Finanza
Considerazioni di Intesa Sanpaolo in merito alle operazioni comunicate da Banca MPS
Intesa Sanpaolo modifica l’Opas su Mps aumentando la componente cash e chiarisce gli effetti delle decisioni dell’assemblea del 29 ottobre
Intesa Sanpaolo modifica i termini dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi di Siena e chiarisce le conseguenze che alcune decisioni dell’assemblea di Mps del 29 ottobre avrebbero sull’operazione. La componente in contanti dell’offerta sale da 1 a 1,25 euro per azione Mps, mentre resta fissato a 1,6 azioni Intesa Sanpaolo il rapporto di cambio.
La banca ha inoltre comunicato che, qualora l’assemblea di Mps approvasse una o entrambe le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, i relativi aumenti di capitale o la riduzione volontaria del capitale sociale prevista tra i punti 3 e 5 della parte straordinaria, considererà non avverate le condizioni di efficacia dell’Opas e non vi rinuncerà. In questo scenario l’offerta diventerebbe definitivamente inefficace.
Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Intesa Sanpaolo del 5 giugno 2026, pari a 5,682 euro, il nuovo corrispettivo attribuisce a ciascuna azione Mps un valore di 10,341 euro, corrispondente a un premio del 15,3% rispetto agli 8,970 euro registrati dal titolo Mps nella stessa data. In caso di adesione totalitaria, il controvalore complessivo dell’Opas sarebbe pari a 31,4 miliardi di euro, di cui 27,6 miliardi in azioni e 3,8 miliardi in contanti.
Nel comunicato Intesa Sanpaolo espone anche le proprie valutazioni sulle operazioni annunciate da Mps su Banco Bpm e Banca Generali. Secondo ISP, le due Ops, promosse mentre è ancora in corso il processo di integrazione con Mediobanca, determinerebbero una struttura particolarmente complessa, con quattro entità coinvolte. Intesa sottolinea inoltre l’interdipendenza economica delle due offerte e i possibili costi legati all’integrazione dei diversi sistemi informativi. Si tratta, in questo caso, delle valutazioni formulate da Intesa Sanpaolo e non di elementi indipendentemente accertati.
Sempre secondo i dati riportati nel comunicato, prendendo come riferimento i prezzi del 5 giugno, precedenti all’annuncio dell’Opas di Intesa, le offerte di Mps incorporerebbero uno sconto dell’8,1% per Banco Bpm e del 3,2% per Banca Generali. Sulla media dei dodici mesi precedenti gli sconti indicati sono rispettivamente del 10,4% e del 7,9%.
Intesa illustra quindi il proprio progetto industriale. Le sinergie previste a regime sono stimate dalla banca in circa 2,9 miliardi di euro annui, 1,5 miliardi dal lato dei costi e 1,4 miliardi da quello dei ricavi. Nel perimetro destinato a rimanere in Intesa confluiranno circa 625 filiali Mps. Un altro perimetro, con circa 635 filiali e il marchio Mps, è destinato a Unipol e alla successiva combinazione con Bper.
Per Siena, il piano indicato da Intesa comprende la costituzione di un polo tecnologico, la valutazione di una nuova Direzione Commerciale in Toscana e l’attribuzione alla città di una sede secondaria di alcune strutture centrali del gruppo. Sul fronte occupazionale sono previste, per il perimetro che entrerebbe in Intesa, circa 6.800 uscite volontarie e un numero equivalente di nuove assunzioni, comprese circa 2.700 posizioni di Global Advisor.
Un ulteriore elemento riguarda l’eventuale acconto sul dividendo Intesa Sanpaolo 2026. Se lo stacco avvenisse prima del pagamento dell’Opas, il rapporto di cambio verrebbe adeguato verso l’alto per neutralizzarne l’effetto economico sugli azionisti Mps aderenti.
L’assemblea Mps del 29 ottobre rappresenta quindi una tappa rilevante per la prosecuzione dell’offerta: dalle deliberazioni sulle operazioni previste all’ordine del giorno dipenderà anche l’avveramento di alcune delle condizioni poste da Intesa Sanpaolo alla propria Opas.
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