione con la Xilazina
Sul mercato illecito, il Fentanyl viene sempre più spesso miscelato con la xilazina, un potente sedativo ed analgesico per uso veterinario. Questa combinazione (denominata Tranq Drug) prolunga la durata dell’effetto ma genera conseguenze devastanti, tra cui grave sedazione cronica e lo sviluppo di ulcere cutanee necrotiche profonde. Poiché la xilazina non è un oppioide, l’effetto sedativo non viene invertito dal naloxone, complicando notevolmente i soccorsi d’emergenza in caso di overdose.
La situazione del Fentanyl in Italia
In Italia la situazione non raggiunge l’ampiezza dell’emergenza sanitaria riscontrata nel continente nordamericano, tuttavia le istituzioni hanno adottato un approccio di massima vigilanza e prevenzione strategica. Il Governo Italiano ha approvato il Piano Nazionale di Prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici, con lo scopo di intercettare ogni possibile penetrazione della sostanza prima che possa consolidarsi nei canali dello spaccio.
Il Sistema Nazionale di Allerta Rapida (NEWS-D) dell’Istituto Superiore di Sanità ha innalzato il livello di allerta a Grado 3 a seguito di ritrovamenti di campioni di eroina tagliati con Fentanyl (in concentrazione pari al 5%) registrati nella città di Perugia.
I farmaci autorizzati a base di Fentanyl sul mercato italiano
Seppure l’acquisto diretto di Fentanyl, che ricordiamo essere principalmente un farmaco, sia vietato in Italia, nel contesto della medicina legale e del prontuario farmaceutico italiano, il Fentanyl è una molecola fondamentale, classificata tra le sostanze stupefacenti regolamentate dal D.P.R. 309/90 (Tabella dei Medicinali, Sezione A). Il suo utilizzo è rigorosamente riservato alla terapia del dolore e all’ambito anestesiologico, attraverso differenti formulazioni specializzate. Per la gestione del dolore cronico severo, sia di natura oncologica che non oncologica, ad esempio si utilizzano principalmente i cerotti transdermici (commercializzati con marchi quali Durogesic, Fentanyl HEXAL, Fentanyl Mylan e Matrifen). Questa modalità di somministrazione consente un rilascio continuo e graduale del principio attivo attraverso la cute nell’arco di 72 ore, garantendo una copertura analgesica costante nei pazienti che richiedono un trattamento prolungato con oppioidi.
Per il trattamento del dolore episodico intenso da cancro (noto in ambito clinico come Breakthrough Cancer Pain o BTcP), caratterizzato da picchi dolorosi improvvisi e acuti in pazienti già stabilizzati con altri oppioidi, si impiegano formulazioni ad assorbimento ultra-rapido. Tra queste rientrano le compresse sublinguali o buccali (come Abstral, Effentora e Breakyl) e gli spray nasali (come Instanyl e PecFent). Entrambe le tipologie sfruttano l’elevata vascolarizzazione delle mucose per far entrare il farmaco direttamente nel circolo ematico entro pochi minuti, offrendo un sollievo tempestivo.
Infine, esiste una soluzione iniettabile in fiale (commercializzata come Fentanest o Fentanyl Salf) è ad uso esclusivo ospedaliero ed anestesiologico. Viene somministrata da medici specialisti per l’analgesia intra-operatoria durante gli interventi chirurgici, per l’induzione e il mantenimento dell’anestesia generale e per la sedazione profonda dei pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva.
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