Scuola

Gli esami non finiscono mai

Esami scolastici, spirito critico e Intelligenza Artificiale: una terna possibile?

6 Luglio 2026

Gli esami non finiscono mai…non la commedia in tre atti, scritta e interpretata da Eduardo De Filippo ma, concluso per la maggioranza degli studenti l’anno scolastico, archiviate le prove scritte della maturità, l’orale ha assunto quest’anno una valenza significativa, a partire dal cambio di struttura del colloquio: fare scena ha comportato il rischio della bocciatura. Per molti studenti già esaminati, le prove hanno rappresentato lo scoglio che sancisce la fine di un percorso scolastico spensierato, per approcciarsi a nuove esperienze di studio e ai nuovi esami concreti della vita. Gli esami e la maturità innescano un vortice emotivo complesso: umore ballerino, ansia da prestazione, paura di fallire, stress, disturbi del sonno, incubi del non essere sufficientemente preparati, l’euforia e il panico per la fine di un ciclo e l’inizio di una nuova fase della vita. Stati d’animo che, a ritmo crescente l’ultimo anno del percorso di studi fino alla notte prima degli esami, assumono un valore simbolico carico di aspettative.

Complice il caldo della stagione, le percentuali parlano di un 33% di chi ha temuto o teme di dimenticare quanto ha studiato, il 30 % di chi vorrebbe evitare di bloccarsi e di non riuscire a esprimersi quando si troverà di fronte alla commissione, la rimanente parte di chi sostiene di imbattersi in argomenti fuori programma ed essere giudicato in maniera ingiusta. E per scaricare la tensione, tra i comportamenti e il mood da esame, il rosicchiare le unghie, aumentare il numero di sigarette e di caffè, fare incetta di energy drink rappresentano una consuetudine diffusa ma inevitabile che mette a dura prova il corpo e la mente. I riti e il simbolismo associato agli esami sono numerosi: rituali ricchi di scaramanzia, abitudini che aiutano gli studenti a gestire l’ansia prima delle prove. I portafortuna si collocano in diverse categorie: dall’abbigliamento al supporto divino, dai gesti ripetitivi alle tradizioni e le usanze sempre più condivise e diffuse sui social tra studenti. La penna è il principale simbolo di chi ha affrontato gli esami e di chi ancora si appresta a concludere. La benedizione delle penne presso San Gabriele dell’Addolorata, in provincia di Teramo è una delle mete più gettonate, gite e pellegrinaggi presso il celebre santuario accolgono studenti, in affido prima degli esami, con il rituale delle messe dei 100 giorni dalla maturità. Indossare bracciali e ciondoli è un mix che si affianca alla pratica di accendere ceri ad un santo protettore, sempre più spesso frutto dell’abilità dell’Intelligenza Artificiale a mixare santi, cantanti, attori e personaggi famosi, in un’unica reliquia che, religiosa o laica, è utile per esorcizzare l’ansia da prestazione. Il social network TikTok, suggerisce di utilizzare lo stesso bagnoschiuma provato in una interrogazione ben riuscita, utile per catturare i sensi dei professori.

Ma la scaramanzia studentesca non finisce perché, dai calzini con corni rossi al piede di porco e poi statue, pezzi di arredi di casa o maniglie di scuola, sono i feticci maggiormente rinvenuti dopo le prove e utilizzati come barriere contro il male, oggetti bizzarri adottati scherzosamente in gruppo. Persino dormire con il libro considerato importante sotto il cuscino, assume un significato simbolico e scientifico che evidenzia l’ultimo ripasso del cervello mentre si cerca di riposare la notte prima del fatidico colloquio, senza staccare la spina, e poi dalla routine giornaliera all’outfit da esame indossando solo intimo blu. E come ogni anno, tornano puntuali anche gli strafalcioni, perché tra interrogazioni orali e scritti, la creatività di alcuni degli studenti spopola sui social. Addirittura nella formalità dei compiti in classe, gli studenti riescono a dare risposte geniali e divertenti, sfruttando tutta la creatività a disposizione, forse in modo incauto, per nascondere un’impreparazione all’argomento trattato dal compito o per risultare volontariamente simpatici. Tra gli aneddoti più curiosi, l’idea di associare al campo magnetico i campi di concentramento! Alla domanda “Conosci la serie di Fibonacci?” qualcuno ha ammesso “Ho visto qualche episodio della prima stagione”. Montale e Leopardi diventano Giacomo Montale ed Eugenio Leopardi, il celebre Ossi di Seppia di Eugenio Montale ha subito riadattamenti in Ossi di calamari e D’Annunzio sorvolò Fiume gettando volantini, non è mancato chi ha sostenuto che, il più noto romanzo di Pirandello è Il fu Mattia Bazar”.

