Teatro
Campsirago, il teatro ha un cuore verde
Dal 27 giugno al 5 luglio sul Colle di Brianza il festival itinerante del “Giardino delle Esperidi”. Teatro, paesaggio e natura in un mix di eventi per boschi, ville e antichi borghi. In scena Alessandra Cristiani, Oscar De Summa, Sanpapiè, Sergio Beercock e il monaco Seigaku
MILANO _ Da ventidue anni la scena contemporanea italiana ha un cuore green. Sta nella Brianza che non t’aspetti, a Campsirago, antico borgo immerso in una natura fatta di sfumature smeraldo che si stemperano nel celeste acquarello di un cielo che annuncia le Alpie vede lontana, appena accennata, la pianura e le torri moderne della metropoli milanese. E’ qui, luogo del cuore sul Monte San Genesio, un pugno di case immerse nel bosco del Colle Brianza, in provincia di Lecco: suggerisce la pace e invita alla creazione d’arte. Perfetta per la Residenza che opera tutto l’anno, accogliendo progetti e idee di chi vive facendo cultura con il teatro. Posto per gli incontri, e per creare. Conoscere e condividere progetti, sperimentare e riflettere: questa è una specie di zona franca che sta sulla linea tra fare e mostrare in anteprima ma anche spazio laico e ospitale per chi fa comunque arte, anche fuori da convenzioni e ufficialità. Campo di prova e palcoscenico di emozioni ed esperimenti è il festival che, rubato il titolo alla mitologia greca, Giardino delle Esperidi (laddove Eracle per la sua penultima fatica doveva raccogliere tre mele d’oro), propone dal 27 giugno al 5 luglio, un festival itinerante, dall’alba al tramonto, attraverso boschi e foreste, ville, cascine e borghi, in un territorio che comprende dieci comuni. Un sentiero a spirale tra spettacoli, performance e incontri dentro la natura davanti e dentro una decina di palcoscenici inediti, spazi da accarezzare con lo sguardo e vivere con spirito disponibile alla scoperta. Il cuore del programma è fatto di studi e anteprime nazionali, un fatto che rende questo festival unico nel suo genere tra scena, paesaggio e natura grazie all’insolita scommessa di attraversamento di spazi verdi e posti vissuti nel tempo come paesi e borghi che hanno mantenuto quasi intatto il loro antico charme.
In questo festival, annuncia il direttore artistico, il regista e teatrante Michele Losi “siamo un orizzonte che si muove lento”. A Campsirago “teniamo lontano il fragore delle guerre globali, oltre la montagna. Ci affacciamo all’altra faccia della luna. Attraversiamo il giorno e la notte, dall’alba al tramonto e dal tramonto all’alba creando alleanze inedite. La luce della natura rimanda la sua bellezza sul sorgivo, l’originario. È indifferente se siano Dioniso, Pan o Ecate a guardarsi nell’umano, o l’umano a vedersi in loro. Bisogna continuare a guardare alle storie antiche e accompagnare il performativo al rito. Perché è insieme a queste storie, a queste schegge scarnificate, che noi produciamo noi stessi”.

E’ quindi un inviato a immergersi completamente nell’arte e nella natura sorelle da sempre e complici di vita e desiderio.
Sono proprio di Losi i due progetti di tipo esperenziale che connoteranno questa edizione. Due eventi speciali, curati dal regista: “La notte di Ecate”, in programma la notte del 30 giugno, ed “Errando per antiche vie, Cap. 2: il Buddha silente del monte di Brianza”, in chiusura di festival il 5 luglio.
