Teatro
Un mare di danza, da Cagliari a Milano, da Tarquinia a Spoleto
Festival e rassegne dalla Sardegna al Lazio, da Velletri a Foligno gli spettacoli di giovani emergenti come Giulia Cannas, Oltrenotte e Melania Pallini accanto a star come Cristina Kristal Rizzo, Nicola Galli, Claudia Castellucci, Hervé Diasnas e Julyen Hamilton
CAGLIARI _ Sono le aree periferiche, quelle che stanno attorno alla città, e ne costituiscono spesso l’anima più popolare e sanguigna di una metropoli. Spazi vissuti e non convenzionali accolgono a Cagliari, dal 3 ottobre sino alla fine di novembre la rassegna “Un mare di Danza- Approdi di pace” allestita da Carovana Smi con la direzione artistica della coreografa Ornella D’Agostino in associazione con Tersicorea, guidata da Simonetta Pusceddu e FuoriMargine diretto da Momi Falchi e Giulia Muroni. Un progetto aperto e fuori da convenzioni che mette insieme tre realtà a testimonianza di quanto sia vivace e ricca di differenze la scena della danza nell’isola, punita incomprensibilmente e severamente dalle logiche ministeriali. “Mare di danza” veleggerà tra i quartieri di Giorgino, Sant’Elia e Pirri con l’intento anche di veicolare messaggi di pace in un momento come l’attuale segnato da conflitti.
Dichiarano a questo proposito i promotori dell’iniziativa: “Nel momento di guerre globali, soprusi, negazione di umanità e vita, violenza di relazioni di odio, gli artisti cercano nuovi “approdi di pace”, disegnando mappe di resistenza, vie di fuga da ingiustizie e disagi. Il settore della danza in Sardegna ha subito la brutalità di una cancellazione politica della propria storia. Scegliamo di operare insieme e creare positive alleanze tra artisti, comunità e istituzioni”.
Spettacoli, incontri, anche nelle scuole, laboratori e residenze costituiscono l’ossatura di un cartellone segnato da dalla presenza di artiste e artisti di livello come Cristina “Kristal” Rizzo e la coppia Igor e Moreno, giovani emergenti come Lucrezia “Lupa” Maimone e Giulia Cannas. Accanto alla danza aperture anche ad un universo performativo ricco di nuove realtà: come l’artista visivo palestinese Rafat Asad e altri presenti in questa rassegna con opere anche inedite.
Gli appuntamenti con gli spettacoli al via il 3 ottobre
al Lazzaretto di Sant’Elia con “Il Margine”, di e con Kelly Ardens produzione FuoriMargine: racconto in divenire sulla salute mentale. Il giorno dopo, a Sant’Elia,Giulia Cannas propone la prima versione della performance “Voce”, variante urbana del progetto “No caption needed”, un itinerario immersivo e culturale nel quartiere con un’indagine sul corpo come spazio di confine e ponte verso i margini. Il 7 e l’8 ottobre nella piazza adiacente al Lazzaretto è di scena Cristina Kristal Rizzo in “Groove (is in the heart)”, un progetto in cui la danza si manifesta come gesto dʼintimità nello spazio pubblico.

