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Mondo

Platner espugna il Maine: la corsa al Senato tra ombre personali ed echi di Trump e Sanders

di Domenico Maceri
12 Giugno 2026

“Ho commesso degli sbagli nella mia vita, sbagli di cui mi pento… ma dai quali continuo ad imparare. Sono lungi dall’essere perfetto, ma ogni giorno cerco di diventare un po’ migliore e un po’ più gentile del giorno prima”. Così Graham Platner il giorno della sua vittoria alle primarie democratiche nello Stato del Maine per un seggio al Senato. Platner ha continuato dicendo di credere “al cambiamento in politica e a quello del Paese, e che bisogna credere che anche le persone possano cambiare”.

Platner ha cercato di mettere a tacere le accuse di comportamenti inappropriati verso le donne emerse negli ultimi due mesi, che hanno gettato ombre sulla sua candidatura. Alla fine, però, gli elettori del Maine gli hanno espresso fiducia, concedendogli una vittoria schiacciante con il 72 per cento dei consensi. Platner sfiderà la senatrice repubblicana in carica Susan Collins, la quale rappresenta il Maine al Senato USA dal 1997.

Quasi tutti gli analisti prevedono una vittoria del Partito Democratico per ottenere la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti alle elezioni di midterm a novembre. Alcuni hanno indicato che i democratici potrebbero ottenere la maggioranza anche al Senato. Uno dei seggi indispensabili per questa vittoria sarebbe proprio quello della Collins, e Platner sarebbe avanti nei sondaggi di quasi 10 punti.

 

 

Bernie Sanders, Elizabeth Warren e Alexandria Ocasio-Cortez, leader progressisti,  hanno dato il loro endorsement a Graham Platner per le primarie democratiche del seggio al Senato dello Stato del Maine. Hanno sorvolato sulle accuse di improprietà di Platner nei suoi rapporti con le donne.

Indagini del New York Times e di altri media hanno però rivelato che i suoi rapporti con le donne sono macchiati da comportamenti scorretti. Alcune lo hanno accusato di violenza e maltrattamenti, ed è venuto a galla anche un tatuaggio nazista che ha esibito per 10 anni. Nonostante alcune smentite e chiarimenti, Platner ha tentato di spiegare questi suoi comportamenti tutt’altro che accettabili asserendo che si tratta del suo passato, che in alcuni periodi è stato molto buio. È cambiato, asserisce, e ha anche dichiarato che parecchie delle sue ex fidanzate lo considerano una buona persona e sono tutt’ora sue amiche. Disturbano però alcuni messaggi di sexting scoperti recentemente dalla moglie, la quale, tuttavia, ha preso le sue difese, asserendo che nessun matrimonio è perfetto e che lei continua a sostenerlo.

I democratici si sono sempre dichiarati paladini del movimento #MeToo e grandi sostenitori dei diritti delle donne. Sotto molti aspetti ciò è vero, come dimostrano le reazioni di politici democratici che hanno visto la loro carriera sfumare per comportamenti inappropriati. Si ricordano il senatore Al Franken del Minnesota, che fu costretto a dimettersi nel 2018, e il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo, che si dimise nel 2021. Molto più recente è il caso del parlamentare Eric Swalwell, candidato a governatore nelle primarie democratiche in California, anche lui costretto a ritirarsi dalla corsa.

Susan Collins, senatrice repubblicana del Maine, sarà sfidata a novembre da Graham Platner. Una vittoria del candidato democratico sarebbe un passo per la conquista della maggioranza dei democratici alla Camera Alta a novembre.

Il caso di Platner, però, non ha avuto la stessa sorte, e il fatto che gli elettori del Maine lo abbiano votato indica che qualcosa è cambiato. Ce lo dimostra anche il sostegno a Platner da parte di Chuck Schumer, senatore democratico di New York e leader del suo partito alla Camera Alta. Persino Alexandria Ocasio-Cortez non ha abbandonato Platner, dichiarando che “c’è molto nel suo comportamento che è difficile da accettare”, ma alla fine si tratta di non dimenticare i danni fatti dalla Collins.

Donald Trump, però, ha preso una posizione completamente contraria, definendo Platner “un delinquente… il peggior essere umano che abbia mai corso per un incarico politico”. Come spesso avviene quando il presidente USA attacca qualcuno, non fa altro che proiettare le sue debolezze. Vanno ricordate le sue condotte inappropriate verso le donne, in parole e azioni, una delle quali ha condotto alla sua condanna in una causa civile per aggressione sessuale nei confronti di E. Jean Carroll a New York, per la quale deve pagare 5 milioni di dollari. A differenza di Platner, che ha riconosciuto di dover migliorare, Trump non ha mai ammesso nessuna colpevolezza. Persino nel caso della Carroll ha rifiutato il verdetto, ricorrendo in appello. Non solo: adesso, da presidente, il Dipartimento della Giustizia da lui guidato ha iniziato un’indagine sulla Carroll, accusandola di falsa testimonianza perché avrebbe ricevuto fondi illegali per la sua difesa durante il processo.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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