Letteratura
Il senso attuale della memoria
Un articolo di Javier Marías in ricordo di un amico scrittore riflette sulla cancellazione della memoria e della storia, oggi.
Il 29 0tt0bre 1995 Javier Marías scriveva sul “El Semanal” (Il Settimanale), prestigiosa rivista culturale spagnola, a tre anni dalla scomparsa dell’amico scrittore Juan Benet. un articolo nel quale riflette sulla cancellazione della morte, del dolore della perdita, che caratterizzerebbe la nostra epoca. E, in ultima analisi, sulla cancellazione della memoria, e dunque della storia. Il che ci precipiterebbe a ripetere, in maniera più grave, i crimini del passato. Riflessione oggi quanto mai attuale. E personalissima la riflessione di Marías filtrata dal ricordo letterario, oltre che dalla profonda amicizia. “La società attuale vede ogni volta di più la malattia come una colpa, e il risultato massimo di questa malattia , la morte, sembra pertanto la massima colpa”. E conclude: “Non so, sono trascorsi quasi tre anni e sono pochi per un’amicizia che è durata più di venti. Di quando in quando viene la tristezza e penso che il suo processo in realtà non si concluda mai del tutto. Ma non posso vederlo come un intoppo, e nemmeno come una malattia, nemmeno come una anomalia, ma soltanto come parte della mia stessa storia, o di ciò che mi è successo”. Titolo dell’articolo: Lo que nos ha ocurrido, ciò che ci è successo. Confluito ora nel volume Aquella mitad de mi tiempo (quella metà del mio tempo), Galaxia Gutemberg, 2008, poi De bolsillo, 2022, una sorta di autobiografia compilata attraverso gli articoli pubblicati su quotidiani e riviste. Il libro è stato tradotto in italiano per Einaudi nel 2024 con il titolo, monco e fuorviante, La metà del mio tempo: “quella metà” non è “la metà”. Le traduzioni degli estratti qui citati dall’articolo sono mie.

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