L’11 ottobre nel Parco degli Anelli a Sant’Elia è la volta di “Beat”di Igor x Moreno, un lavoro sull’identità e sulla nostra capacità di proiettare infinite versioni di noi stessi. Nelle serate di sabato 24 e domenica 25 ottobre il Lazzaretto ospita una coreografia sulle atrocità del nazismo: Lucrezia “Lupa” Maimone, insieme a dieci danzatori, presenta “La table verte” dall’omonima opera del coreografo Kurt Jooss, premonitrice dell’avvento del nazismo e della nascita del Terzo Reich. Una coproduzione Oltrenotte e Tersicorea.
Art Du Déplacement: dal 20 al 25 ottobre nelle strade di Sant’Elia insieme a Laurent Piemontesi, e agli artisti di Carovana Smi (Andrea Melis, Maria Benoni, Rosalie Rivera, Fatima Dakik, Silvia Messina, Luca Marcia, Raul J. Boongaling, DJ Yoko, i danzatori di break dance Mattia Campagnola e Daniele Cortese), quattro giornate di “parkour”, danze multiculturali e arte relazionale, con itinerari performativi aperti al pubblico il 23 ottobre a Pirri e il 25 ottobre a Sant’Elia, collegati da Stazione di Transito Prm, momenti di gioco mediatico/performativo con la regia di Ornella D’Agostino. Il 23 ottobre il Giardino della scuola di Via Santa Maria Chiara a Pirri ospita “Tepe traccia in divenire” un progetto di danza di e con Donatella M. Cabras sul principio della “apofenia”, la tendenza a scorgere immagini note dove non ce ne sono, e la seconda versione di “Voce”, di Giulia Cannas.
Fitta anche a rete di appuntamenti con una serie di itinerari d’arte relazionale. A Sant’Elia, il 7, 10 e 12 ottobre il concept di Ornella d’Agostino “Lavorare stanza” una riflessione “sul tema della stanchezza e sui linguaggi performativi come strumento di trasformazione in forza vitale”.

Il 15 ottobre nella spiaggia di Giorgino appuntamento con “Iride Lab”, esplorazioni site-specific dell’area per invitare all’ascolto, alla percezione e alla scoperta di nuovi punti di vista in compagnia della coreografa Marta Bellu. Due giorni dopo mattina dedicata a “Nonturismo Giorgino – Luna, il pesce mangiaplastica”, regia di Lorenzo Mori, un percorso che unisce divulgazione scientifica, performance e attenzione per l’ambiente a cura del gruppo teatrale Riverrun, con il biologo marino Davide Mocci. Al pomeriggio arriva anche la performance “Tracce – In cammino”, un viaggio tra teatro fisico, parole e installazione con Michèle Kramers, Anna Melchiorri, regia del Theatre en vol.
Tra gli altri eventi allestiti da “Un Mare di Danza”, dal 18 al 29 ottobre c’è l’ospitalità in residenza artistica dell’artista palestinese Rafat Asad, fondatore della galleria Al.Mahatta e membro della Lega degli artisti palestinesi. Il suo”Crossing: movement, boundaries, and everyday experience” è un percorso di ricerca artistica sulle periferie aperto a tutti, che invita a ragionare sulla natura dei luoghi, intesi non come semplici sfondi, bensì realtà capaci di influenzare il nostro stato. Infine il 18 ottobre una giornata ricca di appuntamenti a Giorgino dove si terrà una Processione a mare, dove comunità di Giorgino e Sant’Elia si uniranno in “Approdi per la pace”, un itinerario, tra mare e terra, per un rito religioso e laico di cui Ornella D’Agostino cura drammaturgia di danza e musica multidisciplinare (coincide con la festa patronale del quartiere ed è allestita in collaborazione tra con il comitato del Villaggio dei pescatori). Itinerari e installazioni del musicista e geologo Luca Marcia, “Ode ai popoli sul mare”. Marta Bellu in “Iride. Geometrie liquide, danze cristalline” proporrà una performance site-specific che si pone all’interno della ricerca di una nuova generazione di linguaggio, mentre alle 20 l’Orchestra Sardegna Sinfonica diretta da Raimondo Mameli eseguirà “La serva padrona” da Giovanni Battista Pergolesi con Ornella D’Agostino che cura la drammaturgia del movimento e dello spazio.

