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Un nuovo passo oltre l’era Expo: Il mio intervento al Congresso per la città di Hey Milano

di Giacomo D'alfonso

In questo articolo condivido il testo integrale e i punti chiave del discorso che ho pronunciato sul palco della Fondazione Ambrosianeum. Nel mio intervento ho voluto lanciare una sfida chiara al centrosinistra: prendere atto che la stagione di Milano EXPO è ormai esaurita

1 Giugno 2026

Sabato 23 maggio, la Sala Falck della Fondazione Ambrosianeum in Via delle Ore ha ospitato un momento cruciale di dibattito e partecipazione democratica: il Congresso per la città, l’evento assembleare intitolato “hey Milano dove andiamo?” e organizzato da hey milano. Come si può vedere nella locandina ufficiale dell’evento, l’appuntamento ha raccolto le energie di un percorso aperto, democratico e civico promosso da numerose associazioni e circoli del territorio:Circolo Centro Studi Emilio Caldara, Movimento Milano Civica, Per l’Italia con l’Europa, Contropiede, Insieme per Corsico, Associazione Carlo Cattaneo – Milano, Fondazione Carlo Perini, innovareXincludere, il Sicomoro, Coordinamento Comitati Milanesi Milano in Comune (Sinistra e Costituzione), Circolo di Via De Amicis 17 e Italia Chiama.

Il fulcro dell’assemblea è stata la presentazione del documento programmatico “Nel solco del riformismo ambrosiano per una leadership collettiva”. Non si è trattato di un manifesto calato dall’alto, bensì del coronamento di un lungo e ricco percorso partecipativo, caratterizzato da una quarantina di incontri tematici e dalla raccolta di numerosi contributi scritti.

Per me è stato un momento di confronto politico estremamente interessante e stimolante. Uno spazio di discussione autentico che mi ha permesso di contribuire attivamente al dibattito sul futuro di Milano, portando alcune riflessioni e, soprattutto, alcune proposte concrete che abbiamo elaborato in questi anni insieme al gruppo Barricata.

Nel mio discorso ho voluto sottolineare come la finalità di questo “solco” non sia redigere un semplice programma elettorale, ma dettare un passo nuovo per il centrosinistra, prendendo atto che la lunga stagione di Milano EXPO è ormai giunta al tramonto. Se un tempo l’ambientazione milanese di un blockbuster come Il Diavolo veste Prada 2 sarebbe stata celebrata come la definitiva vetrina per la “città-spot”, oggi è evidente che quella benzina non basta più: serve una strategia radicalmente diversa.

In particolare, ho voluto porre l’accento su due pilastri per noi fondamentali che sono citati nel documento, sviscerandone le potenzialità nel mio intervento:

  • La “mano visibile” del Comune contro il carovita: l’intervento pubblico diretto per correggere le storture del mercato, riprendendo la grande tradizione riformista che a Milano risale fin dai tempi di Emilio Caldara. Non serve andare a New York a prendere lezioni: gli strumenti li abbiamo già ed è qui che si inserisce la nostra proposta (accolta al punto 7 del documento) di istituire delle Tavole Calde comunali tramite Milano Ristorazione. Parliamo di una società che nel solo 2024 ha servito circa 15 milioni di pasti. L’iniziativa prevede l’apertura di 9 tavole calde pubbliche (una per ogni Zona della città) gestite senza scopi speculativi ma sociali, capaci di offrire pasti sani a prezzi accessibili e calmierare così l’intero mercato della somministrazione. Questa rete diventerebbe inoltre una leva politica diretta: potrebbe offrire pasti gratuiti agli studenti fuori sede in cambio della registrazione di un regolare contratto d’affitto (contrastando il mercato in nero) e fare da supporto contro il lavoro povero dei giovani professionisti tramite accordi mirati con Ordini come Architetti e Avvocati.

  • L’allargamento della democrazia contro l’astensionismo: la necessità di estendere il diritto di voto ai sedicenni e agli studenti fuori sede per riavvicinare i cittadini a istituzioni oggi troppo indebolite e svuotate, che altrimenti rischiano di lasciare il campo alle risposte autoritarie delle destre reazionarie. Per dare concretezza a questa visione, ho concluso il mio intervento annunciando un’azione di disobbedienza civile che stiamo costruendo in vista delle prossime elezioni amministrative: l’organizzazione di veri e propri seggi paralleli per i non aventi diritto al voto, un’iniziativa simbolica ma potente per rimettere al centro del dibattito il tema della partecipazione e dell’inclusione democratica.

Riporto il testo integrale del mio intervento.