Giovanni Verga, autore de I Malavoglia è sempre molto dibattuto, da chi ricordava che il celebre autore vendeva “lumini” anziché lupini e chi ha spiegato ai professori che Verga è nato a Milano e poi trasferito a Palermo e Catania a causa della nebbia della città lombarda. Tra sociologia ed etologia altra battuta è presto fatta: alla domanda: “Che differenza c’è tra emigrazione e immigrazione? La prima la fanno gli uccelli, la seconda gli extracomunitari”. Errori fatti circolare con ironia sui social dai ragazzi che rivelano come ogni anno , un po’ per emozione, un po’ per scarsa applicazione, tanti studenti incappano in gaffe e strafalcioni clamorosi, a volte comici, a volte in cui si nascondono situazioni personali fragili come chi scrive “Ho 99 problemi e non andare a scuola li risolverebbe tutti”, o come “Cara matematica, comprati una calcolatrice e risolviti i tuoi problemi. Sono un adolescente, non un terapista.” Parole che gettano una riflessione su questa tappa della vita che, affrontata con l’impegno scolastico adeguato, prepara ad approcciarsi alle tappe fondamentali della vita. E gli adolescenti non mancano di mostrare il bagaglio emotivo e la complessità di questa fase ansiogena che si trovano ad affrontare, un momento di transizione delicato: uscire da un ambiente familiare per interfacciarsi con nuove sfide scolastiche dove tentare di accrescere l’autostima, il senso di responsabilità e affrontare un’esperienza di crescita che si auspica “serena, autonoma e costruttiva”. Questo mix di emozioni e difficoltà è stato spesso raccontato in note e musica e nel cinema. Numerose canzoni italiane hanno affrontato il tema degli esami, catturando le emozioni di questo momento fondamentale della vita, come “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, diventata un inno per generazioni di studenti italiani. Venditti canta la tensione, le speranze e i ricordi della notte che precede l’esame, con versi che evocano un senso di nostalgia per il percorso che si conclude e trasmette il mix di paura e speranza per il futuro.

Anche il cinema italiano ha spesso rappresentato gli esami di maturità, offrendo uno sguardo approfondito sulle esperienze degli studenti. “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi racconta le vicende di un gruppo di amici durante l’ultimo anno di liceo che accompagnano alla notte prima degli esami. Il film è diventato un cult, grazie alla sua capacità di rappresentare con realismo gli stati d’animo e i sogni dei giovani. Canzoni e film che ci ricordano che, nonostante le sfide, questo momento rappresenta un trampolino di lancio verso il futuro e una sfida che va affrontata con la consapevolezza che la scuola è impegno ed esperienza di vita, ancora più che un voto o un giudizio. *5Sono gli studenti stessi che chiedono di essere valutati non solo per le nozioni apprese, ma anche per le capacità di ragionare, di esprimere opinioni proprie e di utilizzare il senso critico che purtroppo rischia di essere minato e contaminato dalla tecnologia. Con l’arrivo del computer, poi di internet e ora con l’intelligenza artificiale, come riusciranno le giovani generazioni a sviluppare il senso critico?  Nell’epoca dello scroll veloce, il sapere si è fatto sì accessibile a tutti, rapido, più ampio, ma anche più superficiale e ora, nella fase in cui l’IA non chiede nemmeno più di cercare, perché anticipa e costruisce puzzle di contenuti pronti, sparirà persino la fatica di pensare il prompt adatto per delegare al software di svolgere ogni fatica di pensiero. L’augurio è che i giovani possano essere capaci di sorprendere per le loro capacità, per il proprio senso di responsabilità, imparando a coltivare il dubbio delle informazioni preimpostate e forse non veritiere, in fondo, l’educazione al pensiero critico non ha mai significato accumulare nozioni. Agli adulti educanti spetta il compito fondamentale di guidare al sapere critico della conoscenza che col tempo sta mutando aspetto: non più simile ad un edificio antisismico ma alla struttura di una tenda leggera, che si monta e si smonta. All’esame, come sosteneva Daniel Pennac, il copione non cambia, “quale che sia la materia insegnata, un professore scopre ben presto che, ad ogni domanda posta, lo studente interrogato ha a disposizione tre risposte possibili: quella giusta, quella sbagliata, quella assurda”, nell’era della mente aumentata, tuttavia, alle 3 possibili risposte, potrebbe aggiungersi una quarta…quella elaborata dall’intelligenza artificiale.

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