Paesaggi del corpo – Velletri
A Velletri approda invece il festival “Paesaggi del corpo” diretto da Patrizia Cavola. Sua è anche la coreografia -firmata con Ivan Truol- della versione integrale al debutto assoluto, il 3 ottobre alle 18,30 al Teatro Artemisio Gianmaria Volontè di “Aghingò”della compagnia Atacama. Il lavoro nasce dal recupero di un patrimonio di giochi di strada, filastrocche e rituali collettivi legati all’infanzia e “lo mette in relazione con una contemporaneità sempre più caratterizzata dalla presenza dei dispositivi digitali. Il gioco diventa così materia coreografica e strumento per interrogare il modo in cui sono cambiate le forme della relazione, della condivisione e dell’esperienza collettiva”.
La serata prosegue con “Panta Rhei” messo in scena dalla Compagnia Petranuradanza / Megakles Ballet coreografia di Salvatore Romania e Laura Odierna. Ispirato al principio eracliteo del divenire, il lavoro porta in scena “due corpi immersi in un flusso continuo, nel quale cicli, trasformazioni e instabilità diventano elementi di una ricerca sulla natura transitoria dell’esperienza”.
Sabato 11 ottobre alle 18.30, ancora al Teatro Artemisio Gian Maria Volonté spazio a “R.osa -10 esercizi per nuovi virtuosismi” , coreografia di Silvia Gribaudi, interpretata da Claudia A. Marsicano. Lo spettacolo interroga ”i modelli attraverso i quali vengono rappresentati il corpo e la donna, trasformando il virtuosismo da dimostrazione di abilità a occasione di confronto con le norme e le aspettative sociali”.

Factory Fest- Umbria
Attraversa tutta l’Umbria da Spoleto a Foligno, Campello sul Clitumno, Spello e Perugiala sesta Festa delle arti performative Factory Fest 2026 ideato da Gestioni Cinematografiche e Teatrali con la MaMa Umbria International, direzione tecnica di Elisabetta ed Emiliano Pergolari con l’intento di trasformare teatri e spazi culturali in una scena diffusa per le arti performative contemporanee. Il titolo prescelto per questa nuova puntata “Fuori di sé”,invita a “spostare il proprio punto di osservazione e a uscire dal centro dell’io per confrontarsi con ciò che sta fuori: l’ambiente, gli altri corpi, la comunità, la storia, il conflitto, il suono. Una postura che attraversa un programma in cui teatro, danza, musica, performance, installazioni, cinema, radio e formazione si incontrano e si contaminano”.
Il primo incontro è con i luoghi, dell’ambiente, delle altre forme del vivente. Nella performance “Bloom &Doom” Caterina Moroni attraversa insieme a un gruppo di bambine e bambini di Campello il “collasso climatico e la trasmissione tra generazioni, invertendo le consuete posizioni di chi guida e di chi è chiamato a seguire” (3 ottobre a Campello). Nello stesso giorno il nuovo progetto teatrale di Elisa Pol e Chiara Lagani, “La vita degli animali”, sposta ancora lo sguardo, “interrogando il modo in cui abitiamo la terra e la relazione che costruiamo con il mondo animale”. (Palazzo dei Due Mondi a Spoleto). In “Dedica” la danza di Sara Sguotti è “lo spazio stesso a intervenire sul gesto e sulla partitura, in un lavoro che si costruisce nell’incontro con ciò che accade intorno” (8 ottobre, Palazzo Candiotti a Foligno). Il mondo attuale è segnato da violenze, catastrofi, disuguaglianze” “un fuori che entra dentro le vite, le modifica, le consuma. In “Alla linea”, tratto da Joseph Ponthus, Tripee Teatro porta sulla scena “la ripetizione alienante della fabbrica e un corpo sottoposto al tempo della produzione”. (9 ottobre nel Teatro Subasio, Spello). “Comeback” coreografia di Fabritia D’Intino e Agnese Banti attraversa “i meccanismi dell’idolatria nell’Occidente contemporaneo” (4 ottobre Cantiere Oberdan, Spoleto), mentre in “Kamikaze” Giulio Santolini porta “all’estremo lo sforzo di compiacere il pubblico, fino a fare dell’aspettativa e dello sguardo altrui una pressione sul corpo stesso della performance”(2 ottobre Auditorium Pacifici, Campello).

