Finanza
Mps, il proxy advisor ISS suggerisce di votare la lista del cda: «Meglio scegliere candidato per candidato»
Nonostante i dubbi, alla fine ISS dà il via libera alla lista del cda: sì a Palermo, Passera e Vivaldi, no al presidente uscente Maione e ai consiglieri Caltagirone e Lombardi. Avvertimento della Bce: «A.d. non sia nell’interesse di un singolo azionista».
Un nuovo tassello si aggiunge nella battaglia per l’elezione dei vertici di Banca Mps. Il proxy advisor ISS, società specializzata nel fornire indicazioni di voto agli investitori istituzionali, suggerisce di votare la lista proposta dal cda nell’assemblea degli azionisti del 15 aprile, dove due liste (l’altra è quella proposta dall’azionista Plt Holding) si contendono la maggioranza, mentre una terza lista punta dichiaratamente ai posti previsti per le minoranze.
«Pur riconoscendo i meriti della lista» di Plt Holding «e la validità di alcune argomentazioni avanzate dal proponente, un completo rinnovamento del consiglio in questa fase, unitamente alla reintegrazione dell’amministratore delegato uscente, non rappresenta una proposta sufficientemente convincente in questo momento».
Secondo Iss, «nel contesto attuale, tutt’altro che ideale, le problematiche relative alla composizione» del consiglio di amministrazione sono da affrontare «attraverso una votazione selettiva, candidato per candidato». La votazione sui singoli nomi avverrà, in base a quanto prevede la normativa, solo se la lista del cda dovesse risultare prima, conquistando la maggioranza dei seggi in consiglio. In questo caso, infatti, si procederà a una seconda votazione per candidato, a cui potranno partecipare anche gli azionisti che al primo giro si saranno espressi a favore di altre liste.
Ed è proprio su questo che potrebbero arrivare le sorprese. Mentre per la lista di Plt Holding il candidato alla carica di a.d. è l’amministratore delegato uscente Luigi Lovaglio (ormai ex visto che è stato privato delle deleghe), la lista del cda propone Fabrizio Palermo, attuale a.d. della multiutility Acea e ex a.d. della Cassa Depositi e Prestiti (dal 2018 al 2021). Sul nome di Palermo è in atto un confronto serrato tra autorità di vigilanza e i vertici uscenti della banca, avente a oggetto l’idoneità del suo profilo manageriale rispetto alla disciplina Bce cosiddetta “fit and proper” (onorabilità, professionalità, competenza, indipendenza, correttezza e tempo dedicato) applicabile agli esponenti aziendali bancari.
«La Banca centrale europea è preoccupata per le competenze bancarie del dirigente indicato dal consiglio di Monte dei Paschi di Siena per diventare amministratore delegato», ha riferito oggi all’agenzia Reuters una fonte con conoscenza diretta della vicenda. «Le preoccupazioni della Bce riguardo all’esperienza bancaria di Fabrizio Palermo (…) potrebbero avere un peso nella valutazione che la banca centrale effettuerà qualora Palermo venga eletto il prossimo mese alla guida del terzo istituto di credito italiano».
Le perplessità riguardano anche la sua vicinanza a un singolo azionista, il Gruppo Caltagirone, detentore di circa l’11,5% del capitale. Ma potrebbero essere superate con apposite prescrizioni imposte dalla Bce, una sorta di via libera soggetto a condizioni (da semplici corsi di formazione fino all’imposizione di buffer aggiuntivi di capitale).
La bocciatura del processo di selezione
Ad ogni modo, proprio su Palermo, Iss ha consigliato – nel caso si arrivi alla votazione singola – di votare a favore, così come per i candidati Corrado Passera e Carlo Vivaldi nonché di altri candidati indipendenti. A sorpresa, invece, viene proposto di non votare a favore del presidente uscente Nicola Maione, dei consiglieri Alessandro Caltagirone ed Elenca De Simone, entrambi esponenti del Gruppo Caltagirone e di Domenico Lombardi, presidente del comitato nomine. «Il processo di successione dell’amministratore delegato solleva diverse preoccupazioni: la società era pienamente consapevole del profilo di Lovaglio – scrive ISS agli investitori – e, già da un anno, del fatto che la banca risultante dalla fusione con Mediobanca sarebbe stata un’entità molto diversa, chiamata ad affrontare un difficile processo di integrazione. In questo contesto, l’apparente assenza di candidati interni e la fretta nel cercare candidati esterni danno l’impressione di una pianificazione della successione carente. Ancora peggio, questo processo inadeguato avviene nel contesto di un’operazione trasformativa, aggravando le potenziali conseguenze».
Le perplessità della Bce
Sul tema della scelta del futuro amministratore delegato, oggi il Financial Times rivela che in lettera inviata al presidente di Mps Nicola Maione, il 6 marzo scorso, i funzionari della Bce hanno affermato che il “dovere primario” del consiglio è agire nell’interesse della banca “e non di un singolo azionista”, con implicito riferimento all’azionista Caltagirone. «La Banca centrale europea ha avvertito Monte dei Paschi di Siena di scegliere il prossimo amministratore delegato nell’interesse della banca, piuttosto che in quello di un singolo azionista, segnalando una crescente preoccupazione a Francoforte per la governance dell’istituto italiano», scrive il quotidiano della City.
La Bce, continua FT, si aspetta che il candidato abbia un’esperienza bancaria rilevante, adeguata alle sfide del ruolo e alla complessità dell’istituzione: «Questo lascia intendere che la precedente esperienza di Fabrizio Palermo alla guida della Cassa Depositi e Prestiti potrebbe non soddisfare i requisiti per il ruolo in Mps». La banca senese ha invece comunicato che Palermo è il candidato più idoneo «sulla base di criteri oggettivi e predeterminati, tra cui esperienza professionale, capacità manageriali e coerenza con le esigenze strategiche della banca».
Iss non cela il suoo scetticismo sull’indicazione del candidato amministratore delegato, ovvero Fabrizio Palermo, dopo che inizialmente erano state messe sul tavolo tre ipotesi (oltre a Palermo, Passera e Vivaldi). «La successiva decisione, presa in una fase relativamente avanzata, di individuare un unico candidato preferenziale per la carica di Ceo – che non possiede un’esperienza manageriale diretta all’interno di un istituto bancario paragonabile alla combinazione di Banca Mps e Mediobanca – e di introdurre un ordine di preferenza tra i candidati potrebbe rafforzare ulteriormente i timori circa la solidità del processo», è la conclusione del proxy advisor.
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