Energia
Gruppo CAP aggiorna il Piano Industriale al 2037: investimenti oltre il miliardo di euro
Via libera dell’Assemblea dei Soci all’aggiornamento del Piano Industriale e di Sostenibilità: focus su sicurezza idrica, resilienza climatica, digitalizzazione e transizione ecologica
Via libera dell’Assemblea dei Soci di Gruppo CAP all’aggiornamento 2026 del Piano Industriale e di Sostenibilità, che definisce le strategie dell’utility pubblica per il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano fino al 2037. Il nuovo piano punta su sicurezza idrica, resilienza climatica, contrasto ai microinquinanti emergenti, economia circolare e digitalizzazione, con investimenti complessivi che supereranno il miliardo di euro entro il prossimo decennio.
Contestualmente, l’Assemblea ha nominato il nuovo Consiglio di amministrazione per il prossimo triennio, confermando Yuri Santagostino nel ruolo di presidente e amministratore delegato.
Investimenti in crescita: il piano supera il miliardo di euro
Il nuovo Programma degli Interventi (PDI) 2026-2033 raggiunge un valore complessivo di 925,4 milioni di euro, in aumento di 57,3 milioni rispetto alla pianificazione precedente. L’aggiornamento incorpora anche i dati consuntivi del 2025 e anticipa al 2026 opere considerate prioritarie per circa 43 milioni di euro.
Tra gli interventi principali figurano gli investimenti destinati alla gestione dei microinquinanti emergenti, pari a 23,8 milioni di euro, il potenziamento degli impianti di depurazione per 8,5 milioni e la messa in sicurezza delle reti acquedottistiche con ulteriori 7,4 milioni.
Grazie al prolungamento dell’affidamento del servizio al 2037, il piano prevede investimenti incrementali per 370 milioni di euro entro il 2033, portando il valore complessivo degli interventi a 1,065 miliardi di euro. A questi si aggiungono ulteriori 365 milioni previsti nel quadriennio 2034-2037.
“Con l’aggiornamento del Piano Industriale e di Sostenibilità, Gruppo CAP compie un salto di scala nella propria capacità di investimento e di programmazione. Il Programma degli Interventi 2026-2033 raggiunge 925,4 milioni di euro e, grazie al prolungamento dell’affidamento al 2037, porta il valore complessivo degli interventi oltre la soglia del miliardo”, ha dichiarato Yuri Santagostino.
“È una pianificazione industriale orientata alla sicurezza idrica, alla resilienza delle reti, al potenziamento della depurazione, al contrasto dei microinquinanti emergenti, alla digitalizzazione e alla cybersecurity. Il nostro obiettivo è trasformare questi investimenti in opere, efficienza, innovazione e qualità del servizio, rafforzando il ruolo di Gruppo CAP come operatore pubblico industriale al servizio dei territori e della transizione ecologica”, ha aggiunto il presidente e AD del gruppo.
Le opere strategiche e la resilienza climatica
Il piano accelera anche alcuni dei principali cantieri infrastrutturali del gruppo. Tra questi la BioPiattaforma di Sesto San Giovanni, con l’obiettivo di completare la linea fanghi entro il 2027, gli interventi per la Centrale Pozzi di Cornaredo da 36 milioni di euro e il programma di ammodernamento tecnologico dei depuratori di Peschiera, Truccazzano, Parabiago e Pero, per un valore complessivo di 47,9 milioni.
Una quota pari a 83 milioni di euro sarà invece destinata all’adattamento climatico, con interventi sul sistema fognario, la realizzazione di vasche di laminazione e la riduzione delle cosiddette acque parassite.
“La nostra priorità è trasformare le risorse stanziate in opere concrete, rispettando tempi e obiettivi del Piano”, ha spiegato Michele Falcone, direttore generale di Gruppo CAP.
“Questo significa accelerare sui cantieri strategici, rafforzare l’integrazione industriale con ZeroC, ALA e Neutalia per costruire una filiera sempre più efficiente tra acqua, energia e rifiuti. Allo stesso tempo, stiamo investendo sulla digitalizzazione e sull’intelligenza artificiale come strumenti operativi per migliorare la gestione del servizio”, ha proseguito Falcone.
Secondo il direttore generale, il nuovo digital hub consentirà di monitorare le reti in tempo reale, ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche, aumentare l’efficienza degli interventi e valorizzare gli investimenti.
Energia, AI ed economia circolare
Il piano industriale coinvolge anche il settore energetico e quello dei rifiuti. Attraverso CAP Evolution, il gruppo punta entro il 2026 a raggiungere il 21% di energia elettrica autoprodotta e ad avviare l’impianto di Rozzano dedicato al trattamento dei rifiuti liquidi.
Nel polo ZeroC prosegue inoltre l’integrazione della linea FORSU con il futuro polo integrato, mentre continuano lo sviluppo di ALA e l’attuazione del piano industriale di Neutalia, che vale 105 milioni di euro.
Tra gli elementi centrali della strategia compare anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa per l’ottimizzazione dei processi industriali e il consolidamento dell’hub tecnologico digitale del gruppo.
Sul fronte della sostenibilità, il gruppo prevede il completamento dei progetti PNRR “Città Spugna” e l’avvio del Piano Metropolitano di Resilienza e Rigenerazione dedicato al drenaggio urbano. Prosegue inoltre il piano di elettrificazione della flotta aziendale, che raggiungerà il 26%.
I risultati economici e il nuovo CdA
L’aggiornamento del piano arriva dopo un esercizio 2025 chiuso con ricavi pari a 500,5 milioni di euro e un utile netto di 36,4 milioni. L’EBITDA si è attestato a 142,2 milioni, mentre il patrimonio netto ha raggiunto quota 984,5 milioni di euro.
L’Assemblea dei Soci ha infine nominato il nuovo Consiglio di amministrazione per il prossimo triennio. Oltre alla conferma di Yuri Santagostino come presidente e amministratore delegato, il CdA sarà composto da Karin Eva Imparato, vicepresidente, e dai consiglieri Luciana Dambra, Barbara Mancari e Ugo Vecchiarelli.
Secondo il gruppo, il rinnovo della governance garantirà continuità nell’attuazione degli obiettivi previsti dal Piano Industriale al 2037.

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