Agnese Banti è anche l’autrice della performance “Speaking the cables” (3 ottobre, Cantiere Oberdan, Spoleto). Lacasadargilla in “La svastica sul sole Experience”, costruisce “una realtà alternativa nella quale gli esiti della Seconda guerra mondiale sono invertiti, facendo vacillare il confine tra storia, distopia e possibilità del presente (10 ottobre, Palazzo Candiotti, Foligno) In “Arlecchino” di Zaches Teatro, è “un teatro in rovina a restituire l’immagine di un mondo che cade a pezzi, ma nel quale continua a muoversi una forza ostinata e vitale” (11 ottobre, Teatro Subasio, Spello). “Due di Notte” di Pennacchia/Serrani concentra invece a teatro “tutto nello spazio fragile della relazione e nel tentativo di dirsi ciò che resta prima che il tempo finisca” (ex Zut/Nuovo cinema Vittoria, Foligno). E’ per quattro spettatori alla volta “Non una voce” di Ultimi Fuochi: un mondo quasi svuotato della presenza umana, nel quale la possibilità stessa della relazione sembra essersi dissolta. Quando non resta più nessun altro, anche uscire dal sé diventa impossibile…” (9 ottobre, Spazio pubblico, Foligno). In “Verso la specie” . Coreografia di Claudia Castellucci . Compagnia Mora, la danza torna “verso un impulso originario, osservando ritmi umani, animali, vegetali e minerali e facendo emergere la singolarità del corpo dentro un movimento comune” (11 ottobre, Chiostro San Giacomo, Foligno). In “POP”coreografia di Nicola Galli, “presenza, gioco e movimento mettono progressivamente in moto un’azione corale”. (2 ottobre, Cortile Auditorium Campello). La danza di “Re-Penelope” di Cult of Magic riprende invece “una figura confinata per secoli nello spazio dell’attesa e ne rovescia la postura, facendo della presenza femminile una possibilità di azione politica e collettiva” (4 ottobre Cortile Palazzo Collicola, Spoleto). In “Lori”,Nicoletta Nobile attraversa “parola, memoria e performance, lasciando che il racconto privato assuma una forma nuova davanti a chi ascolta” (10 ottobre, Ex Zut/Nuovo Cinema Vittoria, Foligno). Spazio anche ai suoni. Iniziando da Lino Capra Vaccina e Mai Mai Mai con una ricerca che “attraversa una materia acustica e rituale in cui memoria, folklore e sperimentazione si contaminano” (9 ottobre, Oratorio del Crocifisso, Foligno). “ Enrico Malatesta plays Éliane Radigue’s Occam XXVI” è l’evento musicale atteso l’11 ottobre a Palazzo Candiotti di Foligno.

Prima nazionale del duo composto dalle cantanti Antonina Nowacka e Sofie Birch che in “Hiraeth” aprono nuovi paesaggi sonori (8 ottobre, Oratorio del Crocifisso, Foligno). Progetto musicale speciale quello del 10 ottobre nell’Auditorium San Domenico di Foligno che riunisce assieme Alfio Antico, Colapesce e Mario Conte per riportare “il suono a una dimensione primitiva, ancestrale e magica”. Ancora sulle punte. “Danza Insieme: Parade -Un atto di presenza” guidato da Lucia Guarino è uno spettacolo dove “ il gesto individuale entra in una pratica condivisa; accade quando la relazione tra chi agisce e chi guarda smette di essere soltanto frontale e diventa presenza comune”. Con Lucia Guarino, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana (8 ottobre, Piazza della Repubblica, e il 10 ottobre, Palazzo Candiotti, Foligno). Progetto Piuma, diretto da Mattia Maiotti e Debora Renzi in collaborazione con Occhisulmondo di Perugia, porta nel festival un percorso di formazione coreografica e creazione scenica, che trova la sua restituzione al Teatro Pavone con “Non è inferno” (4 ottobre), un lavoro sui corpi e sulle relazioni che prendono forma nello spazio della città. Per il cinema si proietta il docufilm“L’isola del teatro” di Velia Papa ed Eleonora Diana. A seguire incontro con Velia Papa, a cura di Stefano Romagnoli (3 ottobre, Sala Pegasus, Spoleto). Altri appuntamenti:“Upside Down #5”. talk di Silvio Impegnoso (11 ottobre, Palazzo Candiotti, Foligno). Lo stesso Impegnoso con Lisa Tonelli cura anche il percorso di educazione rivolto agli adolescenti, “Il Lampadario”. Presentazione infine della rivista di cultura teatrale “La Falena” con Rodolfo Sacchettini e Altre Velocità (11 ottobre, Palazzo Candiotti, Foligno).

