Musica
I Coniugi Orsini raccontano “Piero” – intervista
“Piero”, il primo singolo estratto dal nuovo EP dei Coniugi Orsini
Fuori dal 10 marzo “Piero”, il nuovo singolo dei Coniugi Orsini. Si tratta del primo singolo estratto dall’EP che verrà pubblicato nei prossimi mesi. “Piero” è un brano cantautorale intenso e coinvolgente, in cui il pianoforte accompagna e amplifica l’emotività della voce e del testo. È una canzone che lavora in profondità sulle emozioni: le parole evocano immagini vive, che si trasformano in sensazioni autentiche, sostenute da una melodia che nelle strofe rimane delicata e sospesa, per poi aprirsi ed esplodere con forza nel ritornello. Il brano nasce sul finire dell’estate 2025 a Vasto, a casa di Marco Bassi, nel periodo in cui anche Luca Orsini si trovava in città, impegnato nelle registrazioni di “Sergio”, altro brano dell’EP in uscita, presso lo studio di Garone, produttore abruzzese. In questa intervista i Coniugi Orsini raccontano il dietro le quinte del nuovo brano.
“Piero” è un brano molto intenso dal punto di vista emotivo: come nasce l’idea narrativa dietro la canzone e chi o cosa rappresenta “Piero”?
Sinceramente non c’è stato un faro narrativo dietro la scrittura del testo, che è iniziato con la spontanea esposizione di alcune immagini visive, ma anche uditive, che in quel momento sentivo valide. Il ritornello cita anche alcuni nomi di persone che ci giravano attorno in quel momento, mentre eravamo alle prese con la registrazione di un altro singolo, tranne Enzo, che è Jannacci. Autore che considero tra i più importanti e che stavo studiando attraverso la lettura di “Roba Minima”, di Pedrinelli, un libro che sento di consigliare a chi ama l’autore milanese.
Raccontateci il momento creativo a Vasto: quanto ha influito quell’atmosfera conviviale sulla nascita così immediata del brano?
Credo che l’atmosfera conviviale e rilassata che ha visto nascere il brano, abbia influito decisamente.
Il pezzo ha una struttura che cresce molto tra strofa e ritornello: è stata una scelta istintiva o frutto di un lavoro più ragionato in fase di produzione?
È stata una scelta istintiva che, in un momento di particolare grazia, ha permesso al coniuge Bassi di attingere al proprio bagaglio di conoscenze, accumulato in anni di esperienza, per esprimersi al meglio, sia a livello di struttura del brano, che per quanto riguarda le scelte armoniche.
Luca, hai parlato di un lavoro di “cesello” sul testo: quanto è importante per te la revisione nella scrittura e cosa è cambiato rispetto alla prima versione?
Il lavoro di lima sul testo è ormai piuttosto costante nelle canzoni dei Coniugi Orsini.
Nel caso di Piero però, mi sono limitato ad aggiustare qualche imprecisione metrica, sostituendo alcune parole, senza stravolgere il senso del testo.
Il contributo di Davide Grotta, soprattutto con i sintetizzatori, ha dato una dimensione più moderna al brano: quanto è stato importante questo equilibrio tra cantautorato e sonorità contemporanee?
Davide Grotta è un grande professionista, e il suo lavoro ha contribuito non solo a
rendere maggiormente “contemporaneo” il brano, ma anche a donare ascoltabilità, e bellezza. Siamo molto grati a Davide per il suo impegno e speriamo di poter lavorare ancora insieme a lui.
Dopo anni di percorsi separati, cosa vi ha spinto a tornare a lavorare insieme come Coniugi Orsini? E in che modo le vostre esperienze individuali hanno influenzato questo nuovo progetto?
Gli anni di temporanea sospensione dell’attività coniugale hanno contribuito alla
nostra crescita artistica e personale, arricchendoci di esperienze diverse e interessanti. Siamo tornati insieme perché “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.
“Piero” è il primo assaggio del nuovo EP: che tipo di viaggio musicale ed emotivo dobbiamo aspettarci dagli altri brani, come “Sergio”?
Aspettatevi brani diversi l’uno dall’altro, onesti e rispettosi dell’identità coniugale.
Devi fare login per commentare
Accedi