Mondo
Diario di un giovane medico. Appunti dal genocidio a Gaza
Nel suo potente resoconto di prima mano sul genocidio di Gaza, Ezzideen Shehab racconta al mondo con lucidità e umanità il dolore dei palestinesi, la devastazione della sua terra e il silenzio internazionale che avvolge questa tragedia.
Cinque giorni prima del 7 ottobre 2023, il giovane medico palestinese Ezzideen Shehab rientra a Gaza per festeggiare la laurea con la sua famiglia. L’11 ottobre un attacco aereo israeliano uccide 42 suoi parenti: da quel momento inizia la sua incredibile storia di sopravvivenza e di impegno al servizio del suo popolo.
Per oltre otto mesi lavora come volontario all’ospedale indonesiano del nord di Gaza in condizioni estreme, senza medicinali e sotto bombardamenti continui, finché l’ospedale non viene distrutto. Alla fine del 2024 fonda la clinica medica Al-Rahma, unica struttura nell’area che fornisce cure gratuite, anch’essa più volte colpita.
Nel suo potente resoconto di prima mano sul genocidio di Gaza, Ezzideen Shehab racconta al mondo con lucidità e umanità il dolore dei palestinesi, la devastazione della sua terra e il silenzio internazionale che avvolge questa tragedia. Diario di un giovane medico è una testimonianza commovente e necessaria di uno dei capitoli più vergognosi del nostro presente.
Il libro è stato presentato alla stampa al Salone del Libro di Torino il 17 maggio.
Si compone di una prefazione a cura di Paola Caridi (*), del testo redatto dal dottor Ezzideen Shehab e di una brevissima nota di precisazione in chiusura, per un totale di 162 pagine pubblicate per i tipi di Mimesis.
“Il dottor Ezzideen Shehab racconta passo passo il genocidio – scrive Caridi – scegliendo di affidare il suo diario quotidiano dall’abisso alla rete social. Messaggi in bottiglia, raccolti immediatamente da chi, dall’altra parte, cerca di connettersi con Gaza, il campo di sterminio, sbirciando virtualmente oltre i cancelli. Ma nulla, proprio nulla abbiamo vissuto e compreso delle sofferenze insostenibili, di quella disperazione che abbiamo solo potuto intuire, finché un testimone – il dottor Ezzideen – non ci ha portato per mano dentro il mattatoio Gaza”.
“È un libro prezioso – prosegue Caridi – il diario di Ezzideen Shehab, perché centellina il racconto dal cuore di tenebra. E lo fa perché lui stesso, Ezzideen, fa parte della schiera delle vittime che, nella disperazione esposta, prova e riesce a conservare una dignità che sembra impossibile. Nulla è nascosto, tutto è mostrato, ed è da questo “tutto” che si alza, potente, la domanda rivolta a noi. Dove eravate mentre tutto questo ci succedeva?”
(*) Paola Caridi è una giornalista freelance e storica del Vicino Oriente, collabora con le pagine culturali de Il Sole 24 Ore, Famiglia Cristiana, Terra, il Fatto online, Limes e alcuni giornali del Gruppo Editoriale Espresso-Repubblica. Ha anche collaborato con il quotidiano La Stampa. Fa parte dell’associazione Lettera22 di cui è stata tra le fondatrici e di cui è attualmente presidente. È stata a lungo corrispondente dell’associazione da Il Cairo e da Gerusalemme. Laureata in lettere e filosofia all’Università di Roma ”La Sapienza” con una tesi in storia dei partiti politici, ha conseguito un dottorato di ricerca in storia delle relazioni internazionali presso la facoltà di scienze politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze.
Il libro raccoglie appunti, pensieri, fatti reali scritti durante la guerra dal 28 giugno 2024 al 24 ottobre 2025, tra ospedali distrutti, sgomberi, bombardamenti, morti e devastazioni.
Ogni giorno poche righe, tracciate nei momenti di tempo e di lucidità lasciati dalla devastazione della guerra. Otto, dieci, quindici righe per giorno, riportate con metodo per non lasciare buchi vuoti, a futura memoria. Quando l’orrore lo consente magari qualche riga in più.
28 gennaio 2025
Uno di coloro che sono ritornati al nord dal sud di Gaza ha parlato, con la voce vuota, lo sguardo fisso su un orizzonte lontano e irraggiungibile: “Ho attraversato Wadi Gaza, ed è stato come entrare in una fossa comune che si estendeva all’infinito. Il terreno era disseminato di resti: frammenti di vite, ridotti in ossa e cenere. I teschi fissavano il cielo, le bocche spalancate in un silenzio eterno. E quando ho raggiunto il Crazy Water Resort a Sheikh Ajleen, mi sono bloccato. I cadaveri… erano bambini. Piccole forme, prive di respiro e calore, sparse come foglie cadute al vento. La loro piccolezza, la loro immobilità, mi hanno distrutto. Erano fuggiti, sfollati come molti di noi, solo per incontrare la morte sulla strada che pensavano potesse salvarli.
5 agosto 2025
“Scrivo questo dalla tomba. Non cercatemi. Non c’è alcun corpo, solo polvere e l’odore di ciò che un tempo era pane. Abbiamo parlato. Oh, come abbiamo parlato. Con le lingue dei bambini che soffocano nel fumo. Con le lingue degli anziani, le cui case si sono trasformate in cenere prima che il tè del pomeriggio si fosse raffreddato. Con le lingue delle madri che hanno partorito accanto a fosse comuni e poi vi hanno deposto i loro neonati. Abbiamo parlato con il nostro sangue, con il nostro silenzio, con la nostra follia. Ma il mondo non ha ascoltato”.
L’11 novembre 2025 la clinica Al-Rahma ha riaperto le sue porte e ha ricominciato a dare speranza a molte persone bisognose, pazienti, famiglie e rifugiati che non avevano altro posto dove andare [N.d.R.].
Mi fermo qui. Ho letto due volte questo libro e in entrambi i casi mi sono sentito come svuotato. L’uomo è davvero una bestia maledetta, ma il peso non lo porta solo chi ha compiuto certe efferatezze, nascosto dietro il velo della necessità/volontà politica.
“Dove eravate mentre tutto questo ci succedeva?” Ero davanti alla televisione, davanti a una tastiera, inebetito, addolorato ma sostanzialmente inerte. E me ne vergogno.
MIMESIS / LE CARTE DELLA MEMORIA – Collana diretta da Stefano Raimondi (Libera Università dell’Autobiografia, Anghiari)e Roberto Revello (Università dell’Insubria, Varese).
Comitato scientifico: Renato Boccali (Università IULM, Milano) – José Santos Herceg (IDEA, Universidad De Santiago de Chile)- Cathy Leblanc (Université Catholique de Lille) – Carolina Pizarro Cortéz (IDEA, Universidad De Santiago de Chile) – Stefano Raimondi (Libera Università dell’Autobiografia, Anghiari) – Roberto Revello (Università degli Studi dell’Insubria, Varese) – Laura Scarabelli (Università degli Studi di Milano) — Comitato redazionale: Francesca Adamo (Gruppo editoriale MIM edizioni)



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