La Mitologia della Danza contemporanea- Tarquinia
Proseguono a Tarquinia, nei locali del Museo Archeologico di Palazzo Vitelleschi, gli incontri con i nuovi linguaggi coreografici. Il festival, affidato alla direzione artistica di Paola Sorressa dà appuntamento sabato 3 ottobre a un convegno dedicato al rapporto tra mimo e danza curato da Gianluca Bocchino. Alle 18 nel Chiostro Mandala Dance Company presenta (ore 18) la coreografia di Paola Sorressa “Omaggio a Sofonisba Anguissola”, celebre pittrice rinascimentale. Il giorno dopo alle 20,30, Artemis, compagnia emilianoromagnola, porterà in scena “Inferno.Terra del Fuoco” di Monica Casadei. La coreografia non “ricostruisce il poema dantesco, ma ne interroga i temi attraverso il movimento: desiderio, trasgressione, metamorfosi, conoscenza e destino”. Dalla Campania giunge invece Arb Dance Company il 10 ottobre (ore 20,30) con “The Reveal” di Francesco Annaruma. Come gli antichi eroi “chiamati a raggiungere l’Olimpo, i giovani interpreti intraprendono un viaggio al fianco dei maestri, confrontandosi con la tradizione e aprendosi a nuove possibilità espressive”. Chiude il festival l’11 ottobre il gruppo toscanoAdarte con “Ora parlami d’amore”, coreografia di Paola Vezzosi, liberamente ispirata al mito di Eros e Thanatos. “La creazione parte dall’immaginario post-mortem di Giulietta e Romeo per riflettere sul dualismo tra impulso vitale e dissoluzione”.

Generazione danza- Milano
E’ in corso a Milano da metà settembre e fino all’8 dicembre, “GenerAzione Danza” ossia “sinergie performative, tra corpi, luoghi e architetture sonore”. Gli appuntamenti in campo di questa rassegna ideata da Maria Carpeneto per Il filo di paglia/Mowlab, in codirezione artistica con Elf teatro “mettono in dialogo danza contemporanea, teatro di ricerca, performance site-specific, musica antica e sperimentale, letture performative, video-creazione, equitazione naturale, la rassegna nasce con l‘obiettivo di abitare gli spazi della città non come eventi eccezionali, ma come pratiche vive, capaci di tessere relazioni tra generazioni, comunità e territori”. Cinque i luoghi attraversati: Casa Chiaravella, bene confiscato alla mafia, Il Cielo sotto Milano, Zona K. Elf teatro e Spazio Fattoria hub di danza contremporanea alla Fabbrica del Vapore. Il progetto – segnalano gli organizzatori – si inserisce nel centenario della nascita di Giangiacomo Feltrinelli (Milano, 1926). Come Feltrinelli portò l’editoria nelle periferie e sostenne il “new theatre”, la rassegna porta la danza, il teatro e la musica d’eccellenza in luoghi simbolo della città, traducendo l’eredità feltrinelliana in pratica performativa contemporanea”.
Dopo il “Collective Walk –A passo riunito: equitazione naturale e danza nell’attraversamento performativo del luogo di Phoebe Zeitgeist, regia di Giuseppe Isgrò, con la partecipazione dell’associazione Il Branco e i suoi cavalli, i bambini della Comunità Casa Chiaravalle e le artiste Francesca Frigoli, Maria Carpaneto, che ha inaugurato il ciclo di appuntamenti lo scorso 13 settembre ora è la volta, il 4 ottobre alle 18,30 a Elf Teatro delle letture per adolescenti “Se bastasse un libro” a cura di Civil Words, regia di Elisabetta Fraccareta.

