Giornalismo
Addio al capitano Franco Baresi, simbolo di un calcio che non c’è più
Come ogni settimana ecco i fatti più importanti dei giorni passati
Alta tensione alla marcia no tav in val di Susa, alcune centinaia di attivisti hanno lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine schierate a difesa del cantiere di San Didero, che hanno risposto con i lacrimogeni. Gli scontri sono durati una ventina di minuti. Migliaia di manifestanti, secondo gli organizzatori circa 20 mila in tutto, si sono mossi nei boschi dal presidio dei Mulini al cantiere di Chiomonte. Una camionetta dei Carabinieri è stata incendiata, mentre le forze dell’ordine hanno fronteggiato attacchi su più fronti. Per il solo cantiere di Chiomonte danni per un milione di euro. Non è possibile stabilire quando diventerà nuovamente operativo. Ringraziamenti e solidarietà agli agenti da parte del presidente Mattarella.
Tragedia al pride di Berlino. Un attentatore alla guida di un furgone è entrato nel parco cittadino di Tiergarten e ha investito la folla radunata per la manifestazione, uccidendo una persona, e provocando 29 feriti di cui tre in gravissime condizioni. Ucciso il principale sospettato, un 21enne, uscito a maggio dal riformatorio. Sarebbe noto alle autorità e legato ad «ambienti islamisti». Il sindaco della capitale tedesca: «Un attacco alla nostra società aperta al mondo». Il cancelliere Friedrich Merz parla di «un atto abominevole»
il Consiglio dei ministri dà il via libera a un nuovo intervento contro il caro carburanti. Stanzia circa 125 milioni per il taglio delle accise e dell’Iva, le tasse che gravano sul prezzo al distributore. Il governo sceglie di concentrare l’intervento sul diesel. Niente sconti, quindi, per chi ha un’auto a benzina. La riduzione di accise e Iva vale in tutto 17 centesimi su un litro di gasolio. Giorgia Meloni: “sappiamo che non risolve il problema, ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione”.
Paolo Maldini e Leonardo lasciano la Nazionale italiana di calcio. il direttore tecnico e il consulente azzurro avrebbero deciso di rassegnare le dimissioni, dopo appena 17 giorni dalla nomina. La decisione sarebbe collegata, alla scelta del nuovo numero 1 della Figc di non portare avanti la candidatura di Pirlo, che i due avevano scelto come ct. La decisione era arrivata dopo la bufera scoppiata intorno all’ex centrocampista del Milan a causa dei suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse.
Il icepremier Antonio Tajani durante un’audizione alla Camera annuncia, a sorpresa, che l’Italia utilizzerà il fondo europeo nato per rafforzare la difesa: fino a 14,9 miliardi di prestiti potenziali a lungo termine e a tassi agevolati da spendere, per esempio, in equipaggiamenti, cybersicurezza e infrastrutture militari. Parole che fanno saltare sulla sedia più di un esponente della maggioranza e del governo. Abbiamo “prenotato” l’intera cifra, ma non è stato ancora definito quanto utilizzare, precisa a stretto giro il leader azzurro. Ne useremo probabilmente di meno: 6-7-8-9…”. In poche ore si passa da una certezza ad una possibilità. Anche perché, nel frattempo la Lega interviene a gamba tesa con un avvertimento: “Sull’uso dei fondi Safe l’ultima parola spetta al Parlamento”.
(Ansa)
Il nuovo ct della Nazionale è Roberto Mancini”. Il presidente federale Giovanni Malagò lo conferma nella conferenza stampa post Consiglio federale e con lui arriverà anche Claudio Ranieri come direttore tecnico e presidente del Club Italia. Dopo la rinuncia a Pirlo, “scelta che avevo definito e concordato su indicazione di Maldini e Leonardo e che ho poi escluso per motivi di opportunità”, “ho ritenuto (prima persona singolare, ndr) che la migliore scelta per il ct fosse Roberto Mancini, per tutta una serie di considerazioni di cui mi assumo la responsabilità.
Dopo Bologna e la Val di Susa il governo prova ad accelerare in commissione politiche europee al Senato su uno schema di decreto legislativo che adegua le norme nazionali alle regole europee sull’uso dell’intelligenza artificiale e dell’identificazione facciale da parte della polizia. In pratica si punta a consentire l’uso di video sorveglianza per le identificazioni dei volti. Le opposizioni parlano di “deriva pericolosa” e di rischi per le libertà dei cittadini mentre il Garante della Privacy dà il via libera ma precisa che l’uso non è coerente con l’Ai Act (il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale), che consente il riconoscimento facciale ex post solo per ricerche mirate.
Intesa sul contratto della sanità. L’accordo riguarda 592.638 dipendenti, e distribuisce risorse a regime per 2,26 miliardi tra i fondi propri del contratto (1,537 miliardi) e le voci aggiuntive per 723 milioni portate dalle manovre e destinate a irrobustire le indennità di specificità infermieristica (480 milioni), di «tutela del malato» (208 milioni) e di Pronto soccorso (35 milioni). Proprio l’intervento delle indennità determina gli effetti diversi prodotti dall’accordo sulle differenti categorie di personale. Come sempre, le cifre più consistenti riguardano gli infermieri, che sono circa 270mila e rappresentano quindi il 45% dei dipendenti del comparto. A loro l’intesa prospetta aumenti medi a regime da circa 240 euro al mese, e 2.400 euro di una tantum per gli arretrati maturati fra il 2025 e i mesi del 2026 scoperti dal rinnovo.
Migliaia di migranti, uomini, donne con bambini in grembo, ragazzi, perfino persone disabili, nel giro di poche ore – prima per mare, poi attraversando via terra la frontiera – hanno cambiato il volto di Ceuta, in Spagna, porta d’ingresso dell’Europa in Africa. Nelle ultime 24 ore, le unità di controllo di frontiera di Ceuta hanno recuperato i corpi di almeno 16 persone dalle acque. Madrid è pronta a mobilitare l’esercito per far fronte alla situazione. Giorgia Meloni si è detta pronta a sospendere Schengen con la Spagna dopo un confronto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Sulla stessa linea anche il ministro degli esteri Antonio Tajani. Immediata la replica di Madrid che per protesta ha convocato l’ambasciatore di Italia in Spagna.
Il calcio italiano piange la morte di una leggenda, uno dei difensori più forti della storia del calcio mondiale. Franco Baresi si è spento all’età di 66 anni dopo mesi di lotta contro la malattia scoperta proprio nella scorsa estate. Lo storico capitano rossonero, infatti, era stato operato nell’agosto 2025 per la rimozione di un nodulo polmonare scoperto durante un controllo medico di routine. Franco Baresi con il Milan ha vinto tutto in carriera ed è stato esempio di eleganza e correttezza, un modello per chi negli anni 80 e 90 ha sognato di giocare a calcio. Invidiabile il suo palmares: 6 Scudetti e 4 Supercoppe Italiane, a cui si aggiungono 2 campionati di Serie B, 3 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Supercoppe UEFA e 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa Mitropa.
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