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Finanza

La pazza idea di salvare Banca Progetto facendogli comprare BFF

Un disegno che a una prima lettura apparirebbe illogica ma a guardare bene una logica si trova: trasferire i problemi dalle banche al Tesoro.

10 Ottobre 2026
Voci di mercato riferiscono che qualcuno avrebbe fatto circolare tra i vertici di Banca Progetto una pazza idea: comprarsi BFF. Sarebbe interessante sapere chi ha proposto questa fantasmagorica via d’uscita dai noti guai, che tornerà utile quando sarà chiaro che Cerberus non è una soluzione praticabile per via del Golden power. Per inciso, non si capisce perché hanno mandato avanti Cerberus non considerando CF+, JC Flower, Lonestar (le cui proposte sono state portate in cda?), mandando via offerenti interessati a comprare business esteri. Perché? Perché si vuole sostenere la narrativa di una crisi grave che non c’è?
Ricordiamoci che Banca Progetto per la BCE è la peggiore crisi bancaria dall’introduzione del Meccanismo di Vigilanza Unico. E la BCE non ha visto niente di quello che c’era veramente in Banca Progetto, prima di esprimere questo giudizio lusinghiero.
Il disegno apparirebbe privo di logica: una banca disastrata che fa un’acquisizione?
BFF è una banca che genera utili significativi e di conseguenza ha una generazione di capitale interno molto importante, nonostante il «trattamento di favore» ricevuto da parte della Vigilanza, di cui magari varrà la pena parlare in futuro. Quindi una logica perversa potrebbe esserci, in questa ipotesi.
Il buco di Banca Progetto, come prevedibile, potrebbe rivelarsi molto più elevato del previsto, nell’ordine di miliardi di euro. Anche perché MCC non fa escutere molte delle garanzie sui crediti in default. E quindi il buco passa dal bilancio dello Stato alle banche che sono intervenute. E queste chiamano ad intervenire il fondo interbancario di tutela dei depositi. Quindi sarà necessaria una nuova ricapitalizzazione, forse diverse ricapitalizzazioni, e bisogna capire chi paga. Con grande imbarazzo per quelli che hanno combinato questo pasticcio, anche perché il problema si manifesta in tempi troppi ravvicinati rispetto all’intervento di salvataggio. E la Procura di Milano potrebbe tornare a guardarci, dopo essere stata bloccata da un intelligentissimo patteggiamento sulla 231 proposto dalla triade Severino-Sbisà-D’Alessandro. Che non copre però responsabilità personali. E se la Procura ci guardasse, vedrebbe che diversi protagonisti hanno giocato ruoli sia in Banca Progetto sia in BFF.
Quindi quale potrebbe essere il disegno? Se la Vigilanza decidesse di far svalutare a BFF gli interessi di mora e le spese, dovuti dallo Stato, potrebbe creare un beneficio nascosto utile a coprire parte del buco di Banca Progetto. A spese degli azionisti di BFF che hanno visto, forse anche per questo, il titolo crollare in borsa in questi giorni. Oggi credo che questa voce sia pari a circa 739 milioni di euro, transitati a conto economico, e 1.293 milioni complessivi (inclusa la parte non contabilizzata).
Semestrale banca bff
I conti semestrali Banca BFF
A questo si aggiungono gli interessi anatocistici che la banca non dichiara come importo ma che normalmente pesano tra il 20% ed il 30% del portafoglio. Quindi il tesoretto che BFF potrebbe portare a Banca Progetto potrebbe arrivare fino a 1,6-1,7 miliardi di euro. Di solito non si incassa tutto, la banca dichiara un incasso medio del 80% su interessi di mora ed accessori, ma questo rappresenta comunque un aiuto significativo per ridurre il fabbisogno di aumento di capitale di Banca Progetto e quindi l’imbarazzo di chi questo pasticcio l’ha causato.
Questi ricavi verrebbero contabilizzati al momento dell’incasso e quindi in modo progressivo, che si noterebbe poco. Ed il conto miracolosamente passerebbe dalle banche (problema di Banca d’Italia) allo Stato (problema del MEF).
Ci sarebbe un altro vantaggio: l’intervento su Banca Progetto è stato effettuato nell’ipotesi di continuità operativa della stessa. Non risulta tutta questa operatività di Banca Progetto oggi. Quindi comprarsi BFF risolverebbe anche un problema di mostrare operatività, destinato a riemergere in caso di nuovi interventi. L’aumento di capitale, comunque necessario a coprire il buco emergente, verrebbe giustificato non con l’esigenza di coprire perdite ma con la scusa di fare un’acquisizione.
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