Il primo appuntamento è un dispositivo performativo notturno e consiste in un percorso dal tramonto all’alba in cui natura, teatro e danza si intrecciano in una drammaturgia diffusa: il pubblico, vivrà la notte come “soglia percettiva, in dialogo con l’archetipo di Ecate e con una dimensione profondamente liminale”. Il secondo è invece un cammino performativo della durata di 16 ore che attraversa sette luoghi tra il borgo di Mondonico e il Monte Barro, passando per la dorsale del Monte di Brianza e unirà pratiche zen con il monaco giapponese Seigaku, performance site specific e immersione nel paesaggio attraverso le pratiche di cammino. “Errando per antiche vie” è ispirato ai sette chakra e al loro farsi paesaggio nell’azione performativa ed è suddiviso in sette tappe: il pubblico ha la possibilità di condividere l’intero percorso o raggiungere i luoghi di spettacolo per assistere alle singole performance.
Prime e anteprime. “Il Giardino delle Esperidi” ospita la prima nazionale del nuovo spettacolo di Stefano Cuzzocrea, tre anteprime nazionali (di Azioni fuori posto, Erica Meucci e Sergio Beercock), due studi (di Oscar De Summa e Ippolito Chiarello) e una prima regionale di Luca Maria Baldini. Tra gli spettacoli più attesi, la nuova produzione di Giulio Santolini/ Collettivo Cinetico, il ritorno al festival di Alessandra Cristiani, la versione site specific di “My Age” di Silvia Gribaudi con Qui e Ora Residenza Teatrale e la storica performance “A(1)Bit“ di Sanpapié. Alcuni di questi lavori dialogano con gli archetipi: in sintonia con la figura di Ecate e Medea, il mito di Ciclope e i culti legati all’acqua.

27 Giugno. Si parte da Olgiate Molgora con l’anteprima di “Sogni al campo” di Filippo Porro, compagnia Azioni fuori Posto. Lo spettacolo, per trenta spettatori alla volta è concepito come un’azione collettiva. Attraverso la danza, i suoni, pratiche partecipative e un utilizzo poetico della tecnologia, il lavoro site specific riflette su “un possibile futuro sostenibile, evocando il passato contadino e interrogando il presente, dove cambiamento climatico, sfruttamento del suolo e sviluppo tecnologico dell’agricoltura hanno alterato il paesaggio e le tradizioni dei campi. Il progetto sonoro, ideato dal sound artist Biagio Cavallo, è un archivio di suoni e testimonianze provenienti da comunità rurali”. Alle ore 21 alla Corte San Donnino di Mondonico (Olgiate Molgora) va in scena il secondo studio di “UnoUno La cantata dell’eroe” di e con Ippolito Chiarello e con Bruno Galeone alla fisarmonica, nuova produzione di Nasca Teatri di Terra: è “la storia di una fuga forzata da una terra martoriata e prigioniera, ma tanto amata, e del lungo viaggio per approdare su una sponda nuova…”.
Un’ora e trenta dopo nella stessa Corte va in scena “Il cacciatore di streghe”, live dj set performativo di Filippo Renda con Rebecca Sisti e la dj performer Sofia Tieri, produzione Manifatture Teatrali Milanesi: un viaggio immersivo e collettivo dove “il teatro incontra la musica elettronica e la voce si fa incanto e resistenza”.
28 Giugno. Nella mattina e nel primo pomeriggio Michele Losi conduce due visite guidate nel bosco alle opere di land art di Campsirago Residenza: alle ore 11 il pubblico è accompagnato alla scoperta de “Il sentiero delle acque”, opera di Michele Losi con le musiche di Luca Maria Baldini e la voce narrante di Sebastiano Sicurezza: un percorso poetico, drammaturgico e sonoro alla scoperta della storia, della fauna e della flora selvatica dell’antico sentiero che unisce il borgo di Mondonico a quello di Campsirago. Alle 14.30 è ancora Losi a guidare il pubblico attraverso “Il sentiero di Giano”, un itinerario poetico, sonoro e di installazioni artistiche che valorizza il sentiero tra Palazzo Gambassi, cuore pulsante della Residenza di Campsirago e l’Eremo del San Genesio: sulla vetta del Monte di Brianza vi era un tempio dedicato a Giano Bifronte, divinità romana che presiede ai cambiamenti, ai cicli temporali, alle soglie. L’itinerario, composto dalle musiche originali di Luca Maria Baldini, dai testi di Michele Losi e Sofia Bolognini e dalle installazioni artistiche di Anna Turina, mette in evidenza la relazione “tra umano e non umano, tra le leggi della matematica e della fisica e la realtà biologica degli animali selvatici e delle piante nel trascorrere delle ere geologiche”.

