Boston Naviglio VLD

Piccola Città

Arrivare da Boston per provare ad amarsi, senza vedersi, vicino a un Naviglio

di Jacopo Tondelli 24 Ottobre 2026

All’improvviso, al declinare di ottobre, è arrivato un umido fresco e molto autunnale, proprio dell’autunno di Milano. Dopo la pioggia la città assomiglia a sé stessa, soprattutto vicino ai corsi d’acqua. Mentre torno a casa, in un quartiere residenziale e geograficamente periferico, vedo due giovani donne con un bastone bianco e lungo che camminano nella direzione opposta alla mia, verso di me, tastando il marciapiede, e parlando tra loro in inglese. Sono due ragazze non vedenti, attorno ai trent’anni, e avanzano abbastanza spedite, ma una delle due ha uno smartphone vicino all’orecchio. Giro l’angolo dove loro sono ferme, rallento un attimo e sto per chiedere se posso aiutare, ma prima che lo faccia una delle due mi sente frusciare vicino e mi chiede, con chiaro accento statunitense: “Sorry, can you help us?”. Mi dice che cercano una pizzeria, e mentre lei ascolta una voce velocissima allo smartphone io leggo sullo schermo il nome. L’hanno appena sorpassata, e dico loro che se vogliono le accompagno all’ingresso. “Yes, please!”

Ho circa cinquanta metri per capire questa situazione stranissima, una sceneggiatura surreale anche per i più fantasiosi. Chiedo da dove vengono, e sono in visita da Boston, mi risponde una, “in the United States”. Le ha portate qui la curiosità per Milano e l’Italia, una delle due era stata a Roma. Poi, la speaker ufficiale del duo aggiunge: “Siamo amiche, poi si vedrà” e sorride. L’altra non sorride, ma mi segue spedita all’ingresso della pizzeria mentre si apre la porta a vetri con fotocellula. Il cameriere egiziano mi chiede se siamo in tre, e spiego che no, sono qui “solo per accompagnare le ragazze”.

Mi allontano, spaesato, dopo quell’incontro spaesante. Due giovani donne statunitensi, non vedenti e sole, in fondo a Milano, venute e vivere una piccola città remota, come piccola è la città da cui arrivano. Non hanno la vista, ma hanno la voglia. Hanno sicuramente la disponibilità economica, ma certo anche il desiderio e il coraggio di attraversare l’Oceano per venire qui, e capire che sarà di loro due. E in questo tragitto, posso guardare dove non si può vedere, ridisegnare i confini; parlare chiaro e lieve a uno sconosciuto senza neanche vederlo; obbligare anche me, sotto casa, a vedere vite così lontane da essere inimmaginabili. Più tardi torneremo alla Milano dell’Italia in Piazza e del Movimento 17 Ottobre, alle home page della cronaca con la paura e la speranza di cui ho scritto. Ma per un po’, almeno, voglio aggrapparmi a questa storia inimmaginabile di desiderio e libertà.

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