Moda
Emporio Armani Autunno/Inverno 2026-27: il rigore diventa un gesto di stile
Alasdair McLellan firma la nuova campagna Emporio Armani, tra l’architettura della Funkhaus di Berlino, la materia della fotografia analogica e l’eleganza contemporanea di Manu Ríos e Nicolò Martinenghi
La vera eleganza non ha bisogno di alzare la voce. Si riconosce nella postura, nella misura di un gesto, nella capacità di abitare lo spazio senza mai esserne sovrastata. È questa l’idea di stile che attraversa la campagna Emporio Armani Autunno/Inverno 2026-27, affidata all’obiettivo di Alasdair McLellan e ambientata negli spazi monumentali della Funkhaus di Berlino.
La scelta non è casuale. L’edificio, con la sua architettura imponente e insieme funzionale, diventa qualcosa di più di un semplice fondale: è una presenza narrativa. Le sue superfici, i materiali, le geometrie e i colori caldi costruiscono un paesaggio visivo nel quale la collezione può esprimere una delle tensioni più interessanti dell’universo Emporio Armani . McLellan sceglie la pellicola e una fotografia dalla consistenza quasi tattile. Le immagini hanno grana, densità, materia. Gli interni e gli esterni della Funkhaus vengono catturati senza compiacimenti, lasciando che siano la luce e la fisicità degli ambienti a definire l’atmosfera. Ne deriva una campagna lontana dalla perfezione levigata dell’immagine digitale: più intima, più concreta, quasi cinematografica.
Al centro, i modelli Mia Armstrong, Jesephen Akuei, Xiru Yang, Morgan Sahadow, Alexander Kosi, Camero e Kai W. compongono una galleria di volti e personalità differenti. Le pose oscillano tra la costruzione rigorosa del ritratto e l’immediatezza di un momento colto quasi per caso. È proprio in questa alternanza che emerge il carattere della collezione: un’eleganza giovane, composta, ma mai uniforme.
L’ispirazione guarda al mondo dei collegi e dei conservatori, alla severità delle uniformi e alla loro capacità di diventare, attraverso chi le indossa, qualcosa di personale. Il rigore non è dunque una gabbia, ma una grammatica da reinterpretare. L’abito definisce una struttura; il corpo, lo sguardo e l’attitudine ne riscrivono il significato.
È una concezione profondamente contemporanea dell’eleganza: non l’adesione a un codice, ma la libertà di appropriarsene.
Manu Ríos, il volto di una nuova eleganza internazionale
A interpretare le collezioni Emporio Armani Eyewear, Watches & Jewelry è Manu Ríos, attore spagnolo diventato volto di una generazione internazionale.
La sua notorietà è esplosa con Élite, la serie Netflix che lo ha trasformato in una presenza riconoscibile ben oltre i confini della Spagna. Ma il percorso di Ríos si è rapidamente spostato verso il cinema d’autore e le grandi produzioni internazionali.
Ha lavorato con Pedro Almodóvar in Strange Way of Life, al fianco di Pedro Pascal ed Ethan Hawke, e successivamente con Penélope Cruz e Johnny Depp in Day Drinker, diretto da Marc Webb. Una traiettoria che restituisce l’immagine di un interprete capace di muoversi tra linguaggi e mondi differenti, mantenendo una presenza personale.
Nella campagna Emporio Armani, Ríos porta proprio questa ambivalenza: il magnetismo della star e, allo stesso tempo, una naturalezza priva di ostentazione. Gli occhiali, gli orologi e i gioielli diventano dettagli attraverso i quali costruire un’identità, non semplici accessori da esibire.
Nicolò Martinenghi, la disciplina come forma di eleganza
Se Manu Ríos rappresenta il carisma, Nicolò Martinenghi introduce nella campagna un’altra forma di presenza: quella della disciplina.
Il campione italiano interpreta Emporio Armani Sea Explorer, la collezione di orologi sportivi che per l’Autunno/Inverno 2026-27 si arricchisce di una versione in puro titanio di Grado 2. Un materiale scelto per le sue qualità di leggerezza, resistenza e comfort, particolarmente adatte a un orologio concepito per affrontare condizioni impegnative.
La scelta di Martinenghi sembra proseguire naturalmente questo racconto. La sua carriera è costruita sulla precisione del gesto, sulla ripetizione, sulla capacità di trasformare la disciplina in performance. Specialista dei 100 metri rana, ha attraversato in pochi anni il percorso che dalle competizioni giovanili lo ha condotto ai massimi appuntamenti internazionali.
Il bronzo olimpico nei 100 metri rana e nella staffetta 4×100 metri misti a Tokyo 2020, il titolo mondiale conquistato a Budapest nel 2022 e, infine, l’oro olimpico di Parigi 2024 nella sua specialità raccontano una carriera nella quale talento e rigore procedono inseparabili.
È un contrasto soltanto apparente con Ríos. Entrambi, in realtà, raccontano la stessa idea di contemporaneità: la possibilità di essere riconoscibili senza aderire a un modello prestabilito.
La nuova grammatica di Emporio Armani
È forse questo il punto più interessante della campagna. Emporio Armani non cerca un unico ideale di uomo contemporaneo, ma ne mette in scena diverse declinazioni.
Da una parte c’è l’attore, con il suo carisma fluido e internazionale; dall’altra l’atleta, con la precisione quasi rituale del gesto sportivo. In mezzo, la moda diventa il terreno comune nel quale queste identità possono incontrarsi.
La Funkhaus, con la sua monumentalità, offre il contesto; la fotografia analogica di McLellan ne restituisce la materia; i protagonisti introducono la dimensione umana. Il risultato è un racconto in cui l’eleganza non coincide con la rigidità, ma nasce dalla relazione tra ordine ed espressione individuale.
Per la stagione Autunno/Inverno 2026-27, Emporio Armani sembra dunque tornare a una delle sue intuizioni più fertili: la modernità non come rottura spettacolare, ma come equilibrio. Una questione di proporzioni, di attitudine, di dettagli.
E soprattutto di libertà.
Perché l’uniforme, quando è davvero personale, smette di essere un’uniforme.







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