Dal tardo pomeriggio il festival si sposta nel comune di Ello con uno degli spettacoli di maggior successo di Sanpapié: “A(1)Bit” storica performance itinerante e site specific che, dal 2018, attraversa luoghi più disparati nel mondo, confrontandosi con contesti differenti e rinnovandosi ogni volta in relazione ai luoghi agiti. Trenta spettatori alla volta sono invitati a seguire i cinque danzatori, indossando cuffie che riproducono la 1-Bit Symphony di Tristan Perich e un testo che contestualizza lo spazio (tre repliche alle ore 18, 19, 22.30),
Alle ore 21 spazio alla musica nella Piazza del Municipio di Ello con il concerto del Diletta Longhi Uranik Project (Diletta Longhi voce; Francesco Mascio chitarra elettrica; Giuseppe Sacchi tastiere e synth; Antonio Cicoria batteria): il sound spazia e fonde linguaggi differenti, dal jazz fino a sonorità moderne.
30 giugno. Appuntamento con “La notte di Ecate”, regia di Michele Losi, un lungo viaggio performativo dal tramonto all’alba, ispirato all’immaginario della dea Ecate, associata agli spazi liminali, agli incroci, alle soglie e, in epoca ellenistica e poi romana, connessa alla notte e ai suoi spiriti.Dopo la cena concepita come un’azione performativa collettiva (ore 21), il pubblico è suddiviso in tre gruppi, chiamati ad attraversare a rotazione tre diverse stazioni della notte: da una parte, la lettura delle carte con una nuova versione collettiva della storica performance di Campsirago Residenza “Hamlet private” (concept e performer Giulietta De Bernardi e Anna Fascendini); l’esperienza della sauna come tempo di sospensione, ascolto e trasformazione; infine, l’immersione nel bosco attraverso un cammino rituale. A guidare il pubblico, oltre a Michele Losi, sono le attrici e gli attori di Campsirago Residenza Sofia Bolognini, Noemi Bresciani, Stefano Pirovano e Benedetta Brambilla. Alle 24 la danzatrice e coreografa Alessandra Cristiani porta in scena “Langelo”,performance site specific prodotta da PinDoc. “Langelo” tenta “un’esperienza percettiva nell’usufruire come luogo performativo la natura nell’accezione di profonda dimora che possa accogliere, generare, indagare la dimensione del corpo e del silenzio. Una sensibilità, un’attenzione che si riversa all’unisono verso sé stessi e verso l’altro”. Al termine dello spettacolo, i tre gruppi riprendono il loro movimento, continuando ad alternarsi nelle diverse esperienze fino all’alba. Alle 5 del mattino a Campsirago Residenza va in scena in prima nazionale “Senza P.” di e con Stefano Cuzzocrea, uno spettacolo di teatro di figura e d’attore che “intreccia fiaba, sogno, ombre, gioie e paure; un viaggio poetico dentro il sentimento di smarrimento, la fatica del vivere e la necessità di ricominciare”. “La notte di Ecate” si conclude alle 5.45 del mattino con una colazione condivisa nella corte di Palazzo Gambassi.

2 luglio. Il festival riprende a Villa Sirtori di Olginate (ore 21) con “Un’altra Medea” di Margine Operativo (vedi foto in alto) performance che ibrida il teatro con la danza, il mito di Medea con la contemporaneità. Lo spettacolo, con la regia di Pako Graziani e ispirato al romanzo di Christa Wolf, è “un’immagine plurale, un eco che risuona, una traccia polifonica, uno sguardo incrociato”. In scena Lucia Cammalleri evoca Medea non come “una barbara incline alla violenza irrazionale, ma come donna detentrice di un sapere antico e profondo, legato al corpo e alla terra, che, come Cassandra, possiede un “secondo sguardo” e svela il crimine su cui si fonda il potere”.
