Criminalità
Narcotraffico, dal sud est siciliano all’Albania: le inchieste degli Stati Generali riprese dalla stampa albanese
Le mie inchieste sugli Stati Generali, rilanciate da La Sicilia e riprese dalla stampa albanese, trovano un nuovo sviluppo: Pamfleti annuncia verifiche sul possibile reinvestimento dei proventi del traffico in immobili, attività economiche e costruzioni.
Le ricostruzioni pubblicate su Gli Stati Generali e rilanciate da La Sicilia vengono riprese da diverse testate albanesi e di lingua albanese, tra cui Pamfleti, Syri, Ora News, Vox News, BoldNews e Paparaci. Dentro questa diffusione, Pamfleti aggiunge un elemento nuovo: riferisce di avere raccolto informazioni secondo le quali una parte considerevole dei proventi del traffico della rete raccontata nei suoi articoli, che richiamano Luzim Ndreu, Auglent “Denny” Lalollari, Lorenc Daiu e i fratelli Tosku, potrebbe essere rientrata in Albania ed essere stata investita in attività economiche, immobili e imprese di costruzioni.
«Questa pista è ancora in fase di verifica», precisa la testata, annunciando un approfondimento parallelo dedicato agli intestatari formali e al circuito del denaro tra Sicilia e Albania. È da qui che le domande affrontate nelle mie inchieste possono proseguire sull’altra sponda, cercando di ricostruire che cosa accada ai ricavi dopo la vendita della cocaina, chi ne disponga e attraverso quali passaggi possano trasformarsi in investimenti.
Pamfleti, dagli uomini al percorso dei capitali
Nel suo approfondimento, Pamfleti ripercorre le provenienze di alcuni protagonisti e la ricorrenza dei loro nomi nei fascicoli italiani, richiamando Luzim Ndreu, Auglent “Denny” Lalollari, Lorenc Daiu, i fratelli Tosku e altri nomi già incontrati nei miei articoli. Alla geografia di Vittoria, Santa Croce Camerina e Comiso affianca Fier, Rrogozhina, Lushnjë e Kavajë, ricostruendo un percorso attraverso operazioni e arresti di anni differenti, senza considerarli la prova di un comando unico o di una struttura rimasta immutata nel tempo.
Su questa geografia la redazione albanese innesta le informazioni che dichiara di avere raccolto circa gli investimenti: una pista riferita alla rete raccontata, che dovrà ancora individuare i trasferimenti effettivi, gli impieghi delle somme e le persone che ne abbiano disposto. Nei materiali fin qui esaminati non compare una conferma dell’apertura di indagini da parte delle autorità albanesi; ciò che posso documentare è l’iniziativa giornalistica annunciata da Pamfleti.
La prospettiva si allarga così dai rapporti necessari a far arrivare e vendere la cocaina a quelli attraverso i quali i ricavi potrebbero essere stati trasferiti e reinvestiti. Per chi, come me, ha seguito sul territorio siciliano uomini, forniture e debiti, è una domanda che prosegue in un luogo diverso e richiede strumenti ulteriori: documenti societari, passaggi di proprietà e movimenti finanziari capaci di collegare la provenienza del denaro al suo impiego.
Da La Sicilia alle redazioni albanesi
Questo sviluppo arriva dentro una circolazione più ampia delle mie inchieste, che il quotidiano La Sicilia riprende e rilancia con continuità, dedicando spazio al progetto attribuito al gruppo Gurrieri, alle aggressioni di Vittoria e ai rapporti tra le formazioni locali e la componente albanese. Il quotidiano costituisce anche uno dei passaggi attraverso i quali le ricostruzioni raggiungono altre redazioni, come nell’articolo di Pamfleti dell’11 ottobre sulla quinta puntata, presentato dalla testata come un adattamento da La Sicilia.
Già il 19 settembre 2026 Pamfleti aveva ripreso la seconda puntata pubblicata su Gli Stati Generali, raccontando la sfida attribuita a Gurrieri contro la rete albanese. Il giorno successivo, BoldNews e Vox News tornano sulla vicenda, citando il mio nome e la testata italiana e soffermandosi sui rapporti tra Ndreu e Lalollari, sui fratelli Di Modica e sugli ambienti indicati dalle fonti come vicini ai Matriali e a “u Puorcu”.
Anche Ora News pubblica una ripresa della seconda puntata con il riferimento a Gli Stati Generali, mentre Paparaci dedica un approfondimento agli scontri e al tentativo attribuito alla nuova formazione di conquistare spazio nel mercato della droga. L’11 ottobre Syri riprende invece la quinta puntata, concentrandosi sul ruolo descritto per Denny Lalollari, sulla divisione delle funzioni tra gruppi locali e interlocutori albanesi e sulle presunte richieste di denaro ai commercianti di via Cavour.
Sono letture che mantengono ciascuna una propria impostazione e che hanno portato le vicende del Ragusano a lettori e redazioni di lingua albanese, dove i luoghi d’origine di alcuni degli uomini raccontati appartengono a una geografia conosciuta da vicino.
Le domande che proseguono sull’altra sponda
L’attenzione precede la serie attuale: Pamfleti aveva già pubblicato interventi sulle mie analisi e, il 12 luglio 2026, un articolo con la mia firma dedicato a cocaina, intimidazioni e incendi nel territorio vittoriese; Syri aveva ospitato un’intervista sulle alleanze criminali, un approfondimento sul mio libro «Sicilia Nostra» e notizie sulle misure di protezione disposte nei miei confronti, mentre Syri e Ora News avevano ripreso anche il resoconto della mia audizione alla Commissione antimafia regionale.
Dentro questo percorso, le informazioni raccolte da Pamfleti aprono una possibilità concreta di approfondimento sul versante albanese. Nelle mie puntate ho seguito il rapporto tra chi controlla una piazza e chi garantisce una fornitura, il credito che permette alla merce di circolare e il debito che continua a pesare quando un carico viene perduto; la ricerca annunciata riguarda la parte dei ricavi che potrebbe avere lasciato quel circuito, assumendo altre forme e altre intestazioni.
Un investimento, da solo, non ne rivela l’origine, e un rapporto personale o familiare non dimostra la provenienza criminale dei capitali. Sarà la possibilità di ricostruire quei passaggi a dare consistenza alla pista, permettendo di capire se le informazioni raccolte trovino conferma e quali percorsi emergano dai documenti.
Dalle serre e dai magazzini del Ragusano, la traccia potrebbe proseguire sull’altra sponda dell’Adriatico, fino alle date di un acquisto, alle quote di una società, al nome scritto su un atto di proprietà.
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