Turismo

Monte Bianco, la montagna accessibile non è un’utopia

Dalle esperienze a Pila e Skyway Monte Bianco, AISM rilancia una visione di turismo inclusivo come modello per il futuro

30 Luglio 2026

CORMAYEUR. Non un convegno, ma un’esperienza vissuta. È da qui che parte la riflessione di AISM sull’accessibilità in montagna, dopo una serie di appuntamenti organizzati in Valle d’Aosta che hanno coinvolto persone con diverse disabilità in alcuni dei luoghi più rappresentativi del territorio, da Pila a Skyway Monte Bianco.

L’obiettivo non era semplicemente visitare due eccellenze turistiche della regione, ma verificare sul campo quanto una montagna realmente accessibile possa trasformarsi in un patrimonio condiviso. Perché inclusione significa prima di tutto poter vivere gli stessi luoghi, negli stessi tempi e con la stessa dignità di ogni altro visitatore.

L’esperienza ha mostrato come la Valle d’Aosta disponga già di realtà capaci di coniugare qualità dell’offerta turistica e attenzione all’accessibilità. Skyway Monte Bianco rappresenta uno degli esempi più significativi di come anche l’alta quota possa essere resa fruibile a un pubblico ampio, mentre Pila continua a investire in un turismo sempre più inclusivo. A questo si aggiunge il lavoro svolto negli ultimi anni sul patrimonio culturale regionale, con castelli e siti di interesse sempre più attenti alle esigenze di tutti i visitatori.

Per AISM, però, il punto non è celebrare le buone pratiche, ma semmai chiedersi come trasformarle in un modello stabile.

“L’accessibilità non è un servizio aggiuntivo, ma un modo diverso di progettare il territorio – sottolinea Marco Pizzio, responsabile del Turismo Accessibile di AISM – . Quando una persona con sclerosi multipla o con un’altra disabilità può vivere un’esperienza in montagna in autonomia e sicurezza, significa che quel luogo è stato pensato meglio. E un luogo progettato meglio è un luogo che funziona per tutti”.

Un concetto che, secondo Renato Ramolivaz, presidente della sezione AISM Valle d’Aosta, deve tradursi in una visione condivisa. La nostra regione ha tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento nazionale sul tema dell’accessibilità in montagna. Le esperienze vissute in questi giorni dimostrano che il percorso è già iniziato, ma serve una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, operatori turistici, associazioni e territorio”.

A rafforzare questo percorso è anche il contributo del Forum delle disabilità, attraverso il lavoro della referente Cecilia Lazzarotto, che da anni promuove il dialogo tra associazioni ed enti locali affinché l’accessibilità diventi un principio trasversale nelle politiche pubbliche e non un intervento limitato a singoli progetti.

Il Monte Bianco continua a essere uno dei simboli della montagna italiana nel mondo. Ma da oggi, anche un simbolo di accessibilità. La sfida lanciata da AISM, dopo le giornate vissute tra Pila e Skyway, è che possano diventare un nuovo modo di intendere l’inclusione: non un’eccezione, ma un criterio con cui progettare il turismo, la mobilità, la cultura e la fruizione del territorio.

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