Alle ore 22 Sergio Beercock presenta in anteprima nazionale “La Congiura dei Nessuno”. Lo spettacolo con Giovanni Alfieri e Sergio Beercock che firma la regia insieme al testo e alle musiche originali è “una scrittura contemporanea che si ispira al mito dell’accecamento del ciclope, filtrata attraverso il prisma dell’alienazione moderna. La performance è ambientata in un futuro distopico, in cui il crollo delle tecnologie e delle intelligenze artificiali, ha riportato il mondo a uno stato post-storico dove il Progresso ha cominciato un processo al contrario”.
Venerdì 3 e sabato 4 luglio sono riproposte, sempre alle ore 11 e 14.30, le visite guidate alle opere di land art “Il sentiero delle acque” e “Il sentiero di Giano”.
3 luglio. La giornata propone “My Age #estratti” di Qui e Ora Residenza Teatrale/Silvia Gribaudi Performing Arts: versione site specific adattata per il nuovo spazio della sauna di Campsirago Residenza. Lo spettacolo (ore 16, 17, 18 e 19) con la regia coreografica di Silvia Gribaudi indaga il tema dell’età, del corpo e dei codici sociali. In scena Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli aprono interrogativi su come “ognuno di noi percepisce la propria età: un dato anagrafico ma anche un confine, un limite, un codice sociale che detta regole comportamentali su cosa si può o non si può fare”.

Alle 21 nella corte di Palazzo Gambassi va in scena “Mumble Mumble” di Giulio Santolini con il nuovo lavoro ideato e scritto insieme a Lorenza Guerrini. Con la danzatrice Noemi Piva, l’assolo è un’immersione nel mondo interiore di chi vive la danza come vocazione. Il progetto, sostenuto da CollettivO CineticO, esplora “i pensieri di un performer mentre danza. Attraverso un paesaggio sonoro che rende udibili flussi di coscienza, paure e desideri inconfessabili, il corpo diventa risonanza fisica del pensiero. Un manifesto estetico e politico che espone il “dietro le quinte” della mente, trasformando il labirinto psichico individuale in un’esperienza collettiva”.
La serata si chiude alle 22 con “Gramsci. Antonio detto Nino” di Francesco Niccolini eFabrizio Saccomanno, produzione Ura Teatro. Attraverso frammenti della vita privata di Gramsci, Fabrizio Saccomanno racconta la feroce sofferenza di un uomo che “vive una disperata solitudine e che, in dieci anni di prigionia, giorno dopo giorno, si spegne nel dolore e nell’assenza delle persone che ama: la moglie Julka, i figli Delio e Giuliano. Al centro del monologo ci sono le bellissime lettere ai suoi figli ai quali Gramsci scrive senza mai nominare il carcere e la sua condizione fisica e psichica, le lettere di un figlio devoto a una madre anziana che lo aspetta in Sardegna, le lettere di un fratello, di un marito: un capolavoro di umanità, etica, onestà spirituale; un romanzo nel romanzo che apre a pensieri, dubbi, misteri”.
4 luglio. Alle ore 21 Oscar De Summa presenta lo studio di I’m Looking for”, nuovo lavoro prodotto dal Teatro Metastasio: un monologo che “intreccia autobiografia, racconto e riflessione sul tempo e sulla memoria. Il punto di partenza è un incidente avvenuto a diciotto anni, un evento che interrompe bruscamente la continuità della vita e produce una frattura profonda”.

Alle 22 la coreografa Elisa Sbaragli porta in scena “Se domani” di TIR Danza in coproduzione con ArtGarage. Lo spettacolo affronta “la crisi come scelta tra negazione e accoglienza, interrogando la responsabilità dell’essere umano di fronte alla fine di un’epoca”. In scena Lorenzo De Simone e Alice Raffaelli.