Ringrazio tutti per questa bella giornata di riflessione, chi è intervenuto e l’organizzazione. Il documento che è stato presentato a questa assemblea mi trova – salvo un breve passaggio su una forma di bilinguismo diffusa – sostanzialmente d’accordo. Soprattutto perché per quanto posso aver inteso io la finalità non è quella di stilare un programma politico per le elezioni comunali del prossimo anno, ma è stato scritto per creare una traccia, un “solco” appunto, che caratterizzi la nuova stagione politica del centrosinistra che si aprirà con il prossimo Sindaco. E permettetemi di essere più preciso su questo punto in particolare, perché io penso che il grande elefante nella stanza di questi tempi nella nostra parte politica sia la questione della continuità e discontinuità. Una discussione che inevitabilmente si trascina dietro tentativi di analisi e giudizi di merito sulle scelte. Io non penso che questo documento e l’attività che è stata svolta sia da derubricare in questo spazio. Il respiro, come detto, mi sembra più ampio, si vuole dettare un nuovo passo. Ed è inevitabile e necessario che sia così, perché con il termine di questa consiliatura si esaurirà la grande e lunga stagione politica di Milano EXPO. In queste settimane, nei Cinema, c’è il Diavolo Veste Prada 2. Lungi da me voler fare una critica cinematografica al sequel dell’iconico primo film, vi segnalo che l’intera seconda parte della pellicola è ambientata a Milano. Se questo film fosse uscito qualche anno fa, sarebbe stato considerato un grande spot per la città, una vetrina incredibile – come nei fatti è – sentita e riconosciuta dalla Città. Ma questa non è più la benzina per la prossima strategia di Milano. Io penso che con questo importante documento il centrosinistra ne prenda atto, come dicevo. Sottolineo alcuni punti che personalmente considero salienti e importanti per questa nuova strategia. Il primo è la “mano visibile”, l’intervento diretto del Comune per correggere le disuguaglianze crescenti. Non serve – come abbiamo visto in uno degli appuntamenti – andare a New York a prendere lezioni, ma basta riprendere una tradizione di questa Città, che fin dai tempi di Emilio Caldara, è sempre intervenuta proprio in questo senso, non come elemosiniere, ma direttamente sul mercato per correggerne le storture. Proprio in questo senso va una delle proposte che, come gruppo Barricata, abbiamo elaborato alcuni anni fa e che è stata accolta nel documento al punto 7. Intervenire per contrastare l’alto costo di uno dei bisogni primari dell’uomo: mangiare. Come? Utilizzando gli strumenti e le esperienze che il Comune già possiede: Milano Ristorazione, una società che ogni giorno serve circa 83 mila pasti, e in tutto il 2024 ne ha serviti circa 15 milioni. Questa società potrebbe entrare nel mercato della somministrazione alla Città realizzando delle tavole calde, realtà che offrono pasti pronti e piatti caldi, cucinati in loco o riscaldati, che sono già diffusissime in altre città italiane. Un’iniziativa economica che, ad esempio, preveda l’apertura di 9 Tavole Calde, una per ogni Zona, con capacità di centinaia di posti a sedere, potrebbe fornire un’alternativa valida ed economicamente più accessibile a tutti i cittadini. Il finanziamento di questa impresa avverrebbe attraverso il conferimento alla società, da parte del Comune, di locali e immobili che essa utilizzerebbe ai fini delle proprie attività economiche per limitare notevolmente i costi dell’impresa. Gli effetti sul mercato sarebbero inevitabilmente positivi per il consumatore, poiché la concorrenza di un soggetto che non persegue uno scopo speculativo, ma piuttosto uno scopo sociale (quello di garantire l’accesso al cibo salutare), porterebbe anche altri soggetti a contenere i propri costi e a offrire un servizio economicamente più accessibile. Non solo, la presenza di un soggetto di questo tipo nel mercato consentirebbe anche di agire direttamente su una serie di tematiche politiche accessorie e collegate, come la realizzazione di politiche alimentari sostenibili e salutari oppure l’attuazione di altre politiche riguardanti fenomeni specifici. Una di queste potrebbe essere il contrasto all’evasione fiscale e alla locazione irregolare. Immaginiamo, ad esempio, che il Comune di Milano, attraverso Milano Ristorazione, garantisca agli studenti fuori sede un certo considerevole numero di pasti gratuiti all’anno e ponga come unici requisiti d’accesso l’iscrizione a un’Università/Centri e Istituti di Alta Formazione e la registrazione di un contratto di locazione. Ugualmente diventerebbe una leva diretta per intervenire e contrastare le disuguaglianze. Una tavola calda comunale o una cucina economica potrebbe diventare un valido supporto per contrastare il lavoro povero. Accordi stipulati con Ordini professionali come Architetti e Avvocati potrebbe migliorare le realtà lavorative dei giovani professionisti. Vi è poi un secondo ed aspetto che mi stia particolarmente a cuore in questo documento e che voglio citare, il tema dell’allargamento del diritto al voto ai sedicenni e agli studenti fuori sede. Una prospettiva di iniziativa politica che serve ad una maggiore legittimazione e rafforzamento delle nostre istituzioni democratiche. Istituzioni che si sono dimostrate spesso inefficaci nel governare i fenomeni globali della finanziarizzazione e della rivoluzione digitale e per questo abbandonate dai cittadini. L’astensione le indebolisce al punto tale che i progetti politici delle destre reazionarie mirano a rafforzarle attraverso l’autoritarismo. Noi come centrosinistra dobbiamo, invece dobbiamo ripensarle certamente, ma anche allargare la partecipazione per ridare vitalità ai processi. Chiudo quindi parlandovi di una iniziativa politica che stiamo cercando di costruire insieme ad alcuni amici e compagni proprio per le prossimi elezioni e che mi sembra perfettamente in linea con i propositi espressi nel documento. Organizzare parallelamente alle elezioni amministrative dei seggi per i non aventi diritto al voto. Un’iniziativa simbolica di disobbedienza civile che vuole rilanciare proprio questi temi. Grazie a tutti.

 

"politica"
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