Italia
Legge antispreco, in dieci anni donazioni per oltre 10 miliardi di euro
A dieci anni dall’introduzione della legge 166/2016, recuperate 3,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari e oltre 40 milioni di confezioni di farmaci. Fondazione Valore e Fondazione Terzjus presentano i primi risultati di una ricerca su imprese e terzo settore
A dieci anni dall’entrata in vigore della legge 166/2016, il valore delle eccedenze alimentari e farmaceutiche donate in Italia ha superato i 10,3 miliardi di euro. È quanto emerge dai primi dati della ricerca condotta da Fondazione Valore e Fondazione Terzjus, con il sostegno di Fondazione Cariplo, presentati a Milano nel corso dell’incontro «Donazione delle eccedenze: un’alleanza circolare con nuove opportunità per le imprese», organizzato dalle due fondazioni in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
Tra il 2016 e il 2025 sono state donate 3,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari, per un valore stimato di 9,9 miliardi di euro. A queste si aggiungono oltre 40 milioni di confezioni di farmaci recuperate, equivalenti a 423 milioni di euro. Il totale supera così i 10,3 miliardi, senza considerare le donazioni provenienti da altri comparti produttivi, per le quali non è ancora disponibile una valorizzazione economica. I risultati evidenziano il ruolo assunto dalla normativa nel favorire il recupero e la redistribuzione di beni ancora utilizzabili, ma anche le possibilità di estendere il sistema delle donazioni oltre i settori alimentare e farmaceutico. Un ambito nel quale le imprese possono contribuire alla riduzione degli sprechi e, allo stesso tempo, rispondere a esigenze sociali attraverso una collaborazione strutturata con gli enti del Terzo settore.
In questo contesto si inserisce l’attività di Fondazione Valore, nata nel 2023 con l’obiettivo di facilitare l’incontro tra le aziende che dispongono di eccedenze e le organizzazioni che possono destinarle a finalità solidali. La fondazione ha presentato in occasione dell’incontro anche HUB 166, una piattaforma online pensata per semplificare la gestione delle donazioni. Attraverso il sistema, gli enti del Terzo settore potranno accreditarsi, consultare i beni disponibili e prenotarne il ritiro presso hub centrali o di prossimità.
La legge 166/2016, ha ricordato l’onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria del provvedimento, ha contribuito a modificare l’approccio delle aziende al tema dello spreco, riconoscendo nelle eccedenze una risorsa da valorizzare. “A dieci anni dalla sua entrata in vigore, possiamo affermare anzitutto che la legge 166 ha cambiato il vocabolario pubblico ma anche nelle aziende: non si parla più di spreco come problema, ma di eccedenze come risorsa da valorizzare. Quelle che si sono messe in campo, attraverso semplificazioni e vantaggi fiscali, sono soluzioni per chi produce, vende, somministra. La legge consente di realizzare a pieno e concretamente la responsabilità sociale delle imprese consentendo al contempo la risposta a bisogni sociali, la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione dei costi e dei processi. La 166 promuove il lavoro in rete, dentro le aziende, tra ruoli e funzioni diverse, e con il mondo del Terzo Settore. I dati dimostrano che ancora molto si può fare, soprattutto per i beni diversi da alimenti e farmaci.”
Per Gabriele Sepio, presidente di Fondazione Valore, la sfida dei prossimi anni sarà rendere le donazioni una pratica sempre più diffusa e integrata nei processi aziendali. “A dieci anni dalla Legge 166, la sfida è trasformare le opportunità offerte dalla normativa in pratiche sempre più diffuse e strutturate all’interno delle imprese. Donare le eccedenze non significa soltanto evitare uno spreco, ma rimettere in circolo risorse ancora utili, generando valore economico, sociale e ambientale. È in questa prospettiva che opera Fondazione Valore, con l’obiettivo di rendere la donazione un processo semplice, accessibile e sostenibile, rafforzando il collegamento tra il mondo profit e gli enti del Terzo settore. L’incontro di oggi ha segnato un passo concreto in questa direzione, anche con la presentazione di HUB 166, la nuova piattaforma di Fondazione Valore, pensata per facilitare l’incontro tra chi dispone di beni da donare e gli enti che possono trasformarli in risposte ai bisogni della collettività. Uno strumento che punta ad ampliare la partecipazione delle imprese e a contribuire alla costruzione di un modello di economia circolare e sociale sempre più inclusivo e strutturato”.
Anche per Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore, il recupero delle eccedenze rappresenta un’opportunità per rafforzare la collaborazione tra imprese, organizzazioni non profit e comunità locali. “In questi dieci anni la legge ha dimostrato che ciò che nasce come eccedenza può diventare una risorsa di grande valore per le persone e le comunità. Per Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore, questa visione si lega alla scelta di fare dell’impegno sociale una componente etica e strategica del proprio ruolo. Sostenere iniziative come quella di oggi significa contribuire a creare connessioni tra imprese, Terzo Settore e territori, affinché la solidarietà si traduca in interventi concreti e duraturi a favore di chi è più fragile”, ha commentato Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer della banca.
La ricerca, ancora in corso, ha coinvolto finora 623 enti del Terzo settore impegnati nel recupero e nella distribuzione delle eccedenze. Dalle risposte raccolte emerge che l’81,2% delle organizzazioni che hanno partecipato alla rilevazione riceve prodotti donati dalle aziende. Il 66% gestisce inoltre due o tre categorie di beni, che comprendono alimenti, farmaci e altri prodotti non alimentari e non sanitari.
L’indagine ha permesso di individuare anche alcuni ostacoli alla diffusione delle donazioni. Tra le priorità indicate dagli enti figurano maggiori benefici e incentivi per le imprese donatrici, segnalati dal 65,9% degli intervistati, e una più ampia informazione sulle opportunità previste dalla legge 166, richiesta dal 71,7%. Il 69,5% auspica inoltre agevolazioni per le organizzazioni che ricevono e distribuiscono i beni.
Sul piano operativo, il 44,3% degli enti ritiene necessari hub locali per lo stoccaggio delle eccedenze, mentre il 36,5% indica l’esigenza di introdurre meccanismi che favoriscano la donazione di servizi logistici da parte delle aziende.
Un quadro che, secondo Luigi Bobba, presidente di Fondazione Terzjus, evidenzia l’importanza di consolidare la rete degli enti coinvolti e rafforzare gli strumenti a disposizione del Terzo settore. “Questa prima rilevazione, frutto dell’indagine ancora in corso realizzata grazie al contributo della Fondazione Cariplo, rende visibile una rete di enti spesso piccoli, fortemente radicati nelle comunità e sostenuti in larga misura dal volontariato, che ogni giorno trasforma beni destinati allo spreco in aiuti concreti per le persone più fragili. Il fatto che più della metà delle organizzazioni abbia iniziato questa attività dopo il 2016 mostra quanto la cultura del recupero e della donazione sia cresciuta nell’ultimo decennio. La sfida ora è consolidare questa rete, investendo nella formazione, negli strumenti digitali, nelle campagne di informazione sulla legge antispreco e nella collaborazione tra Terzo settore, imprese e istituzioni”.
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