Alle 23 si prosegue con “Canto verticale” di Giuseppe Di Bella, un concerto intimo in cui voce e chitarra si “intrecciano per restituire un canto che nasce dalla terra e si alza come preghiera, invocazione, respiro. Il sound è caratterizzato da “chitarre acustiche ed elettriche trattate con effetti ambientali e riverberi siderali, che si fondono con la voce in una dimensione sospesa tra folk contemporaneo e ricerca sperimentale”.
5 Luglio. Il festival si chiude con il lungo percorso “Errando per antiche vie, Cap. 2 Il Buddha silente del Monte di Brianza” che abbraccia l’intera giornata dall’alba fino alla sera. L’attraversamento di quest’anno è connotato dalla presenza del monaco giapponese Seigaku: pratiche meditative e zen sono infatti al centro del cammino, accanto a sette eventi performativi legati ai sette chakra del corpo. Un’azione scandita nei quattro momenti sincronici della giornata: l’alba, il mezzogiorno e il tramonto e la notte. “Errando per antiche vie”, ideato e guidato dal direttore artistico e regista Michele Losi, è l’esito di una ricerca artistica nei luoghi del Monte di Brianza affinata in vent’anni di attraversamento. La camminata performativa è suddivisa in sette tappe: il pubblico ha la possibilità di condividere l’intero percorso o raggiungere i diversi luoghi per assistere ai singoli spettacoli. Il percorso inizia alle ore 5.45 dalla Corte San Donnino nel borgo di Mondonico con l’azione performativa “Bastoni di terra” di e con il monaco Seigaku, Michele Losi, Anna Fascendini e Arianna Losi ispirata al chakra della Radice o della Terra, alle posizioni yoga Vrksasana (albero) e Tadasana (montagna), ai temi dell’energia e della stabilità, all’elemento della terra e al colore rosso.

Percorrendo il Sentiero delle acque si arriva a Campsirago Residenza dove la danzatrice e coreografa Erica Meucci presenta in anteprima nazionale “Nel tempo del serpente”. Il cammino riprende fino al sentiero che collega l’Eremo del San Genesio alla Madonna dell’Alpe dove Sofia Bolognini presenta “Selvatica”: un intervento poetico, con testi originali sul sacro femminile connesso alla natura e ai suoi cicli. Si scende a valle fino alla chiesa di Figina (Galbiate) dove va in scena lo spettacolo di danza “Falena”con Alice Raffaelli, coreografia di Elisa Sbaragli e suono di Edoardo Sansonne. “Falena”è un viaggio “nell’instabilità del desiderio, una riflessione poetica sul movimento come scelta, come apertura, come slancio verso ciò che ci supera e ci chiama”. Tappa successiva nella chiesetta di San Rocco e Biagio a Mozzana dove si esibisce in concerto Giuseppe di Bella, per arrivare ai giardini di Villa Bertarelli dove Seigaku propone pratiche zen di attivazione del sesto chakra,-il terzo occhio- attraverso la meditazione. “Errando per antiche vie” si conclude nella Chiesa di San Michele al Monte Barro dove il musicista e compositore Luca Maria Baldini presenta “Nessun cielo è senza luce”, una performance audiovisiva che interpreta gli aspetti universali e insieme i passaggi più radicali del pensiero francescano in chiave contemporanea. Installazione video s cura di Salvatore Insana in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana. Gli scritti di San Francesco, di Santa Chiara e dei seguaci del suo ordine, vengono riletti “alla luce delle urgenze attuali, reinterpretati e messi in dialogo con autori che esplorano i legami tra umano e non umano, tra spiritualità e tecnologia, tra azione politica e crisi ecologica, sfidando le concezioni tradizionali della modernità”. La domanda che muove il lavoro è: “Come possiamo riappropriarci nuovamente della nostra dimensione spirituale, tenendola insieme alla visione del nostro tempo?”
Il Giardino delle Esperidi è sostenuto dalla Provincia di Lecco, i comuni di Ello, Olgiate Molgara e Olginate, e la Fondazione Cariplo. In partenariato con il Comune di Colle Brianza.

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