Una lettura scenica di brani tratti da “Senior Service” (2001) edito Feltrinelli, a cura di Carlo Feltrinelli, che racconta “del padre Giangiacomo -editore rivoluzionario e capitalista, miliardario e guerrigliero, padre amorevole e terrorista – in una biografia intima, documentata e appassionante, per riflettere sul valore della cultura come mezzo per cambiare il mondo e sulla responsabilità dei privilegi”.
Il 25 ottobre al Cielo sotto Milano il debutto dello spettacolo “Fuoricampo”, ideazione, coreografia e interpretazione di Melania Pallini danzatrice under 35, regia tecnica video e audio di Jacopo Nocentini. Questo progetto “lavora sulla convivenza di due paesaggi: quello virtuale del video, costruito e montato, e quello reale e istantaneo del corpo in presenza, che non si lascia montare e che tradisce ciò che la camera nasconde”.
7 novembre. A Zona K incontro descrittivo e performativo alle ore 11 con Antonio Rezza e Flavia Mastrella che condivideranno con iol pubblico la storia e il loro metodo di lavoro. Alle 18,30, letture per adulti “Le rivoluzioni di Orlando” a cura di Civil Words e la regia di Elisabetta Fraccacreta. Partendo dagli scritti “Senior Service”, “Giangiacomo Feltrinelli” e “L’editore guerrigliero”, la lettura scenica fa “riferimento al nome da partigiano di G.G Feltrinelli e si concentra sia sulla rivoluzione culturale, ma soprattutto sulla deriva violenta che hanno preso le sue idee negli anni ’60, cercando di rispondere all’interrogativo: cosa fare quando la cultura non basta?”
8 novembre. Al Cielo sotto Milano la prima di danza under 25 “Manifesto di resa”, coreografia di Alessandra e Roderta Idolfi con i danzatori Eleonora Gambini, Alessandra Indolfi, Roberta Indolfi, Giuseppe Zagaria, una produzione Zerogrammi. Lo spettacolo nasce da una riflessione “sulla società iperproduttiva che misura il valore dell’essere umano attraverso il risultato. Il gioco della campana diventa dispositivo scenico e metafora di un sistema che cede: giocare è un gesto di resistenza, una pratica di sopravvivenza”.

f14 novembre. Elf teatro (ore 20,45), Sofia Monsalve, attrice e regista di origine colombiana va in scena con “La donna che dorme” della stessa Monsalve e Angelo De Matteis. Scene e luci di Roberto Tarasco. Lo spettacolo è ispirato all’ “immaginario favolistico di Sole, Luna e Talia de “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, una delle prime versioni de “La Bella Addormentata”, e a forme drammaturgiche frammentate come “Not I “di Samuel Beckett”.
21 novembre. Elf Teatro (20,30) : l’ensemble di musica antica, under 35, Abail Redon presenta “Miezz’ a chiazza– Canzoni villanesche alla napolitana, di Aball Redon, con Luca Bocchia (canto, salterio, percussioni), Penelope Falsitta (canto), Elisa Omodei Zorini (liuto).
28 novembre. Elf Teatro (20,45): in scena “Hansel e Gretel “di e con Isobel Kara(Emanuele Balsamo e Chiara Ritelli), supervisione alla regia di Elisabetta Fraccacreta, un progetto musicale e teatrale under 35 prodotto da Isobel Kara, che ha radici nella musica antica, nel cantautorato sperimentale e nel gioco.
5 dicembre. Spazio Fattoria, presso Fabbrica del Vapore (ore 20,45): debutto in prima nazionale dello spettacolo “Ad Vitam Aeternam” di e con il danzatore e coreografo Hervé Diasnas, autore anche delle musiche. Dalle note: “La danza si nutre di ciò che è primordiale e condiviso e di ciò che è enigmatico e irraggiungibile come il sorriso della Gioconda. Il corpo è già esposto, senza difese. Se non si vede, si ascolta: il battito cardiaco diventa guida”. Alle 21,30 debutta “Solo for Barre” di e con Julyen Hamilton, pioniere della New Dance nei Paesi Bassi. E’ considerato uno dei massimi artisti a livello europeo dell’improvvisazione..In questo solo Hamilton proporrà un omaggio danzato a Barre Phillips, celebre bassista che ha influenzato generazioni di musicisti e danzatori. “Per anni Hamilton e Phillips si sono esibiti in duo, in tutta Europa e negli Stati Uniti, con un’intesa unica e istantanea sul timing, sul fraseggio, sullo stare insieme nello spazio e nel tempo mentre creavano musica e danza nel momento”.

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